Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (433 KB)

Versione HTML base



Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 25/09/2002


RIPAMONTI (Verdi-U). Signor Presidente, anche il Gruppo dei Verdi si augura che tramite la discussione che stiamo facendo e le votazioni che svolgeremo sia possibile apportare alcune modifiche migliorative al provvedimento.

La soluzione che la maggioranza ha adottato e che rappresenta la novità derivante dal lavoro di Commissione credo non sia adeguata a risolvere i problemi che abbiamo di fronte: è emersa una soluzione pasticciata, caotica, che aumenta la burocrazia e non risolve i problemi.

Per fare un esempio - ma ve ne sarebbero molti altri - grazie all’emendamento 3.1000, presentato dai relatori, oggi la maggioranza e il Governo hanno scoperto (ma noi l’avevamo già denunciato) che l'articolo 1 del provvedimento è privo di copertura finanziaria. Il Governo, dopo aver emanato da più di quindici giorni questo decreto-legge, si accorge che l’articolo 1 deve essere coperto finanziariamente e così i relatori presentano il suddetto emendamento. La cifra, naturalmente, non è astronomica, ma non è tanto questo il problema, signor Presidente. La relazione tecnica ci indica, appunto, che l’articolo 1 deve essere adeguatamente coperto.

Mi sembra che siano ancora presenti degli strafalcioni, perché nel provvedimento si prevede, ad esempio, di fare una media di tre persone per provincia che dovrebbero fare un lavoro straordinario di 20 ore mensili: mi chiedo come sia possibile stabilire una media di tre persone per provincia. A Milano gli attuali centri di accoglienza che stanno svolgendo un’operazione di consulenza nei confronti degli immigrati ricevono alcune centinaia di domande tutti i giorni. Mi chiedo come sia possibile ritenere che una media di tre unità per provincia sia sufficiente a far fronte alle richieste di cui all’articolo 1.

Ci sarebbero poi altre questioni da definire. In sostanza, signor Presidente, la soluzione adottata è pasticciata e difficile da porre in essere. Ciò è dovuto, intanto, alle rilevanti divisioni interne che si sono palesate in queste settimane nella maggioranza, perché credo che sul tema non vi sia solo una divisione di carattere politico, ma divisioni di natura ideologica, o meglio di collocazione culturale.

Le mediazioni (che naturalmente in politica sono sempre positive: in politica la mediazione è uno degli strumenti che deve essere adottato, soprattutto quando si tratta di governare con maggioranze di coalizione) in questo caso non sono state indirizzate a risolvere i problemi, ma piuttosto a cancellarli. Ne è derivata questa soluzione pasticciata.

Rimangono aperti alcuni problemi rilevantissimi, che non sono stati affrontati nella discussione che si è svolta in queste settimane in Commissione e che si sta tenendo adesso nell’Aula del Senato. Vi sono molti immigrati che denunciano di essere costretti ad anticipare la somma che dovrebbe essere versata dagli imprenditori. Ho presentato al riguardo un'interrogazione e vedremo quando riceverò risposta. Questo, però, è un problema concreto: molti immigrati - ci è stato riferito - denunciano il fatto che gli imprenditori chiedono loro di anticipare la somma che dovrebbe invece essere versata dagli imprenditori medesimi.

Noi non ci occupiamo di queste cose. In Aula e in Commissione, nelle scorse settimane, ci siamo domandati, ad esempio, se la quota dei lavoratori regolarizzati dovesse essere stralciata: non abbiamo affrontato i problemi reali, ma altre questioni.

Vi sono immigrati che sono costretti a firmare lettere di licenziamento in bianco al datore di lavoro e, quando la regolarizzazione sarà effettuata, queste lettere diverranno immediatamente esecutive e gli immigrati torneranno in nero.

In questa settimana sono nate, per l'occasione, ditte fantasma che dovrebbero regolarizzare gli immigrati contro il versamento di adeguate tangenti; a Milano si parla di cifre che vanno da 2.000 a 10.000 euro.

Queste sono solo alcune delle questioni che abbiamo sollevato e che sono rimaste irrisolte. Per esempio, per quanto riguarda l'eventuale regolarizzazione dei periodi pregressi al 10 giugno, la formulazione della norma non è assolutamente chiara.

Circa le spese per l'alloggio il testo è indecifrabile e potrebbe dare adito a situazioni di malcostume. Dobbiamo specificare che quando si parla di spese per l'alloggio deve trattarsi di affitto regolare perché non possiamo pensare, ad esempio, che il datore di lavoro possa detrarre fino a un terzo dello stipendio dovuto al lavoratore essendo magari anche proprietario dell'alloggio che poi viene affittato all'extracomunitario. Al danno si aggiunge la beffa: non solo il datore di lavoro percepisce l'affitto, ma ha anche la possibilità di detrarre un terzo dello stipendio dovuto all'extracomunitario.

Non è risolta la questione dei contratti a termine inferiori all'anno. In tal modo si restringe in maniera evidentissima la platea dei beneficiari lasciando fuori, per esempio, tutti i lavoratori irregolari del settore dell'agricoltura. Non è previsto assolutamente niente per quanto riguarda i cosiddetti immigrati che svolgono un lavoro autonomo. Vi sono, quindi, questioni che credo meritino di essere affrontate o esaminate più approfonditamente.

Dicevo della mediazione che è stata raggiunta tra le forze di maggioranza. La mediazione prevede la regolarizzazione di tutti quelli che hanno un lavoro anche se hanno il solo foglio di via, con alcune eccezioni, come i recidivi rientrati, coloro che si sono sottratti al riaccompagnamento alla frontiera, coloro che sono stati denunciati per reati previsti dagli articoli 180 e 181 del codice di procedura penale o rappresentano un pericolo per l'ordine pubblico.

È evidente che una siffatta griglia di esclusioni limita fortemente la platea dei beneficiari, ma la questione che voglio sollevare, signor Presidente, non è tanto questa. Mi chiedo come si possa pensare ad una norma così macchinosa e poi, per di più, affidare la responsabilità della valutazione di queste procedure ai prefetti. Se non è un aumento vertiginoso delle pratiche amministrative e burocratiche, mi chiedo cosa sia.

In ogni caso, nel merito, la questione è che chi è denunciato non può accedere alla regolarizzazione. Credo che la norma sia incostituzionale perché la nostra Costituzione prevede che, finché non si è condannati in modo definitivo, si è innocenti. Inoltre, come si può pensare di escludere con una terminologia molto generica e - io credo - pericolosa chi rappresenta un pericolo per la società? Cosa vuol dire?

La conclusione di tutto questo ragionamento è che la Lega ha fatto una grande campagna ideologica - è ovvio ed è sotto gli occhi di tutti - ma alla fine, sulla sostanza, ha abbassato le ali. La soluzione che è stata adottata è certamente un passo in avanti rispetto alla prima formulazione, ma a nostro giudizio è inadeguata e inefficace.

Pertanto, signor Presidente, qualora non si riesca a modificare positivamente il provvedimento, preannuncio sin d'ora che, nonostante si tratti di una regolarizzazione auspicata e auspicabile, il voto dei Verdi sarà contrario. Naturalmente siamo contenti che una parte degli irregolari possa iniziare a regolarizzarsi e ciò provocherà benefici anche per le casse dello Stato, ma la soluzione adottata è molto caotica, difficilmente applicabile e, sotto certi aspetti, inefficace.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Vanzo. Ne ha facoltà.