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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 225 del 30/07/2002


Discussione e approvazione del disegno di legge:

(1589) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 122, recante disposizioni concernenti proroghe in materia di sfratti, di edilizia e di espropriazione (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Autorizza i senatori Ponzo e Borea a svolgere le relazioni orali, per le parti di competenza rispettivamente della 13a e della 2a Commissione permanente.

PONZO, relatore. L'articolo 1 del decreto-legge reca la proroga di un anno, a differenza del differimento semestrale dei precedenti analoghi provvedimenti, della sospensione delle procedure esecutive per gli sfratti da immobili adibiti ad uso abitativo, a favore di categorie sociali deboli, come le famiglie i cui componenti siano handicappati o ultrasessantacinquenni. Gli articoli 2 e 3 procrastinano al 30 giugno 2003 l'entrata in vigore dei decreti del Presidente della Repubblica recanti, rispettivamente, il testo unico delle disposizioni in materia di edilizia e il testo unico delle disposizioni in materia di espropriazione per pubblica utilità. (Applausi dal Gruppo FI).

BOREA, relatore. La proroga degli sfratti esecutivi prevista dall'articolo 1 è necessaria anche per dare la possibilità al Governo di effettuare investimenti, per una spesa complessiva di 1 miliardo di euro, volti al recupero di 30.000 alloggi a favore di talune fasce sociali protette. Lo slittamento dell'entrata in vigore del testo unico in materia di edilizia tende invece a consentire un maggiore coordinamento con la recente approvazione della legge obiettivo. Infine, prima dell'entrata in vigore del testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità è opportuno introdurre qualche correttivo per superare alcune perplessità, anche di ordine costituzionale, in relazione soprattutto all'articolo 43 dello stesso, valorizzando la partecipazione dei privati al processo espropriativo.

TURRONI (Verdi-U). Formula una questione pregiudiziale di costituzionalità e una questione sospensiva per il rinvio del provvedimento al CNEL, chiedendo nel contempo la verifica del numero legale. Richiamando le motivazioni esplicitate dallo stesso relatore Borea, sottolinea anche la violazione del principio di uguaglianza di cui all'articolo 3 della Costituzione, a causa della disparità di trattamento a scapito delle famiglie coinvolte nei procedimenti di sfratto che però resteranno escluse dai benefici del provvedimento; d'altra parte, le precedenti deliberazioni dell’Assemblea hanno già dimostrato che l'intento della maggioranza non è quello di tutelare con equità tutti i cittadini, ma solo di rispondere a particolari interessi di carattere personale. (Commenti dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE e AN).

CAVALLARO (Mar-DL-U). Il Gruppo della Margherita condivide le argomentazioni portate a fondamento della questione pregiudiziale di costituzionalità e della richiesta di sospensione per il rinvio del provvedimento al CNEL, non ritenendo opportuno un ritorno alla fase emergenziale delle continue proroghe degli sfratti, che la precedente maggioranza aveva abbandonato con una legislazione di tutela sia del diritto all'abitazione sia nel contempo del diritto dei proprietari.

VILLONE (DS-U). Il suo Gruppo concorda sulle richieste formulate, anche perché il rinnovato ricorso da parte del Governo alla decretazione d'urgenza per la proroga delle procedure esecutive degli sfratti è scorretto ed inaccettabile, considerate le discriminazioni che si introducono tra i soggetti sociali interessati.

Previe distinte verifiche del numero legale chieste dal senatore TURRONI (Verdi-U), il Senato respinge la questione pregiudiziale e la questione sospensiva. (Proteste dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U e Verdi-U in ordine alla regolarità delle operazioni di voto).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

