Calendario dei lavori dell'Assemblea
Discussione e reiezione delle proposte di modifica del senatore Angius e del senatore Bordon, approvazione della proposta del senatore Schifani
PRESIDENTE. Nel corso della stessa riunione, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha altresì adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - il calendario dei lavori per il periodo dal 30 luglio al 26 settembre 2002 che, con la modifica accolta dall'Assemblea, risulta il seguente:
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Martedì |
30 |
luglio |
ant. |
h. 9,30-13 |
– Seguito del disegno di legge n. 1583 - Decreto-legge n. 121, recante misure per garantire la sicurezza nella circolazione stradale (Approvato dalla Camera dei deputati - scade il 20 agosto 2002) – Disegno di legge n. 1589 - Decreto-legge n. 122, recante proroghe in materia di sfratti (Approvato dalla Camera dei deputati - scade il 20 agosto 2002) – Disegno di legge n. 1600 - Decreto-legge n. 126, recante disposizioni in materia di difesa d'ufficio (Approvato dalla Camera dei deputati - scade il 30 agosto 2002) – Disegno di legge n. 1626 - Decreto-legge n. 138, concernente interventi urgenti in materia tributaria, di privatizzazioni, di contenimento della spesa farmaceutica e per il sostegno dell’economia nelle aree svantaggiate (Approvato dalla Camera dei deputati - scade il 6 settembre 2002) – Interrogazioni urgenti sulle società calcistiche (ex articolo 151 del Regolamento) – Mozione sulla Conferenza di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile – Comunicazioni del Governo sugli attentati di Milano e Monza – Disegno di legge n. 1578 - Modifiche articoli 45 e 47 del codice di procedura penale (Ove concluso in Commissione) |
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" |
" |
" |
pom. |
h. 16,30-21,30 |
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Mercoledì |
31 |
" |
ant. |
h. 9,30-13 |
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" |
" |
" |
pom. |
h. 16,30-21,30 |
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Giovedì |
1° |
agosto |
ant. |
h. 9,30-13,30 |
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" |
" |
" |
pom. |
h. 16-21,30 |
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Venerdì (se necessaria) |
2 |
" |
ant. |
h. 9,30 |
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Le comunicazioni del Governo sugli attentati di Milano e Monza avranno luogo alle ore 18 di martedì 30 luglio.
Ove concluso in Commissione, l’esame del disegno di legge n. 1578 inizierà il proprio iter in Assemblea a partire dalla seduta pomeridiana di mercoledì 31 luglio o, sempre ove concluso in Commissione, nella seduta antimeridiana di giovedì 1° agosto. I termini per gli emendamenti saranno successivamente comunicati dalla Presidenza.
I lavori del Senato saranno sospesi da sabato 3 agosto. Le Commissioni si riuniranno a partire da martedì 10 settembre; l'Aula riprenderà i propri lavori martedì 17 settembre. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che sarà convocata alla ripresa, stabilirà eventuali modifiche e integrazioni al calendario dei lavori.
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17 |
settembre |
pom. |
h. 17-20 |
– Eventuale seguito degli argomenti non conclusi – Disegno di legge n. 1492 – Modifiche alla legge n. 468 del 1978, sulla denominazione ed il contenuto della legge finanziaria – Disegno di legge n. 848 - Collegato sul mercato del lavoro (voto finale con la presenza del numero legale) – Seguito disegno di legge n. 1149 - Collegato su iniziativa privata e concorrenza (Approvato dalla Camera dei deputati)(Voto finale con la presenza del numero legale) |
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Mercoledì |
18 |
" |
ant. |
h. 9,30-13 |
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" |
" |
" |
pom. |
h. 16,30-20 |
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Giovedì |
19 |
" |
ant. |
h. 9.30-15 |
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Giovedì |
19 |
" |
pom. |
h. 17 |
– Bilancio interno del Senato e rendiconto |
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24 |
settembre |
ant. |
h. 9,30-13 |
– Seguito degli argomenti non conclusi – Disegno di legge n. 1306 - Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione (Voto finale con la presenza del numero legale) Argomenti indicati dalle opposizioni: – Argomenti indicati dalle opposizioni: - Disegni di legge nn. 1506, 1508 e 1531-Modifica alle norme in materia di trasferimento alla società "Patrimonio dello Stato S.p.A." di diritti sui beni immobili dello Stato - Disegni di legge nn. 1197 - Istituzione di una Commissione di indagine sulla condizione degli anziani in Italia |
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" |
" |
pom. |
h. 16,30-20 |
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Mercoledì |
25 |
" |
ant. |
h. 9,30-13 |
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" |
" |
" |
pom. |
h. 16,30-20 |
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Giovedì |
26 |
" |
ant. |
h. 9.30-15 |
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Giovedì |
26 |
" |
pom. |
h. 17 |
Interpellanze ed interrogazioni |
Gli emendamenti al disegno di legge n. 1306 ed al disegno di legge n. 1197 dovranno essere presentati entro le ore 19 di mercoledì 18 settembre.
