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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 230 del 01/08/2002


*D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, mi permetto di ricordare che ieri, quando sono intervenuto sul calendario dei lavori a nome dell'intera maggioranza, in un intervento di dieci minuti complessivi, come mi era consentito, ho dovuto affrontare dodici interruzioni.

Leggendo il Resoconto, mi sono accorto che sono state interruzioni piene di improperi, di insulti e di aggressioni verbali. Chiederei la cortesia ai colleghi dell'opposizione di consentirmi oggi di parlare per dieci minuti, meno di quello che spetterebbe, come tempo residuo, al mio Gruppo. Il problema del tempo infatti non riguarda soltanto alcuni Gruppi, perché riguarda tutti, senatrice Dentamaro.

Vorrei cercare di far comprendere ai colleghi dell'opposizione, se è possibile, agli italiani che ascoltano, di più, per quale ragione un argomento come questo ha indotto persone serie, civili, colte, informate a dire cinque grandi bugie per poter nascondere una verità che non poteva essere pronunciata.

Le cinque bugie sono le seguenti. Abbiamo ascoltato nella discussione di oggi che in nessun Paese democratico esiste il legittimo sospetto, per cui staremmo per dar vita ad un istituto mostruoso e incomprensibile. Per fortuna, il quotidiano "Il Sole-24Ore" di oggi, in uno splendido servizio sui diversi sistemi giudiziari stranieri, titola: "Suspicion légitime cardine del sistema francese". Credo che la Francia sia un Paese democratico, civile.

Questa è la prima bugia, quando avete detto che in nessuna parte del mondo esiste questo istituto; basta leggere un quotidiano di oggi per capire che almeno in Francia questo istituto esiste. È ovvio che, se non fosse esistito in alcun Paese, questo non sarebbe stato di per sé un argomento determinante. Il fatto che si sia detto da illustri colleghi anche se in modo contraddittorio che non esiste in alcun Paese democratico, dimostra che questa falsità nasconde verità inconfessabili.

Seconda questione. Perché oggi all’improvviso questa legge? Non è vero. Come ho detto ieri e come ripeto ora - in questo caso capisco che possono farlo i colleghi che leggono normalmente e hanno letto il codice di procedura penale per ragioni professionali, come i magistrati e gli avvocati penalisti - è da quando è entrato in vigore il nuovo codice di procedura penale nel 1990 che la Cassazione, nel dare il suo parere sul codice di procedura penale, sostenne che il fatto che non è previsto il legittimo sospetto nel nuovo codice di procedura penale in modo esplicito è ritenuta una violazione della delega data dal Parlamento repubblicano al Governo.

Quindi, non abbiamo deciso all’improvviso, ma sono dodici anni che questo problema è stato agitato. Non è che all’improvviso qualcuno oggi se n'è accorto, perché sono dodici anni che il problema è discusso e dibattuto. La seconda bugia dunque è che non è vero che oggi all’improvviso ci siamo scoperti interessati a questo problema.: esso esiste da dodici anni.

Terza questione. Perché ora e non prima? A parte il fatto che anche prima qualche illustre collega se ne era occupato e aveva proposto la modifica dell’articolo 45 del codice di procedura penale - mi riferisco ad un progetto di legge del collega Anedda presentato nella scorsa legislatura, ma lasciamo da parte la questione - ma perché viene presentato ora? Ma come, dagli atti forniti dallo splendido Ufficio studi del Senato e che tutti hanno modo di leggere, anche senza presentare emendamenti e subemendamenti, risulta chiaramente che soltanto dal 30 maggio 2002, con pubblicazione in data 4 luglio 2002, la Suprema Corte di cassazione a Sezioni unite penali ha affermato che questo dubbio deve essere risolto. Solo adesso l’ha detto. Cosa c’è di strano che lo abbia detto alcuni anni dopo aver detto nel 1990 che questa era un'incostituzionalità? Fa parte di quelle ragioni della lentezza dei tempi della giustizia che abbiamo lamentato in tanti.

Il disegno di legge Cirami non poteva prendere come punto di riferimento un giudizio delle Sezioni unite penali della Cassazione, perché fino ad ora non c’era stato. Da quando c’è stato il giudizio è stato presentato un disegno di legge. Questa è la terza bugia. Non è vero che ci si occupa di questa cosa nel mese di luglio del 2002, chissà perché e per quali fatti misteriosi.

