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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 230 del 01/08/2002


ANGIUS (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANGIUS (DS-U). Signor Presidente, se ci riesco, vorrei rivolgermi a tutte le senatrici e a tutti i senatori della Repubblica e, se me lo consentiranno, vogliamo rivolgerci a tutti i cittadini italiani a prescindere dalle loro convinzioni e dai loro convincimenti politici.

Noi abbiamo condotto nel Senato della Repubblica, e particolarmente nella Commissione giustizia e poi in quest’Aula, un’impegnativa battaglia politica e parlamentare contro l’approvazione di una legge che, proposta dalla maggioranza, reintroduce la vecchia e generica legittima suspicione, cioè un legittimo sospetto che un processo possa essere turbato e alterato da fattori esterni. Vorrei ricordare pacatamente che la legittima suspicione esiste già nel nostro ordinamento, non però nella forma generica che è stata proposta dalla maggioranza.

Voglio ringraziare tutti i senatori e le senatrici Democratici di Sinistra che si sono battuti contro questa legge; lo hanno fatto con onestà di convincimento e con passione politica ideale. E ringrazio tutti i membri, in particolare i Democratici di sinistra della Commissione giustizia.

Pensiamo che sia una legge che, se approvata, porterebbe ad un'alterazione grave del nostro sistema giudiziario. La prima cosa che vorrei dire a chi ci ascolta è che questa legge è stata approvata con una rapidità straordinaria: presentata il 9 luglio, l'approviamo tra poco, il primo agosto, in soli 22 giorni. Una specie di legge-turbo!

I diritti - ha detto qualche senatore che ha parlato prima di me, con grande enfasi - non possono aspettare! Non è vero: i diritti di pensionati, casalinghe, operai… (Brusìo in Aula) … professionisti, imprenditori, quei diritti li state facendo aspettare! (Commenti dai Gruppi FI e AN).

PRESIDENTE. Senatore Asciutti, la prego! Colleghi, vi prego di tacere!

ANGIUS (DS-U). Il turbo-procedimento che avete messo in atto non funziona!

E poi ci sono altri diritti che non solo non vengono affermati, ma che state tentando di cancellare: mi riferisco a quelli degli operai e dei lavoratori, sui quali intendete incidere togliendo l'articolo 18 dallo statuto dei lavoratori. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U).

Si è discusso in modo convulso e disordinato, alterando ogni regola e ogni regolamento, stravolgendo la nostra Costituzione. Noi abbiamo difeso il ruolo del Senato, non abbiamo fatto niente contro di esso. Voglio dire pacatamente anche al Presidente del Senato, che questo ramo del Parlamento non è attaccato dall'esterno da cittadini o girotondini, le cui opinioni non è obbligatorio condividere, che manifestano fuori da questo Palazzo; il Senato è attaccato dall'interno, nel suo ruolo e nella sua funzione, da voi! (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U).

Come accennavo, con il disegno di legge che avete proposto possono essere sospesi o trasferiti processi sulla base soltanto di presunte turbative che potrebbero influenzarne lo svolgimento. Questi processi possono (sospesi e trasferiti) non concludersi mai: possono andare in prescrizione. Questa è la vostra proposta di legge che non potete negare in questo suo indegno contenuto! (Applausi della senatrice Toia).

Ma voi avete avanzato questa proposta di legge per una ragione precisa, dichiarata esplicitamente dai suoi stessi sostenitori, dalla maggioranza e cioè da voi. Non noi abbiamo così motivato questo nostro contrasto, ma voi avete motivato le ragioni di questa legge nel modo che dirò ora: impedire la conclusione di due processi in corso a Milano in cui, tra gli altri, sono imputati l'onorevole Berlusconi e l'onorevole Previti. Noi - lo dico pacatamente - non diremo una sola parola sul merito del dibattimento in corso: non l'avete mai sentita e non la sentirete mai. Non è nostro compito. (Commenti dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE e AN). E per noi vale - credetemi, care colleghe e colleghi - anche in questo caso, come per ogni indagato accusato, la presunzione d'innocenza. Questo principio è per noi assoluto, sempre.

Voglio entrare nel merito e dire che capisco la preoccupazione vostra, della destra e della Casa delle Libertà. Parliamone con chiarezza. Infatti, se un Presidente del Consiglio, un Capo del Governo, viene condannato in un processo in corso, in quella eventuale sentenza c'è certamente un'esplicita delegittimazione della sua funzione pubblica elevatissima.