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1589
(Decreto-legge sfratti)
(Tempo complessivo 3 h. 20')
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Relatore |
10' |
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Governo |
10' |
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AN |
19' |
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UDC:CCD-CDU-DE |
17' |
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DS-U |
28' |
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FI |
29' |
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LP |
13' |
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Mar-DL-U |
20' |
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Misto |
17' |
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Aut |
12' |
|
|
Verdi-U |
12' |
|
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Dissenzienti |
10' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1600
(Decreto-legge difesa d'ufficio)
(Tempo complessivo 3 h. 20')
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Relatore |
10' |
|
|
Governo |
10' |
|
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AN |
19' |
|
|
UDC:CCD-CDU-DE |
17' |
|
|
DS-U |
28' |
|
|
FI |
29' |
|
|
LP |
13' |
|
|
Mar-DL-U |
20' |
|
|
Misto |
17' |
|
|
Aut |
12' |
|
|
Verdi-U |
12' |
|
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Dissenzienti |
10' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1626
(Decreto-legge "omnibus")
(Tempo complessivo h. 14)
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Relatore |
45' |
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Governo |
30' |
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Votazioni |
4 h. |
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AN |
1 h. |
03' |
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UDC:CCD-CDU-DE |
51' |
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DS-U |
1 h. |
19' |
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FI |
1 h. |
32' |
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LP |
41' |
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Mar-DL-U |
57' |
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Misto |
50' |
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Aut |
36' |
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|
Verdi-U |
36' |
|
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Dissenzienti |
15' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 848
(Collegato lavoro)
(Tempo complessivo h. 14)
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Relatore |
30' |
|
|
Governo |
30' |
|
|
Votazioni |
1 h. |
|
|
AN |
1 h. |
27' |
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UDC:CCD-CDU-DE |
1 h. |
11' |
|
DS-U |
1 h. |
53' |
|
FI |
2 h. |
15' |
|
LP |
57' |
|
|
Mar-DL-U |
1 h. |
22' |
|
Misto |
1 h. |
12' |
|
Aut |
51' |
|
|
Verdi-U |
51' |
|
|
Dissenzienti |
10' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1149
(Collegato su iniziativa privata e concorrenza)
(Tempo complessivo h. 10)
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Relatore |
45' |
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|
Governo |
45' |
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Votazioni |
2h |
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AN |
32' |
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UDC:CCD-CDU-DE |
32' |
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DS-U |
1h |
21' |
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FI |
50' |
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LP |
24' |
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Mar-DL-U |
58' |
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Misto |
35' |
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|
Aut. |
35' |
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|
Verdi-U |
35' |
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Dissenzienti |
5' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 1578
(Modifica agli articoli 45 e 47 del codice di procedura penale)
(Tempo complessivo h. 6)
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Relatore |
15' |
|
|
Governo |
15' |
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|
AN |
45' |
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UDC:CCD-CDU-DE |
36' |
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DS-U |
56' |
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|
FI |
1 h. |
05' |
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LP |
29' |
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Mar-DL-U |
41' |
|
|
Misto |
36' |
|
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Aut |
26' |
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Verdi-U |
26' |
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Dissenzienti |
10' |
SCHIFANI (FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI (FI). Signor Presidente, per quanto riguarda la proposta di calendario dei lavori, che è stato approvato a maggioranza nella Conferenza dei Capigruppo, desidero anticipare la nostra condivisione di questo excursus.
Tuttavia, a nome della maggioranza, chiedo che venga introdotta una piccola variante, quella di una previsione dei lavori dell’Aula per l’esame del disegno di legge presentato dal senatore Cirami, alternativamente, ove entro mercoledì non ne sia stato concluso l’esame in Commissione, per la giornata di giovedì, fermo restando che nella proposta di calendario da lei letta è già prevista una seduta anche per la giornata di venerdì, per la conclusione della sessione preferiale.
Naturalmente, deleghiamo alla Presidenza, compatibilmente con i lavori della Commissione, la fissazione dei tempi, dei termini per la presentazione degli emendamenti.
BORDON (Mar-DL-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORDON (Mar-DL-U). Signor Presidente, già ieri durante la Conferenza dei Capigruppo le dissi di essere molto lieto di trovarmi completamente d’accordo con la sua proposta originaria, anche perché lei l’aveva motivata con ragioni inoppugnabili.
Per coloro che non erano presenti in quella sede, ricordo che la proposta con cui il presidente Pera si è presentato nella Conferenza dei Capigruppo non prevedeva, per l’appunto, che fosse inserito nel calendario di questa settimana (e a dir la verità nemmeno per l’inizio di settembre) il disegno di legge Cirami.
I motivi - li traggo dalle parole del Presidente - erano così riassumibili: abbiamo un calendario molto intenso, con decreti-legge in scadenza; il Presidente del Senato giustamente ci ha ricordato che il suo primo obbligo è quello di assicurare che tali provvedimenti d’urgenza siano comunque votati - non dico approvati, aggiungeva il Presidente, perché ciò rientra nelle libere determinazioni del Parlamento - entro la scadenza prevista per la loro decadenza. Il Presidente del Senato aggiungeva, infine, che l’inserimento di qualsiasi altro argomento in calendario potrebbe essere un rischio.
Ebbene, signor Presidente, malgrado queste sue riflessioni, sagge oltreché logiche, che assumevano il principio fisico dell’impenetrabilità dei corpi (come scherzosamente ieri le ho detto) arrivava inaspettatamente, anzi forse del tutto "aspettatamente" - mi si conceda il neologismo - la dichiarazione del Capogruppo di Forza Italia, seguita da quelle degli altri, unitissimi - come un sol uomo, si potrebbe dire una volta tanto - Capigruppo del Polo. Con tale dichiarazione si chiedeva semplicemente che qualsiasi altro provvedimento - ripeto - qualsiasi altro provvedimento diventasse secondario e che si lavorasse di giorno e di notte per l’approvazione di un solo ed urgentissimo disegno di legge: l’ormai notissimo disegno di legge Cirami.
Quello che mi sembra molto grave non è solo questa insistenza, che cozza contro ogni logica e che a questo punto - se mi è consentito, mi rivolgo ai colleghi della maggioranza - rende legittimo un sospetto, che tutti hanno fatto circolare, compresi i maggiori organi di stampa, e cioè che con questo provvedimento si voglia ottenere un risultato ben preciso, che non è quello di migliorare la situazione della giustizia in Italia, ma piuttosto quello di favorire, impedendo la conclusione di un processo, determinate persone. Ma non soltanto si accredita questo legittimo sospetto, addirittura si avvalora l’assoluta certezza che voi anteponete veramente agli interessi di tutti gli italiani, anche di fronte alla scadenza di decreti-legge urgenti, soltanto questo vostro (o meglio di altri e vostro per induzione) interesse di carattere privato.
