RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del presidente PERA
La seduta inizia alle ore 15,34.
Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana di ieri.
Comunicazioni all'Assemblea
PRESIDENTE. Dà comunicazione dei senatori che risultano in congedo o assenti per incarico avuto dal Senato. (v. Resoconto stenografico).
Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 15,38 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge:
(1578) CIRAMI. – Modifica agli articoli 45 e 47 del codice di procedura penale
Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Modifica degli articoli 45, 46, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana ha avuto inizio la discussione generale. Avverte che, per accordi intervenuti con la RAI, le dichiarazioni di voto finali verranno trasmesse in diretta televisiva.
PASSIGLI (DS-U). L’articolo 25 della Costituzione stabilisce il principio che nessuno può essere distolto dal proprio giudice naturale, salvo limitatissimi casi previsti per legge, di talché ogni deroga deve essere regolata da norme precise e non discrezionali. Per tali ragioni l'argomento usato dalla maggioranza, secondo la quale il disegno di legge Cirami avrebbe lo scopo di coprire un vuoto normativo, è una menzogna tendente a mascherare la realtà di un uso strumentale della potestà legislativa per risolvere i problemi giudiziari del Presidente del Consiglio e dell'onorevole Previti. Peraltro, il mancato riferimento al legittimo sospetto nella riforma del codice di procedura penale fu una scelta consapevole della commissione di studio governativa cui fu affidata la stesura delle norme, che ricevettero dal Parlamento ben due pareri favorevoli sulla conformità della legislazione delegata alla delega, senza che alcuno sollevasse problemi al riguardo. La questione è stata rimessa oggi dalla Cassazione al giudizio della Corte costituzionale, ma la maggioranza non vuole attendere la pronunzia di quest’ultima poiché teme che sarebbe negativa, così come non vuole attendere la sentenza di Milano perché teme che sarebbe di condanna. Ricordato che l'articolo 2 del disegno di legge in esame, disponendo l'automatica sospensione del procedimento a seguito della richiesta di rimessione, è costituzionalmente illegittimo in base alla sentenza della Corte n. 353 del 1996, sottolinea come il Parlamento sia ormai ostaggio delle vicende private del Presidente del Consiglio, che distruggono lo Stato di diritto e violano gli articoli 3 e 25 della Costituzione, principi fondamentali cui le forze della maggioranza che si dicono liberali dovrebbero ispirare la propria azione. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).
RIPAMONTI (Verdi-U). Fa presente che non è ancora disponibile il fascicolo degli emendamenti.
PRESIDENTE. Il fascicolo sarà disponibile entro le ore 16; nel frattempo è stato distribuito il fascicolo relativo agli ordini del giorno.
ZICCONE (FI). Se il problema posto dalla Cassazione fosse soltanto quello di verificare la legittimità dell'attuale articolo 45 del codice di procedura penale con il contenuto della delega prevista nella legge n. 81 del 1987, sarebbe stato possibile attendere la pronuncia della Corte costituzionale; ma le sezioni unite penali della Cassazione hanno rilevato la presenza di una evidente lacuna legislativa a seguito della scomparsa dal codice di procedura penale del principio del legittimo sospetto. Il legislatore ha pertanto il dovere di disciplinare la materia al fine di assicurare serenità ed imparzialità del giudice nell'esercizio della sua funzione e tale garanzia insopprimibile tutela non due soli cittadini, ma tutti coloro che si trovino nella condizione di dover essere sottoposti a giudizio. Per quanto riguarda invece la sospensione del processo a seguito della richiesta di rimessione, appare evidente che, dopo la modifica dell'articolo 111 della Costituzione sarebbe illogico ed inaccettabile supporre che il giudizio possa proseguire nonostante il legittimo sospetto del quale sia stato investito l'organo giudicante. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.
SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Il tema del legittimo sospetto è stato lungamente affrontato dalla dottrina per il suo alto valore simbolico e l'istituto previsto dall’articolo 55 del precedente codice di rito ha resistito per 50 anni alla giurisprudenza della Corte costituzionale. La legge delega n. 81 del 1987 conteneva tra i principi la riproposizione di tale istituto, ma la commissione governativa incaricata di stendere la riforma adottò una diversa formulazione. Rimane ora da chiarire se il concetto di libera determinazione previsto dall'articolo 45 del codice di procedura penale, prodotto normativo di un periodo nel quale la gerarchizzazione della magistratura poneva problemi che ora non appaiono più attuali, riesca a riempire lo spazio lasciato dalla mancata indicazione del principio di legittimo sospetto. Secondo la Cassazione ciò non avviene e pertanto non sono pienamente garantite la terzietà e l'imparzialità dell'organo giudicante, la cui verifica è resa ancora più cogente dalla recente modifica dell'articolo 111 della Costituzione sul giusto processo. Per quanto riguarda l'articolo 2 del disegno di legge, le critiche avanzate da numerosi intervenuti non sembrano condivisibili in quanto va ricordato che la sentenza della Corte costituzionale del 1996 fu seguita da forti critiche dottrinali che indussero la Corte stessa a due ordinanze dell'anno successivo nelle quali precisava la volontà di impedire l'utilizzo strumentale della ricusazione e della rimessione a fini dilatori del procedimento. Preannuncia che il Governo intende rimettersi all’Assemblea sugli emendamenti, tranne che su quelli relativi alla sospensione anche dei termini di prescrizione, sempre che la precisazione non venga considerata superflua alla luce del principio generale posto dal primo comma dell'articolo 159 del codice penale che prevede tale sospensione in presenza di questione devoluta ad altro giudice. (Applausi dai Gruppi AN, FI e UDC:CCD-CDU-DE).
PASSIGLI (DS-U). Fa presente che solo in questo momento si sta procedendo alla distribuzione del fascicolo degli emendamenti, a conferma dell'esiguità dei tempi assegnati per la presentazione degli stessi, in palese violazione delle prerogative dei parlamentari.
PRESIDENTE. Ricorda che il fascicolo degli ordini del giorno, il cui esame precede quello degli emendamenti, è stato distribuito già dalle ore 10,30.
Passa all'esame degli ordini del giorno, avvertendo che il G1 è inammissibile.
SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Si rimette all'Aula su tutti gli ordini del giorno.
E' quindi respinto il G2. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice DE PETRIS (Verdi-U), sono respinti gli ordini del giorno G3, G4, G5 nonché la prima parte del G6, risultando conseguentemente preclusi la restante parte e i successivi fino al G25. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice DE PETRIS, è quindi respinta la prima parte del G26, con conseguente preclusione della restante parte e dei successivi ordini del giorno fino al G37. Il Senato, con votazione nominale elettronica chiesta dal senatore Massimo BRUTTI (DS-U), respinge la prima parte dell'ordine del giorno G38, con conseguente preclusione della restante parte e dei successivi fino al G66. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore Massimo BRUTTI, è respinta la prima parte del G67, con conseguente preclusione della restante parte e dei successivi ordini del giorno fino al G83. Con successiva votazione nominale elettronica, chiesta ancora dal senatore Massimo BRUTTI, è respinta la prima parte del G84, con conseguente preclusione della restante parte e del successivo ordine del giorno. Ancora con votazione nominale elettronica, chiesta sempre dal senatore Massimo BRUTTI, è respinta la prima parte dell'ordine del giorno G86; conseguentemente risultano preclusi la restante parte e i successivi fino al G97. Il Senato, con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore Massimo BRUTTI, respinge il G98.
