FABRIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle attività produttive - Premesso che, in seguito all’approvazione del cosiddetto decreto "sblocca centrali", sono stati depositati presso la Regione Veneto due progetti per la costruzione di altrettante centrali termoelettriche della potenza di 760 MW da situarsi nel territorio comunale di Montecchio Maggiore (Vicenza), una ai confini con Montorso Vicentino, l’altra ai confini con la frazione arzignanese di Tezze;
considerato:
che la popolazione ed i sindaci dell’area (a prescindere dalla loro appartenenza politica) hanno ripetutamente ribadito, con ordini del giorno consiliari, con provvedimenti concordemente sottoscritti, con manifestazioni popolari di civile e pacifica protesta (la sola manifestazione del 10 luglio scorso ha visto la partecipazione di oltre 12.000 persone), la loro assoluta contrarietà all’ipotesi che nella zona si realizzino tali impianti;
che tale posizione dei cittadini è stata fatta propria anche dalle autorità religiose locali e da numerosissime Associazioni espressione della società civile;
che l’area sulla quale andrebbe a ricadere il raggio d’azione di queste centrali termoelettriche (produttrici di ulteriore inquinamento atmosferico, da rumore e termico) è già fortemente penalizzata sul piano ambientale per l’altissima concentrazione di insediamenti produttivi (con rilevante presenza di attività conciarie), per l’elevata quantità di emissioni in atmosfera (da camini industriali e da traffico), per la sofferenza di un territorio adibito in molte sue parti a discariche per fanghi di depurazione e per rifiuti solidi urbani, per cui la eventuale realizzazione di nuove e pesanti fonti di inquinamento porrebbe un serio rischio di collasso del precario equilibrio ambientale;
che il grado di incremento e di espansione industriale è giunto oramai ad un coefficiente di saturazione, oltre il quale non è ragionevolmente possibile spingersi se non a prezzo di un irreversibile deterioramento della qualità della vita;
che l’impegno concreto dei sindaci dell’area, tradottosi in una fattiva e concertata programmazione, è da tempo indirizzato su un progetto di significativo spessore ambientale (il progetto Giada "Life") che, attivato dall’Amministrazione Provinciale di Vicenza insieme al Comune di Arzignano, l’Enea e l’Unione Europea, con il successivo coinvolgimento degli altri Comuni del comprensorio, è teso a riequilibrare quello specifico territorio con una progressiva diminuzione dei carichi inquinanti, nell’ottica di un serio sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile;
che l’interesse alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini è un diritto costituzionalmente garantito, garanzia che l’Unione Europea ha più volte ribadito nei propri documenti ufficiali, e che deve quindi costituire assoluta priorità nell’ambito dei futuri programmi di sviluppo dell’area;
che gli stessi industriali dell’area hanno più volte manifestato la loro perplessità circa l’opportunità di costruire tali impianti,
si chiede di conoscere:
quale sia l’orientamento del Governo e del Ministro delle attività produttive in merito alla costruzione degli impianti succitati nell’ambito del territorio del comune di Montecchio Maggiore;
se non si ritenga che sia il caso che vengano effettuate, o se già disponibili che vengano rese pubbliche, le opportune valutazioni di impatto ambientale e le relative valutazioni costi-benefici in merito ai progetti sopra indicati;
quali siano le reali motivazioni che hanno indotto ad individuare il territorio del Comune di Montecchio Maggiore come destinatario dei due nuovi impianti termoelettrici, gravando su un’area già a rischio di collasso ambientale;
se non si ritenga che tale indirizzo risponda più al soddisfacimento di interessi economici di pochi piuttosto che agli interessi legittimi delle comunità dell’ovest vicentino e del loro diritto alla salute e ad una soddisfacente qualità della vita.
(3-00581)