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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 230 del 01/08/2002


PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.

DE PAOLI (Misto-LAL). Dichiara il voto contrario sul provvedimento che lede profondamente il diritto di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e intacca l'autonomia del potere giudiziario. Peraltro, le misure di sicurezza e i controlli disposti intorno al palazzo del Senato si qualificano come atti intimidatori nei confronti dei cittadini che intendono manifestare liberamente il loro dissenso contro il disegno di legge. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-SDI, Misto-Com e Misto-RC).

OCCHETTO (Misto-LGU). Nella sua pur lunga vita parlamentare non ricorda episodi di tale prevaricazione per favorire in particolare due imputati eccellenti e indirettamente tutta la criminalità organizzata. La maggioranza, pur affermando il contrario, ha rinunciato a fornire spiegazioni convincenti ed ha preferito calpestare l'istituzione parlamentare. Dichiara pertanto che non parteciperà alla votazione finale inficiata da illegalità e qualificabile come una vera e propria lesione alla democrazia. (Vivi e prolungati applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI, Misto-Com e Misto RC. Congratulazioni).

DEL PENNINO (Misto-PRI). I Repubblicani voteranno a favore del disegno di legge, che colma una lacuna normativa lasciata dal legislatore delegato in contrasto con i criteri contenuti nella legge delega. L'opposizione ha strumentalizzato questa occasione su cui altrimenti si sarebbe registrato un consenso unanime per dipingere il testo in esame come un salvacondotto nei confronti di esponenti della maggioranza, lasciando intravedere la tentazione di cercare nella via giudiziale quello che non è riuscita a ottenere dalla politica. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Congratulazioni).

MARINO (Misto-Com). L'uso spregiudicato delle istituzioni da parte della maggioranza per favorire gli imputati eccellenti del noto procedimento presso il tribunale di Milano, con l'applicazione ai procedimenti in corso di una norma che attraverso il trasferimento del processo ad altra sede consente dilazioni fino alla prescrizione del reato, fa compiere alla giustizia un salto indietro nel tempo e, con il ricorso all'istituto del legittimo sospetto da parte degli imputati per criminalità di stampo mafioso, avrà conseguenze devastanti per la macchina giudiziaria italiana. Annuncia pertanto il voto contrario dei Comunisti italiani. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U e Misto-RC).

SODANO Tommaso (Misto-RC). Anche i senatori di Rifondazione comunista voteranno contro un disegno di legge che, introducendo nell'ordinamento l'ambiguo concetto del legittimo sospetto, contrasta con il garantismo e rappresenta un possibile vantaggio solo per alcuni potenti, non certo per i comuni cittadini. La fretta che ha indotto la maggioranza ad approvare il provvedimento in agosto, trasformando un ramo del Parlamento in una filiale aziendale del Presidente del Consiglio, è segno di grande debolezza e di serio pericolo per il rispetto della democrazia. L'opposizione si appella al Presidente della Repubblica affinché rifiuti la promulgazione del provvedimento, anche come segnale di attenzione nei confronti dei cittadini che hanno espresso pacificamente il loro dissenso e che sicuramente torneranno in autunno a manifestare a favore dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, dei diritti dei lavoratori, per la scuola, per la libertà dell'informazione. (Applausi dai Gruppi Misto-RC, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-SDI e Misto-Com).

DENTAMARO (Misto-Udeur-PE). Dall’accelerazione impressa al dibattito, che la maggioranza ha voluto si svolgesse persino prima di quello sul "decreto-omnibus" sul quale il Governo porrà la fiducia, si evince che l'obiettivo non è quello di colmare un vuoto normativo per fini garantistici, anche perché il legislatore del 1989 intenzionalmente aveva deciso di non recepire un concetto tanto vago e nebuloso, quale quello del legittimo sospetto. Il vero obiettivo è infatti quello di varare una norma a favore degli imputati Berlusconi e Previti, contro ogni principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e in deroga al principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge, questione su cui avrebbe dovuto pronunciarsi la Corte costituzionale. D'altra parte, si tratta di un tassello che si inserisce nel disegno complessivo che ha portato l'anno scorso all'approvazione, sempre all'inizio dell’estate, delle norme sulle rogatorie e per l'abolizione del reato di falso in bilancio. Questa corsa della maggioranza per mettere al riparo il Presidente del Consiglio contro le prove schiaccianti che ora sono emerse contro di lui disonora il Parlamento e contrasta in modo spregiudicato con i principi di giustizia e legalità; per questo l’Udeur voterà contro. (Applausi dai Gruppi Misto-Udeur-PE, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Com, Misto-SDI, Misto-RC e Aut. Congratulazioni).