PASSIGLI (DS-U). Non risultano chiare le modalità di preclusione degli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Come avviene per gli emendamenti, la reiezione di una parte, identica a quella dei successivi, comporta la preclusione degli ordini del giorno.
Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore Massimo BRUTTI (DS-U), è respinta la prima parte del G99, risultando conseguentemente preclusi la restante parte e i successivi ordini del giorno fino al G117. Previa verifica del numero legale, chiesta ancora dal senatore Massimo BRUTTI, è respinto il G118. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice TOIA (Mar-DL-U), sono respinti il G119 e il G120. E' quindi respinto il G121. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice TOIA (Mar-DL-U), è respinta la prima parte del G122, risultando conseguentemente preclusi la restante parte e i successivi ordini del giorno fino al G129. E' quindi respinta la prima parte del G130; conseguentemente risultano preclusi la restante parte e il successivo ordine del giorno.
TOIA (Mar-DL-U). Denuncia l'applicazione restrittiva del sistema di conteggio del tempo a disposizione dei Gruppi che non consente agli appartenenti ad alcuni di essi neanche di poter richiedere votazioni qualificate. Chiede in particolare il voto elettronico sul G132. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).
Con votazione nominale elettronica, è respinto il G132.
Sull'elezione del Vice Presidente del Consiglio superiore della magistratura
DEL TURCO (Misto-SDI). Annuncia all'Assemblea l'avvenuta elezione dell'onorevole Virginio Rognoni a Vice Presidente del CSM. (Applausi).
PRESIDENTE. Rivolge al neoeletto vice presidente Rognoni i migliori auguri di buon lavoro.
BORDON (Mar-DL-U). Si associa alle congratulazioni rivolte dal Senato al nuovo Vice Presidente del CSM. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U. Proteste dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Richiami del Presidente).
SCHIFANI (FI). Anch'egli si associa agli auguri rivolti dal Senato. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN e LP).
BRUTTI Massimo (DS-U). Esprime i migliori auguri al vice presidente del CSM Virginio Rognoni, ricordandone l'impegno nella lotta contro il terrorismo nella sua veste di Ministro dell'interno. (Generali applausi).
D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Ricordando la comune militanza nella Democrazia cristiana, si associa agli auguri rivolti all'onorevole Rognoni. (Vivi applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE e FI e del senatore Coviello).
MEDURI (AN). Non si associa all’applauso tributato al vice presidente del CSM Rognoni.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1578
PRESIDENTE. Riprende le votazioni degli ordini del giorno.
Il Senato, con successive votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice TOIA (Mar-DL-U), respinge gli ordini del giorno G133 e G134, nonché la prima parte del G135, con conseguente preclusione della restante parte e dei successivi fino al G141 e la prima parte del G142, con conseguente preclusione della restante parte e dei successivi fino al G144. Con successive votazioni nominali elettroniche, chieste la prima dal senatore BASTIANONI (Mar-DL-U) e le successive dalla senatrice TOIA, sono quindi respinti il G145, il G146 e la prima parte del G147, con conseguente preclusione della restante parte e del successivo G148. Infine, è respinta la prima parte del G149, con conseguente preclusione della restante parte e dei successivi fino al G158.
AZZOLLINI (FI). A norma dell'articolo 100, comma 7, del Regolamento, esprime il parere della Commissione bilancio sugli emendamenti. (v. Resoconto stenografico).
RIPAMONTI (Verdi-U). Ai sensi dell'articolo 96 del Regolamento propone di non passare all'esame degli articoli e su tale deliberazione chiede la verifica del numero legale.
Previa verifica del numero legale, il Senato respinge la proposta di non passare all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Passa all’esame dell’articolo 1 e degli emendamenti ad esso riferiti.
RIPAMONTI (Verdi-U). Segnala preliminarmente che l'emendamento 1.602 è privo di portata modificativa e quindi dovrebbe essere dichiarato inammissibile.
PRESIDENTE. Valuterà l’osservazione quando si esaminerà quell'emendamento.
TOIA (Mar-DL-U). Dal momento che sono stati spesso invocati i precedenti, ricorda che nel passato, in molteplici occasioni di contingentamento di importanti provvedimenti, la Presidenza ha più volte deciso di riassegnare i tempi residui con l'accordo dei Presidenti dei Gruppi. (Commenti dal Gruppo FI).
PRESIDENTE. Prende atto della dichiarazione.
CARRARA (Misto-MTL). Apporta una modifica all'emendamento 1.603. (v. Allegato A).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
SANTELLI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo si rimette all’Assemblea su tutti gli emendamenti.
Il Senato respinge l’emendamento 1.315. Previa verifica del numero legale, chiesta dalla senatrice DONATI (Verdi-U), sono quindi respinti gli identici emendamenti 1.1, 1.2, 1.200, 1.201, 1.3, 1.100 e 1.700. Con successive votazioni nominali elettroniche, chieste sempre dalla senatrice DONATI, sono quindi respinti gli emendamenti 1.603/1 e 1.603/4, tra loro identici, 1.603/2 e 1.603/5, tra loro identici, 1.603/3, 1.603/7, 1.603/6 e 1.603/8. Sono successivamente respinti l'1.603/9, 1.603/11 e l'1.603/16.
Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice TOIA (Mar-DL-U), sono altresì respinti l'1.603/10, l'1.603/12, l’1.603/13 e l’1.603/14, mentre con successive votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore BASTIANONI (Mar-DL-U), sono respinti l'1.603/15, la prima parte dell'1.603/17, con conseguente preclusione della restante parte e dei successivi fino all'1.603/29, la prima parte dell'1.603/30, con la conseguente preclusione della restante parte e dei successivi fino all'1.603/35, nonché l'1.603/36, l’1.603/37 e l’1.603/38.
Viene quindi respinto l'emendamento 1.603/39. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore BASTIANONI, il Senato respinge gli emendamenti da 1.603/40 a 1.603/42, la prima parte dell'emendamento 1.603/43 (con conseguente preclusione della seconda parte dello stesso e degli emendamenti fino all'1.603/49), la prima parte dell'emendamento 1.603/50 (con conseguente preclusione della seconda parte dello stesso e degli emendamenti 1.603/51 e 1.603/52), gli emendamenti 1.603/53 e 1.603/54, la prima parte dell'emendamento 1.603/55 (con conseguente preclusione della seconda parte dello stesso e degli emendamenti fino all'1.603/58), gli emendamenti 1.603/59 e 1.603/63, nonché la prima parte dell'1.603/60 con conseguente preclusione nella seconda parte dello stesso e degli emendamenti 1.603/61 e 1.603/62. Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore BASTIANONI, sono respinti gli emendamenti 1.603/64 e 1.603/65. Sono inoltre respinti, con votazioni nominali elettroniche chieste sempre dal senatore BASTIANONI, gli emendamenti 1.603/66 e 1.603/67, la prima parte dell'emendamento 1.603/68 (con conseguente preclusione della seconda parte dello stesso e degli emendamenti fino all'1.603/71) e la prima parte dell'emendamento 1.603/72 (con conseguente preclusione della seconda parte dello stesso e degli emendamenti 1.603/73 e 1.603/74).
