FASSONE (DS-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FASSONE (DS-U). Signor Presidente, ho chiesto di intervenire sull'emendamento 1.603 (testo 2) per una questione sia regolamentare, sia nel merito, che congiungo per alleviare la comune fatica.
La prima richiesta è la seguente: l'emendamento in oggetto propone di sostituire gli articoli 1, 2 e 3 del disegno di legge base con un unico articolo. Mi pare sommessamente che ciò violi l'articolo 102, comma 1, del nostro Regolamento, il quale, a sua volta, non è altro che la traduzione dell'articolo 72 della Costituzione, secondo il quale le Camere votano i testi normativi articolo per articolo. Quindi, la prima richiesta, che rassegno a lei, è la dichiarazione di inammissibilità.
Non solleverei questa questione, apparentemente causidica, se non fosse che il merito mi induce a sostenerla. E qui, davvero, prego i colleghi di ascoltarmi non come senatore dell'opposizione, ma come collega che pone un problema oggettivo di interesse comune.
L'emendamento 1.603, di cui discutiamo, è a mio giudizio, da un lato, altamente sospetto di incostituzionalità; dall'altro, è comunque altamente pericoloso nei processi di criminalità organizzata. Per questo vi prego di scorporare quello che dico da ogni eventuale riferimento al processo che è aleggiato sempre su quest'Aula.
Dico ciò perché nel nuovo testo dell'articolo 47, che l'emendamento si propone di far approvare e che riproduce il disegno di legge base, si afferma: "Il giudice deve comunque sospendere il processo prima dello svolgimento delle conclusioni e della discussione…" e altro che tralascio.
E' ben vero che nel comma 5 si prevede che, nei casi in cui sia ripetutamente riproposta l'istanza di rimessione, non operano i meccanismi di sospensione, ma ciò non basta, colleghi. Non basta, per intanto, perché tali istanze non fanno scattare i meccanismi di cui ho detto se sono fondate su motivi diversi, ed è troppo poco: occorre, quanto meno, che siano fondati su elementi diversi da quelli già vagliati e respinti.
Ma soprattutto, colleghi, ciò non pone freno nei processi cumulativi - che sono quelli tipici della criminalità organizzata - in cui, essendo imputati talora varie decine di soggetti, questi possono ripetutamente, a staffetta, riproporre l'istanza e paralizzare il processo. Ciò non è consentito, non perché lo dice il senatore Fassone, ma perché lo ha affermato la Corte costituzionale con la più volte ricordata sentenza n. 353 del 1996, la quale ha stabilito non solo l'illegittimità costituzionale tout court dell'articolo 47 che qui verrebbe reintrodotto sotto diverse spoglie, ma ha rivolto il seguente preciso monito al legislatore: "Pienamente libero nella costruzione delle scansioni processuali, il legislatore non può tuttavia scegliere fra i possibili percorsi quello che comporti, sia pure in casi estremi, la paralisi dell'attività processuale perché, impedendo sistematicamente tale attività mediante la riproposizione dell'istanza di rimessione, si finirebbe col negare la stessa nozione del processo e si contribuirebbe a recare danni evidenti all'Amministrazione della giustizia".
Ecco perché non solo io, che potrei essere considerato poco affidabile in quanto collega dell'opposizione, ho proposto emendamenti che cercano di mitigare la drasticità di questo intervento (e raccomando quantomeno la lettura riflessiva dell'emendamento 2.13). Infatti, anche emendamenti di autorevoli senatori della maggioranza, come i senatori Caruso, Bucciero e Centaro, si sono fatti carico responsabilmente di questo problema. Affido quindi al Presidente l'istanza preliminare, perché penso che egli debba essere tutore della correttezza costituzionale dei "prodotti" che quest'Aula sforna a prescindere dal merito.
Affido al collega presentatore quanto meno la richiesta di sollecitare egli stesso l'accantonamento del tema, affinché sia discusso congiuntamente con tutti gli altri emendamenti che lo investiranno.
Affido in estremo subordine al senso di responsabilità del presentatore dell'emendamento il farsi carico delle sollecitazioni che non solo io, ma anche gli autorevoli colleghi della maggioranza hanno proposto perché quello della difesa sociale nei processi di criminalità organizzata non è un problema né dell'opposizione né della maggioranza. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-SDI e Misto-Com).