Questo è un fatto di una gravità inaudita, Presidente. Ed è ancora più grave, mi permetto di dirglielo, forse non se ne è reso conto, che qui in Aula il collega Schifani si comporti ormai come colui che dispone e decide dell'ordine dei lavori di questo nostro Senato. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).
Infatti, non soltanto abbiamo ieri scoperto che di fronte ad un atto di questo tipo nemmeno le parole del Presidente del Senato appaiono essere sufficienti per convincere la maggioranza, ma, mi deve consentire, Presidente, ieri non abbiamo visto nemmeno una grande resistenza da parte sua di fronte allo stravolgimento di un calendario, che, come lei stesso ricordava, poteva mettere a rischio addirittura l'approvazione dei decreti urgenti che abbiamo in discussione.
Spero allora che la saggezza ritorni per tutti, cioè che non si voglia continuare con questo braccio di ferro; se dovessimo andare avanti in questa direzione credo, Presidente, che per davvero quel confronto che dobbiamo realizzare, soprattutto su temi così delicati come quelli della giustizia, non avverrebbe nel clima migliore. Ciò anche per una circostanza che voglio rilevare in conclusione di questo mio intervento.
Vede, Presidente, se non si comprende quanto poco prima ricordavo, non si riesce a capire quale sia l'urgenza che consente di far convocare le Commissioni del Senato, in sedute anche notturne, e di impegnare l'Aula, che potrebbe essere assai più normalmente impegnata per l'approvazione dei decreti e anche per tantissimi altri provvedimenti.
Ieri le ho fatto pervenire una proposta alternativa di calendario, in cui, ad esempio, è prevista la discussione di uno di quei provvedimenti già approvati dalle Commissioni, che attendono di essere portati in Aula, e che, guarda caso, non vengono da questa esaminati. Oggi invece si vorrebbe imporre di far esaminare all'Aula - attenzione - un provvedimento che al momento non è ancora stato licenziato, malgrado i lavori in seduta notturna, dalla competente Commissione.
Ci sono quindi strappi di ogni genere; mentre i provvedimenti di cui parlavo riguardano la sicurezza e le garanzie dei cittadini, il provvedimento in esame riguarda soltanto le garanzie di alcuni cittadini.
No, amici e signori della maggioranza, così non possiamo andare avanti. Vorrei davvero farvi un ultimo appello. In queste ore ed in questi giorni abbiamo impegnato le nostre energie ed intelligenze in una sorta di scontro durissimo, che non credo abbia rasserenato il clima consentendoci di avallare quelle iniziative, che tante volte sono state richieste, di impegno riformatore nel Paese, né abbia portato un grado ancora più alto di fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni.
Credo faremmo cosa saggia e giusta se sospendessimo questa seduta, riconvocassimo la Conferenza dei Capigruppo e trovassimo un accordo sul calendario che ci consenta di uscire in un modo dignitoso da una situazione di questo tipo, senza impedire, perché nessuno lo vuole, che la maggioranza possa portare in discussione le proprie proposte, anche se, ovviamente, nessuno può nemmeno impedire all'opposizione di battersi perché queste non vengano approvate.
Occorre cioè evitare che, in spregio a tutta la logica e alle regole di questo Parlamento, si continui a forzare in maniera intollerabile la situazione, mettendo anche il Presidente del Senato nelle condizioni di divenire, tutt'al più, un registratore delle posizioni della maggioranza, il che rende davvero un cattivo servizio all'istituzione e, in generale, a tutti noi. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-Com e Aut).
ANGIUS (DS-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANGIUS (DS-U). Signor Presidente, le sue comunicazioni in ordine all'esito della riunione della Conferenza dei Capigruppo cambiano sostanzialmente, per un'apparente sottigliezza, non soltanto l'iter della discussione del provvedimento all'esame della Commissione giustizia, di cui è primo firmatario il senatore Cirami, ma anche l'andamento dei nostri lavori nell'ultima settimana prima della pausa per le ferie estive. Vorrei capire bene se l'apparente sottigliezza che ho colto è il frutto di una disattenzione o qualcosa di diverso.
Signor Presidente, nella riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi di ieri, lei ha avanzato una proposta relativa ai lavori d'Assemblea che non prevedeva l'esame da parte dell'Aula del disegno di legge in discussione presso la Commissione giustizia. Noi abbiamo manifestato immediatamente la nostra condivisione della proposta da lei formulata; successivamente, il collega Capogruppo di Forza Italia, a nome della Casa delle libertà, ha avanzato una proposta integrativa, ma sostanzialmente modificativa, della proposta da lei formulata.
Il collega ha chiesto l'inserimento in calendario del disegno di legge Cirami, senza che la Commissione giustizia avesse concluso i lavori, essendo soltanto all'inizio dell'esame del disegno di legge. Il provvedimento è peraltro oggetto di un forte contrasto, di un duro scontro politico, tra la maggioranza e l'opposizione.
Nel tentativo di trovare una mediazione lei, signor Presidente, ha avanzato ieri una proposta da noi non condivisa che tendeva ad accogliere, seppure parzialmente, la richiesta avanzata dal Presidente del Gruppo di Forza Italia a nome della Casa delle libertà. La sua mediazione, signor Presidente, prevedeva - credo di non sbagliare - l'eventuale inserimento nel calendario dei lavori dell'Assemblea del disegno di legge Cirami qualora nella mattinata di martedì il provvedimento fosse stato concluso in Commissione, in modo tale da consentire la presentazione di emendamenti nella giornata di oggi e l'eventuale esame del provvedimento a partire da mercoledì mattina, come chiesto dal Capogruppo di Forza Italia.
