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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 230 del 01/08/2002


SCHIFANI (FI). L'istituto del legittimo sospetto è stato previsto dal codice di procedura penale fino al 1989 e sarebbe stato presente anche nel nuovo codice, frutto della delega concessa dal Parlamento al Governo con la legge n. 81 del 1987, se i principi indicati dal legislatore non fossero stati disattesi con la stesura dell'attuale articolo 45. Le sezioni unite penali della Cassazione hanno sollevato la questione con una ordinanza nel corso di un procedimento giudiziario a carico dell'onorevole Previti, rimettendo la questione alla Corte costituzionale ed evidenziando la presenza di un vuoto normativo. L'opposizione, tuttavia, non attribuisce valore a questa ordinanza e quindi non ritiene doveroso colmare il vuoto normativo indicato dalla Cassazione, probabilmente perché influisce sulla posizione processuale di avversari politici dell'Ulivo; così ha scatenato contro l'introduzione di un principio sancito anche in altri ordinamenti giudiziari europei una battaglia ostruzionistica basata su una serie di menzogne, che ha prolungato oltremodo i lavori della Commissione giustizia ed ha potuto essere superata solo grazie alla approvazione di un emendamento della maggioranza. Ma l’aspetto più grave per le istituzioni è che tale battaglia ha investito con accuse ingiuste ed infondate il Presidente del Senato, cui va la piena solidarietà della Casa delle libertà. (Vivi, prolungati applausi all'indirizzo del Presidente dai senatori dei Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP, che si levano in piedi). Questi atteggiamenti e le inconsistenti denunce su presunte violazioni del Regolamento offendono il Senato e sono indice dell'incapacità delle opposizioni di accettare il ruolo ad esse imposto dai meccanismi del bipolarismo, nella logica dell'alternanza. Uno dei motivi ricorrenti della discussione è stato che il provvedimento avrebbe la funzione di impedire i processi che vedono coinvolti il Presidente del Consiglio e l'onorevole Previti, mentre è del tutto evidente che la reintroduzione di un principio di legalità - che non si spiega perché non dovrebbe trovare applicazione anche ai processi in corso - è un vantaggio per tutti i cittadini. I rappresentanti del centrosinistra temono il trasferimento dei processi ad altri giudici, quasi che nella loro visione esistessero diverse categorie di magistrati, non tutte affidabili. In realtà, i processi saranno svolti, ma da giudici imparziali ed in ambienti neutri ed il loro eventuale spostamento non interromperà i termini della prescrizione. Come ha dimostrato l'inconsistenza delle accuse lanciate dall'opposizione per la legge sulle rogatorie, il centrodestra sta esercitando con serietà il mandato affidatogli dal corpo elettorale, avendo come principio ispiratore della propria azione la tutela dei diritti fondamentali della persona. (Vivi applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Molte congratulazioni).

PRESIDENTE. Invita ancora una volta i senatori che sostano nell'emiciclo a tornare ai propri seggi.

CARUSO Antonino (AN). Illustra la proposta di coordinamento n. 1. (v. Allegato A).

BORDON (Mar-DL-U). Non si comprende perché il Presidente continui a richiamare i senatori dell’opposizione che sostano in silenzio nell'emiciclo, i quali non hanno certamente intenzione di compiere atti ostili, volendo con la loro iniziativa manifestare contemporaneamente la loro presenza ma anche l’intenzione di non avallare l'approvazione del disegno di legge in esame partecipando alla votazione. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U e Misto-RC. Commenti dai banchi della maggioranza).

CALVI (DS-U). Nutre riserve sulla seconda parte della proposta di coordinamento n. 1, che non è meramente formale ma dà indicazioni di ordine processuale.

CENTARO (FI). La proposta non contiene alcuna interpretazione in quanto gli atti non possono che essere inviati al giudice designato. Appare quindi fin troppo evidente che si tratta di una mera modifica formale del testo.

CARUSO Antonino (AN). Invita il senatore Calvi a riconsiderare le sue osservazioni in quanto la modifica di coordinamento al secondo periodo del comma 2 va letta in relazione all'incipit del comma 3.

D'AMICO (Mar-DL-U). Ai sensi dell'articolo 103, comma 2, del Regolamento, chiede il rinvio della votazione finale ad una successiva seduta.

BRUTTI Massimo (DS-U). Sostiene la richiesta del senatore D'Amico, motivandola con il comma 3 dello stesso articolo 103 del Regolamento.

PRESIDENTE. Tali norme non sono applicabili al caso in questione ed è comunque inopportuno che una mera proposta di coordinamento venga utilizzata per manovre ostruzionistiche.

NANIA (AN). L'atteggiamento dei senatori dell'opposizione che sostano nell'emiciclo nell'imminenza dell'espressione del voto finale da parte dell’Assemblea costituisce un atto di violenza politica. (Commenti dai Gruppi dell'opposizione. I senatori presenti in piedi nell'emiciclo assistono alle successive votazioni con le mani alzate. Alcuni di essi recano una benda sugli occhi. Richiami del Presidente).

Il Senato approva la proposta di coordinamento C1 e, con votazione nominale elettronica chiesta dal senatore FORCIERI (DS-U), il disegno di legge nel suo complesso nel testo emendato, con il seguente titolo: "Modifica degli articoli 45, 46, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale". La Presidenza è autorizzata ad apportare le modifiche di coordinamento che si rendessero ulteriormente necessarie. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Dal Gruppo AN vengono gettate nell'emiciclo fotocopie di una vignetta satirica. Proteste dai Gruppi dell'opposizione, dalle cui file si grida "Vergogna! Vergogna!").

PRESIDENTE. Sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 21,19, è ripresa alle ore 21,29.

Presidenza del vice presidente CALDEROLI