DEL TURCO (Misto-SDI). La sua ostilità nei confronti dell’istituto del legittimo sospetto affonda le radici nella storia della sua applicazione, a partire dal trasferimento del processo agli assassini del sindacalista socialista corleonese Placido Rizzotto, su cui aveva indagato nel dopoguerra un giovane Carlo Alberto Dalla Chiesa, poi trasferito per questo nel Nord Italia e ritornato a Palermo molti anni dopo per trovarvi una tragica morte. Ogni volta che nel passato si è voluto spostare un processo, come quello contro Luciano Leggio o quello contro i mandanti e gli esecutori della strage di Piazza Fontana o ancora quello contro gli assassini di Salvatore Carnevale, altro sindacalista socialista siciliano, si è prodotto un rallentamento della giustizia arrivando spesso all'assoluzione degli imputati. La battaglia quindi non finisce nell’Aula del Senato, dove persino il Presidente ha rischiato di perdere la sua autorevolezza, ma proseguirà in autunno con un’opera di informazione e di ampio coinvolgimento dei cittadini. Per esprimere con forza il suo dissenso, non parteciperà alla votazione. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi Misto-SDI, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-Com, Misto-RC e Aut. Molte congratulazioni).

MICHELINI (Aut). Conferma il voto contrario già annunciato durante la discussione generale, in particolare per il mancato ritiro della norma contenuta nell'articolo 3 che dispone l'applicazione del nuovo istituto anche ai procedimenti penali in corso, evidentemente per agevolare gli imputati del processo di Milano. (Applausi dai Gruppi Aut, DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U).

ZANCAN (Verdi-U). Le modalità dissennate con cui la maggioranza ha affrontato l'esame del provvedimento hanno prodotto una violazione delle norme regolamentari e della Costituzione, nonché del buonsenso e della ragionevolezza, facendo raggiungere il traguardo che la stessa si era prefisso, con l’ulteriore dimostrazione che il suo tratto distintivo resta la difesa degli interessi personali di Berlusconi e di Previti. Ciò che invece suscita rabbia e preoccupata indignazione è che, riesumando un istituto dell'archeologia processuale la cui ambiguità è criticata da tutta la dottrina e la giurisprudenza, si fornisce un ulteriore strumento di difesa ai criminali per reati di mafia o di terrorismo. Malgrado la stanchezza e la rabbia, però, il suo Gruppo esprime con tranquillità il voto contrario al provvedimento, sicuro che i cittadini italiani hanno compreso le sue vere ragioni, e tuttavia non riconosce legittimità ad un atto legislativo frutto di così gravi violazioni regolamentari e costituzionali. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, DS-U, Mar-DL-U, Misto-SDI, Misto-Com, Misto-RC e Aut. Congratulazioni).

TIRELLI (LP). Premesso che la trasmissione in diretta televisiva avrebbe dovuto essere attivata per il ben più importante provvedimento relativo all'immigrazione, approvato qualche giorno fa, senza entrare nel merito dell’istituto del legittimo sospetto, sulla cui utilità e diffusione in altri Paesi si è soffermato in discussione generale, respinge le accuse rivolte alla maggioranza ricordando anzitutto che l'attuale opposizione nella scorsa legislatura ha presentato all'Assemblea diversi disegni di legge il cui esame non era stato concluso in Commissione, tra cui quello sulla riforma del Titolo V della Costruzione o quello istitutivo della Bicamerale, dopo appena quattro ore di dibattito nella Commissione di merito. E’ altresì infondata l’accusa di una forzatura temporale e regolamentare, dal momento che le molte ore diurne e notturne trascorse della Commissione giustizia sono state spese dall’opposizione soprattutto per porre richiami al Regolamento a fini ostruzionistici. Quanto poi al principio costituzionale del giudice naturale, è solo grazie all’attuale maggioranza che si è evitato che, attraverso il mandato di cattura europeo, qualunque cittadino potesse essere giudicato dai magistrati di altri Paesi, operanti in altri sistemi penali e con diversa cultura giuridica. Infine, sulla violazione dello Stato di diritto, ricorda i numerosi episodi di violenze o arresti contro attivisti della Lega o dei Cobas, tutti peraltro schedati come ora sembra accadere per gli iscritti alla CGIL, oppure contro i disoccupati napoletani, senza che ciò suscitasse la benché minima reazione; né si può sostenere che la Lega abbia un padrone, perché tutta la sua storia ha dimostrato il contrario. E’ comprensibile il disagio dell'opposizione, che via via ha perduto la rappresentanza di intere fasce della società e comincia a perdere anche il suo ruolo di punto di riferimento di una parte della magistratura. (Applausi dai Gruppi LP, FI, UDC:CCD-CDU-DE e AN. Molte congratulazioni. Applausi ironici dei Gruppi DS-U, Verdi-U e Mar-DL-U).

