BOREA, relatore. Signor Presidente, svolgerò solo qualche riflessione di carattere giuridico sulla conversione del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 122.
L'articolo 1, come diceva il correlatore Ponzo, proroga gli sfratti per finita locazione. La proroga è necessitata anche per dare la possibilità al Governo di investire una somma pari ad un miliardo di euro tesa al recupero di 30.000 alloggi.
La proroga degli sfratti interessa solo 26.000 famiglie, delle 75.000 da sfrattare, che posseggono i requisiti di cui all'articolo 80 della finanziaria 2001. È a favore, quindi, di cittadini di fascia protetta che abbiano i requisiti richiesti, come dicevo, dall’articolo 80.
All’articolo 2 è prevista la proroga del termine di entrata in vigore del testo unico sull’edilizia. Tale proroga è resa necessaria dall’opportunità di coordinare il testo unico dell’edilizia con le norme della cosiddetta legge obiettivo.
L’articolo 3, invece, proroga il termine di entrata in vigore del testo unico sulle espropriazioni, creando una occasione interessante per proporre correttivi ad alcune disposizioni che destano notevoli perplessità.
Ho elaborato, poi, una relazione di natura tecnica che naturalmente offrirò al rappresentante del Governo. Si tratta dell’occasione offerta dalla proroga di porre rimedio al cascame di una normazione che è al di fuori dei corretti principi costituzionali ed anche delle aspettative che il processo di armonizzazione europeo inevitabilmente comporta in materia di diritto civile ed amministrativo. È un particolare riferimento all’articolo 43 del testo unico sulle espropriazioni, che prevede un apposito "atto di acquisizione" - è il nomen iuris coniato dall’articolo 43, comma 2, del testo unico sulle espropriazioni - che crea perplessità anche per una non corretta coerenza con i principi costituzionali che ho testé richiamato.
In conclusione, nell’affidare questo contributo tecnico al rappresentante del Governo, colgo con favore l’intento preannunciato dal presidente Novi di sottoporre al più presto all’Ufficio di Presidenza della Commissione territorio la calendarizzazione del disegno di legge n. 1054 (di modifica del testo unico in materia di espropriazioni per pubblica utilità). Auspichiamo soprattutto - mi avvio alla conclusione - la correzione dell’articolo 43 del testo unico prima che entri in vigore, allo scopo di uniformare le rispettive procedure ai principi di compatibilità con l’articolo 97 della Costituzione, attraverso un "giusto procedimento espropriativo" che riconosca e valorizzi il ruolo partecipativo del privato proprietario sul modello dei diritti già riconosciuti dalla legge n. 241 del 1990.
Confermo, quindi, la richiesta avanzata dal correlatore di approvare il provvedimento al nostro esame.