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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 230 del 01/08/2002


*DEL PENNINO (Misto-PRI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DEL PENNINO (Misto-PRI). Signor Presidente, colleghi senatori, vorrei, in toni molto pacati anche se essi possono sembrare poco consoni al clima di questi giorni, esprimere le considerazioni che inducono i repubblicani a dare il loro consenso al disegno di legge del collega Cirami, così come è stato modificato dal voto dell'Assemblea.

Non vi è dubbio alcuno che la previsione della legittima suspicione, come motivo di rimessione del processo ad altro giudice da parte della Corte di cassazione, colmi una lacuna che il legislatore delegato ha lasciato nel nostro ordinamento, in contrasto con le indicazioni contenute nella legge delega, come è stato evidenziato dalle sezioni unite della Corte di cassazione e come ha ricordato assai bene, ieri, il collega D'Onofrio.

Se non si fosse voluto, da parte dell'opposizione, strumentalizzare il problema per legarlo alle vicende processuali che vedono coinvolti a Milano il Presidente del Consiglio e l'onorevole Previti, probabilmente il consenso su questo provvedimento sarebbe stato amplissimo, pressoché unanime.

Si è voluto invece, da parte dell'Ulivo e dei girotondi, trasformare il dibattito sul disegno di legge che ci accingiamo a votare in una battaglia politica, volta a far apparire l'iniziativa della maggioranza come la ricerca di un salvacondotto per suoi esponenti; un salvacondotto oltretutto inesistente perché qualsiasi richiesta di rimessione per legittima suspicione dovrebbe comunque essere sottoposta al giudizio sereno della Corte di cassazione.

Dietro a questa battaglia intravediamo la tentazione, purtroppo ancora oggi assai forte nella sinistra italiana, di cercare nella via giudiziaria il rimedio alle sue contraddizioni e alle sue sconfitte politiche. (Commenti dai banchi dell'opposizione). Tentazione assai pericolosa, colleghi della sinistra, e non lo diciamo noi, bensì lo dice un uomo che appartiene alla vostra parte politica, il collega Ugo Intini, che sul "Corriere della Sera" di stamattina ha affermato: "Nessuna democrazia occidentale può consentire che in dieci anni tre sistemi legittimamente eletti siano travolti da iniziative giudiziarie: nel ‘93 Mani Pulite, nel ‘94 Governo Berlusconi, ed oggi, se ciò dovesse accadere. Ci troveremmo in una situazione turca" - continua Intini - "di fronte ad un’oligarchia di grand commis dello Stato i quali ritengono di avere una sorta di occhiuta supervisione sulle istituzioni."

PAGANO (DS-U). Perché non la legge tutta l’intervista di Intini? Non la si può leggere solo in una parte.

DEL PENNINO (Misto-PRI). "In Italia la magistratura e in Turchia le Forze armate".

Si chiede dall’opposizione un passo indietro da parte del Parlamento in attesa di una pronuncia della Corte costituzionale. Ma si tratta di una richiesta pretestuosa. Quante volte in quest'Aula e fuori di qui abbiamo sentito dire che sono i ritardi del Parlamento che affidano alla giurisprudenza della Corte una funzione di supplenza rispetto al potere legislativo? Per altro verso, se si fosse voluta scegliere la strada dell’attesa, ad essa avrebbe dovuto corrispondere un analogo cauto atteggiamento della magistratura milanese.

Un uomo dell’autorevolezza di Giovanni Conso, che certo non può essere considerato vicino all’attuale maggioranza, stamattina, a chi gli ipotizzava una specie di tregua bilaterale rispondeva: "nessuna difficoltà pratica si opporrebbe, solo che lo si volesse, alla gestione di tale attesa. I tempi dei lavori parlamentari, come pure delle attività giudiziarie, sono dosabili senza gravi difficoltà, come l’esperienza quotidiana dimostra sia per gli uni che per gli altri.". Perché quindi processare la fretta della maggioranza ignorando la fretta di altri organi, se non esiste un disegno di utilizzazione della via giudiziaria per modificare gli equilibri politici?

Un’ultima considerazione dedicata ai colleghi Democratici di Sinistra: chi di urgenza ferisce, di urgenza perisce. La scorsa settimana avete respinto la sospensiva che avevo presentato sulla legge per l’aumento dei contributi ai partiti, chiedendo che prima di decidere si approvasse una disciplina organica degli partiti stessi. L’avete respinta per l’urgenza di sanare il disavanzo del vostro partito. Oggi non potete sostenere che non sia urgente riaffermare principi di diritto perché in astratto potrebbero tornare utili al Presidente del Consiglio. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Congratulazioni).