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Nel tentativo di contrastare il disegno di legge Cirami l'opposizione ha detto numerose falsità e ha dimostrato un furore assolutamente ingiustificato dal contenuto della norma. Si è sostenuto che l'istituto del legittimo sospetto non esiste in alcun Paese democratico, mentre è il cardine del sistema francese; si è detto che si tratta di una legge improvvisata, quando la Cassazione già dal 1990 ha segnalato la violazione della legge delega. Inoltre, nel momento in cui le sezioni unite penali della Corte di cassazione emettono una sentenza, si deve intervenire con urgenza in quanto i diritti dei cittadini non devono aspettare; né si può attendere la sentenza della Corte costituzionale, visto che tale pronuncia non riguarderà la legittimità ma il rispetto della delega, che è specifica competenza del Parlamento. L'opposizione ha anche ignorato che la rimessione non è esclusiva facoltà dell'imputato, ma può essere richiesta dal pubblico ministero, così come dalla Cassazione, e infine ha accusato la maggioranza di agire negli interessi di Previti e Berlusconi, ma non ha voluto ammettere che il provvedimento non cancella assolutamente i reati garantisce il trasferimento dei processi, in quanto sarà la Corte di cassazione a giudicare; si è addirittura giunti a sostenere l'impossibilità di approvare una legge che rafforza i diritti di tutti i cittadini per evitare che possano avvantaggiarsene alcuni esponenti politici. (Vivi e prolungati applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP e dei senatori Carrara e Del Pennino. Molte congratulazioni. Reiterati commenti dai Gruppi dell’opposizione).

BORDON (Mar-DL-U). La maggioranza ha forzato il Regolamento del Senato e la Costituzione per approvare in tutta fretta un disegno di legge che non rappresenta assolutamente un'emergenza del Paese, mentre non ha dimostrato uguale attenzione ai problemi dei cittadini, interessati alla salute, alla scuola e all'occupazione. Sono stati ignorati i richiami ad una maggiore riflessione avanzati da alcuni esponenti del centrodestra perché la maggioranza non poteva non approvare questo provvedimento, in quanto vincolata al mandato di agire sulla base degli interessi di Berlusconi, che richiedono il rinvio e ancor meglio la cancellazione dei processi. Per realizzare tali obiettivi, oltre a trascinare nella competizione il Presidente del Senato, che a dire il vero non ha fatto molto per imporre la propria mediazione, si provocano effetti devastanti sull'ordinamento, che già conteneva misure volte a ricusare un giudice parziale, e si favoriscono le organizzazioni criminali. Nonostante l'entusiasmo di alcuni esponenti della maggioranza, il provvedimento celebra l'inizio della sua sconfitta politica, in quanto al fallimento delle promesse elettorali accompagna l'evidenza della strenua difesa di interessi personali. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-SDI e Misto-Com. Molte congratulazioni).

NANIA (AN). Pur apprezzando i toni e i contenuti dell'intervento del senatore Del Turco, evidenzia che nei casi da lui citati la rimessione è stata richiesta dai procuratori per motivi attinenti la sicurezza dello Stato, mentre il provvedimento Cirami potenzia le garanzie dei cittadini consentendo di attivare la richiesta anche agli imputati. L'atteggiamento della sinistra nei confronti dei problemi della giustizia è ondivago, in quanto in Commissione bicamerale era stato elaborato un accordo anche su tali temi, mentre in questa fase un'opposizione priva di argomentazioni politiche e incapace di sconfiggere l'avversario sul terreno elettorale, si affida ai giudici allineati per eliminare politicamente il Presidente del Consiglio, trasformando i suoi problemi giudiziari, che come quelli dell'onorevole Previti attengono alla sfera del privato cittadino, in problemi politici. (Vivi applausi dai Gruppi AN, FI, UDC:CCD-CDU-DE e LP e del senatore Carrara. Molte congratulazioni).