CAVALLARO (Mar-DL-U). Intervenendo in dichiarazione di voto sull'emendamento 1.603/75, denuncia l'ulteriore forzatura in atto con la trattazione di un emendamento interamente sostitutivo del disegno di legge originario il cui testo è stato conosciuto solo pochi minuti fa. Non ritiene proceduralmente, oltreché eticamente ammissibile che l'Assemblea venga posta di fronte ad una nuova proposta, ulteriormente peggiorativa del testo Cirami, senza poter compiere il necessario approfondimento. Sarebbe invece preferibile approvare il testo del proponente e rinviare le ulteriori modificazioni all'esame della Camera dei deputati. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-SDI, Misto-Com e Misto-RC).
RIPAMONTI (Verdi-U). Associandosi alle considerazioni del senatore Cavallaro, evidenzia come l'Aula stia esaminando un nuovo testo, per cui chiede un ragionevole tempo per presentare i subemendamenti. (Applausi della senatrice De Petris).
PRESIDENTE. Il fascicolo degli emendamenti è stato presentato in tempo utile.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore BASTIANONI (Mar-DL-U), il Senato respinge l'emendamento 1.603/75 e approva l'emendamento 1.603/76.
Sulle dichiarazioni rilasciate dal Ministro della giustizia in merito all'elezione del Vice Presidente del Consiglio superiore della magistratura
BRUTTI Massimo (DS-U). Chiede che il Ministro della giustizia venga in Senato a riferire sulle sue inaccettabili dichiarazioni a seguito dell'elezione del Vice Presidente del CSM, secondo le quali i membri togati dell'organo hanno scelto un rappresentante dell'opposizione per attaccare il Governo. Sono affermazioni gravi, che pregiudicano un corretto rapporto tra i poteri dello Stato, costituiscono un attacco all’autonomia del CSM, mentre va sottolineato che i componenti dell'organo di elezione parlamentare rappresentano il Parlamento nel suo insieme, in quanto costituiscono un raccordo tra la società e l'ordinamento giudiziario. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-SDI, Misto-Com e Misto-RC. Commenti dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1578
PRESIDENTE. Riprende l’esame dell'emendamento 1.603 (testo 2).
FASSONE (DS-U). L'emendamento in esame è probabilmente incostituzionale e notevolmente pericoloso rispetto allo svolgimento dei processi contro la criminalità organizzata, che rischiano di essere sospesi in quanto la richiesta di rimessione può essere avanzata in sequenza dai diversi imputati. Inoltre il testo ripropone il vecchio articolo 47 del codice di procedura penale, che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo anche per i suoi effetti di paralisi dell'attività processuale. Visto che anche alcuni senatori della maggioranza si sono fatti interpreti di tale preoccupazione presentando emendamenti che non potrebbero più essere esaminati, chiede una riconsiderazione da parte del presentatore e del Presidente. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-SDI e Misto-Com e del senatore Pellicini).
D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Sottoscrive l'emendamento 1.603 (testo 2).
MORANDO (DS-U). Chiede al Presidente di concedere ulteriore tempo per valutare meglio il testo in esame, perché altrimenti verrebbe ad essere impedito ai senatori di esercitare il loro potere di emendamento violando la sostanza delle regole parlamentari. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U).
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono stati consegnati ai Gruppi alle ore 9,30 di questa mattina, per cui ribadisce la correttezza della procedura adottata.
CALVI (DS-U). Associandosi alle considerazioni del senatore Fassone sull'emendamento 1.603 (testo 2), che riproduce il vecchio testo dell'articolo 47 del codice di procedura penale, chiede alla Presidenza di investire la 1a Commissione permanente per una valutazione della costituzionalità del testo. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U).
CIRAMI (UDC:CCD-CDU-DE). Sottoscrive l'emendamento 1.603 (testo 2), ricordando al senatore Calvi che le motivazioni della sentenza n. 353 fanno riferimento alle richieste di rimessione con finalità dilatorie. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Commenti dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).
BOSCETTO (FI). La Commissione affari costituzionali ha già preso in esame la questione evidenziata dal senatore Calvi. Occorre ricordare che la Corte costituzionale nel 1997 precisò la portata della sentenza n. 353 specificando che l'incostituzionalità aveva per oggetto la reiterazione a fini dilatori delle richieste di rimessione. L'emendamento in questione specifica che la richiesta di rimessione possa essere reiterata sulla base di elementi nuovi, che tali debbono essere dal punto di vista sostanziale. Naturalmente il principio vale anche per i processi ad esponenti della criminalità organizzata, non essendo pensabile che ogni imputato possa avanzare la stessa richiesta basandosi su elementi non sostanzialmente diversi. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP).
PETRINI (Mar-DL-U). L'articolo 102, comma 2, del Regolamento indica l'ordine nel quale devono essere posti in votazione gli emendamenti, non facendo riferimento a quelli interamente sostitutivi. Ma l'aspetto più rilevante è che l'adozione di questa tecnica legislativa non darebbe spazio all’Assemblea, che finora ha discusso solo dell'articolo 1 e degli emendamenti ad esso riferiti, per valutare il contenuto degli articoli successivi, violando così l'articolo 72 della Costituzione che prevede l'esame articolo per articolo dei disegni di legge. I precedenti richiamati di articoli sostitutivi comprendenti il contenuto di più articoli del testo originario avevano natura e scopo diverso, inserendosi in una procedura di richiesta di fiducia da parte del Governo. Chiede pertanto che venga aperto uno spazio autonomo di discussione sull'emendamento 1.603 (testo 2). (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI e Misto-Com. Commenti dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP).
PRESIDENTE. L'emendamento 1.603 (testo 2) è interamente sostitutivo e quindi, essendo la proposta più lontana dal testo originario, va votato per primo. (Vivaci proteste dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U). Peraltro è prassi ormai consolidata la modifica di più articoli e addirittura di interi disegni di legge attraverso un solo emendamento complessivamente sostitutivo. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP).
ZANCAN (Verdi-U). Chiede alla la Presidenza la possibilità di avanzare pregiudiziali di costituzionalità riguardo all'emendamento in esame, che sostituisce l'intero disegno di legge, in quanto le tre questioni di costituzionalità illustrate in mattinata a nome dell'opposizione avevano per oggetto il testo originario e non il nuovo disegno di legge, in quel momento ancora non adeguatamente conosciuto. La fretta dissennata che è stata imposta ai lavori del Senato non consente un esame serio di aspetti di particolare rilevanza. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, DS-U, Mar-DL-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI, Misto-RC e Misto-Com. Applausi e commenti ironici dal Gruppo LP. Commenti dai banchi della maggioranza).
PRESIDENTE. La presentazione di questioni incidentali è inammissibile nel corso dell’esame degli emendamenti. Rileva che, pur non conoscendolo, il senatore Zancan ha proposto alcuni subemendamenti all'emendamento 1.603 (testo 2). (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Vibrate proteste dai banchi dell'opposizione).
AYALA (DS-U). Il testo in esame presenta aspetti di particolare delicatezza, che rischiano di avere effetto anche su processi ad esponenti della criminalità organizzata. Per tale motivo, si appella alla Presidenza affinché venga consentito uno spazio di approfondimento degli aspetti più controversi dell'emendamento 1.603 (testo 2).