GASBARRI (DS-U). Il suo Gruppo anticipa fin d'ora il voto favorevole al disegno di legge di conversione sulla proroga degli sfratti esecutivi, stante la rilevanza sociale della questione, ma esprime forti perplessità sulle scelte operate dal Governo in ordine ai soggetti interessati, che per equità sociale dovrebbero ricomprendere quelli previsti dal comma 5 dell'articolo 6 della legge n. 431 del 1998; tali perplessità si aggiungono a quelle relative all'assenza di una politica abitativa del Governo dopo lo sforzo della precedente maggioranza di superare il blocco dell'offerta connesso alla legge sull'equo canone e per l'introduzione dei patti in deroga, per raggiungere un punto di equilibrio nel mercato tra i contrapposti interessi. Sono criticabili anche le proroghe contenute negli articoli 2 e 3, in quanto soprattutto l'entrata in vigore del testo unico per la semplificazione della normativa in materia urbanistica è molto attesa per scongiurare che il regime di liberalizzazione introdotto dall'attuale Esecutivo possa riaprire una stagione di generalizzati abusi edilizi. (Applausi dal Gruppo DS-U e del senatore Marino).

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

MALENTACCHI (Misto-RC). I recenti episodi che si sono verificati a Milano, con la tragica conseguenza della morte di un vice questore, all'EUR di Roma e a Napoli, con lo sfratto esecutivo di una coppia di anziani eseguito con uno spiegamento di forze dell’ordine adatto a ben altre circostanze, danno il segno di come il problema abitativo sia fortemente avvertito da ampie fasce della popolazione, che risentono fortemente del taglio di 150 miliardi di vecchie lire operato dal Governo al Fondo per i contributi agli affitti, volto a favorire l'acquisto da parte dei comuni degli immobili degli enti previdenziali sfitti da destinare alle famiglie sottoposte a sfratto esecutivo. Come si è potuto evincere in occasione del recente esame del DPEF, è assente un finanziamento adeguato per questo importante settore della politica sociale. (Applausi dai Gruppi Misto-RC, DS-U e Misto-Com).

CAVALLARO (Mar-DL-U). Il decreto-legge di proroga del blocco della procedura esecutiva degli sfratti suggella il fallimento della politica abitativa del Governo Berlusconi, che rispolvera vecchie impostazioni legislative che la precedente maggioranza aveva cercato di superare con una soluzione di giusto rispetto del legittimo diritto dei proprietari alla disponibilità degli immobili e, nel contempo, di sostegno delle categorie economicamente o socialmente disagiate. E’ discutibile inoltre la proroga dell'entrata in vigore dei due testi unici faticosamente elaborati dal Governo Amato per superare la confusione legislativa e per garantire snellezza procedurale. Nonostante la netta contrarietà alla politica di cui è espressione il decreto-legge, per i riflessi positivi sulle categorie sociali interessate, annuncia però il voto favorevole del suo Gruppo alla sua conversione in legge. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

TURRONI (Verdi-U). La rilevanza sociale del problema del disagio abitativo imporrebbe un'inversione di tendenza della politica di gestione del patrimonio edilizio pubblico, affidando alle amministrazioni locali la possibilità di far fronte alle esigenze dei cittadini più svantaggiati, anziché favorire il clientelismo e la vendita degli immobili. La proroga del termine di entrata in vigore del testo unico in materia di edilizia sancisce di fatto l'inutilità di quel provvedimento a cui si preferiscono le norme della legge Lunardi, sicuramente più disinvolte, a danno soprattutto della salvaguardia dei beni artistici, così come la proroga riguardante il testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità dimostra l'incapacità del Governo di coniugare le esigenze delle pubbliche amministrazioni e dei cittadini per tutelare invece solo gli interessi delle imprese.

FASSONE (DS-U). Il provvedimento di proroga sancisce l'insuccesso della politica del Governo per la casa non essendo stati finora indicati neanche gli indirizzi su cui muoversi né destinate risorse in quella direzione, ma anche di un certo modo di intendere l'intervento legislativo, preferendo indirizzarlo su questioni di interesse particolare (così come sta avvenendo anche in Commissione giustizia in questi giorni) piuttosto che su tematiche che investono la collettività.. Peraltro, in materia di locazioni si è registrato negli ultimi decenni una forte inversione di tendenza passando da una normativa fortemente vincolante dell'autonomia dei privati, quale la legge sull'equo canone, ad una più liberale seppur tendente a contemperare le esigenze di entrambe le parti. Si tratta comunque di una materia che necessiterebbe di un intervento legislativo ben più profondo ed ispirato al perseguimento del bene comune.

