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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 230 del 01/08/2002


NANIA (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NANIA (AN). Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo confessare che sono rimasto molto e positivamente impressionato dall’intervento che ha svolto in quest’Aula il senatore Del Turco. Mi ha particolarmente coinvolto e mi sono permesso a tale proposito di svolgere una velocissima ricerca per cercare di capire in effetti cosa c’è dietro quell’appassionato intervento che secondo me - diciamolo chiaramente - ci ha visti molto consenzienti ed appartiene forse al comune sentire di tutti noi indipendentemente dall’essere dalla parte della maggioranza o dalla parte dell’opposizione.

Lei ha citato casi molto importanti e significativi, riportati per la verità anche da altri senatori quando hanno messo in evidenza che in passato vi era stato lo spostamento di processi, vedi il caso di Piazza Fontana, le schedature di Torino alla FIAT, l’esempio del mafioso Leggio.

Ebbene, ci si dimentica però - ed è questo che mi ha particolarmente colpito -che in tutti questi casi lo spostamento del processo non è stato chiesto dagli imputati ma dai procuratori. (Applausi dai Gruppi AN e FI). Questo è un fatto significativo e importante perché la rimessione per cause di tipo esterno, nel caso di specie, per motivi di ordine pubblico, attinenti alla sicurezza dello Stato è stata richiesta, come oggi allo stesso modo potrebbe essere accadere, dai giudici, dalla pubblica accusa, mentre allora dal procuratore generale o dal pubblico ministero.

Italiani che ci ascoltate, colleghi, stiamo discutendo di un’altra cosa: non di quando un procuratore ma un imputato può chiedere di avere un giudice imparziale. Il tema è questo. Ebbene, senatore Del Turco, lei ha citato l’avvocato Pertini. All’epoca, l’avvocato Pertini, secondo il codice in vigore allora, non poteva intervenire sulla rimessione nel caso del mafioso Leggio. Infatti, era scritto allora che l’imputato poteva proporre istanza di rimessione soltanto per legittimo sospetto e che quella facoltà non competeva alle altre parti private. L’avvocato Pertini non poteva né chiedere né opporsi all’eventuale, legittimo sospetto che fosse stato avanzato o dai giudici o dai procuratori, per usare un linguaggio caro a Rifondazione Comunista diremmo da quei giudici dello Stato borghese oppure eventualmente dall’imputato.

Il codice in vigore prima del decreto Cirami…

MANIERI (Misto-SDI). Ora è diventato pure un decreto! (Commenti dai banchi dell’opposizione). Gli è sfuggita la verità, Presidente.

PRESIDENTE. Senatrice Manieri, è stato solo un lapsus.

NANIA (AN). L’articolo 45 del codice di procedura penale prevede che la rimessione per tutti i casi "di problemi esterni ai giudici" possa essere chiesta dal procuratore generale, dal pubblico ministero o dall’imputato. Mi riferisco alla rimessione per casi che riguardano l’incolumità pubblica o la sicurezza.

Ebbene, senatore Del Turco, se questa norma fosse stata in vigore all’epoca, quando l’avvocato del sindacalista assassinato si chiamava Pertini, entro 15 giorni da quando il procuratore o l’imputato avessero richiesto la rimessione le altre parti (quindi il difensore della parte civile) avrebbero potuto aderire alla richiesta o opporsi sostenendo che quei giudici ad esempio non erano affidabili perché collusi, oppure dedurre motivi, presentare documenti, o formulare eccezioni.

Questo è il cambiamento, questo è lo stato dei diritti e questa è la riforma che vogliamo per il popolo italiano (Applausi dai Gruppi AN, FI, UDC:CCD-CDU-DE e LP) e che non riguarda solo gli imputati, ma anche le parti offese, le vittime della mafia, della criminalità, dei reati che voi, caro senatore Dalla Chiesa, in tutte quelle mancanze che avete mostrato in questa sede, vi siete dimenticati di tutelare come invece il povero senatore Cirami - poveretto come noi - su busta paga di Berlusconi, ha pensato di fare.

Ma colleghi, mi rivolgo a persone di cui conosco l’affidabilità e il senso di responsabilità, la Corte di cassazione ha posto una questione, eppure noi, sebbene l’ordinanza della Corte di cassazione non sia stata ancora pubblicata, abbiamo sentito - lo dico con forza - che il senatore Bordon ha indicato il 24 di ottobre come data in cui la Corte costituzionale si pronuncerà su tale questione.

