considerato:
che la popolazione ed i sindaci dell’area (a prescindere dalla loro appartenenza politica) hanno ripetutamente ribadito, con ordini del giorno consiliari, con provvedimenti concordemente sottoscritti, con manifestazioni popolari di civile e pacifica protesta (la sola manifestazione del 10 luglio scorso ha visto la partecipazione di oltre 12.000 persone), la loro assoluta contrarietà all’ipotesi che nella zona si realizzino tali impianti;
che tale posizione dei cittadini è stata fatta propria anche dalle autorità religiose locali e da numerosissime Associazioni espressione della società civile;
che l’area sulla quale andrebbe a ricadere il raggio d’azione di queste centrali termoelettriche (produttrici di ulteriore inquinamento atmosferico, da rumore e termico) è già fortemente penalizzata sul piano ambientale per l’altissima concentrazione di insediamenti produttivi (con rilevante presenza di attività conciarie), per l’elevata quantità di emissioni in atmosfera (da camini industriali e da traffico), per la sofferenza di un territorio adibito in molte sue parti a discariche per fanghi di depurazione e per rifiuti solidi urbani, per cui la eventuale realizzazione di nuove e pesanti fonti di inquinamento porrebbe un serio rischio di collasso del precario equilibrio ambientale;
che il grado di incremento e di espansione industriale è giunto oramai ad un coefficiente di saturazione, oltre il quale non è ragionevolmente possibile spingersi se non a prezzo di un irreversibile deterioramento della qualità della vita;
che l’impegno concreto dei sindaci dell’area, tradottosi in una fattiva e concertata programmazione, è da tempo indirizzato su un progetto di significativo spessore ambientale (il progetto Giada "Life") che, attivato dall’Amministrazione Provinciale di Vicenza insieme al Comune di Arzignano, l’Enea e l’Unione Europea, con il successivo coinvolgimento degli altri Comuni del comprensorio, è teso a riequilibrare quello specifico territorio con una progressiva diminuzione dei carichi inquinanti, nell’ottica di un serio sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile;
che l’interesse alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini è un diritto costituzionalmente garantito, garanzia che l’Unione Europea ha più volte ribadito nei propri documenti ufficiali, e che deve quindi costituire assoluta priorità nell’ambito dei futuri programmi di sviluppo dell’area;
che gli stessi industriali dell’area hanno più volte manifestato la loro perplessità circa l’opportunità di costruire tali impianti,
si chiede di conoscere:
quale sia l’orientamento del Governo e del Ministro delle attività produttive in merito alla costruzione degli impianti succitati nell’ambito del territorio del comune di Montecchio Maggiore;
se non si ritenga che sia il caso che vengano effettuate, o se già disponibili che vengano rese pubbliche, le opportune valutazioni di impatto ambientale e le relative valutazioni costi-benefici in merito ai progetti sopra indicati;
quali siano le reali motivazioni che hanno indotto ad individuare il territorio del Comune di Montecchio Maggiore come destinatario dei due nuovi impianti termoelettrici, gravando su un’area già a rischio di collasso ambientale;
se non si ritenga che tale indirizzo risponda più al soddisfacimento di interessi economici di pochi piuttosto che agli interessi legittimi delle comunità dell’ovest vicentino e del loro diritto alla salute e ad una soddisfacente qualità della vita.
(3-00581)