PETRINI (Mar-DL-U). Circa un anno fa, in occasione della discussione della legge sulle rogatorie, era stata riportata su un quotidiano una frase relativa a suoi presunti intenti minacciosi nei confronti del Presidente dell’Assemblea; pur non ritenendo di dover giustificare in Aula un'opinione espressa in un colloquio con un'amica giornalista, malamente riportata da un altro giornalista casualmente testimone, aveva ritenuto necessario chiarire in un colloquio personale con il presidente Pera il senso di quella frase, che si riferiva alla forte emozione, quasi ai limiti della paura fisica, che certi dibattiti tumultuosi dell’Assemblea talvolta suscitano. Purtroppo, però, ieri il Presidente del Senato ha di nuovo pubblicamente fatto riferimento a quella frase, ed è inaccettabile che egli continui ad addebitargli una volontà intimidatoria, peraltro attribuendo a se stesso un coraggio su cui non intende pronunciarsi per non incorrere nei rigori dell'articolo 66 del Regolamento.
PRESIDENTE. Richiama all'ordine e censura il senatore Petrini, che peraltro non poteva prendere la parola per fatto personale riferendosi ad un episodio accaduto al di fuori dell'Aula, che non corrisponde al vero, avendo egli ascoltato personalmente le affermazioni del presidente Pera. (Vibrate proteste del senatore Petrini). Espelle il senatore Petrini. (Reiterate proteste del senatore Petrini, che esce dall’Aula).
BOREA (UDC:CCD-CDU-DE). Con riferimento al clima di intimidazione di taluni dibattiti, essendo stato oggi ripetutamente interrotto dai colleghi, anche con ingiurie e calunnie, chiede che le espressioni ingiuste e poco consone al linguaggio parlamentare siano stigmatizzate dalla Presidenza. Si rammarica inoltre che, pur avendo preventivamente comunicato per iscritto la sostituzione, in qualità di vice presidente della Commissione giustizia, del presidente Caruso, il Presidente di turno dell’Assemblea abbia espresso osservazioni in merito al suo intervento dal banco della Commissione.
PRESIDENTE. Prende atto della dichiarazione, che resterà a verbale, pur ritenendo che il malinteso con il Presidente di turno fosse dovuto alla tensione del momento e non all’attribuzione al senatore Borea di una volontà prevaricatrice.
Dà infine annunzio della interpellanza e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l’ordine del giorno della seduta del 2 agosto.
La seduta termina alle ore 22,33.