TOIA (Mar-DL-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOIA (Mar-DL-U). Signor Presidente, noi ci siamo lasciati, alle ore 13, con questo provvedimento e con la richiesta, da parte dei senatori del mio Gruppo, di poter conoscere più o meno l'orientamento temporale per la presentazione di preannunciati ulteriori emendamenti - non sapevamo bene se del relatore a nome della Commissione o del Governo - e per eventuali subemendamenti.
Vediamo ora che è stato distribuito il fascicolo degli emendamenti n. 2. Ci rendiamo conto che probabilmente la presentazione di quegli emendamenti preannunciati alle ore 16 è stata invece anticipata (voi avete strutture di supporto che noi non abbiamo); pare che siano pervenuti alle 13,30 e che sia stato detto ai Gruppi che c'era tempo fino alle ore 16 per presentare eventuali subemendamenti.
Ora, chiedo a lei, signor Presidente, che è un collega pure presente (non siamo tantissimi, ma ce n'è un certo numero), com'è possibile per noi poveri e diligenti senatori che abbiamo iniziato a lavorare questa mattina alle ore 8,30, che dopo la chiusura della seduta alle ore 13 siamo andati in Commissione (nel mio caso quella per i diritti umani e alle ore 14,30 in un'altra Commissione) e alle ore 16 siamo corsi in Aula per verificare la presentazione di eventuali emendamenti, poter svolgere il nostro lavoro di presentazione di subemendamenti.
Penso che occorra veramente ridiscutere questo nostro modo forsennato di lavorare, per cui le Commissioni si riuniscono all'alba, nell'intervallo del pranzo e alla sera. Chi non lavora nelle Commissioni e in Aula può anche non subirne un danno, ma chi di noi lavora non riesce più a tenere questo ritmo seriamente.
Nella fattispecie, mi trovo ora a seguire questo dibattito con i miei colleghi e a confrontare affannosamente il fascicolo n. 1 con il n. 2, avendo perso la possibilità, (perché ho fatto diligentemente il mio lavoro di membro della Commissione per i diritti umani, della Commissione industria e di senatore che vuole ascoltare il Presidente del Consiglio, nonostante certi atteggiamenti, gesti e parole che lascio a voi commentare) di presentare subemendamenti.
Pongo a lei questo problema perché so che è un senatore diligente, oltre che un vice Presidente. Cosa avrebbe fatto nei miei panni? Noi poveri senatori della Margherita siamo nell'impossibilità di sdoppiarci; voi evidentemente avete imparato anche a sdoppiarvi.
Chiedo adesso quali sono i tempi ai quali dobbiamo attenerci, se i termini di presentazione sono irrimediabilmente superati. E poi che il senatore Boscetto ci dica almeno quali sono gli otto nuovi emendamenti, perché non si debba fare questo defatigante lavoro di confronto e si capisca qual è la parte nuova rispetto al fascicolo precedente.
Però, signor Presidente, oltre a questa cortesia di segnalarci gli otto nuovi emendamenti, chiedo davvero che si riveda questa nostra abitudine per cui il termine per la presentazione di subemendamenti precede sempre quello per la presentazione degli emendamenti; se invece viene fissato successivamente, si danno solo pochi minuti, nel frattempo occupati da altre attività parlamentari.
Voglio compiere fino in fondo il mio dovere di senatore, di membro delle Commissioni e di persona interessata ai diversi temi. Come me molti altri sono nell'impossibilità di farlo.
Purtroppo, lo diceva oggi il presidente Mancino, quando abbiamo esaminato il bilancio del Senato non siamo stati, tutti insieme, così tempestivi da discutere anche delle modalità di funzionamento del Senato, che stanno diventando impraticabili per quei senatori della maggioranza e dell'opposizione che volessero davvero fare il loro dovere.
Mi trovo costretta a farlo spesso superficialmente e non ne sono soddisfatta. Un esempio è certamente questo. Sicuramente avete comunicato i termini di presentazione; tra i quattro superstiti alle ore 13 si era detto che ci sarebbe stata una comunicazione interpersonale, che però non è avvenuta. Almeno, senatore Boscetto, mi faccia la cortesia di dirmi quali sono questi otto emendamenti.(Applausi dal Gruppo Mar-DL-U e del senatore Scalfaro).