È un problema serio, lo capisco. Capisco questa preoccupazione e anche il vostro turbamento al solo pensiero di questa eventualità, ma vi domando - lo faccio pacatamente e seriamente - lo domando agli italiani e a chi ci ascolta, a coloro che non hanno votato per noi: sarebbe ancora legittimato un Presidente del Consiglio che si giovasse di una legge approvata dalla sua maggioranza per sottrarsi al processo in cui è imputato, come nessun italiano può fare? Secondo voi sarebbe ancora legittimato un Presidente del Consiglio che agisce così? Secondo me no, sarebbe doppiamente delegittimato.

È una questione seria quella che sto ponendo; non potete accusarmi di faziosità o di qualsiasi altra cosa di questo genere. No, chi sfugge ad un giudizio può essere furbo, ma non può essere considerato preventivamente né innocente né colpevole.

In quest'Aula ci sono persone che, accusate ingiustamente, secondo sentenze definite dalla magistratura italiana, hanno affrontato i giudizi dei tribunali; non hanno mai detto una sola parola contro i magistrati e contro le leggi italiane. Noi dobbiamo dire che rispettiamo in modo assoluto queste persone.

Si sta producendo un danno, se mi permettete, non so se ve ne rendete conto, anche alla moralità pubblica di questo nostro Paese. Ieri il Presidente del Consiglio ha affermato di non aver capito l'urgenza di discutere di questa legge: un caso di comicità volontaria. Un uomo di Governo serio, una personalità politica rigorosa, imputata di qualsiasi cosa, chiede di fare presto, di affrontare rapidamente il giudizio dei magistrati, nell'interesse della funzione pubblica che esercita - perché l'esercizio di una funzione pubblica richiede una moralità assoluta, riconosciuta - chiede di essere giudicato quanto prima, non cerca mai sotterfugi.

Pensare con una legge dello Stato di fermare, trasferire o alterare un dibattimento in corso, un processo, è cosa al di fuori di ogni ordinamento, costituisce un'alterazione grave.

Una legge fatta col fine che voi avete dichiarato produce però effetti dannosi su tutto l'ordinamento. Non è chi non veda come la riforma proposta ponga od opponga un ulteriore paletto - ma l'espressione è eufemistica, si tratta in realtà di un macigno - che finirà per paralizzare non solo i processi agli imputati, chiamiamoli così, eccellenti ma qualsiasi persona, noi.

Tutti quelli, come mafiosi e camorristi, che potranno permettersi di pagare avvocati altamente professionalizzati avranno interesse a dilatare i tempi di un processo, avranno interesse ad una condanna sempre più lontana, mentre sempre più si avvicinano i termini di prescrizione dei reati. Questa è la questione che vi abbiamo posto; una questione di principio, di uguaglianza, di legalità. Non voglio accalorarmi, ho detto che avrei cercato di essere pacato, ma è una questione di legalità quella che vi abbiamo posto.

Se la proposta della maggioranza di Governo verrà approvata, così come è assai probabile, tra qualche minuto, la fiducia dei cittadini nella imparzialità della giustizia sarà gravemente ferita, colpita. Noi, senatori della Repubblica, in questa circostanza difendiamo e abbiamo difeso princìpi e valori di legalità, di imparzialità, di eguaglianza; questa e non altra è stata la nostra ragione nella battaglia politica e parlamentare: difendere un valore, non solo per noi stessi.

Il problema non è se e quando la Corte costituzionale fisserà la sua urgenza; il problema è secondo noi lo scippo del giudizio che questa legge vuol fare alla Corte costituzionale, uno scippo. Le nostre leggi consentono di affrontare, come abbiamo detto, processi giusti. Ecco perché, insisto, questi sono i fini e gli scopi di tutta la nostra battaglia politica e parlamentare: difendere un valore, non solo per noi stessi. Difatti non ne facciamo un argomento, una battaglia solo nostra. Noi mettiamo in comune, cioè affidiamo alla comunità nazionale, alla comunità italiana, la difesa equa e trasparente di un principio che ci tuteli insieme, persone, cittadini, di questa indivisibile Repubblica.

Voi voterete; gran parte di noi non parteciperà a questo voto perché pensiamo, in questo modo, di segnare un distacco, non da questa istituzione ma dalla scelta che voi fate. Vi diamo appuntamento a settembre, a una grande manifestazione nazionale, promossa da tutte le opposizioni, a una grande giornata di mobilitazione per difendere e affermare princìpi di legalità e di uguaglianza. Questo è il nostro impegno, questa è la nostra battaglia che continua. (Vivi applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Aut, Verdi-U, Misto-SDI, Misto-Udeur-PE, Misto-Com e Misto-RC. Congratulazioni).