SCHIFANI (FI). Abbiamo ascoltato con grande attenzione e pacato interesse l’intervento del collega Angius. Mi auguravo che ciò accadesse anche nei nostri confronti, ma prendiamo atto della situazione.
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi maggiore rispetto. Ve lo chiedo nuovamente. Senatrice Pagano, mi appello a lei.
SCHIFANI (FI). La ringrazio, signor Presidente, mi auguro che questa interruzione venga recuperata nell’ambito dei tempi che ci sono stati concessi.
Come dicevo, questa norma è esistita fino al 1989. A partire da quella data, il Parlamento, nel rielaborare il nuovo codice di procedura penale, delegò il Governo a proporre un nuovo codice. Fissò i princìpi e chiese al Governo di introdurre nuovamente una norma sul legittimo sospetto. Il Governo nel legiferare esercitò la delega ma non individuò questo principio.
Le Sezioni unite della Cassazione, in un processo che riguarda l’onorevole Previti, riscontrano questa anomalia, prendono atto del fatto che si tratta di un vuoto legislativo ed invitano il Parlamento ed il Paese a trovare una soluzione. Ecco, poichè l’ordinanza della Cassazione si riferisce all’onorevole Previti é da stracciare. Attraverso l’opposizione scopriamo che nel nostro Paese vi sono ordinanze di serie A, se riferite ad imputati normali, di serie B, se riferite ad imputati politici. Ne prendiamo atto, colleghi dell’opposizione. È la nuova Costituzione dell’Ulivo. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN e LP).
Questa proposta, signor Presidente, reintroduce un principio che già esiste in Europa, come ha ben ricordato il collega D’Onofrio e non soltanto in Francia. Esiste in Belgio come esistono princìpi analoghi in Spagna. È una norma di legalità, quella alla quale voi falsamente vi appellate per tutelare interessi particolari dei quali tra poco parleremo.
I processi si fanno con questa legge. Si fanno davanti a giudici imparziali e se un imputato reclama la non imparzialità dei giudici quell’imputato si rivolgerà alla Corte di cassazione. L’eventuale spostamento del processo avverrà davanti ad altri giudici. Con la vostra strumentale opposizione, con il vostro no voi oggi avete dato un palese voto di sfiducia all’intera magistratura italiana perché avete dimostrato di non fidarvi di essa. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN e LP).
Non avete il diritto di essere oggi gli scudieri del diritto e della magistratura che noi abbiamo sempre rispettato e difeso nella sua globalità. E allora la vostra reazione qual è stata, colleghi dell’opposizione? Avete reclamato tempi troppo brevi? La Commissione giustizia del Senato, signor Presidente, lo ricordo al Paese e non alla sua autorità e ai colleghi, ha lavorato per dieci sedute. È stata impegnata per 71 interventi dei colleghi dell’Ulivo e ha lavorato per 41 ore e mezza senza poter esitare per l’Aula alcun testo e questo a causa dell’ostruzionismo dell’Ulivo. Questo il Paese lo deve sapere, se è arrivato in Aula un testo monco. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN e LP).
Ebbene sì, in Aula siamo riusciti ad approvare un emendamento che consente questo voto finale, perché anche per l'esame in Aula l'opposizione aveva scaricato 1.000 emendamenti per impedire l'approvazione di un provvedimento di legalità che noi vogliamo; attraverso un contro ostruzionismo siamo riusciti a paralizzare il vostro ostruzionismo e consentiteci di esserne fieri. Siamo cresciuti anche noi. (Applausi dal Gruppo FI). Ribadisco quello che ho detto poc'anzi, seppure in un colloquio riservato e non certo alla stampa.
Signor Presidente, consenta anche all'intera maggioranza, attraverso questo intervento, di significarle la piena solidarietà per gli ingiusti, infondati e cattivi attacchi rivolti dall'opposizione alla seconda carica dello Stato. (I senatori della maggioranza si levano in piedi. Prolungati applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP all'indirizzo del Presidente).
PRESIDENTE. Senatore Schifani, la invito a proseguire. (Commenti del senatore Sodano Tommaso che, insieme a numerosi senatori dell’opposizione, sosta nell’emiciclo) Senatore Sodano l'ho pregata prima, gentilmente, di fare quello che è stato fatto con lei: ascoltare cortesemente e rispettosamente coloro che parlano.