BASSANINI (DS-U). Il Presidente, nel richiamare i precedenti di emendamenti interamente sostitutivi di più articoli, faceva probabilmente riferimento alla legge n. 127 del 1997, che tuttavia ha seguito un iter completamente diverso tale da non configurare una violazione dell'articolo 72 della Costituzione. Chiede pertanto che venga concessa al Senato una pausa di riflessione e che la Commissione affari costituzionali possa pronunciarsi sull'emendamento. Infine, ricorda che l'articolo 82 del Regolamento impone al Presidente, prima di passare alla votazione dell'emendamento, di invitare l’Assemblea a pronunziarsi sulla dichiarazione d'urgenza, che deve avere la maggioranza assoluta dei componenti del Senato. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI e Misto-Com).
PRESIDENTE. Nel richiamare i precedenti, si riferiva alla legge n. 662 del 1996. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Vivaci commenti dai banchi dell’opposizione). Rilevato che l'Assemblea sta regolarmente procedendo alla discussione articolo per articolo, ricorda che l'articolo 82 del Regolamento attiene all'abbreviazione dei termini di promulgazione.
MANZELLA (DS-U). I precedenti di unificazione di articoli in un unico emendamento sostitutivo si riferiscono a decreti-legge o provvedimenti sui quali il Governo aveva chiesto la questione di fiducia, comunque a situazioni eccezionali rispetto alla normale procedura, che prevede il collegamento degli emendamenti a singoli articoli. In questo caso, anziché presentare un emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 1 e chiedere la soppressione dei successivi articoli, un solo emendamento è riferito, ai fini della sostituzione, a tutti e tre gli articoli del disegno di legge, fissando così una procedura che determina l'insanabile irregolarità della legge. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI, Misto-RC e Misto-Com. Commenti dai banchi della maggioranza).
RIPAMONTI (Verdi-U). Si augura che la risposta del Presidente al senatore Zancan, il quale ha soltanto avanzato la richiesta di poter approfondire gli aspetti di costituzionalità di un nuovo testo interamente sostitutivo del disegno di legge all'esame, non sia espressione di alcun atteggiamento offensivo.
PRESIDENTE. Che l'atteggiamento della Presidenza nei confronti del senatore Zancan non abbia avuto alcun carattere offensivo è risultato del tutto evidente. La Presidenza ha soltanto fatto notare che non si può sostenere che l'emendamento 1.603 (testo 2) non fosse conosciuto, dal momento che alcuni subemendamenti dello stesso senatore Zancan sono stati discussi ed uno di essi, l'1.603/76, addirittura approvato. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Proteste dei senatori Zancan e Turroni).
TURRONI (Verdi-U). Il Presidente continua a far finta di non capire la sostanza della questione posta dal senatore Zancan, il quale è intervenuto sulle questioni di costituzionalità del testo prima di venire a conoscenza dell'emendamento interamente sostitutivo, al quale sono stati presentati subemendamenti soltanto in un momento successivo. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, DS-U e Mar-DL-U).
PRESIDENTE. Considera chiusa la questione. Passa alla votazione dell'emendamento 1.603 (testo 2).
FALOMI (DS-U). L'emendamento in questione presenta aspetti di palese incostituzionalità, che non hanno potuto essere chiariti dal presentatore dell'emendamento. La procedura adottata costituisce un’alterazione regolamentare ed uno strappo al decoro del Senato molto maggiore di quello che si appresta a fare partecipando per protesta alla seduta dell’Aula senza giacca. (Il senatore Falomi toglie la giacca e la cravatta, imitato da numerosi altri senatori dei gruppi DS-U e Mar-DL-U. Commenti ironici dai banchi della maggioranza)
PRESIDENTE. Dopo aver più volte invitato il senatore Falomi e gli altri autori del gesto a far rientrare tale forma di protesta, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 18,29, è ripresa alle ore 18,42.
CENTARO (FI). Le preoccupazioni espresse dal senatore Fassone sono ingiustificate alla luce delle garanzie contenute nell'emendamento sostitutivo. Infatti, la riformulazione dell'articolo 46 del codice di procedura penale non consente la moltiplicazione delle richieste di rimessione nel caso di processo con più imputati. L'articolo 47, poi, nella nuova formulazione prevede, nelle more della trasmissione del processo alla Cassazione ai fini della nuova assegnazione, la sospensione del termine di prescrizione nonché dei termini per la custodia cautelare. Inoltre, il testo risulta migliorato dalla soppressione del comma 6; dichiara pertanto il voto favorevole del Gruppo. (Applausi dal Gruppo FI).
PRESIDENTE. Autorizza la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento 1.603 (testo 2), presentato dal prescritto numero di senatori.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). L'iter di discussione del disegno di legge Cirami ha profondamente delegittimato il Parlamento costringendo i lavori parlamentari a piegarsi agli interessi di due imputati eccellenti, di fatto trasformando il Senato in una dipendenza dello studio Previti. A tal fine la maggioranza è ricorsa ad un utilizzo spregiudicato delle procedure regolamentari mossa più dalla necessità di individuare espedienti che non dalla rispondenza ai principi costituzionali. La preoccupazione maggiore è che i benefici della legge ricadranno, oltre che sui citati imputati, sulla criminalità organizzata perché questo è il messaggio che il Parlamento sta inviando al Paese. Invita pertanto i colleghi della maggioranza a destare le loro coscienze perché non è possibile nel contempo onorare i morti di mafia e approvare disposizioni del genere. (Vivissimi applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI, Misto-Com e Misto-RC. Il senatore Cambursano espone un cartello con la scritta "Benvenuti nel nuovo studio Previti").
PRESIDENTE. Invita gli assistenti parlamentari a togliere il cartello e il senatore Cambursano a rispettare il decoro del Senato. (Commenti del senatore Petrini. Vive proteste dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI e Misto-Com).
Con votazione a scrutinio segreto, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, il Senato approva l'emendamento 1.603 (testo 2), nel testo emendato, interamente sostitutivo degli articoli 1, 2 e 3. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Alcuni senatori dei Gruppi DS-U e Mar-DL-U scandiscono in coro: "Previti, Previti!").
PRESIDENTE. Sono pertanto preclusi tutti i restanti emendamenti, ad eccezione del 2.0.800, con i relativi subemendamenti, e del 2.0.1.
E' quindi respinto il 2.0.800/1. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-U), è respinto il 2.0.800/2. Sono quindi respinti gli emendamenti da 2.0.800/3 a 2.0.800/6. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GARRAFFA (DS-U), è respinto il 2.0.800/7. Risultano ancora respinti il 2.0.800 e il 2.0.1.
PRESIDENTE. Sospende brevemente la seduta al fine di consentire, come convenuto, la trasmissione in diretta televisiva delle dichiarazioni di voto finali.
La seduta, sospesa alle ore 19,01, è ripresa alle ore 19,17.
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
DE PAOLI (Misto-LAL). Dichiara il voto contrario sul provvedimento che lede profondamente il diritto di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e intacca l'autonomia del potere giudiziario. Peraltro, le misure di sicurezza e i controlli disposti intorno al palazzo del Senato si qualificano come atti intimidatori nei confronti dei cittadini che intendono manifestare liberamente il loro dissenso contro il disegno di legge. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-SDI, Misto-Com e Misto-RC).
OCCHETTO (Misto-LGU). Nella sua pur lunga vita parlamentare non ricorda episodi di tale prevaricazione per favorire in particolare due imputati eccellenti e indirettamente tutta la criminalità organizzata. La maggioranza, pur affermando il contrario, ha rinunciato a fornire spiegazioni convincenti ed ha preferito calpestare l'istituzione parlamentare. Dichiara pertanto che non parteciperà alla votazione finale inficiata da illegalità e qualificabile come una vera e propria lesione alla democrazia. (Vivi e prolungati applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI, Misto-Com e Misto RC. Congratulazioni).
