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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 25/09/2002


BUCCIERO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

            in data 17 settembre 2002 la Procura della Repubblica di Bari ha posto sotto sequestro l’intero immobile assunto in locazione dal Comune di Bari al fine di destinarlo a sede provvisoria degli Uffici della Giustizia Penale di Bari, immobile la cui inadeguatezza aveva già suscitato aspre critiche e pesante malcontento da parte della Magistratura e dell’Avvocatura Penale, sfociati addirittura in una inusitata astensione dall’attività giudiziaria nel mese di settembre dello scorso anno;

            che il provvedimento di sequestro emesso dalla Procura di Bari è stato motivato dalle irregolarità urbanistiche connesse alla inidonea destinazione delle aree su cui è ubicato l’immobile: ciò assume contenuti di evidente estrema gravità e sconcerto, specie per l’opinione pubblica, trattandosi di immobile abusivo e cioè oggetto di gravi reati, utilizzato proprio dalla Magistratura che tali reati dovrebbe perseguire;

            che l’immobile, di proprietà privata, pare sia stato assunto in locazione dal Comune di Bari per un periodo di 9 anni, a fronte di un canone complessivo, relativo a tale periodo, di circa euro 18.000.000 (circa 35 miliardi di vecchie lire);

            che nel contempo il Comune di Bari stava perseguendo la realizzazione del cosiddetto "2º Palazzo di Giustizia" in Via della Carboneria, quale sede definitiva degli Uffici della Giustizia Penale, avendo a tal fine dato incarico (oltre 15 anni fa) ad un gruppo di professionisti di progettare l’intervento, ed avendo già ad essi corrisposto acconti per oltre 5 miliardi di vecchie lire, a fronte di una parcella complessiva di 15 miliardi di vecchie lire,

        si chiede di conoscere :

            per quali motivi un contratto di locazione della Pubblica Amministrazione, la cui durata massima è fissata in anni 6 (rinnovabili per lo stesso periodo a richiesta dell’Amministrazione), nel caso in questione sia, invece, elevato, inusualmente e al di fuori da ogni regolare procedura contrattuale pubblica, da anni 6 ad anni 9, nonostante la suddetta avanzata procedura finalizzata alla realizzazione della sede definitiva degli Uffici Giudiziari (2º Palazzo di Giustizia) e nonostante l’urgenza di tale nuova sede definitiva che certamente richiedeva e imponeva tempi inferiori pure ai 6 anni;

            quale motivo abbia addotto il Comune per obbligarsi per un periodo di 9 anni, quando aveva la facoltà, dopo i primi 6 anni, di rinnovare il contratto ulteriormente;

            se sussistano contratti o scritture preliminari di compravendita fra l’originario proprietario/costruttore e l’INAIL, se il periodo della locazione innalzato (contro ogni normale procedura contrattuale pubblica) da 6 a 9 anni sia scaturito esclusivamente da esigenze collegate all’interesse del proprietario (privato venditore) il quale per vendere doveva assicurare all’INAIL redditività per tale periodo di 9 anni e se questa fosse condizione essenziale per consentire l’acquisto all’INAIL medesimo; se il Comune, così operando, abbia costretto per un periodo lunghissimo e inusitato (9 anni) gli Uffici Giudiziari Penali in una sede provvisoria e inadeguata, poi risultata addirittura inefficiente e abusiva e senza preoccuparsi di dare massimo impulso alle proprie procedure per la realizzazione della sede definitiva del "2º Palazzo di Giustizia";

            se da tale vicenda si possa dedurre che il Comune, a fronte della gravissima situazione in cui versano gli Uffici Giudiziari, anziché attivarsi con ogni mezzo per risolvere in tempi brevi la questione, si era già "rassegnato" e aveva già sancito formalmente e contrattualmente di "costringere" gli Uffici Giudiziari, per addirittura altri 9 anni, a tale disastrosa condizione logistica;

            se sia vero che il Comune, con inusitata rapidità, abbia erogato parcelle esorbitanti (5 miliardi di vecchie lire) in acconto della parcella totale di progettazione (15 miliardi) per la sede definitiva del 2º Palazzo di Giustizia, benché il progetto generale non sia stato a tutt’oggi approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che, anzi, lo ha rigettato con delibera del 10 settembre 1999.

(4-03001)