ANGIUS (DS-U). Il codice di procedura penale già offre sufficienti garanzie di un processo giusto all’imputato che possa legittimamente sospettare dell’influenza negativa da parte di fattori esterni sul procedimento che lo interessa, ma la maggioranza ha imposto l’approvazione a tappe forzate e con un esame convulso e disordinato, nel corso del quale sono state alterate le regole parlamentari, di un testo che introduce una formula di legittimo sospetto tanto generica da determinare il rischio concreto che i processi, specie quelli ad imputati che possono permettersi agguerriti collegi di difesa, finiscano per non concludersi mai. A motivare tale urgenza, da parte della maggioranza si è sostenuto che i diritti non possono aspettare, ma non sembra che essa sia altrettanto sensibile quando si tratta dei diritti delle categorie più deboli della società o dei lavoratori. La vera ragione di questo atteggiamento della maggioranza, dichiarata peraltro esplicitamente da suoi autorevoli esponenti, è di impedire la conclusione di due processi in corso di svolgimento a Milano nei quali sono coinvolti gli onorevoli Berlusconi e Previti: ma se è comprensibile che si voglia evitare la delegittimazione che al Presidente del Consiglio deriverebbe da una eventuale condanna, è certo che tale delegittimazione sarebbe ancora maggiore se egli si sottraesse ai giudici grazie ad una legge approvata dalla sua maggioranza. Chi esercita una funzione pubblica ha tutto l'interesse a dissipare ogni ombra sulla propria moralità, mentre con questa legge si pone un macigno che finirà per bloccare i processi, con grave danno per la morale pubblica e la fiducia dei cittadini nell'imparzialità della legge. L'opposizione, che non ha condotto una battaglia di parte ma per l'affermazione di principi posti a garanzia di tutti i cittadini, non parteciperà al voto per segnare il distacco dall’operazione posta in essere dalla maggioranza, dando appuntamento alla grande manifestazione nazionale che si svolgerà a settembre per difendere con tutti gli italiani i principi di legalità e di uguaglianza. (Vivi applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI, Misto-RC e Misto-Com. Congratulazioni. Commenti dai banchi della maggioranza. Molti senatori delle opposizioni scendono nell’emiciclo).

PRESIDENTE. Invita i senatori che sostano nell'emiciclo a tornare al proprio posto, dando modo all'ultimo oratore di svolgere la dichiarazione di voto.

SCHIFANI (FI). L'istituto del legittimo sospetto è stato previsto dal codice di procedura penale fino al 1989 e sarebbe stato presente anche nel nuovo codice, frutto della delega concessa dal Parlamento al Governo con la legge n. 81 del 1987, se i principi indicati dal legislatore non fossero stati disattesi con la stesura dell'attuale articolo 45. Le sezioni unite penali della Cassazione hanno sollevato la questione con una ordinanza nel corso di un procedimento giudiziario a carico dell'onorevole Previti, rimettendo la questione alla Corte costituzionale ed evidenziando la presenza di un vuoto normativo. L'opposizione, tuttavia, non attribuisce valore a questa ordinanza e quindi non ritiene doveroso colmare il vuoto normativo indicato dalla Cassazione, probabilmente perché influisce sulla posizione processuale di avversari politici dell'Ulivo; così ha scatenato contro l'introduzione di un principio sancito anche in altri ordinamenti giudiziari europei una battaglia ostruzionistica basata su una serie di menzogne, che ha prolungato oltremodo i lavori della Commissione giustizia ed ha potuto essere superata solo grazie alla approvazione di un emendamento della maggioranza. Ma l’aspetto più grave per le istituzioni è che tale battaglia ha investito con accuse ingiuste ed infondate il Presidente del Senato, cui va la piena solidarietà della Casa delle libertà. (Vivi, prolungati applausi all'indirizzo del Presidente dai senatori dei Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP, che si levano in piedi). Questi atteggiamenti e le inconsistenti denunce su presunte violazioni del Regolamento offendono il Senato e sono indice dell'incapacità delle opposizioni di accettare il ruolo ad esse imposto dai meccanismi del bipolarismo, nella logica dell'alternanza. Uno dei motivi ricorrenti della discussione è stato che il provvedimento avrebbe la funzione di impedire i processi che vedono coinvolti il Presidente del Consiglio e l'onorevole Previti, mentre è del tutto evidente che la reintroduzione di un principio di legalità - che non si spiega perché non dovrebbe trovare applicazione anche ai processi in corso - è un vantaggio per tutti i cittadini. I rappresentanti del centrosinistra temono il trasferimento dei processi ad altri giudici, quasi che nella loro visione esistessero diverse categorie di magistrati, non tutte affidabili. In realtà, i processi saranno svolti, ma da giudici imparziali ed in ambienti neutri ed il loro eventuale spostamento non interromperà i termini della prescrizione. Come ha dimostrato l'inconsistenza delle accuse lanciate dall'opposizione per la legge sulle rogatorie, il centrodestra sta esercitando con serietà il mandato affidatogli dal corpo elettorale, avendo come principio ispiratore della propria azione la tutela dei diritti fondamentali della persona. (Vivi applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Molte congratulazioni).