DEL PENNINO (Misto-PRI). I Repubblicani voteranno a favore del disegno di legge, che colma una lacuna normativa lasciata dal legislatore delegato in contrasto con i criteri contenuti nella legge delega. L'opposizione ha strumentalizzato questa occasione su cui altrimenti si sarebbe registrato un consenso unanime per dipingere il testo in esame come un salvacondotto nei confronti di esponenti della maggioranza, lasciando intravedere la tentazione di cercare nella via giudiziale quello che non è riuscita a ottenere dalla politica. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Congratulazioni).
MARINO (Misto-Com). L'uso spregiudicato delle istituzioni da parte della maggioranza per favorire gli imputati eccellenti del noto procedimento presso il tribunale di Milano, con l'applicazione ai procedimenti in corso di una norma che attraverso il trasferimento del processo ad altra sede consente dilazioni fino alla prescrizione del reato, fa compiere alla giustizia un salto indietro nel tempo e, con il ricorso all'istituto del legittimo sospetto da parte degli imputati per criminalità di stampo mafioso, avrà conseguenze devastanti per la macchina giudiziaria italiana. Annuncia pertanto il voto contrario dei Comunisti italiani. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U e Misto-RC).
SODANO Tommaso (Misto-RC). Anche i senatori di Rifondazione comunista voteranno contro un disegno di legge che, introducendo nell'ordinamento l'ambiguo concetto del legittimo sospetto, contrasta con il garantismo e rappresenta un possibile vantaggio solo per alcuni potenti, non certo per i comuni cittadini. La fretta che ha indotto la maggioranza ad approvare il provvedimento in agosto, trasformando un ramo del Parlamento in una filiale aziendale del Presidente del Consiglio, è segno di grande debolezza e di serio pericolo per il rispetto della democrazia. L'opposizione si appella al Presidente della Repubblica affinché rifiuti la promulgazione del provvedimento, anche come segnale di attenzione nei confronti dei cittadini che hanno espresso pacificamente il loro dissenso e che sicuramente torneranno in autunno a manifestare a favore dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, dei diritti dei lavoratori, per la scuola, per la libertà dell'informazione. (Applausi dai Gruppi Misto-RC, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-SDI e Misto-Com).
DENTAMARO (Misto-Udeur-PE). Dall’accelerazione impressa al dibattito, che la maggioranza ha voluto si svolgesse persino prima di quello sul "decreto-omnibus" sul quale il Governo porrà la fiducia, si evince che l'obiettivo non è quello di colmare un vuoto normativo per fini garantistici, anche perché il legislatore del 1989 intenzionalmente aveva deciso di non recepire un concetto tanto vago e nebuloso, quale quello del legittimo sospetto. Il vero obiettivo è infatti quello di varare una norma a favore degli imputati Berlusconi e Previti, contro ogni principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e in deroga al principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge, questione su cui avrebbe dovuto pronunciarsi la Corte costituzionale. D'altra parte, si tratta di un tassello che si inserisce nel disegno complessivo che ha portato l'anno scorso all'approvazione, sempre all'inizio dell’estate, delle norme sulle rogatorie e per l'abolizione del reato di falso in bilancio. Questa corsa della maggioranza per mettere al riparo il Presidente del Consiglio contro le prove schiaccianti che ora sono emerse contro di lui disonora il Parlamento e contrasta in modo spregiudicato con i principi di giustizia e legalità; per questo l’Udeur voterà contro. (Applausi dai Gruppi Misto-Udeur-PE, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Com, Misto-SDI, Misto-RC e Aut. Congratulazioni).
DEL TURCO (Misto-SDI). La sua ostilità nei confronti dell’istituto del legittimo sospetto affonda le radici nella storia della sua applicazione, a partire dal trasferimento del processo agli assassini del sindacalista socialista corleonese Placido Rizzotto, su cui aveva indagato nel dopoguerra un giovane Carlo Alberto Dalla Chiesa, poi trasferito per questo nel Nord Italia e ritornato a Palermo molti anni dopo per trovarvi una tragica morte. Ogni volta che nel passato si è voluto spostare un processo, come quello contro Luciano Leggio o quello contro i mandanti e gli esecutori della strage di Piazza Fontana o ancora quello contro gli assassini di Salvatore Carnevale, altro sindacalista socialista siciliano, si è prodotto un rallentamento della giustizia arrivando spesso all'assoluzione degli imputati. La battaglia quindi non finisce nell’Aula del Senato, dove persino il Presidente ha rischiato di perdere la sua autorevolezza, ma proseguirà in autunno con un’opera di informazione e di ampio coinvolgimento dei cittadini. Per esprimere con forza il suo dissenso, non parteciperà alla votazione. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi Misto-SDI, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-Com, Misto-RC e Aut. Molte congratulazioni).
MICHELINI (Aut). Conferma il voto contrario già annunciato durante la discussione generale, in particolare per il mancato ritiro della norma contenuta nell'articolo 3 che dispone l'applicazione del nuovo istituto anche ai procedimenti penali in corso, evidentemente per agevolare gli imputati del processo di Milano. (Applausi dai Gruppi Aut, DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U).
ZANCAN (Verdi-U). Le modalità dissennate con cui la maggioranza ha affrontato l'esame del provvedimento hanno prodotto una violazione delle norme regolamentari e della Costituzione, nonché del buonsenso e della ragionevolezza, facendo raggiungere il traguardo che la stessa si era prefisso, con l’ulteriore dimostrazione che il suo tratto distintivo resta la difesa degli interessi personali di Berlusconi e di Previti. Ciò che invece suscita rabbia e preoccupata indignazione è che, riesumando un istituto dell'archeologia processuale la cui ambiguità è criticata da tutta la dottrina e la giurisprudenza, si fornisce un ulteriore strumento di difesa ai criminali per reati di mafia o di terrorismo. Malgrado la stanchezza e la rabbia, però, il suo Gruppo esprime con tranquillità il voto contrario al provvedimento, sicuro che i cittadini italiani hanno compreso le sue vere ragioni, e tuttavia non riconosce legittimità ad un atto legislativo frutto di così gravi violazioni regolamentari e costituzionali. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, DS-U, Mar-DL-U, Misto-SDI, Misto-Com, Misto-RC e Aut. Congratulazioni).