La conclusione dell'iter del disegno di legge Cirami in Commissione doveva avvenire - non già secondo la nostra, bensì secondo la proposta del Presidente - nella nottata di ieri; la 2a Commissione avrebbe dovuto esaminare tutti gli emendamenti e licenziare il provvedimento per l'Assemblea entro questa mattina.
La differenza rilevabile tra ciò che lei ha poc'anzi comunicato e la proposta da lei formulata è sottile, ma rilevante. Lei, signor Presidente, ha detto in Aula che la conclusione del provvedimento Cirami, ai fini del suo inserimento all'ordine del giorno dell'Assemblea, non era riferita alla discussione che abbiamo svolto ieri notte bensì alla giornata odierna.
Ma come si fa, signor Presidente, se la Commissione giustizia deve esaminare ancora oggi il disegno di legge Cirami, a consentire, a permettere o a indicare la giornata di domani come quella utile per discutere il provvedimento (Commenti del senatore Greco), senza dare neanche il tempo materiale alle opposizioni o anche alla maggioranza di presentare emendamenti o subemendamenti al disegno di legge? Questo non è, evidentemente, materialmente possibile!
Tanto questa sua proposta è contraddittoria che - mi consenta, signor Presidente - è dovuto intervenire in suo soccorso il senatore Schifani, il quale, resosi conto della contraddizione, ha proposto il differimento della discussione in Aula del disegno di legge Cirami, indicando come giornata utile non quella di mercoledì, bensì quella di giovedì.
Credo che non possiamo nella maniera più… (Commenti del senatore Nocco). Taci, tu, che non c’eri in Commissione ieri fino alle tre di notte e non sai assolutamente nulla! Per favore, qui stiamo parlando di una cosa seria! Stiamo parlando del tentativo assai grave che è stato fatto ieri in Commissione giustizia, all’una di notte, dalla Casa delle libertà, di impedire il prosieguo della discussione, facendo riferimento ad un articolo del Regolamento.
Se fosse stato accolto quel modo di procedere, si sarebbe impedito all’opposizione di partecipare alla discussione svolgendo i propri interventi in Commissione, creando così un precedente grave e alterando significativamente il ruolo e la funzione delle Commissioni, e contemporaneamente dell’Aula, nel processo legislativo. Ma di questo avremo modo di parlare dinanzi alla Giunta per il Regolamento, perché è l’ennesimo sopruso tentato dalla Casa delle libertà.
Quello che voglio dire adesso è esattamente questo: siamo fermamente contrari alla proposta che lei, signor Presidente, ha formulato e siamo ovviamente ancora più contrari alla proposta emendativa avanzata dal collega Schifani.
L’ha già detto il collega Bordon: non c’è nessuna urgenza di discutere questo provvedimento. La verità è che l’urgenza è motivata - vorrei correggere il collega e amico Bordon - non con qualcosa che viene sottaciuto…
BORDON (Mar-DL-U). Hai ragione!
ANGIUS (DS-U). … ma con qualcosa che viene apertamente dichiarato. Lo scopo, la finalità di una legge, che dovrebbe avere valore erga omnes, in questo caso ha invece forza e vigore soltanto nei confronti di due imputati in due processi che si svolgono a Milano: punto e basta! (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U e Misto-RC). Questa non è un’accusa che formuliamo noi, ma una dichiarazione che voi fate esplicitamente e che altrettanto esplicitamente fa il presentatore del disegno di legge.
E allora, cari colleghi della maggioranza, se questa è la vostra dichiarata finalità nel discutere e nel tentare di approvare forzatamente questo provvedimento, che cosa pretendete da noi? Che avalliamo la vostra finalità e il vostro scopo? Siete matti? Noi siamo mossi nel nostro intendimento e nella nostra battaglia soltanto da un principio; uno solo, non due o tre ma, ripeto, uno solo: stabilire l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, di tutti i cittadini, non di tutti tranne due.
Siamo guidati solo da questo principio e quindi dall’idea che una legge di questo valore, di questa portata e delicatezza meriti, anche per le implicazioni che può avere rispetto a processi in corso, una discussione che noi vogliamo e che potremmo fare tranquillamente alla ripresa dei nostri lavori, dal momento che, ripeto, si tratta di un provvedimento norma che solleva questioni estremamente delicate, sulle quali si è pronunciata la Corte di cassazione e sulle quali si pronuncerà anche la Corte costituzionale, e che tutti noi abbiamo lungamente discusso.
In altre parole, stiamo difendendo un principio, un altro principio. Cari colleghi, permettetemi di dirlo schiettamente e sinceramente: noi non abbiamo mai detto e non diremo mai una sola parola su dibattimenti processuali che avvengono a Milano, a Roma, a Catanzaro o in qualsiasi altra città italiana. Non la sentirete pronunciare da noi. Non facciamo confusione tra un dibattitimento che si svolge in un processo del tribunale di Milano e il confronto politico e il dibattito che facciamo in Aula … (Il microfono si disattiva automaticamente).
NOVI (FI). Voi siete i padrini dei giudici di Milano!
ANGIUS (DS-U). Signor Presidente, mi conceda ancora un attimo.
PRESIDENTE. D'accordo, senatore Angius, ma concluda.
ANGIUS (DS-U). La ringrazio, signor Presidente.
Cari colleghi, vi invito a non fare confusione, a non confondere una strategia difensiva di questo o quell'imputato, che è legittima in un processo, con un cambiamento sostanziale delle leggi dello Stato finalizzato all'esclusivo salvataggio di un processo e al suo spostamento di sede. È questione, cari colleghi, che noi, come legislatori di questa Repubblica, di questo Parlamento, non ci possiamo permettere.
