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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 25/09/2002


BERLUSCONI, presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli affari esteri ad interim. I colloqui odierni con il presidente federale austriaco Klestil hanno avuto per oggetto principalmente i temi relativi alla costruzione delle nuove istituzioni europee, nell'auspicio di poter giungere alla stipula, nel semestre di Presidenza italiana, di un nuovo Trattato che faccia dell’Unione europea un soggetto politico autorevole, capace di confrontarsi in spirito di leale amicizia con gli Stati Uniti e di cooperare alla realizzazione di un quadro internazionale di stabilità e pace. Proprio le inquietudini circa la sicurezza mondiale presenti nell'opinione pubblica impongono alla classe politica italiana uno sforzo di convergenza, evitando divisioni faziose, contrarie all'interesse nazionale ed allo spirito delle alleanze dall'Italia liberamente scelte e confermate nella storia repubblicana. Giocare con le ansie collettive alla caccia di vantaggi di parte costituirebbe un esercizio politico irresponsabile e controproducente, specie alla luce dei risultati importanti ed internazionalmente riconosciuti conseguiti con la partecipazione italiana, sancita un anno fa dall’ampio voto favorevole del Parlamento, alla coalizione contro il terrorismo che ha consentito di smantellare il regime politico talebano, di sradicare la rete terroristica presente in Afghanistan e di avviare in quella regione un processo di stabilizzazione democratica, nonché di neutralizzare centri logistici e di reclutamento del terrorismo presenti in Italia e di congelare ingenti risorse destinate al finanziamento dell'eversione internazionale. La stessa saggezza e la prudenza che hanno animato il Governo e la classe dirigente nazionale dopo l'11 settembre spingono oggi a non rimanere inerti di fronte alla minaccia per la comunità internazionale costituita dal regime politico dittatoriale iracheno, che sta procedendo, come dimostrato dagli elementi di prova in possesso dei Governi dellAlleanza occidentale ed in parte resi noti ieri dal primo ministro britannico Blair, alla realizzazione di strumenti di sterminio chimici e batteriologici e alla costruzione entro pochi mesi dell'arma nucleare, in spregio delle decisioni e delle sanzioni delle Nazioni Unite e dello stesso regime di ispezioni instaurato dopo la Guerra del golfo ma entrato in crisi fin dal 1998. E’ dunque necessario realizzare, su basi multilaterali, una coalizione che imponga all'Iraq il rispetto scrupoloso della nuova risoluzione cui il Consiglio di sicurezza sta lavorando, nella quale dovranno essere indicati dettagliatamente gli atti che il Governo di Baghdad dovrà compiere per garantire la comunità internazionale, nonché i tempi entro cui compierli, e dovranno essere definite le condizioni per l'uso misurato della forza di fronte ad eventuali inadempienze. Cosciente che il rifiuto della guerra quale strumento di offesa sancito come principio nella Carta costituzionale corrisponde al sentimento profondo degli italiani e consapevole dei rischi di un conflitto nell'area mediorientale, il Governo intende adoperarsi per scongiurare l’uso delle armi o un'azione unilaterale da parte degli Stati Uniti. Ma la minaccia che una rete terroristica alimentata da complicità statuali ha dimostrato di poter rappresentare per la vita e per la libertà di tutte le Nazioni democratiche ed i rischi connessi alla diffusione nel mercato internazionale del terrore di armi di distruzione di massa impongono all’Italia non soltanto la prosecuzione dell'impegno ad espandere la democrazia attraverso gli stimoli allo sviluppo e la lotta alla povertà, ma anche il perseguimento di linee di intervento responsabili ed indipendenti, inserite in una linea d'azione europea e collocate nel quadro della storica alleanza con gli Stati Uniti, poiché questo rappresenta oltre che un dovere morale, un preciso interesse nazionale ed anche il vero interesse sovranazionale dell’Unione europea.

Per quanto riguarda il vertice di Pratica di Mare, non vi è dubbio che esso abbia costituito un prestigioso successo diplomatico del Governo italiano, che ha operato con tenacia per superare i timori russi e le perplessità degli Stati Uniti e di altri Paesi membri della Nato al fine di giungere alla costituzione di un nuovo Consiglio nel quale la Federazione russa fosse chiamata a partecipare a pieno titolo, conseguendo lo storico risultato di legare il destino di Mosca a quello dell'Occidente. L'azione del Governo ha garantito all'Italia un evidente ed inconfutabile aumento di prestigio a livello internazionale, assegnandole definitivamente il ruolo che le è dovuto, quale socio fondatore e terzo contribuente dell’Unione europea, quinta potenza industriale, sesto membro contribuente delle Nazioni Unite e terza Nazione al mondo per uomini impegnati in operazioni di pace autorizzate dall’ONU. Ciò avrà rilevanti ricadute anche per l'economia nazionale ed in tale quadro è stato avviato un mutamento di filosofia nell'azione diplomatica italiana, dando direttiva al corpo diplomatico di sostenere il made in Italy e di documentare i risultati conseguiti in termini di aumento delle esportazioni, di ingresso delle aziende italiane nei mercati esteri e di aumento dei capitali investiti e dei flussi turistici in Italia.

Il nuovo ruolo dell'Italia si caratterizza anche per i rapporti instaurati con i Paesi del Centro Europa per i quali essa costituisce non solo un modello economico, ma anche il più impegnato sostenitore dello sforzo di ingresso nella Nato e nell'Unione europea. Analogo ruolo di Paese di riferimento l'Italia intende svolgere nel Mediterraneo ed a tale scopo potranno risultare particolarmente utili i rapporti interpersonali che si stanno instaurando con le massime autorità dei Governi dell’area. (Vivi, reiterati applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE, LP e Aut, dei senatori Carrara, Del Pennino e Crinò. Molte congratulazioni).