TIRELLI (LP). Premesso che la trasmissione in diretta televisiva avrebbe dovuto essere attivata per il ben più importante provvedimento relativo all'immigrazione, approvato qualche giorno fa, senza entrare nel merito dell’istituto del legittimo sospetto, sulla cui utilità e diffusione in altri Paesi si è soffermato in discussione generale, respinge le accuse rivolte alla maggioranza ricordando anzitutto che l'attuale opposizione nella scorsa legislatura ha presentato all'Assemblea diversi disegni di legge il cui esame non era stato concluso in Commissione, tra cui quello sulla riforma del Titolo V della Costruzione o quello istitutivo della Bicamerale, dopo appena quattro ore di dibattito nella Commissione di merito. E’ altresì infondata l’accusa di una forzatura temporale e regolamentare, dal momento che le molte ore diurne e notturne trascorse della Commissione giustizia sono state spese dall’opposizione soprattutto per porre richiami al Regolamento a fini ostruzionistici. Quanto poi al principio costituzionale del giudice naturale, è solo grazie all’attuale maggioranza che si è evitato che, attraverso il mandato di cattura europeo, qualunque cittadino potesse essere giudicato dai magistrati di altri Paesi, operanti in altri sistemi penali e con diversa cultura giuridica. Infine, sulla violazione dello Stato di diritto, ricorda i numerosi episodi di violenze o arresti contro attivisti della Lega o dei Cobas, tutti peraltro schedati come ora sembra accadere per gli iscritti alla CGIL, oppure contro i disoccupati napoletani, senza che ciò suscitasse la benché minima reazione; né si può sostenere che la Lega abbia un padrone, perché tutta la sua storia ha dimostrato il contrario. E’ comprensibile il disagio dell'opposizione, che via via ha perduto la rappresentanza di intere fasce della società e comincia a perdere anche il suo ruolo di punto di riferimento di una parte della magistratura. (Applausi dai Gruppi LP, FI, UDC:CCD-CDU-DE e AN. Molte congratulazioni. Applausi ironici dei Gruppi DS-U, Verdi-U e Mar-DL-U).
D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Nel tentativo di contrastare il disegno di legge Cirami l'opposizione ha detto numerose falsità e ha dimostrato un furore assolutamente ingiustificato dal contenuto della norma. Si è sostenuto che l'istituto del legittimo sospetto non esiste in alcun Paese democratico, mentre è il cardine del sistema francese; si è detto che si tratta di una legge improvvisata, quando la Cassazione già dal 1990 ha segnalato la violazione della legge delega. Inoltre, nel momento in cui le sezioni unite penali della Corte di cassazione emettono una sentenza, si deve intervenire con urgenza in quanto i diritti dei cittadini non devono aspettare; né si può attendere la sentenza della Corte costituzionale, visto che tale pronuncia non riguarderà la legittimità ma il rispetto della delega, che è specifica competenza del Parlamento. L'opposizione ha anche ignorato che la rimessione non è esclusiva facoltà dell'imputato, ma può essere richiesta dal pubblico ministero, così come dalla Cassazione, e infine ha accusato la maggioranza di agire negli interessi di Previti e Berlusconi, ma non ha voluto ammettere che il provvedimento non cancella assolutamente i reati né garantisce il trasferimento dei processi, in quanto sarà la Corte di cassazione a giudicare; si è addirittura giunti a sostenere l'impossibilità di approvare una legge che rafforza i diritti di tutti i cittadini per evitare che possano avvantaggiarsene alcuni esponenti politici. (Vivi e prolungati applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP e dei senatori Carrara e Del Pennino. Molte congratulazioni. Reiterati commenti dai Gruppi dell’opposizione).
BORDON (Mar-DL-U). La maggioranza ha forzato il Regolamento del Senato e la Costituzione per approvare in tutta fretta un disegno di legge che non rappresenta assolutamente un'emergenza del Paese, mentre non ha dimostrato uguale attenzione ai problemi dei cittadini, interessati alla salute, alla scuola e all'occupazione. Sono stati ignorati i richiami ad una maggiore riflessione avanzati da alcuni esponenti del centrodestra perché la maggioranza non poteva non approvare questo provvedimento, in quanto vincolata al mandato di agire sulla base degli interessi di Berlusconi, che richiedono il rinvio e ancor meglio la cancellazione dei processi. Per realizzare tali obiettivi, oltre a trascinare nella competizione il Presidente del Senato, che a dire il vero non ha fatto molto per imporre la propria mediazione, si provocano effetti devastanti sull'ordinamento, che già conteneva misure volte a ricusare un giudice parziale, e si favoriscono le organizzazioni criminali. Nonostante l'entusiasmo di alcuni esponenti della maggioranza, il provvedimento celebra l'inizio della sua sconfitta politica, in quanto al fallimento delle promesse elettorali accompagna l'evidenza della strenua difesa di interessi personali. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-SDI e Misto-Com. Molte congratulazioni).
NANIA (AN). Pur apprezzando i toni e i contenuti dell'intervento del senatore Del Turco, evidenzia che nei casi da lui citati la rimessione è stata richiesta dai procuratori per motivi attinenti la sicurezza dello Stato, mentre il provvedimento Cirami potenzia le garanzie dei cittadini consentendo di attivare la richiesta anche agli imputati. L'atteggiamento della sinistra nei confronti dei problemi della giustizia è ondivago, in quanto in Commissione bicamerale era stato elaborato un accordo anche su tali temi, mentre in questa fase un'opposizione priva di argomentazioni politiche e incapace di sconfiggere l'avversario sul terreno elettorale, si affida ai giudici allineati per eliminare politicamente il Presidente del Consiglio, trasformando i suoi problemi giudiziari, che come quelli dell'onorevole Previti attengono alla sfera del privato cittadino, in problemi politici. (Vivi applausi dai Gruppi AN, FI, UDC:CCD-CDU-DE e LP e del senatore Carrara. Molte congratulazioni).
ANGIUS (DS-U). Il codice di procedura penale già offre sufficienti garanzie di un processo giusto all’imputato che possa legittimamente sospettare dell’influenza negativa da parte di fattori esterni sul procedimento che lo interessa, ma la maggioranza ha imposto l’approvazione a tappe forzate e con un esame convulso e disordinato, nel corso del quale sono state alterate le regole parlamentari, di un testo che introduce una formula di legittimo sospetto tanto generica da determinare il rischio concreto che i processi, specie quelli ad imputati che possono permettersi agguerriti collegi di difesa, finiscano per non concludersi mai. A motivare tale urgenza, da parte della maggioranza si è sostenuto che i diritti non possono aspettare, ma non sembra che essa sia altrettanto sensibile quando si tratta dei diritti delle categorie più deboli della società o dei lavoratori. La vera ragione di questo atteggiamento della maggioranza, dichiarata peraltro esplicitamente da suoi autorevoli esponenti, è di impedire la conclusione di due processi in corso di svolgimento a Milano nei quali sono coinvolti gli onorevoli Berlusconi e Previti: ma se è comprensibile che si voglia evitare la delegittimazione che al Presidente del Consiglio deriverebbe da una eventuale condanna, è certo che tale delegittimazione sarebbe ancora maggiore se egli si sottraesse ai giudici grazie ad una legge approvata dalla sua maggioranza. Chi esercita una funzione pubblica ha tutto l'interesse a dissipare ogni ombra sulla propria moralità, mentre con questa legge si pone un macigno che finirà per bloccare i processi, con grave danno per la morale pubblica e la fiducia dei cittadini nell'imparzialità della legge. L'opposizione, che non ha condotto una battaglia di parte ma per l'affermazione di principi posti a garanzia di tutti i cittadini, non parteciperà al voto per segnare il distacco dall’operazione posta in essere dalla maggioranza, dando appuntamento alla grande manifestazione nazionale che si svolgerà a settembre per difendere con tutti gli italiani i principi di legalità e di uguaglianza. (Vivi applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Udeur-PE, Misto-SDI, Misto-RC e Misto-Com. Congratulazioni. Commenti dai banchi della maggioranza. Molti senatori delle opposizioni scendono nell’emiciclo).
PRESIDENTE. Invita i senatori che sostano nell'emiciclo a tornare al proprio posto, dando modo all'ultimo oratore di svolgere la dichiarazione di voto.
