CAVALLARO (Mar-DL-U). Signor Presidente, illustro l'emendamento 1.3 per spiegare il motivo della presentazione di una proposta un po' prolissa, che in Commissione per la verità non è stata disprezzata né criticata, ma non ha poi ricevuto il consenso definitivo.
Come si può rilevare, nel testo del provvedimento è stata inserita una qualche forma di procedimentalizzazione dell’ipotesi di verifica della sussistenza della permanenza del requisito per cui si chiede la proroga dello sfatto. Tuttavia, in tale ipotesi abbiamo riscontrato delle incongruenze e, in particolare, riteniamo opportuna una fase procedimentalizzata, nell’ambito della quale venga proposto al giudice dell’esecuzione il ricorso con il quale il locatore contesta la sussistenza dei requisiti per la sospensione dell’esecuzione del provvedimento di rilascio dell’immobile, il quale giudice, una volta stabilita, secondo il principio del contraddittorio, la comparizione delle parti, sciolga ogni eventuale nodo nei successivi cinque giorni. A garanzia ulteriore, abbiamo anche previsto un meccanismo di reclamo al tribunale, cioè una fase successiva nell'ambito della quale, attraverso un ricorso presentato sempre in termini brevi e perentori, si possa porre la questione all’attenzione del tribunale.
Abbiamo altresì proposto un’ulteriore modifica suggeritaci dalla riflessione svolta in occasione dell’esame di un altro decreto-legge, in materia di spese giudiziarie il cui disegno di legge di conversione è stato recentemente approvato. Infatti, se non fosse inserita una norma di sgravio il locatore - anche quello che magari è dalla parte della ragione - sarebbe costretto ad affrontare gli oneri di un vero e proprio procedimento giudiziario dal momento che non c’è dubbio che si tratta, seppur incidentalmente, di un accertamento di requisiti sottoposto al giudice.
Pertanto, in assenza di una norma precisa che specifica che vi è gratuità, il locatore - che magari successivamente potrà anche recuperare questa somma dal conduttore - dovrebbe sborsare il cosiddetto contributo unificato. Ne consegue che, se non vi fossero i requisiti per la proroga, il locatore si troverebbe a subire oltre al danno la beffa, avendo dovuto pagare l’accertamento di un suo diritto per ottenere il rilascio dell’immobile.
Per queste ragioni, credo che l’emendamento 1.3 vada particolarmente sostenuto e soprattutto che meriti il voto favorevole dell’Assemblea.