Ebbene, mi chiedo e chiedo al Presidente della Repubblica come possa il senatore Bordon sapere la data precisa del pronunciamento della Corte costituzionale prima ancora che l’ordinanza sia pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e prima ancora che gli atti pervengano alla suddetta Corte. (Applausi dai Gruppi AN e FI). (Proteste dei senatori D’Amico, Toia e Manieri).

MANIERI (Misto-SDI). È su tutti i giornali. Leggi i giornali!

NANIA (AN). Questo è il problema della giustizia italiana: si conoscono le date, si conoscono le sentenze! (Applausi dal Gruppo AN). Gli italiani devono sapere che un senatore della Repubblica in quest’Aula ha indicato la data in cui la Corte costituzionale discuterà di atti che ancora non le sono pervenuti.

Ma tornando alla politica ed appellandomi alla sinistra che ragiona, alla sinistra intelligente - lo affermava poc’anzi il collega D’Onofrio - è da dodici anni che affrontiamo i problemi della giustizia. Ce lo vogliamo nascondere? Tutti questi problemi che erano presenti nella Bicamerale (chi ne faceva parte ne è a conoscenza) sono stati affrontati durante i lavori di quella Commissione e - diciamocelo chiaramente visto che c’ero anch’io con D’Alema - alla famosa cena si parlò anche della giustizia e si trovarono delle intese. Mi chiedo: perché mai la sinistra tornò indietro?

Si è fatto troppo presto ad approvare questo provvedimento? Troppo presto o troppo tardi? E a me che, ragazzino, mi battevo sempre più per i doveri che per i diritti perché ero di destra, quelli di sinistra dicevano: "No, i diritti". Allora, quando si tratta di difendere i diritti esiste un troppo presto? (Applausi dai Gruppi AN e FI).

I diritti si difendono comunque. Vi cito un solo caso, perché siete tutti animelle candide. Pensate, perfino la rosa bianca per dimostrare che sono animelle candide! Avete dimenticato un personaggio, poveretto, che è morto qualche settimana fa? Avete dimenticato quando la magistratura non ha potuto mettere in libertà Valpreda? (Applausi dal Gruppo LP). Quando Valpreda si candidò e non ottenne i voti, questo Parlamento con voi approvò una legge che si chiamò legge Valpreda. Siete i primi ad indicare la strada! Per che cosa? Per risolvere una questione personale? No, per risolvere le questioni della politica.

MONTALBANO (DS-U). Valpreda era una vittima!

NANIA (AN). La questione Berlusconi non è una questione personale, il problema Previti non è un problema personale. Nel modo in cui l’avete posto all’attenzione dell’opinione pubblica l’avete fatto diventare un problema politico. Noi avremmo voluto che il caso Berlusconi o il caso Previti rimanessero casi personali. Lo avremmo voluto perché per noi il problema si pone per il cittadino Berlusconi e per il cittadino Previti.

Concludo su questo passaggio, Presidente. La giustizia è eguale per tutti…e due, dice la sinistra.

MONTALBANO (DS-U). Per tre!

NANIA (AN). Diciamo noi: per la sinistra la giustizia non è eguale solo per quei due. E lo ha fatto vedere oggi Forattini in una bellissima vignetta, dove ha dimostrato che la giustizia per la sinistra significa tagliare la testa a Berlusconi. Perché? Perché in questo caso - ammesso e non concesso - non c’è la commissione ipotetica di un reato da parte di Berlusconi come presidente del Consiglio o come presidente di Forza Italia e di Previti come leader di Forza Italia: nel caso di specie noi avremmo voluto rimanere al cittadino Previti e al cittadino Berlusconi, perché gli eventuali reati dei quali sono accusati risalgono al periodo in cui erano solo cittadini e null’altro! (Applausi del senatore Lauro).

Voi li volete uccidere, gli volete tagliare la testa per eliminarli dalla politica! Qui siete voi che volete utilizzare i giudici rossi a vostro uso e consumo, non noi! (Applausi dai Gruppi AN, FI, LP e UDC:CCD-CDU-DE).

È vero, la lotta continuerà, senatore Del Turco, la battaglia continua e a settembre ci vedremo in piazza, eccome! Ma non noi, bensì il popolo italiano vi farà capire che si batte l’avversario politico con i voti e non mettendosi nelle mani dei giudici. (Applausi dai Gruppi AN, FI, LP e UDC:CCD-CDU-DE). Prima o poi quelle mani si possono aprire e vi faranno rotolare per terra. (Vivi applausi dai Gruppi AN, FI, LP, UDC:CCD-CDU-DE e del senatore Carrara. Molte congratulazioni).