PRESIDENTE. Invita ancora una volta i senatori che sostano nell'emiciclo a tornare ai propri seggi.

CARUSO Antonino (AN). Illustra la proposta di coordinamento n. 1. (v. Allegato A).

BORDON (Mar-DL-U). Non si comprende perché il Presidente continui a richiamare i senatori dell’opposizione che sostano in silenzio nell'emiciclo, i quali non hanno certamente intenzione di compiere atti ostili, volendo con la loro iniziativa manifestare contemporaneamente la loro presenza ma anche l’intenzione di non avallare l'approvazione del disegno di legge in esame partecipando alla votazione. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U e Misto-RC. Commenti dai banchi della maggioranza).

CALVI (DS-U). Nutre riserve sulla seconda parte della proposta di coordinamento n. 1, che non è meramente formale ma dà indicazioni di ordine processuale.

CENTARO (FI). La proposta non contiene alcuna interpretazione in quanto gli atti non possono che essere inviati al giudice designato. Appare quindi fin troppo evidente che si tratta di una mera modifica formale del testo.

CARUSO Antonino (AN). Invita il senatore Calvi a riconsiderare le sue osservazioni in quanto la modifica di coordinamento al secondo periodo del comma 2 va letta in relazione all'incipit del comma 3.

D'AMICO (Mar-DL-U). Ai sensi dell'articolo 103, comma 2, del Regolamento, chiede il rinvio della votazione finale ad una successiva seduta.

BRUTTI Massimo (DS-U). Sostiene la richiesta del senatore D'Amico, motivandola con il comma 3 dello stesso articolo 103 del Regolamento.

PRESIDENTE. Tali norme non sono applicabili al caso in questione ed è comunque inopportuno che una mera proposta di coordinamento venga utilizzata per manovre ostruzionistiche.

NANIA (AN). L'atteggiamento dei senatori dell'opposizione che sostano nell'emiciclo nell'imminenza dell'espressione del voto finale da parte dell’Assemblea costituisce un atto di violenza politica. (Commenti dai Gruppi dell'opposizione. I senatori presenti in piedi nell'emiciclo assistono alle successive votazioni con le mani alzate. Alcuni di essi recano una benda sugli occhi. Richiami del Presidente).

Il Senato approva la proposta di coordinamento C1 e, con votazione nominale elettronica chiesta dal senatore FORCIERI (DS-U), il disegno di legge nel suo complesso nel testo emendato, con il seguente titolo: "Modifica degli articoli 45, 46, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale". La Presidenza è autorizzata ad apportare le modifiche di coordinamento che si rendessero ulteriormente necessarie. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Dal Gruppo AN vengono gettate nell'emiciclo fotocopie di una vignetta satirica. Proteste dai Gruppi dell'opposizione, dalle cui file si grida "Vergogna! Vergogna!").

PRESIDENTE. Sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 21,19, è ripresa alle ore 21,29.

Presidenza del vice presidente CALDEROLI