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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 230 del 01/08/2002


Testo integrale dell'intervento del senatore Vallone nella discussione della mozione 1-00081

Onorevoli colleghi,

la Margherita preannuncia il proprio voto favorevole alla mozione del collega Turroni; mozione perfettamente sovrapponibile alle posizioni maturate in seno al mio Gruppo parlamentare in materia di sviluppo sostenibile.

Le sollecitazioni rivolte al Governo in essa contenute sono da accogliere ed appoggiare in pieno e senza riserve.

(Permettetemi, tuttavia, di esprimere un certo rammarico nel vedere l'Aula del Senato così desolatamente svuotata dopo l'attività febbrile che l'ha contraddistinta negli ultimi giorni, e nel constatare come - ancora una volta - i grandi temi dell'ambiente facciano la parte della Cenerentola nel dibattito politico nazionale.)

Il Parlamento italiano è stato uno degli ultimi degli Stati UE a ratificare il Protocollo di Kyoto, ratifica avvenuta a tempo quasi scaduto e che ci ha consentito, per il rotto della cuffia, di presentarci con le carte in regola - almeno formalmente - al prossimo Summit ONU di Johannesburg.

Guardate onorevoli colleghi, questo fatto rende bene l'idea di come l'Italia abbia affrontato e continui ad affrontare con sufficienza tematiche che coinvolgono direttamente la sopravvivenza di milioni di uomini e quella del nostro pianeta.

Senza voler tornare su vecchie polemiche riguardo le misure contenute nel collegato ambientale, a suo tempo la Margherita non ha potuto fare a meno di constatare l'assoluta inadeguatezza delle misure adottate dall'Esecutivo e finalizzate alla riduzione delle emissioni dei gas serra. Parlo di gas serra poiché essi rappresentano i principali imputati del surriscaldamento del pianeta e delle conseguenze catastrofiche che tutti conosciamo: biodiversità, desertificazione, eccetera. Anzi, onorevoli colleghi, mi permetterei di dire che si tratta di conseguenze che non conosciamo abbastanza!

L'impegno dell'Italia di ridurre del 6,5 per cento i livelli di emissione rispetto al 1990 già entro il 2002, con la conseguente riduzione dei consumi di petrolio di almeno 8 milioni di tonnellate, non è stato rispettato, ed anzi, si è registrato un notevole incremento delle emissioni di C02.

A dieci anni dalla "Conferenza ONU sull'Ambiente e lo sviluppo" di Rio de Janeiro, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L'ingloriosa fine del Protocollo di Kyoto - figlio di quel summit - testimonia che si è fatto troppo poco. Alla Conferenza mondiale dello scorso marzo sui "Finanziamenti allo Sviluppo" tenutasi a Monterrey, in Messico, sono scaturiti risultati a dir poco deludenti riguardo la cancellazione del debito dei Paesi poveri e la riforma della finanza internazionale.

A fronte di tutto ciò, la Margherita esprime il suo fortissimo auspicio affinché il nostro Governo si impegni a promuovere a Johannesburg l'integrazione dell'agenda dei lavori con una serie di urgenti e concrete iniziative, caratterizzate da precise scadenze temporali. In particolare, in materia di libero ed equo accesso all'acqua, tutelando e promuovendo sistemi di gestione sostenibile e collettiva su piccola scala. L'inserimento nell'agenda dei lavori dell'obiettivo di raggiungere un consumo sostenibile delle acque e di ridurre le diseguaglianze nell'acceso alle risorse idriche servirà ad agire anche sul fronte della lotta alla siccità, alla fame e alla desertificazione. Accesso equo e libero all'acqua, lotta alla desertificazione e alla siccità non sono altro che il risvolto della medaglia della lotta alla fame e alle malattie correlate alla povertà, poiché non vi è sovranità alimentare che possa sopravvivere senza un ' assistenza particolare ai piccoli agricoltori, sotto forma di tecnologie, di crediti e di estensione dei servizi.

Il Parlamento italiano, da parte sua, continua ad approvare mozioni comuni, l'ultima appena lo scorso giugno in relazione al vertice FAO, con la quale si impegnava il Governo a concentrare la nostra cooperazione allo sviluppo nel triennio 2002-2004 e a portare, entro cinque anni, allo 0,70 per cento del PIL la percentuale delle risorse da impegnare per lo sviluppo al terzo mondo.

Mi chiedo, tuttavia, che esito concreto avranno gli impegni annunciati dal Governo. Si avvieranno anche questi sulla malinconica strada dell'oblio di tante, troppe mozioni?

Per concludere, Signor Presidente, chi vi parla è stato designato dalla Presidenza del Senato della Repubblica, quale componente della delegazione ufficiale italiana al Vertice di Johannesburg. Sarà per il sottoscritto un onore e al tempo stesso un impegno importantissimo. Non vi nascondo, tuttavia, un certo imbarazzo nel rappresentare le posizioni di quelle economie industriali - come la nostra - che consumano immense quantità di energia e materie prime, producendo altissimi volumi di rifiuti ed emissioni inquinanti, a fronte della povertà della maggior parte degli abitanti del pianeta.

Eviterò di tediarvi con numeri e statistiche, desidero solo ricordare un dato che, da solo, rende esattamente l'idea di come stanno le cose. Secondo i dati UNEP, infatti, il 20 per cento della popolazione mondiale rappresenta l'86 per cento del consumo globale di beni e risorse. Ebbene, di fronte a tali sproporzioni, il personale convincimento - che è anche un auspicio - è quello che le potenze industriali: Nord America, Europa e parti dell'Asia orientale, riescano a sedersi intorno ad un tavolo con l'intenzione di lavorare davvero seriamente, al di là dei proclami, fissando obiettivi concreti ed urgenti e precise tappe temporali, poiché - come sostengono gli scienziati - se non si interviene subito e drasticamente, difficilmente si potrà più farlo in avvenire.

Gandhi diceva: "Il nostro prossimo è tutto ciò che vive". Parafrasando Gandhi, mi permetto di affermare: "Il nostro futuro è tutto ciò che vive".

E se non preserviamo ciò che oggi ancora vive, difficilmente consegneremo alle generazioni a venire una concreta speranza di vita.

Sen. Vallone