Per tali motivi, siamo assolutamente contrari alla proposta di calendario che è stata formulata. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Aut e Misto-RC).
BOCO (Verdi-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, la Conferenza dei Capigruppo che si è tenuta ieri ha segnato, come i colleghi intervenuti prima di me hanno ricordato, alcuni passaggi che vorrei, solo brevemente, ripercorrere e ribadire.
Lei, signor Presidente, ha avanzato una proposta di calendario che non è stata accettata dalla maggioranza (è la prima volta che possiamo tornare in Aula e discutere di questo, è la prima volta che ciò avviene con tale nettezza), che dava la possibilità all'Assemblea di svolgere i propri lavori e di chiudere una settimana, quella conclusiva prima della pausa estiva, che tutti avremmo voluto, nel rispetto di maggioranza e di opposizione, diversa e meno carica di veleni.
La maggioranza, è bene ribadirlo, ha detto no e ha inserito una proposta che ieri lei ha ripetuto dicendo che se entro le ore 9,30 di domani mattina i colleghi della Commissione, (che ringrazio, così come ringrazio il senatore Zancan per lo stress che ha dovuto subire), non avessero concluso l'esame del provvedimento, il calendario non avrebbe potuto avere l'inserimento richiesto dal collega Schifani.
Colleghi, continuare ad horas con questo modo di procedere e con la richiesta di uno slittamento a ventiquattro o a trentasei ore può anche portare ad un slittamento dei lavori. C'è una possibilità, colleghi, la settimana prossima, se vogliamo davvero fare un servizio al Paese e ai cittadini, essere ciò che debbono essere i legislatori e adempiere ai doveri del mandato parlamentare.
Colleghi, è imbarazzante dirvelo, ma la situazione è sotto gli occhi di tutti. La Commissione giustizia avrebbe importanti compiti da svolgere e spero che il presidente Caruso, che ringrazio, abbia l'accortezza di vedere la rilevanza di altri passaggi che la Commissione stessa deve affrontare: importanti decisioni e audizioni. Invece, si procrastina questa battaglia. Ma che senso ha? Che senso ha pensare di fare un servizio a qualcuno? E a chi? A dei nomi? Ad un pugno di persone?
È questo che viene chiesto e che porta quest’Aula all'imbarazzo di dover non più discutere la proposta del presidente Pera, ma di discutere la proposta della maggioranza che aveva detto no alla proposta del Presidente del Senato.
No, la Commissione non è andata avanti con i suoi lavori, non è pronta e quindi, non certo con il rispetto di tutti i colleghi, soprattutto di maggioranza, noi dobbiamo - questa è la proposta - inserire quel provvedimento all’ordine del giorno in progress, secondo il progredire del suo iter.
Colleghi, guardate, non è un problema di correttezza o di decenza: è un problema di pudore. Se si pensa che le pagine più complesse, quelle più discutibili, quelle sicuramente più criticabili si scrivono bene solamente nelle ultime ore prima delle vacanze, perché gli elettori sono distratti dal sole, dalle radio e dalla tintarella da prendere sulla spiaggia, si pensa qualcosa di estremamente sbagliato.
Io credo, colleghi, che l’Aula abbia un calendario dei lavori già pieno. Il Presidente del Senato aveva letto una proposta di calendario che, con i nuovi inserimenti che sono stati apportati, non riusciva nemmeno più (lo sottolineo), nonostante il contingentamento previsto, a ottemperare alla tempistica dei decreti in scadenza e degli altri argomenti all’ordine del giorno.
Voi state facendo una scelta, ma siete ancora in tempo. Pensate di forzare momento per momento? Pensate di trovare nelle deliberazioni notturne la soluzione dei problemi? No, colleghi, voi non riuscirete a fare questo e vi assicuro che riuscirete solamente a mettere in imbarazzo il Senato e a determinare un risultato: trovarci sempre più oppositori, sempre più, sì, "filibustieri" dentro questo Senato. Infatti - trasportando l’espressione dall’inglese all’italiano, che credo sia più corretto - esistono per le opposizioni degli esercizi di rispetto democratico che sono quelli che ci fanno dire: state sbagliando. Noi lo svolgeremo questo esercizio, come lo abbiamo svolto, e cercheremo di farlo nel modo migliore.
Signor Presidente, rivolgendomi a lei, vorrei - concludendo - ricordarle solo una cosa. La maggioranza ha le sue responsabilità, se le prenderà e spero che incassi anche le sue sconfitte, perché sono sicuro che l’arroganza può pagare per il breve volgere dei primi momenti, ma sicuramente non pagherà per tutta la mattinata. Mi rivolgo a lei, signor Presidente, perché nella Conferenza dei Capigruppo ha fatto un’altra proposta, ieri, diversa da quella che ha letto oggi.
A suo tempo e esercitando il suo ruolo, certo, lei ha avanzato una proposta che non prevedeva la possibilità dello slittamento da un giorno ad un altro, ma che, se fossero stati conclusi i lavori in Commissione stamattina, si sarebbe inserito il disegno di legge Cirami all’ordine del giorno delle sedute di oggi e di mercoledì, e questo, al di là della richiesta avanzata dal senatore Schifani, è già diverso da quanto poi ha letto (e nel Resoconto stenografico avremo il piacere di rileggerlo, se vorrà).
Io ritengo che il nostro ruolo, che rappresenta molti più elettori di quelli del centro-sinistra, sia di farvi presente che c’è più di metà del Paese che vi dice: avete perso anche il pudore, state tentando di scrivere, in queste ultime ore, una pagina vergognosa della storia repubblicana, per l’interesse di due persone.
MONTI (LP). Non sarà l'unica.
