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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 25/09/2002


Seguito della discussione dei disegni di legge:

(1692) Conversione in legge del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195, recante disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari

(1471) BORDON ed altri. – Apposizione obbligatoria delle impronte digitali sulle carte d’identità

(1477) BRUTTI Massimo ed altri. – Norme in materia di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari

(Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana i senatori Boscetto e Zanoletti hanno svolto le relazioni orali ed ha avuto inizio la discussione generale.

TOIA (Mar-DL-U). Gli emendamenti preannunciati dal relatore nel corso della seduta antimeridiana sono stati presentati nel primo pomeriggio, senza che i senatori, impegnati nei lavori delle Commissioni e gravati dalla ristrettezza dei tempi messi a loro disposizione per svolgere l'attività parlamentare, potessero venirne a conoscenza per presentare eventuali subemendamenti. Nel sollecitare una revisione delle procedure di presentazione degli emendamenti e nell'auspicare una modifica dell'organizzazione dei lavori del Senato, che sono ormai caratterizzati da ritmi insostenibili, invita il relatore quanto meno ad indicare all’Assemblea quali sono gli emendamenti da lui presentati e chiede alla Presidenza se sia possibile riaprire i termini per la presentazione dei subemendamenti. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U e del senatore Scalfaro).

PRESIDENTE. Tutti i Gruppi sono stati informati della presentazione degli otto emendamenti del relatore e del termine per la formalizzazione dei subemendamenti, fissato per le ore 16. Prende atto dei problemi sollevati dalla senatrice Toia, ma non può ritornare su decisioni assunte dalla Presidenza.

DI SIENA (DS-U). Nell'apprendere dell'esistenza di nuovi emendamenti, dei quali non conosce il merito e che quindi rischiano di rendere meno pertinente il giudizio che intende esprimere sul testo in esame, ricorda come i Democratici di sinistra abbiano considerato fin dall'inizio giusto ed opportuno adottare misure per la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari, tanto da aver manifestato la disponibilità ad una rapida conversione in legge del decreto-legge n. 195. Il testo che giunge all'esame dell’Assemblea, invece, appare decisamente peggiorato rispetto a quello emanato dal Governo, a seguito dello sforzo della Lega volto a vanificare ogni serie ipotesi di regolarizzazione. Si è giunti così alla riduzione ad un anno della durata dei permessi di soggiorno, all'attribuzione di poteri discrezionali di revoca ai prefetti, ad una disciplina particolarmente odiosa di rilevazione delle impronte digitali, all'individuazione del contratto di lavoro a tempo determinato quale bussola per definire i criteri di regolarizzazione ed infine alla norma che prevede la sottrazione di tutte le regolarizzazioni attuate sulla base del presente provvedimento ai flussi migratori ordinari per il prossimo anno. Di fronte ad un testo che, anziché tentare di razionalizzare i flussi migratori o rispondere ad indubbie esigenze di sicurezza dei cittadini, aggrava lo spirito, già fortemente criticabile, della legge Bossi-Fini, tende unicamente a rendere eccezionale, transitorio e precario il rilascio di permessi di soggiorno ed è ispirato da pulsioni xenofobe e da un’astratta difesa dell'identità, in taluni casi addirittura etnica, delle comunità locali, i Democratici di sinistra preannunciano fin da ora il voto contrario alla conversione in legge del decreto legge n. 195. (Applausi dai Gruppi DS-U e Misto-RC)

PETRINI (Mar-DL-U). La discussione generale appare viziata dalla mancata conoscenza da parte della stragrande maggioranza dell’Assemblea del contenuto degli emendamenti del relatore, presentati nelle ore pomeridiane, dedicate dai senatori all'intenso lavoro delle Commissioni, situazione aggravata dall’incomprensibile e ingiustificata imposizione di termini ristretti per la presentazione dei subemendamenti. I senatori della Margherita sono favorevoli alle finalità del decreto-legge, ma restano dubbiosi sul metodo delineato per raggiungerle. Infatti, la straordinaria necessità e l’urgenza che hanno indotto il Governo a presentare un decreto-legge non deriva da fatti eccezionali o imprevedibili ma dalla decisione della maggioranza di approvare appena due mesi fa un testo incompleto della legge Bossi-Fini, non ottemperando alle richieste dell'opposizione per non inasprire i contrasti con la Lega e non inquinare gli enfatici proclami contro l'immigrazione con una sanatoria dei lavoratori irregolari. Nel corso dei mesi estivi, tuttavia, la Lega ha dovuto più volte ridimensionare le proprie posizioni oltranziste fino a giungere ad un compromesso per cui le regolarizzazioni dei lavoratori, che non saranno sottoposte a limitazioni di numero, verranno sottratte ai flussi migratori previsti per il prossimo anno. A parte la contraddittorietà e l'evidente possibilità di aggirare tale previsione, il risultato concreto della polemica innescata dalla Lega è di aver spostato l'oggetto del dibattito sul piano ideologico della lotta all'immigrazione tout court, con un corollario di attacchi alla Chiesa ed ai principi di uguaglianza e con le gravissime dichiarazioni di chiaro stampo razzista di esponenti leghisti. E’ pertanto necessario ricondurre il problema nei suoi limiti naturali, alla luce degli aspetti sociali, economici e di ordine pubblico del fenomeno, abbandonando un'impostazione ideologica che, non riconoscendo agli immigrati i diritti civili ed umani sanciti dalla Costituzione, inquina la convivenza civile nel Paese. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U e Verdi-U. Congratulazioni).

