NOVI (FI). Per quanto riguarda l’appuntamento di Johannesburg, il Governo italiano si presenta con una posizione molto netta, propria del gruppo degli amici della Presidenza di 25 paesi, che sostiene sia la posizione del governo sudafricano sia la posizione del segretario generale delle Nazioni Unite. Quindi, l’Italia è impegnata da protagonista che vuole affermare la centralità del ruolo a Johannesburg dei 15 paesi della Comunità europea.
L’ordine del giorno da me presentato punta proprio sull’impegno italiano a far sì che cambi anche la politica verso i paesi, cosiddetti dell’area del sottosviluppo. Bisogna cambiare politica che non deve essere più di assistenza e spesso di alimentazione dello spreco e del parassitismo di alcune oligarchie locali che approfittano dei fondi senza poi impegnarli ma deve essere una politica diretta a promuovere lo sviluppo mediante la crescita, la competitività, la capacità di rispettare da parte di quei paesi anche gli standard propri di economie che vogliono crescere ed affermarsi.
Per quanto riguarda Kyoto, l’originario accordo sulla riduzione dei gas serra del 5,2 per cento in realtà ha poi avuto un effetto trascurabile sulla temperatura globale. Il Protocollo infatti riguardava soltanto i paesi industrializzati. Dobbiamo prendere atto che vi sono paesi in via di industrializzazione che inquinano, anche non poco ed in maniera allarmante.
Le previsioni sul clima globale sono fondate comunque su discutibili misure storiche della temperatura che non tengono conto, ad esempio, di quanto avvenuto in passato. In realtà, se osserviamo le modificazioni climatiche possiamo affermare che vi è stata una certa ciclicità: vi sono stati periodi freddi (pensiamo agli anni dal 520 al 350 a.C., dal 500 al 700 d.C., dal 1500 al 1850) e periodi caldi (che vanno ad esempio dall’anno 1000 al 1300 nel Medioevo, o dall’anno 100 a.C. all’anno 150 e ancora nell’età romana). In quel periodo si sono verificate le desertificazioni delle aree costiere del Mediterraneo.
Quindi, in realtà, siamo in presenza di questa ciclicità del clima per cui non si può scientificamente affermare che in questo momento ci troviamo di fronte ad un processo di desertificazione in corso ed irreversibile.
Signor Presidente, in realtà, l’Italia si è trovata di fronte a problemi seri. Fu approvata una delibera del CIPE che in realtà non fu rispettata. Essa prevedeva, ad esempio, che nel 2002 dovesse diminuire del 6,5 per cento rispetto al 1990 l’emissione di gas serra in Italia e di ben 8 milioni di tonnellate il consumo di petrolio in Italia. Ciò non è avvenuto. In realtà, si è avuto un incremento dei consumi energetici del 6,6 per cento e una crescita del 15 per cento dell’emissione nel settore dei trasporti.
Ebbene, bisogna voltare pagina e passare dalla politica dei grandi annunci a quella dei provvedimenti concreti, come quello, ad esempio, di fornire questo Paese di un’efficiente rete di trasporto metropolitano.
Signor Presidente, dobbiamo analizzare i fatti reali e dobbiamo smetterla con atteggiamenti di tipo catastrofisti. Infatti, per quanto riguarda le condizioni generali dell’umanità, i dati reali non sono così allarmanti. Si è verificato un passaggio da 1.939 calorie pro capite di media nel 1961 per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo (e non solo questi) a 2.650 calorie nel 1998.
Per quanto riguarda la durata della vita dal 1900 ad oggi, cioè nell’arco di un secolo, essa è passata da 30 a 67 anni. E ancora, per quanto riguarda la fame nel mondo, nel 1949 il 45 per cento degli abitanti della terra soffriva di problemi di alimentazione. Ora siamo passati al 18 per cento e questa percentuale tende ancora a decrescere. Ed infine, con riferimento agli investimenti per salvare una vita umana con l’intervento della ricerca medica si spendono 19.000 dollari mentre per salvare una vita umana attraverso misure ambientali si spendono 4,2 milioni di dollari.
Ecco, signor Presidente, faremo bene a riflettere su queste cifre e su questi dati per comprendere la strada che a Johannesburg dovranno intraprendere i Paesi dell’ecumene.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Specchia. Ne ha facoltà.