BOCO (Verdi-U). Ha ragione il senatore Monti quando dice che non sarà l'unica. Infatti, avete scritto solo pagine vergognose per tutto l'anno e quindi debbo ammettere che purtroppo non sarà l'unica; ma sarà una di quelle pagine che cambierà i nostri rapporti e per la quale vi diremo: signori, noi non vi possiamo nemmeno più ascoltare. Costruiremo un'opposizione sempre più puntuale, sempre più pugnace, a iniziare da quella che condurremo in Commissione.
Respingiamo ovviamente al mittente, al senatore Schifani, la sua proposta di calendario, che non solo è sbagliata, ma è - mi permetto di dire - anche indecente. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, Mar-DL-U, DS-U e Misto-RC).
TOFANI (AN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TOFANI (AN). Signor Presidente, credo che occorra puntualizzare, anche da un punto di vista cronologico, i fatti che si sono determinati in riferimento alla Conferenza dei Capigruppo di ieri.
Intanto, non è vero che la maggioranza ha contrastato la proposta del Presidente: ha chiesto solo un’integrazione - come è stato ribadito - in riferimento a tale proposta.
È stato detto ampiamente, collega Bordon, che non è il Presidente del Senato che stabilisce il calendario dei lavori dell'Aula, perché se non viene accettata in modo unanime la sua proposta sono i Capigruppo, prima, e l'Aula, dopo, a decidere quale sia l'ordine dei lavori dell'Assemblea. E' stato detto e ripetuto. Il collega Bordon probabilmente continua ad essere assente dal punto di vista dell'attenzione, tanto che ieri ha lanciato anche messaggi, attraverso agenzie stampa, su un presunto contrasto tra il Presidente del Senato e la maggioranza.
BONAVITA (DS-U). Ha ragione!
TOFANI (AN). Quindi, questa è anche l'occasione per chiarire che le cose non stanno così e, di conseguenza, ripristiniamo la correttezza del dialogo.
Se ci sono toni alti, non li sta creando la maggioranza; infatti, in Commissione giustizia non è stata la maggioranza ad alzare i toni. Indubbiamente la minoranza ritiene di utilizzare mezzi e strumenti propri e di conseguenza opportuni per il suo scopo, e la maggioranza ritiene di utilizzare strumenti altrettanto propri per il raggiungimento del proprio fine.
Allora, l'innalzamento dei toni, il braccio di ferro vanno completamente ascritti alla posizione dell'opposizione che - ci rendiamo conto - svolge un ruolo di contrasto, spesso anche utilizzando temi pretestuosi e facendo apparire di carattere generale temi che invece non lo sono. Basterebbe leggere l'intervento del collega Angius - come mi auguro egli farà - dove si fanno due affermazioni pari ed opposte allo stesso tempo.
L'obiettivo della maggioranza è quello di portare avanti i propri programmi; comprendiamo che l'opposizione voglia contrastarli, ma ritengo che tutto debba essere ridotto e ricondotto ad una dialettica dove le parti correttamente si confrontano, senza fare proclami, collega Boco, o addirittura minacce - non credo sia proprio questo il caso - e ancor più senza scomodare la morale o ipotizzare chissà quali strani scenari per il futuro dei rapporti tra maggioranza e minoranza.
Non è nient'altro che la dialettica delle parti; anzi, alimentiamola perché in questo modo garantiamo la democrazia. (Applausi dai Gruppi AN, FI, UDC:CCD-CDU-DE, LP e del senatore Carrara).
MALABARBA (Misto-RC). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALABARBA (Misto-RC). Signor Presidente, come lei ben sa, Rifondazione Comunista non è rappresentata in Conferenza dei Capigruppo e solo in Aula ha la possibilità di intervenire sull'ordine dei lavori e sul calendario del Senato, almeno finché ci sarà questo sistema elettorale e questo Regolamento, secondo il quale una forza politica che pure ha consensi nel Paese non inferiori ad altri Gruppi qui presenti non ha la possibilità di far parte della Conferenza dei Capigruppo, se non altro in quanto autonoma forza politica.
Apprendiamo, quindi, gli esiti della Conferenza dei Capigruppo che si è svolta ieri e in modo sintetico, chiaro e netto affermiamo che ci opponiamo alla proposta di calendario avanzata dalla maggioranza e ancor più all’inserimento nei nostri lavori della discussione del disegno di legge del senatore Cirami, testé proposto dal senatore Schifani.
È assai difficile, cari colleghi, trovare motivazioni diverse da quelle già evidenziate dagli altri colleghi e dai Capigruppo dell’opposizione. Colleghi della maggioranza, state spudoratamente inserendo nel calendario dei lavori un passaggio legislativo che tende a favorire due imputati di uno specifico processo. Tutto il Paese ne sta parlando e non potrebbe essere diversamente.
Con quale faccia vi presentate davanti all’opinione pubblica? Con quale faccia vi presentate così spudoratamente - lo ripeto - a sostenere che la legge non è uguale per tutti, perché qualcuno è più uguale degli altri? Come fate, colleghi della maggioranza?
Ancora questa mattina, in questo specifico momento avete una possibilità, anzi due. La prima, più chiara e più netta, sarebbe quella di ritirare il disegno di legge Cirami. Sì, parlo di ritirare il disegno di legge. Fareste, una volta tanto, gli interessi generali del Paese e non solo quelli dei vostri capi, ai quali vi lega evidentemente qualcosa di più di una semplice condivisione politica generale, una condivisione ideale. Ebbene, è proprio su questo che vogliamo insistere. Che cosa vi lega ai vostri capi per arrivare a presentare proposte di legge che violano in modo così pesante il principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione?
