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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 225 del 30/07/2002


MARINI (Misto-SDI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINI (Misto-SDI). Signor Presidente, come ho avuto occasione di dirle nella Conferenza dei Capigruppo, ritengo che la discussione del disegno di legge attualmente all’esame della Commissione giustizia debba essere rinviata a settembre.

Per la verità, Presidente, debbo far rilevare ai colleghi una questione che non è di poco conto. Quando introduciamo riforme nel nostro ordinamento giuridico dobbiamo innanzitutto fare attenzione che il dibattito si svolga con un confronto ampio. Non possiamo, come stiamo facendo in quest’ultimo anno, modificare le regole del nostro ordinamento giuridico in modo affrettato.

Del resto, abbiamo visto cosa è successo con il provvedimento sul falso in bilancio. Si sono volute modificare le sanzioni previste per il falso in bilancio, rendendo meno violenta la reazione nell’ipotesi in cui venga scoperto questo reato. Si è così modificata la normativa in maniera del tutto affrettata. Poi negli Stati Uniti sono scoppiati i grandi scandali ed ora ci accorgiamo che invece una normativa a difesa del piccolo risparmiatore è essenziale, soprattutto nelle società di mercato, nelle quali vi è una presenza forte delle multinazionali.

Nella società degli Stati Uniti, che pure è stata indicata dal Presidente del Consiglio come una società verso cui guardare con interesse e con la quale avere un atteggiamento di amicizia profonda… (Commenti del senatore Novi).

PRESIDENTE. Senatore Novi, è stato rispettoso e composto fino ad ora, quindi continui in questo bellissimo e apprezzabile esercizio.

MARINI (Misto-SDI). Presidente, la ringrazio per il richiamo fatto al collega Novi, tuttavia, debbo rilevare che in questa legislatura il senatore Novi è molto più tranquillo. Devo dargli atto che, salvo l’interruzione di questa mattina, si sta comportando in maniera encomiabile.

Dicevo, Presidente, che gli Stati Uniti sono stati indicati dal nostro Presidente del Consiglio come un punto di riferimento. Però, stranamente, introduciamo normative che vanno in senso contrario rispetto agli indirizzi espressi in quella società sulle regole di funzionamento della democrazia. Questo fa capire che le riforme che vengono fatte con un’intenzione particolare - per usare un termine blando - servono poco, anzi ci mettono contro l’indirizzo seguito nelle società occidentali.

La riforma di cui si sta discutendo in Commissione giustizia ha bisogno di tempi adeguati, non può essere esaminata in modo affrettato, come invece sta accadendo. Addirittura, si è voluto sospendere le discussioni dell’articolo 41-bis e della riforma dell’ordinamento giudiziario per esaminare il disegno di legge Cirami.

Ebbene, Presidente e colleghi, che significa tutto questo? E’ così essenziale, alla vigilia delle ferie estive, introdurre questa normativa? Che cosa deve difendere, se addirittura si mette da parte quello che fino a pochi giorni fa era considerato uno strumento essenziale nella lotta alla mafia, cioè l’articolo 41-bis? E sappiamo quanto fosse importante, dinanzi alle minacce di Bagarella, che lo Stato ed il Parlamento dessero un segnale forte, affermando che non può esserci altra risposta se non quella di confermare il 41-bis, per ribadire l’azione forte di repressione e di contrasto alle organizzazioni delinquenziali.

Invece, si mette da parte questo provvedimento per esaminare quello sulla legittima suspicione. Cosa c’è dietro questo? Deve trattarsi di qualcosa che vi sta particolarmente a cuore, dal momento che si mettono da parte provvedimenti molto più importanti. E se non è così, cosa osta che si discuta a settembre ?

Si dice che è un diritto della maggioranza stabilire l’ordine dei lavori. Certo, lo è, però fate attenzione, colleghi: noi viviamo in un sistema maggioritario, nel quale è possibile affidare alla democrazia la soluzione dei conflitti, a condizione però che vi sia la condivisione delle regole.

In un sistema maggioritario non si possono modificare continuamente le regole perché a questo punto si deve immaginare di tornare necessariamente al sistema proporzionale, giacché il primo comporta la condivisione delle regole generali che presiedono al funzionamento dello Stato e voi, invece, modificando continuamente queste regole, state affossando il bipolarismo. Quest’ultimo viene infatti vanificato da un simile atteggiamento.

E allora, signor Presidente, la prego di riprendere la forte azione di mediazione da lei avviata nei giorni scorsi. Non cambia nulla se la discussione di quel disegno di legge sarà ripresa i primi giorni di settembre. Credo che l’attività giudiziaria, anche quella di Milano, si debba necessariamente fermare durante il mese di agosto e i primi quindici giorni di settembre. Pertanto, inserendo in calendario questo disegno di legge i primi di settembre, la maggioranza avrà tutto il tempo di approvarlo avvalendosi dei numeri di cui dispone. (Applausi dai Gruppi Misto-SDI, Mar-DL-U e DS-U).