Perché questa fretta nel decidere? Poi arriveremo al punto che è l’unico sul quale avete lungamente discusso e che dimostra che la verità, che non può essere confessata, è la ragione per la quale tante bugie vengono dette. Perché dunque tanta fretta?

Si tratta di una legge che si applica a tutti i procedimenti penali in corso. Come è del tutto normale e lo si è sempre detto in tutte le leggi processuali penali vigenti, trattandosi di diritti dei cittadini nel corso di un procedimento penale si applica una legge non appena entra in vigore il più presto possibile. Quando si tratta di diritti, perché bisogna aspettare, una volta tanto che possiamo essere veloci? (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP). Perché dobbiamo aspettare se si tratta di garantire diritti che prima non lo erano con certezza?

Quarta bugia. Si sostiene che è la Corte costituzionale che deve decidere. Vedete, è ovvio che se la questione fosse di confrontare una legge ordinaria con la Costituzione, per sapere se la legge è o meno conforme ad essa, sarebbe normale che si attendesse il parere della Corte costituzionale. Ma in questo caso la domanda posta alla Corte costituzionale non è se la legge ordinaria è o meno conforme alla Costituzione, ma se è conforme o meno alla delega che il Parlamento ha dato al Governo. In tal caso, chi meglio del Parlamento può dire se quella delega è stata rispettata o no? Noi o la Corte costituzionale? (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP).

Perché dobbiamo attendere la Corte costituzionale, la quale - povera sventurata! - potrebbe persino dire che non c’è illegittimità, ma è opportuno che il Parlamento intervenga? E dovremmo intervenire fra sei mesi per garantire procedimenti penali che nel frattempo si sono svolti in modo diverso?

Quindi, interveniamo con urgenza oggi, perché solo adesso c’è stata una decisione della Corte di cassazione, perché soltanto ora può intervenire il Parlamento e perché questa decisione può essere presa in questi giorni. Lo facciamo ora, perché vogliamo tutelare, se possibile, tutti gli imputati in tutti i procedimenti penali.

Ma qualcuno ha gridato inorridito: "Capite che qui si introduce il principio che la rimessione da un giudice all’altro la può chiedere l’imputato"? Orrore! Si è scatenato il finimondo. Non è vero, perché questo è già scritto nel codice di procedura penale. (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP). Lo può chiedere il pubblico ministero, lo può chiedere il giudice e anche l’imputato. È una cosa normale e voglio dirlo soprattutto a quegli italiani che possono non sapere che stiamo discutendo di una questione normale. È del tutto normale che anche l’imputato possa chiedere quello che può chiedere il pubblico ministero o la Corte di cassazione.

Ma, si sostiene, questa legge - e arriviamo al dunque - la approvate perché volete favorire Previti e Berlusconi, diciamo la verità!

SODANO Tommaso (Misto-RC). Anche Dell'Utri!

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Ci dite: "Voi siete mossi da un istinto di cupidigia servile, tutti servi di Previti e Berlusconi". Siete senza giacca. Voi ve la siete tolta, ma dovevate togliervi i pantaloni perché questa volta in mutande siete rimasti! (Vive proteste dai banchi del centro-sinistra).

CAVALLARO (Mar-DL-U). Si vergogni, senatore D'Onofrio.

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Per la prima volta vi abbiamo dimostrato che la procedura parlamentare la conosciamo meglio di voi, altro che storie! (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP). E non c'è senatore Cavallaro che tenga! Gli autogol che avete fatto…

CAVALLARO (Mar-DL-U). Si vergogni! Signor Presidente, non consenta al senatore D'Onofrio di insultarci!

PRESIDENTE. Senatore Cavallaro, la prego di tacere. Il senatore D'Onofrio deve svolgere il suo intervento pacatamente, come altri hanno avuto l'opportunità di fare. (Commenti dei senatori Garaffa e Cavallaro).

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Un'ultima questione…

PRESIDENTE. Senatore Cavallaro, la richiamo all'ordine. Per cortesia, faccia silenzio.

VERALDI (Mar-DL-U). Richiami all'ordine il senatore D'Onofrio!