SCHIFANI (FI). L'istituto del legittimo sospetto è stato previsto dal codice di procedura penale fino al 1989 e sarebbe stato presente anche nel nuovo codice, frutto della delega concessa dal Parlamento al Governo con la legge n. 81 del 1987, se i principi indicati dal legislatore non fossero stati disattesi con la stesura dell'attuale articolo 45. Le sezioni unite penali della Cassazione hanno sollevato la questione con una ordinanza nel corso di un procedimento giudiziario a carico dell'onorevole Previti, rimettendo la questione alla Corte costituzionale ed evidenziando la presenza di un vuoto normativo. L'opposizione, tuttavia, non attribuisce valore a questa ordinanza e quindi non ritiene doveroso colmare il vuoto normativo indicato dalla Cassazione, probabilmente perché influisce sulla posizione processuale di avversari politici dell'Ulivo; così ha scatenato contro l'introduzione di un principio sancito anche in altri ordinamenti giudiziari europei una battaglia ostruzionistica basata su una serie di menzogne, che ha prolungato oltremodo i lavori della Commissione giustizia ed ha potuto essere superata solo grazie alla approvazione di un emendamento della maggioranza. Ma l’aspetto più grave per le istituzioni è che tale battaglia ha investito con accuse ingiuste ed infondate il Presidente del Senato, cui va la piena solidarietà della Casa delle libertà. (Vivi, prolungati applausi all'indirizzo del Presidente dai senatori dei Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP, che si levano in piedi). Questi atteggiamenti e le inconsistenti denunce su presunte violazioni del Regolamento offendono il Senato e sono indice dell'incapacità delle opposizioni di accettare il ruolo ad esse imposto dai meccanismi del bipolarismo, nella logica dell'alternanza. Uno dei motivi ricorrenti della discussione è stato che il provvedimento avrebbe la funzione di impedire i processi che vedono coinvolti il Presidente del Consiglio e l'onorevole Previti, mentre è del tutto evidente che la reintroduzione di un principio di legalità - che non si spiega perché non dovrebbe trovare applicazione anche ai processi in corso - è un vantaggio per tutti i cittadini. I rappresentanti del centrosinistra temono il trasferimento dei processi ad altri giudici, quasi che nella loro visione esistessero diverse categorie di magistrati, non tutte affidabili. In realtà, i processi saranno svolti, ma da giudici imparziali ed in ambienti neutri ed il loro eventuale spostamento non interromperà i termini della prescrizione. Come ha dimostrato l'inconsistenza delle accuse lanciate dall'opposizione per la legge sulle rogatorie, il centrodestra sta esercitando con serietà il mandato affidatogli dal corpo elettorale, avendo come principio ispiratore della propria azione la tutela dei diritti fondamentali della persona. (Vivi applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Molte congratulazioni).
PRESIDENTE. Invita ancora una volta i senatori che sostano nell'emiciclo a tornare ai propri seggi.
CARUSO Antonino (AN). Illustra la proposta di coordinamento n. 1. (v. Allegato A).
BORDON (Mar-DL-U). Non si comprende perché il Presidente continui a richiamare i senatori dell’opposizione che sostano in silenzio nell'emiciclo, i quali non hanno certamente intenzione di compiere atti ostili, volendo con la loro iniziativa manifestare contemporaneamente la loro presenza ma anche l’intenzione di non avallare l'approvazione del disegno di legge in esame partecipando alla votazione. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U e Misto-RC. Commenti dai banchi della maggioranza).
CALVI (DS-U). Nutre riserve sulla seconda parte della proposta di coordinamento n. 1, che non è meramente formale ma dà indicazioni di ordine processuale.
CENTARO (FI). La proposta non contiene alcuna interpretazione in quanto gli atti non possono che essere inviati al giudice designato. Appare quindi fin troppo evidente che si tratta di una mera modifica formale del testo.
CARUSO Antonino (AN). Invita il senatore Calvi a riconsiderare le sue osservazioni in quanto la modifica di coordinamento al secondo periodo del comma 2 va letta in relazione all'incipit del comma 3.
D'AMICO (Mar-DL-U). Ai sensi dell'articolo 103, comma 2, del Regolamento, chiede il rinvio della votazione finale ad una successiva seduta.
BRUTTI Massimo (DS-U). Sostiene la richiesta del senatore D'Amico, motivandola con il comma 3 dello stesso articolo 103 del Regolamento.
PRESIDENTE. Tali norme non sono applicabili al caso in questione ed è comunque inopportuno che una mera proposta di coordinamento venga utilizzata per manovre ostruzionistiche.
NANIA (AN). L'atteggiamento dei senatori dell'opposizione che sostano nell'emiciclo nell'imminenza dell'espressione del voto finale da parte dell’Assemblea costituisce un atto di violenza politica. (Commenti dai Gruppi dell'opposizione. I senatori presenti in piedi nell'emiciclo assistono alle successive votazioni con le mani alzate. Alcuni di essi recano una benda sugli occhi. Richiami del Presidente).
Il Senato approva la proposta di coordinamento C1 e, con votazione nominale elettronica chiesta dal senatore FORCIERI (DS-U), il disegno di legge nel suo complesso nel testo emendato, con il seguente titolo: "Modifica degli articoli 45, 46, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale". La Presidenza è autorizzata ad apportare le modifiche di coordinamento che si rendessero ulteriormente necessarie. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE e LP. Dal Gruppo AN vengono gettate nell'emiciclo fotocopie di una vignetta satirica. Proteste dai Gruppi dell'opposizione, dalle cui file si grida "Vergogna! Vergogna!").
PRESIDENTE. Sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 21,19, è ripresa alle ore 21,29.
Presidenza del vice presidente CALDEROLI
Discussione e approvazione, con modificazioni, della mozione 1-00081 sulla Conferenza di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile
PRESIDENTE. Per consentire la conclusione dell'esame della mozione entro la serata, propone di limitare l'illustrazione della stessa da parte del senatore Turroni a dieci minuti e di concentrare gli interventi e le dichiarazioni di voto in cinque minuti per oratore. Poiché non si fanno osservazioni così rimane stabilito.
TURRONI (Verdi-U). Dà atto al presidente Calderoli dell'impegno profuso allo scopo di consentire la discussione della mozione ed alla Commissione ambiente per l'appoggio all'iniziativa, tendente a far sì che il Governo italiano si presenti al Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg con una posizione incisiva sulle grandi questioni legate alla biodiversità, allo sfruttamento delle risorse naturali ed alle sue conseguenze in termini di povertà, emarginazione e desertificazione. E’ infatti necessario non ripetere l'esperienza della Conferenza mondiale sull'ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro del 1992, che ha visto via via cadere tutte le speranze allora suscitate. I temi contenuti nell'agenda del vertice di Johannesburg sono certamente condivisibili, ma è necessario che l'Italia punti a conseguire ulteriori risultati, ad esempio per la protezione della foresta primaria, per una migliore gestione delle fonti idriche e la lotta alla desertificazione, per il rispetto delle aree marine protette e per la riduzione delle emissioni di gas serra, al fine di garantire al pianeta un futuro basato sullo sviluppo sostenibile. (Applausi dai Gruppi Verdi-U e UDC:CCD-CDU-DE).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.