BATTISTI (Mar-DL-U). La politica demagogica del centrodestra sull'immigrazione, venata di xenofobia e razzismo, non sembra affrontare con efficacia il problema. Si preferisce infatti ricorrere a proclami generici, che soddisfano almeno una parte della maggioranza e fanno leva sui sentimenti di insicurezza e di paura dell'opinione pubblica, e si dispongono misure repressive, come quelle contenute nella recente legge Bossi-Fini, che non contribuiscono in alcun modo ad arginare l'immigrazione clandestina, anzi aggravano alcuni tragici eventi, come gli sbarchi sulle carrette del mare. Si alimenta inoltre il parallelismo tra immigrazione, in special modo clandestina, e criminalità senza il supporto di dati statistici attendibili e si ricorre a strumenti un tempo demonizzati, quali la sanatoria, per proporre una soluzione economicistica del problema attraverso la considerazione degli immigrati non come soggetti di diritti ma semplicemente come merce da lavoro. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U e Verdi-U).

RIPAMONTI (Verdi-U). Le soluzioni confuse e di difficile applicazione individuate nel decreto-legge appaiono il frutto delle diverse impostazioni culturali presenti all'interno della maggioranza in cui è prevalsa però l'ispirazione demagogica della Lega. Non sono stati infatti tenuti in alcun conto i problemi reali che sottendono alla cosiddetta regolarizzazione, quale il versamento delle spese anticipato dal lavoratore anziché dai datori di lavoro o le lettere di licenziamento in bianco fatte firmare preventivamente o, peggio ancora, il proliferare di ditte fantasma che promettono la regolarizzazione dietro il pagamento di tangenti. Inoltre, non vi è alcuna chiarezza circa la regolarizzazione dei periodi pregressi e rimane irrisolto il problema dei contratti a termine inferiori all'anno, che lascia fuori dalla sanatoria un vasto numero di lavoratori irregolari occupati soprattutto in agricoltura, mentre altre norme, che in teoria dovrebbero allargare la platea dei beneficiari, affidano poi alle prefetture la valutazione dei singoli casi determinando un aumento di pratiche burocratiche. Se l’impianto del decreto-legge non sarà modificato, i Verdi esprimeranno voto contrario.

VANZO (LP). In analogia con la regolarizzazione di colf e badanti, il provvedimento in esame dispone quella dei lavoratori immigrati impiegati irregolarmente e affronta il fenomeno immigrazione non secondo lo spirito ingannevolmente solidaristico del centrosinistra, ma individuando nel lavoro l'opportunità per riscattare la vita di chi è costretto all'emigrazione dalla ricerca di condizioni di vita migliore e delineando in tal modo una netta demarcazione tra costoro e chi alimenta invece le sacche di criminalità. Vanno dunque rigettate le accuse di razzismo e xenofobia rivolte alla Lega che invece è mossa dalla volontà di eliminare lo sfruttamento degli extracomunitari attraverso il lavoro nero, peraltro non dimenticando le storie di immigrazione che hanno investito nei decenni passati alcune Regioni del Nord. (Applausi dai Gruppi LP, FI e AN. Congratulazioni).

MAFFIOLI (UDC:CCD-CDU-DE). Il provvedimento, fortemente voluto dalla sua parte politica, è molto atteso dagli imprenditori che impiegano da tempo lavoratori immigrati in alcuni settori non coperti da manodopera nazionale e rappresenta un passo fondamentale in direzione del controllo dell'immigrazione clandestina. Si impone infatti un’accelerazione nel definire il pacchetto normativo che regola la materia dell'immigrazione al fine di dare certezza a chi entra nel Paese, anche alla luce degli ultimi tragici eventi verificatisi sulle coste della Sicilia. In tale direzione si tratta di incentivare anche alcuni strumenti previsti dalla legge n. 189 nonché di sollecitare accordi bilaterali di collaborazione con i Paesi da cui origina l'immigrazione in una visione del fenomeno ispirata ai principi di legalità e di solidarietà. (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE e AN).

TOIA (Mar-DL-U). Ribadisce la contrarietà della sua parte politica al provvedimento in esame, invitando il centrodestra ad un ripensamento degli interventi sull'immigrazione e dei messaggi, venati di xenofobia e di razzismo, lanciati all'opinione pubblica da parte di autorevoli esponenti della maggioranza. Peraltro, la politica sull'immigrazione portata avanti dal centrodestra è profondamente contraddittoria passando dalle misure repressive disposte dalla recente legge n. 189 a quelle estremamente lassiste che caratterizzano il provvedimento in esame, con cui si dispone una vera e propria sanatoria, contrabbandata come regolarizzazione, dopo averla profondamente osteggiata nella precedente legislatura. La verità è che la politica del Governo manca di qualsiasi coerenza ed è mossa soltanto dall'esigenza di soddisfare le ragioni del mercato, senza riconoscere peraltro agli immigrati alcun diritto, così di fatto favorendo l'immigrazione illegale, come è dimostrato dall'aumento degli sbarchi di clandestini negli ultimi tempi, dall'assenza del decreto sui flussi, che rappresenta un valido strumento per regolarizzare le entrate, nonché dal mancato esame della proposta di legge sul traffico degli esseri umani che contribuirebbe ad arginare il fiorente commercio della clandestinità. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

MAGNALBO' (AN). Il disegno di legge completa la legge Bossi-Fini, estendendone l'applicazione alle imprese nel rispetto dei suoi principi ispiratori: l'accoglimento con umanità e dignità degli immigrati che hanno un contratto di lavoro e il riaccompagnamento alla frontiera di chi ne è sprovvisto, in quanto esposto alle pressioni della criminalità. Il provvedimento garantisce quindi la sicurezza dei cittadini, risponde a criteri di ragionevolezza ed equità e pertanto riscuote il convinto sostegno del Gruppo. (Applausi dal Gruppo AN).

PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.