ZAPPACOSTA (AN). Il provvedimento si qualifica per alcune importanti novità, quale la proroga della sospensione dei procedimenti esecutivi per un anno al fine di consentire al Governo l'individuazione di misure idonee a risolvere la questione che riguarda le situazioni particolarmente svantaggiate, ma anche la previsione di un meccanismo di garanzia a favore del proprietario attraverso l'attivazione di una procedura di verifica del possesso dei requisiti richiesti per la sospensione dello sfratto. La proroga riguardante i testi unici in materia edilizia e di espropriazione per pubblica utilità si è resa invece necessaria al fine di armonizzare quelle normative con l'intervenuta riforma costituzionale del Titolo V. Preannuncia quindi il voto favorevole di Alleanza Nazionale sul provvedimento. (Applausi dal Gruppo AN).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

BOREA, relatore. La proroga degli sfratti è accompagnata dall'individuazione da parte del Governo di risorse adeguate per realizzare o recuperare alloggi da destinare alle famiglie svantaggiate e pertanto non si può interpretare come un insuccesso.

SOSPIRI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Condivide le considerazioni del relatore.

PRESIDENTE. Comunica il parere di nulla osta della 5a Commissione sul disegno di legge e sugli emendamenti.

Passa all'esame dell'ordine del giorno G1.

BOREA, relatore. E' favorevole all'accoglimento.

SOSPIRI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Pertanto l'ordine del giorno G1 non sarà posto in votazione. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione, avvertendo che gli emendamenti sono riferiti al testo del decreto-legge da convertire, comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati. Passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge.

CAVALLARO (Mar-DL-U). L'emendamento 1.3 propone una nuova formulazione della procedura di accertamento da parte del locatore della sussistenza dei requisiti per la sospensione dell'esecuzione, prevedendo la possibilità di reclamo contro il provvedimento del giudice nonché l'esenzione degli atti dal pagamento degli oneri e del contributo unificato.

PRESIDENTE. I rimanenti emendamenti si intendono illustrati.

BOREA, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti 1.1 e 1.2. Invita al ritiro dell'1.3.

SOSPIRI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Esprime parere conforme a quello del relatore.

CAVALLARO (Mar-DL-U). Insiste per la votazione dell'1.3.

Il Senato respinge l'1.1 e l'1.2. Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-U), è respinto anche l'1.3.

PRESIDENTE. Passa all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 2 del decreto-legge.

CAVALLARO (Mar-DL-U). L'emendamento 2.3 è volto a ripristinare il termine del 1° gennaio per la proroga dell'entrata in vigore del testo unico in materia di edilizia.

PRESIDENTE. I rimanenti emendamenti si intendono illustrati.

BOREA, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti.

SOSPIRI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Esprime parere conforme a quello del relatore.

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore TURRONI (Verdi-U), è respinto il 2.1. Sono altresì respinti gli identici 2.2 e 2.3.

PRESIDENTE. Passa all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati.

BOREA, relatore. Esprime parere contrario.

SOSPIRI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Anche il Governo è contrario.

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore TURRONI (Verdi-U), è respinto il 3.1. Risulta inoltre respinto anche il 3.2.

PRESIDENTE.

Passa alla votazione finale.

MARINO (Misto-Com). Dichiara il voto favorevole dei Comunisti italiani sul provvedimento, che contribuisce a ridurre le tensioni abitative connesse agli sfratti, pur evidenziando la mancanza da parte del Governo di una politica sociale per la casa. La gravità della situazione imporrebbe invece misure dirette a fronteggiare l'emergenza, come l'incremento del fondo di cui alla legge n. 431 del 1998 a sostegno delle famiglie più disagiate, nonché l'avvio di un piano di rilancio dell'edilizia abitativa pubblica e privata.