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Mi accingo a terminare il mio intervento, anche perché rispetto molto il colore di quel fiore che alcuni colleghi hanno messo al loro occhiello. Lo rispetto molto: sia che si tratti di Biancofiore, che ovviamente abbiamo nel nostro cuore, sia che si tratti di Rosa bianca; sono cose che ci appartengono, nella storia, e non abbiamo da temere. (Applausi dal Gruppo UDC:CCD-CDU-DE. Commenti del senatore Forcieri). Non abbiamo timore, anche perché vorremmo che noi e voi insieme, una volta tanto, anziché fiori, facessimo opere di bene, ma questo è un problema diverso.

Vediamo il punto fondamentale: Previti e Berlusconi che vantaggio hanno da questa legge? (Coro dai banchi del centro-sinistra: "Nessuno!". Commenti dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE e LP). Interveniamo riducendo le loro imputazioni?

MONTALBANO (DS-U). Zitto!

PRESIDENTE. Senatori, per cortesia. Come si consente, lei, di dire "zitto" a un suo collega che sta parlando?

MONTALBANO (DS-U). Non l'ho detto al senatore D'Onofrio.

PRESIDENTE. La prego di rispettare il diritto a parlare del senatore D'Onofrio, come tutti rispettano il suo. La prego.

MONTALBANO (DS-U). Non l'ho detto al senatore D'Onofrio.

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Anche perché ieri, quasi con un tono di sfida, si è detto che si voleva la diretta televisiva, pensando che dovessimo nascondere qualcosa. Non abbiamo nulla da nascondere. Le dirette televisive le vogliamo noi per primi, purché si svolgano in un contesto civile... (Applausi dal Gruppo UDC:CCD-CDU-DE). …purché sia consentito a ciascuno di poter dire quello che pensa, anche l'opposto. Questa è la normalità.

Quindi, qual è il vantaggio per Previti e Berlusconi? Forse che nella legge diciamo che alcuni reati a loro contestati non sono reati? No. Forse diciamo che alcune prove raggiunte nei loro confronti secondo l'opinione della pubblica accusa non sono più prove? No. E allora qual è il vantaggio?

CALVI (DS-U). Sospendere il processo!

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Potranno - niente di meno! - anche loro fare la richiesta della rimessione. E la rimessione, per caso, provoca un vantaggio tale per cui la prescrizione finisce per correre fino al punto da prescrivere i reati? No, neanche questo. Allora, qual è il vantaggio?

CALVI (DS-U). Sospendere il processo!

PRESIDENTE. Senatore Calvi, l'ho già richiamata. Per cortesia, non insista. Deve far parlare il senatore D'Onofrio come tutti ascolteremo lei, quando sarà il suo turno.

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Il vantaggio è di poter chiedere alla Corte di cassazione se il giudice che deve giudicare è sereno o no.

Allora, ho capito che tutta questa violentissima, scatenata reazione nei nostri confronti denota un furore di cui io non capisco le implicazioni istituzionali: è contro la Corte di cassazione? Ce l'hanno con la Corte di cassazione! Noi che c'entriamo? (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP). Ma noi che c'entriamo?

Noi vogliano difendere i giudici tutti, come ho detto ieri, e se voi ce l'avete con la Corte di cassazione sono problemi vostri, non nostri. Andatelo a spiegare alla gente che voi volete che la Corte di cassazione non metta il becco nei processi penali in corso. Noi vogliamo che quando ci sono legittimi dubbi sulla onestà, regolarità, serenità dei procedimenti penali, tutti, come qualunque imputato, possano rivolgersi alla Corte di cassazione; anche gli imputati eccellenti.

Ma perché, noi dovremo giungere persino ad affermare l'idea che voi avete coltivato per tempo, che non si debbono fare le leggi, anche se buone, solo perché qualcuno se ne può avvantaggiare? Ma questo è il contrario del principio democratico.

Le leggi buone si fanno perché sono buone, anche se se ne può avvantaggiare qualcuno che è nostro avversario politico. Noi le abbiamo sempre fatte così. (Commenti dai banchi dell'opposizione. Applausi dal Gruppo UDC:CCD-CDU-DE). Noi le abbiamo sempre fatte così e quando dico "noi", mi riferisco a quelli di voi che hanno il coraggio di avere una rosa bianca che parla di Biancofiore o di Rosa bianca. Le abbiamo sempre fatte così e continueremo a farle così, nonostante la vostra opposizione. (Vivi applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP e dei senatori Carrara e Del Pennino. Molte congratulazioni).