C’è poi una seconda possibilità, che è quella, almeno, di evitare di insistere nella calendarizzazione del disegno di legge Cirami, perché non ha alcuna giustificazione. Potete anche mantenere i toni molto bassi, perché evidentemente avete interesse a chiudere questa situazione, se possibile, nel silenzio. Tuttavia, come si vede, il silenzio non c’è nel Paese e neanche nelle aule dei tribunali dove inevitabilmente questo fatto emerge e prorompe perché è ingiusto, palesemente ingiusto e, ripeto, viola il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione.
È per questa ragione che anche noi, come Rifondazione Comunista, vi chiediamo di ripensarci e di riprendere la proposta di calendario avanzata dal presidente Pera. Credo sia l’unica soluzione possibile per ristabilire un principio di democrazia e di collaborazione tra le forze della maggioranza e dell’opposizione. In caso contrario, ritengo che la stigmatizzazione da parte di tutti quanti noi debba essere la più forte e la più vibrata.
Di fronte a tutto il Paese vi assumerete la responsabilità della scelta scellerata che state compiendo. (Applausi dai Gruppi Misto-RC, DS-U e Mar-DL-U).
THALER AUSSERHOFER (Aut). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
THALER AUSSERHOFER (Aut). Signor Presidente, come Presidente del Gruppo per le Autonomie, tengo a precisare che anche noi siamo profondamente contrari alla proposta di calendario che è stata avanzata, non solo per i tanti motivi che sono stati esposti dai colleghi e che non ripeto, ma anche per il modo di lavorare che stiamo seguendo in quest’Aula.
Non è ammissibile che il Senato non possa intervenire su nessuno dei provvedimenti sottoposti al suo esame perché c’è sempre l’urgenza di approvarli. Abbiamo un calendario dei lavori fittissimo, che prevede la discussione di disegni di legge molto importanti sui quali non abbiamo alcuna possibilità di intervento perché sono blindati proprio per l’urgenza della loro approvazione. Non è possibile che il Senato debba continuare a svolgere il suo lavoro in questa maniera, senza poter contribuire, nei confronti di argomenti importanti, a migliorare le proposte di legge sottoposte al suo esame.
Signor Presidente, spero veramente che cambi il modo di procedere che si sta seguendo in quest’Aula e spero anche che la Conferenza dei Capigruppo, della quale faccio parte, possa predisporre il calendario dei lavori d’Aula in maniera diversa. (Applausi dai Gruppi Aut, DS-U, Mar-DL-U, Misto-SDI e Verdi-U).
MARINI (Misto-SDI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINI (Misto-SDI). Signor Presidente, come ho avuto occasione di dirle nella Conferenza dei Capigruppo, ritengo che la discussione del disegno di legge attualmente all’esame della Commissione giustizia debba essere rinviata a settembre.
Per la verità, Presidente, debbo far rilevare ai colleghi una questione che non è di poco conto. Quando introduciamo riforme nel nostro ordinamento giuridico dobbiamo innanzitutto fare attenzione che il dibattito si svolga con un confronto ampio. Non possiamo, come stiamo facendo in quest’ultimo anno, modificare le regole del nostro ordinamento giuridico in modo affrettato.
Del resto, abbiamo visto cosa è successo con il provvedimento sul falso in bilancio. Si sono volute modificare le sanzioni previste per il falso in bilancio, rendendo meno violenta la reazione nell’ipotesi in cui venga scoperto questo reato. Si è così modificata la normativa in maniera del tutto affrettata. Poi negli Stati Uniti sono scoppiati i grandi scandali ed ora ci accorgiamo che invece una normativa a difesa del piccolo risparmiatore è essenziale, soprattutto nelle società di mercato, nelle quali vi è una presenza forte delle multinazionali.
Nella società degli Stati Uniti, che pure è stata indicata dal Presidente del Consiglio come una società verso cui guardare con interesse e con la quale avere un atteggiamento di amicizia profonda… (Commenti del senatore Novi).
PRESIDENTE. Senatore Novi, è stato rispettoso e composto fino ad ora, quindi continui in questo bellissimo e apprezzabile esercizio.
MARINI (Misto-SDI). Presidente, la ringrazio per il richiamo fatto al collega Novi, tuttavia, debbo rilevare che in questa legislatura il senatore Novi è molto più tranquillo. Devo dargli atto che, salvo l’interruzione di questa mattina, si sta comportando in maniera encomiabile.
Dicevo, Presidente, che gli Stati Uniti sono stati indicati dal nostro Presidente del Consiglio come un punto di riferimento. Però, stranamente, introduciamo normative che vanno in senso contrario rispetto agli indirizzi espressi in quella società sulle regole di funzionamento della democrazia. Questo fa capire che le riforme che vengono fatte con un’intenzione particolare - per usare un termine blando - servono poco, anzi ci mettono contro l’indirizzo seguito nelle società occidentali.
La riforma di cui si sta discutendo in Commissione giustizia ha bisogno di tempi adeguati, non può essere esaminata in modo affrettato, come invece sta accadendo. Addirittura, si è voluto sospendere le discussioni dell’articolo 41-bis e della riforma dell’ordinamento giudiziario per esaminare il disegno di legge Cirami.
Ebbene, Presidente e colleghi, che significa tutto questo? E’ così essenziale, alla vigilia delle ferie estive, introdurre questa normativa? Che cosa deve difendere, se addirittura si mette da parte quello che fino a pochi giorni fa era considerato uno strumento essenziale nella lotta alla mafia, cioè l’articolo 41-bis? E sappiamo quanto fosse importante, dinanzi alle minacce di Bagarella, che lo Stato ed il Parlamento dessero un segnale forte, affermando che non può esserci altra risposta se non quella di confermare il 41-bis, per ribadire l’azione forte di repressione e di contrasto alle organizzazioni delinquenziali.
