ZAPPACOSTA (AN). Signor Presidente, onorevoli senatori, onorevole rappresentante del Governo, il dibattito in corso, seppur confinato in tempi ristretti, meriterebbe un'attenzione diversa, perché riteniamo che i problemi e le questioni sollevate abbiano grande importanza di natura politica. Certo, nessuno può immaginare e ipotizzare che un qualsivoglia Governo sia in grado di risolvere in un anno un problema atavico come quello della casa e degli sfratti.
La conversione in legge di questo decreto noi l'abbiamo già definita un atto dovuto e doveroso; anzi, sottolineiamo che sono state introdotte alcune novità che ben depongono sul percorso che questo Governo vuole intraprendere e ha già intrapreso.
Infatti, con questo decreto, si proroga la sospensione dell'esecutività degli sfratti per finite locazioni al 30 giugno del prossimo anno, cioè per un periodo di dodici mesi rispetto ai consuetudinari sei. Questo perché - è il primo fatto innovativo - il Governo, attraverso lo stanziamento di un miliardo di euro, vuole cercare di reperire circa 30.000 case, affinché si affronti finalmente, strutturalmente e organicamente il problema, che nell'anno in corso ha interessato 26.000 famiglie.
C'è un secondo punto di novità, che, oltre a quello alla casa, concilia un altro diritto, quello all'esercizio della proprietà: la possibilità di ricorrere al giudice competente, il quale deve decidere entro otto giorni sulla sussistenza dei requisiti necessari per addivenire alla proroga.
Per quanto riguarda poi gli articoli 2 e 3 del decreto in esame, vogliamo sottolineare, come già brillantemente evidenziato dall'onorevole Acquarone nel corso della discussione alla Camera - l'VIII Commissione permanente della Camera ha peraltro votato all'unanimità una risoluzione con la quale chiede al Governo di far slittare l'entrata in vigore dei testi unici in materia - come l'introduzione delle modifiche al titolo V della Costituzione abbia creato situazioni di illegittimità costituzionale degli eventuali atti di chi dovesse, fra Stato e Regione, preoccuparsi dei problemi del comparto delle leggi sull'edilizia e degli espropri per pubblica utilità.
Quindi, queste modifiche al Titolo V della Costituzione hanno reso necessario rivedere i testi unici, soprattutto perché i maggiori esperti e gli studiosi di tali materie, e anche la nostra esperienza, ci dicono che nel caso in cui la competenza sia regionale è evidente che lo Stato, e quindi il Governo, possono emanare leggi per fissare i princìpi fondamentali ma non certamente emanare - come nel caso delle normative richiamate, che appunto devono essere riviste in questo periodo di proroga - i regolamenti attuativi.
Crediamo dunque che l'introduzione della proroga recata dall'articolo 2, soprattutto ove si parli della possibilità della dichiarazione di inizio attività, consente una migliore articolazione da parte degli enti locali, i cui uffici devono avere il tempo per coordinare meglio l'intera materia. Per questa ragione crediamo necessario che, anche nel caso degli espropri per pubblica utilità, si dia la possibilità di una rimeditazione di tutta la disciplina del comparto, affinché ne derivi una legge giusta, conforme ai nuovi rapporti fra Stato ed enti locali.
Preannunciamo sin d'ora il voto favorevole di Alleanza Nazionale al disegno di legge. (Applausi dal Gruppo AN).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Borea.