MONCADA (UDC:CCD-CDU-DE). Condivide il contenuto della mozione n. 81 e auspica che il Vertice di Johannesburg individui obiettivi concreti e gli strumenti per promuovere lo sviluppo sostenibile a livello globale in direzione di una riduzione della povertà, del libero accesso alle risorse idriche e all'energia, di promozione della salute e dell'educazione. In tale quadro i Governi nazionali debbono garantire una gestione integrata delle politiche di sviluppo nonché risorse adeguate. Insieme ai senatori Eufemi e Borea sottoscrive l'ordine del giorno G1. (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI e AN).
VALLONE (Mar-DL-U). Preannuncia il voto a favore della mozione n. 81, accogliendo senza riserve le sollecitazioni rivolte al Governo. Infatti, l'Italia non si distingue quale promotore di politica a favore dell'ambiente, sottovalutando le ricadute positive che potrebbe invece determinare in termini di maggiore incisività nella soluzione di alcuni problemi nazionali. Le misure adottate nel collegato ambientale finalizzato alla riduzione dell'inquinamento atmosferico sono state, per esempio, del tutto inadeguate così come gli impegni alla riduzione delle emissioni e conseguentemente del consumo di petrolio sono stati disattesi; inoltre il Parlamento italiano è stato uno degli ultimi Stati dell'Unione europea a ratificare il protocollo di Kyoto. La Margherita auspica pertanto che la Conferenza di Johannesburg si concretizzi in iniziative dirette in particolare a garantire il libero ed equo accesso all'acqua nonché alla lotta alla desertificazione e alla siccità nel presupposto di assicurare un futuro alle generazioni che verranno.
GIOVANELLI (DS-U). Ringrazia il Gruppo dei Verdi per la presentazione della mozione, che consente un seppur breve dibattito, anche se ricorda la ben diversa preparazione della precedente Conferenza di New York e gli impegni assunti dal Governo di centrosinistra in quella circostanza. E' comunque importante che l'Italia si assuma un diverso livello di responsabilità, stante il ruolo centrale che riveste nel Mediterraneo e in Europa, anche se sarà opportuno ritornare sulle tematiche proposte alla luce degli esiti della Conferenza di Johannesburg, in particolare per quanto riguarda le emissioni inquinanti nonché in ordine al tema del diritto di accesso all'acqua, che assume anche in Italia particolari sfumature. Preannuncia pertanto il voto a favore della mozione del senatore Turroni mentre non condivide la politica del Governo in tema di ambiente.
MARTONE (Verdi-U). La posta in gioco nel prossimo Vertice di Johannesburg è molto alta, non soltanto per quanto riguarda le tematiche ambientali ma in generale con riferimento al sistema multilaterale dei rapporti internazionali, in particolare per la tenuta dell’ONU, istituzione profondamente minata dagli avvenimenti dell'ultimo anno. L'obiettivo deve essere quello di perseguire uno sviluppo che si coniughi con il rispetto dei diritti fondamentali, e cioè il diritto all'acqua, al cibo, alla salute, all'ambiente. La mozione intende dunque riaffermare la centralità dell'impegno della comunità internazionale su tali tematiche, suggerendo un modo diverso di affrontare le grandi crisi attraverso la chiave dello sviluppo sostenibile e della prevenzione dei conflitti sulle risorse naturali. (Applausi dal Gruppo Verdi-U).
NOVI (FI). In vista del Vertice di Johannesburg l'Italia è impegnata da protagonista nell'ambito europeo e in quello internazionale, in particolare nel gruppo degli "Amici della Presidenza", diretto a favorire il dialogo tra i partecipanti e a sostenere il lavoro del Sudafrica e del Segretario generale dell'ONU per il successo della Conferenza. Inoltre, un particolare impegno verrà dedicato alla modifica degli obiettivi e degli strumenti per l'assistenza ai Paesi in via di sviluppo in direzione del miglioramento delle condizioni locali. In ordine all'inquinamento atmosferico occorre passare dalle enunciazioni ai fatti, tenendo anche conto dell’aleatorietà delle previsioni sul clima globale che, come emerge da una valutazione storica, risulta caratterizzato da ciclicità.
SPECCHIA (AN). Preannuncia il voto favorevole alla mozione e all'ordine del giorno che contiene sottolineature importanti di impegni in direzione della riuscita del prossimo Vertice.
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.
VENTUCCI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Invita il senatore Turroni a riformulare innanzitutto la prima parte del dispositivo, laddove si parla della promozione di iniziative, riferendole in particolare alla protezione delle foreste e ad altri programmi concernenti l'ecosistema degli oceani, le acque dolci e le malattie endemiche. Anche l'impegno in ordine ai programmi e progetti delle istituzioni finanziarie va ridimensionato, così come l'ultimo impegno relativo alle agenzie di credito all'esportazione dei Paesi OCSE. Accoglie infine l’ordine del giorno G1.
TURRONI (Verdi-U). Ringrazia i colleghi per il riconoscimento assegnato alla mozione. Concorda con gran parte dei suggerimenti proposti dal Governo, salvo che sulla prima parte del dispositivo che propone sia recepita come impegno del Parlamento.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno G1, accolto dal Governo, non verrà pertanto posto ai voti.
Il Senato approva la mozione n. 81 (testo 2).
PETRINI (Mar-DL-U). Circa un anno fa, in occasione della discussione della legge sulle rogatorie, era stata riportata su un quotidiano una frase relativa a suoi presunti intenti minacciosi nei confronti del Presidente dell’Assemblea; pur non ritenendo di dover giustificare in Aula un'opinione espressa in un colloquio con un'amica giornalista, malamente riportata da un altro giornalista casualmente testimone, aveva ritenuto necessario chiarire in un colloquio personale con il presidente Pera il senso di quella frase, che si riferiva alla forte emozione, quasi ai limiti della paura fisica, che certi dibattiti tumultuosi dell’Assemblea talvolta suscitano. Purtroppo, però, ieri il Presidente del Senato ha di nuovo pubblicamente fatto riferimento a quella frase, ed è inaccettabile che egli continui ad addebitargli una volontà intimidatoria, peraltro attribuendo a se stesso un coraggio su cui non intende pronunciarsi per non incorrere nei rigori dell'articolo 66 del Regolamento.
PRESIDENTE. Richiama all'ordine e censura il senatore Petrini, che peraltro non poteva prendere la parola per fatto personale riferendosi ad un episodio accaduto al di fuori dell'Aula, che non corrisponde al vero, avendo egli ascoltato personalmente le affermazioni del presidente Pera. (Vibrate proteste del senatore Petrini). Espelle il senatore Petrini. (Reiterate proteste del senatore Petrini, che esce dall’Aula).
BOREA (UDC:CCD-CDU-DE). Con riferimento al clima di intimidazione di taluni dibattiti, essendo stato oggi ripetutamente interrotto dai colleghi, anche con ingiurie e calunnie, chiede che le espressioni ingiuste e poco consone al linguaggio parlamentare siano stigmatizzate dalla Presidenza. Si rammarica inoltre che, pur avendo preventivamente comunicato per iscritto la sostituzione, in qualità di vice presidente della Commissione giustizia, del presidente Caruso, il Presidente di turno dell’Assemblea abbia espresso osservazioni in merito al suo intervento dal banco della Commissione.
PRESIDENTE. Prende atto della dichiarazione, che resterà a verbale, pur ritenendo che il malinteso con il Presidente di turno fosse dovuto alla tensione del momento e non all’attribuzione al senatore Borea di una volontà prevaricatrice.
Dà infine annunzio della interpellanza e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l’ordine del giorno della seduta del 2 agosto.
La seduta termina alle ore 22,33.