Invece, si mette da parte questo provvedimento per esaminare quello sulla legittima suspicione. Cosa c’è dietro questo? Deve trattarsi di qualcosa che vi sta particolarmente a cuore, dal momento che si mettono da parte provvedimenti molto più importanti. E se non è così, cosa osta che si discuta a settembre ?
Si dice che è un diritto della maggioranza stabilire l’ordine dei lavori. Certo, lo è, però fate attenzione, colleghi: noi viviamo in un sistema maggioritario, nel quale è possibile affidare alla democrazia la soluzione dei conflitti, a condizione però che vi sia la condivisione delle regole.
In un sistema maggioritario non si possono modificare continuamente le regole perché a questo punto si deve immaginare di tornare necessariamente al sistema proporzionale, giacché il primo comporta la condivisione delle regole generali che presiedono al funzionamento dello Stato e voi, invece, modificando continuamente queste regole, state affossando il bipolarismo. Quest’ultimo viene infatti vanificato da un simile atteggiamento.
E allora, signor Presidente, la prego di riprendere la forte azione di mediazione da lei avviata nei giorni scorsi. Non cambia nulla se la discussione di quel disegno di legge sarà ripresa i primi giorni di settembre. Credo che l’attività giudiziaria, anche quella di Milano, si debba necessariamente fermare durante il mese di agosto e i primi quindici giorni di settembre. Pertanto, inserendo in calendario questo disegno di legge i primi di settembre, la maggioranza avrà tutto il tempo di approvarlo avvalendosi dei numeri di cui dispone. (Applausi dai Gruppi Misto-SDI, Mar-DL-U e DS-U).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intendo fare innanzitutto una precisazione. (Brusìo in Aula). Vorrei essere modestamente - non dico rispettosamente - ascoltato.
La proposta di calendario di cui ho dato lettura è quella approvata dalla maggioranza nella Conferenza dei Capigruppo ieri sera; di conseguenza, non c’è nessuna contraddizione: ho letto infatti che a partire dalla giornata di mercoledì 30 luglio (esattamente come la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito), ove concluso in Commissione, il provvedimento oggetto di discussione sarà iscritto all'ordine del giorno. Ho letto anche che il termine per la presentazione di emendamenti (intendendo con ciò anche i subemendamenti) sarebbe stato da me fissato in maniera congrua. Pertanto, mi dispiace che mi venga addebitata una contraddizione che non esiste.
Ma, colleghi di maggioranza e di opposizione, approfitto di questa circostanza per ricordare che sarebbe eleganza istituzionale che le discussioni all’interno della Conferenza dei Capigruppo non venissero portate in Aula. Questo perché la Conferenza dei Capigruppo è un organo del Senato, in cui si discute, si negozia, si concorda e si adottano delle deliberazioni; dopodiché si comunica all’Assemblea in maniera ufficiale quanto deciso in quella sede, per cui non è piacevole né elegante riferire in un senso o in un altro di questa o di quella posizione… (Commenti del senatore Brutti Massimo). Senatore Brutti, desidero essere ascoltato e non interrotto.
Ciò detto, visto che salta anche questa regola di eleganza istituzionale… (Proteste dei senatori Bordon, Toia e Giaretta). Senatore Giarretta, ho letto la proposta approvata a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo. Con riferimento ad essa, sono state presentate in Aula tre proposte emendative da parte dei senatori Schifani, Bordon e Angius. Pertanto, devo procedere alla votazione delle proposte di modifica del calendario. Inizierò con quella più lontana, vale a dire con quella avanzata dal senatore Angius, che propone di eliminare il cosiddetto disegno di legge Cirami dal calendario da me letto.
La metto ai voti.
Non è approvata.
FALOMI (DS-U). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
Non è approvata.
Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Bordon, che prevede di sostituire l'esame del disegno di legge n. 1578 con quello del provvedimento sul traffico di esseri umani.
Non è approvata.
TOIA (Mar-DL-U). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
Non è approvata.
La terza proposta di modifica del calendario è quella presentata dal senatore Schifani, la quale prevede che l'esame del disegno di legge n. 1578, ove concluso in Commissione, possa iniziare o mercoledì pomeriggio o giovedì mattina.
Passiamo dunque alla votazione di tale proposta.
PAGANO (DS-U). Signor Presidente, chiediamo la votazione a scrutinio simultaneo mediante procedimento elettronico di tale proposta, in modo che ognuno possa assumersi le proprie responsabilità.
PRESIDENTE. Senatrice Pagano, la votazione a scrutinio simultaneo non è possibile in questa fase.
Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, presentata dal senatore Schifani.
È approvata.
PETRINI (Mar-DL-U). Domando di parlare per un richiamo al Regolamento.
BRUTTI Massimo (DS-U). Chiediamo la controprova.
PRESIDENTE. Senatore Brutti, aveva chiesto la parola prima di lei il senatore Petrini, per un richiamo al Regolamento. Poi interverrà anche lei. (Proteste dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U).
Il senatore Petrini ha chiesto di parlare prima di lei, senatore Brutti.
BRUTTI Massimo (DS-U). Chiediamo la controprova.
PAGANO (DS-U). Presidente, vogliamo la controprova.
PRESIDENTE. Senatore Brutti, dopo l’esito della votazione, i cui risultati erano evidenti, lei mi chiede tardivamente la controprova. (Proteste dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U).
Comunque, benissimo, ordino la chiusura delle porte. Procediamo alla controprova mediante procedimento elettronico.
È approvata. (Applausi dai Gruppi FI, AN, LP e UDC:CCD-CDU-DE. Applausi ironici dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U e Misto-RC).
Presidenza del vice presidente FISICHELLA
(I senatori dei Gruppi DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U, Misto-Com e Misto-RC gridano: "Vergogna! Vergogna!").
Colleghi, per favore! Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10,38, è ripresa alle ore 10,48).
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.