MALENTACCHI (Misto-RC). Il provvedimento in esame non è una concessione, ma un atto dovuto nei confronti dei settori più deboli della società, per i quali andrebbe finalmente affermato il principio che gli sfratti sono possibili soltanto dopo aver accertato l'esistenza di un’abitazione alternativa. Dichiara il voto favorevole dei senatori di Rifondazione comunista, rilevando tuttavia l'assenza di una qualsiasi politica abitativa da parte del Governo, che ha anzi peggiorato il quadro generale in materia con il taglio del fondo sociale per il contributo affitti.

TURRONI (Verdi-U). A differenza delle precedenti occasioni nelle quali sono stati esaminati provvedimenti di proroga degli sfratti, i Verdi si asterranno dalla votazione per sottolineare la gravità del blocco pressoché definitivo delle normative in materia di edilizia e di espropriazione per pubblica utilità.

CAVALLARO (Mar-DL-U). I senatori della Margherita voteranno a favore del provvedimento, facendo proprie le esigenze di migliaia di famiglie che in assenza della proroga rischierebbero di rimanere senza casa. Tuttavia sottolineano negativamente gli articoli 2 e 3 del decreto-legge e l'assenza di un disegno del Governo in materia di politiche della casa, per favorire un nuovo regime di locazioni a basso costo o rendere più accessibile l’acquisto di un alloggio.

MULAS (AN). Annuncia il voto favorevole del suo Gruppo ad un disegno di legge che rappresenta un atto dovuto nei confronti delle categorie più disagiate. (Applausi dal Gruppo AN).

BRUTTI Paolo (DS-U). Ribadisce il voto favorevole dei Democratici di sinistra, che tuttavia viene espresso in uno stato di necessità sociale per non peggiorare la condizione di famiglie che già si trovano in una situazione di emarginazione sociale; a tale proposito va anzi sottolineata negativamente l'esclusione di alcune fasce sociali meritevoli di tutela. Desta forte contrarietà invece l'articolo 2, in quanto non vi è alcun accenno all'adeguamento della normativa in materia di edilizia alle nuove disposizioni del Titolo V della Costituzione. Emerge la mancanza di una politica del Governo sulla casa, in particolare per ciò che riguarda la piaga degli affitti in nero e la connessa evasione fiscale: in tale ambito, la detrazione dall'imposta di parte del canone d’affitto aumenterebbe il gettito fiscale, da finalizzare ad interventi di edilizia sociale, mentre l'adozione del principio dell'imposta negativa per chi si trovi nell'impossibilità di operare le detrazioni metterebbe a disposizione delle famiglie bisognose somme per il pagamento dei canoni d’affitto. (Applausi del senatore Malentacchi).

GIOVANELLI (DS-U). In dissenso dal Gruppo si asterrà dalla votazione per la manifesta assenza di iniziativa politica del Governo sulla questione degli affitti in nero, che potrebbe essere affrontata utilizzando la leva fiscale, e per la proroga dei termini per l'emanazione del testo unico sull'edilizia, in ordine al quale ancora non si provvede ad un adeguamento alle innovazioni apportate alla materia dalla ripartizione di competenze individuata dal nuovo Titolo V della Costituzione.

COLETTI (Mar-DL-U). In dissenso dal Gruppo, si asterrà dalla votazione, stante la mancata indicazione di misure e di adeguati piani di investimento da parte del Governo in materia di edilizia agevolata, convenzionata e sovvenzionata.

EUFEMI (UDC:CCD-CDU-DE). A titolo personale, si asterrà dalla votazione.

FERRARA (FI). Anch’egli, a titolo personale, si asterrà dalla votazione.

BATTAGLIA Antonio (AN). In dissenso dal Gruppo, si asterrà dalla votazione.

Con votazione preceduta dalla verifica del numero legale, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-U), il Senato approva il disegno di legge n. 1589, composto del solo articolo 1.

PRESIDENTE. Dà annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.

La seduta termina alle ore 13,03.