Vi ho anche pregato di non assembrarvi nell'emiciclo, ma non ascoltate. Qual è la ragione? È educazione parlamentare, questa? Mi pare di no. La prego di proseguire il suo intervento, senatore Schifani.
SCHIFANI (FI). Non è la prima volta, signor Presidente, che l'opposizione si è lasciata andare in questi atteggiamenti che offendono le istituzioni, hanno offeso questo Parlamento. Atteggiamenti con i quali sono state lamentate presunte ed inesistenti violazioni del Regolamento: ancora oggi attendiamo di sapere dall'opposizione quali sono state le norme regolamentari violate dalla sua presidenza e presuntivamente violate da questa maggioranza.
Signor Presidente, evidentemente i regolamenti fanno comodo a qualcuno e non fanno comodo a qualcun altro, quando si trova all'opposizione. Anche noi, quando eravamo all'opposizione, abbiamo accettato il confronto democratico e il rispetto delle regole. Adesso anche voi, opposizione, rispettate questi ruoli, muovetevi in una logica di rispetto del bipolarismo e della democrazia dell'alternanza, legittimate questa maggioranza come espressione del Paese e noi legittimeremo il vostro operato, se cambierete atteggiamento. Ce lo auguriamo e ve lo chiediamo da un anno. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP).
E’ inutile fingere, voi avete fatto dei nomi: Berlusconi, Previti. Avete detto che si vuole la legge per salvare qualcuno. Allora diciamo al Paese, signor Presidente, che le leggi valgono per tutti. Questa è una legge che si applica a tutti i cittadini, che affronta e reintroduce un principio di legalità e se è vero, come è vero, che voi siete i paladini della legalità, dimostrateci e spiegateci per quale motivo non si possa fare una legge se essa interviene sui processi in corso. Forse perché avete un interesse specifico affinché a Milano non si tocchi nulla? Forse perché avete più fiducia nei magistrati di Milano rispetto a quelli di Roma o di Napoli? Avete forse individuato un doppio concorso di magistratura: di serie A, al quale accedono i magistrati di Milano, e di serie B, al quale accedono i magistrati di Roma? (Applausi dal Gruppo FI. Commenti del senatore Turroni). O forse si dovrebbe individuare una serie C di quella città dalla quale è partito un avviso di garanzia nel 1994 che ha cambiato la storia? Ce lo ricordiamo questo? Lo vogliamo dire? (Applausi dal Gruppo FI).
E allora perché questo isterismo dell'opposizione, nel dire che si vuole salvare, si vuole bloccare un processo? Non si blocca alcun processo. Vogliamo che i processi continuino, vogliamo le sentenze di assoluzione per chi è innocente e di condanna per chi non lo è, ma vogliamo sentenze emesse da giudici imparziali, in ambienti neutri. Questo dice la nostra proposta: non intende tutelare alcuno.
Mi dispiace per il collega Bordon, che purtroppo dimostra di essere il professionista della bugia; collega Bordon, durante la discussione della legge sulle rogatorie internazionali lei ha invaso il Paese con una bugia, affermando che migliaia di terroristi, di mafiosi e così via sarebbero stati scarcerati. Andiamo a cena io e lei, questa sera, con questi delinquenti scarcerati: dove sono? (Applausi dal Gruppo FI).
Così come, collega Bordon, lei sa che questa legge consentirà a tutti i processi di andare a termine, perché c'è un codice che prevede che quando un processo viene spostato, si interrompe la prescrizione: lo dice il codice, non c'era bisogno che lo dicesse la legge! Finitela di dire bugie e di tentare di ingannare il Paese, colleghi dell'opposizione. (Applausi dai Gruppi FI e AN).
Noi lo abbiamo ricevuto un mandato. Ci è stato contestato di aver ricevuto un mandato da parte di singoli; no: lo abbiamo ricevuto dai nostri elettori, dalla maggioranza del Paese. E, in cima al nostro mandato, vi è un valore: la tutela dei diritti fondamentali della persona, e per quella ci battiamo e ci batteremo sempre durante questa legislatura. Questo è il DNA dei nostri valori, questo è il nostro solco, il nostro percorso per il quale ci batteremo, così come ci siamo battuti in quest’Aula, nella Commissione giustizia e ci batteremo nell’altro ramo del Parlamento. (Vivi applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN e LP. Molte congratulazioni).