Allegato B
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Disegni di legge, assegnazione
In sede referente
1ª Commissione permanente Aff. cost.
Sen. VENTUCCI Cosimo
Norme a tutela del diritto di associazione (180)
previ pareri delle Commissioni 2° Giustizia, 5° Bilancio, 6° Finanze
(assegnato in data 30/07/02 )
1ª Commissione permanente Aff. cost.
Sen. MARTONE Francesco ed altri
Norme in materia di identificazione delle Forze dell'ordine durante manifestazioni di piazza (1556)
previ pareri delle Commissioni 2° Giustizia, 4° Difesa, 6° Finanze
(assegnato in data 30/07/02 )
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. MAGISTRELLI Marina
Norme in materia di cancellazione dagli elenchi dei protesti cambiari (1368)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 6° Finanze, 10° Industria
(assegnato in data 30/07/02 )
2ª Commissione permanente Giustizia
Sen. CALVI Guido
Disciplina delle società tra professionisti (1597)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 3° Aff. esteri, 5° Bilancio, 6° Finanze, 10° Industria, 11° Lavoro, Giunta affari Comunita' Europee
(assegnato in data 30/07/02 )
6ª Commissione permanente Finanze
Sen. TREMATERRA Gino ed altri
Modalità d' indennizzo per i beni perduti dai cittadini italiani all' estero (1538)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 3° Aff. esteri, 5° Bilancio, 9° Agricoltura, 10° Industria
(assegnato in data 30/07/02 )
10ª Commissione permanente Industria
Sen. COSTA Rosario Giorgio
Legge quadro per la tutela dell' artigianato artistico (835)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 5° Bilancio, 7° Pubb. istruz., 11° Lavoro, 13° Ambiente, Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 30/07/02 )
Commissioni 2° e 13° riunite
Sen. PERUZZOTTI Luigi ed altri
Modalita' per l' esercizio della tutela e il rispetto del diritto al benessere psico - fisico degli animali che vivono a contatto con l' uomo. Delega al Governo per il rispetto dei diritti degli animali tutelati (1541)
previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 4° Difesa, 5° Bilancio, 6° Finanze, 7° Pubb. istruz., Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 30/07/02 )
FABRIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle attività produttive - Premesso che, in seguito all’approvazione del cosiddetto decreto "sblocca centrali", sono stati depositati presso la Regione Veneto due progetti per la costruzione di altrettante centrali termoelettriche della potenza di 760 MW da situarsi nel territorio comunale di Montecchio Maggiore (Vicenza), una ai confini con Montorso Vicentino, l’altra ai confini con la frazione arzignanese di Tezze;
considerato:
che la popolazione ed i sindaci dell’area (a prescindere dalla loro appartenenza politica) hanno ripetutamente ribadito, con ordini del giorno consiliari, con provvedimenti concordemente sottoscritti, con manifestazioni popolari di civile e pacifica protesta (la sola manifestazione del 10 luglio scorso ha visto la partecipazione di oltre 12.000 persone), la loro assoluta contrarietà all’ipotesi che nella zona si realizzino tali impianti;
che tale posizione dei cittadini è stata fatta propria anche dalle autorità religiose locali e da numerosissime Associazioni espressione della società civile;
che l’area sulla quale andrebbe a ricadere il raggio d’azione di queste centrali termoelettriche (produttrici di ulteriore inquinamento atmosferico, da rumore e termico) è già fortemente penalizzata sul piano ambientale per l’altissima concentrazione di insediamenti produttivi (con rilevante presenza di attività conciarie), per l’elevata quantità di emissioni in atmosfera (da camini industriali e da traffico), per la sofferenza di un territorio adibito in molte sue parti a discariche per fanghi di depurazione e per rifiuti solidi urbani, per cui la eventuale realizzazione di nuove e pesanti fonti di inquinamento porrebbe un serio rischio di collasso del precario equilibrio ambientale;
che il grado di incremento e di espansione industriale è giunto oramai ad un coefficiente di saturazione, oltre il quale non è ragionevolmente possibile spingersi se non a prezzo di un irreversibile deterioramento della qualità della vita;
che l’impegno concreto dei sindaci dell’area, tradottosi in una fattiva e concertata programmazione, è da tempo indirizzato su un progetto di significativo spessore ambientale (il progetto Giada "Life") che, attivato dall’Amministrazione Provinciale di Vicenza insieme al Comune di Arzignano, l’Enea e l’Unione Europea, con il successivo coinvolgimento degli altri Comuni del comprensorio, è teso a riequilibrare quello specifico territorio con una progressiva diminuzione dei carichi inquinanti, nell’ottica di un serio sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile;
che l’interesse alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini è un diritto costituzionalmente garantito, garanzia che l’Unione Europea ha più volte ribadito nei propri documenti ufficiali, e che deve quindi costituire assoluta priorità nell’ambito dei futuri programmi di sviluppo dell’area;
che gli stessi industriali dell’area hanno più volte manifestato la loro perplessità circa l’opportunità di costruire tali impianti,
si chiede di conoscere:
quale sia l’orientamento del Governo e del Ministro delle attività produttive in merito alla costruzione degli impianti succitati nell’ambito del territorio del comune di Montecchio Maggiore;
se non si ritenga che sia il caso che vengano effettuate, o se già disponibili che vengano rese pubbliche, le opportune valutazioni di impatto ambientale e le relative valutazioni costi-benefici in merito ai progetti sopra indicati;
quali siano le reali motivazioni che hanno indotto ad individuare il territorio del Comune di Montecchio Maggiore come destinatario dei due nuovi impianti termoelettrici, gravando su un’area già a rischio di collasso ambientale;
se non si ritenga che tale indirizzo risponda più al soddisfacimento di interessi economici di pochi piuttosto che agli interessi legittimi delle comunità dell’ovest vicentino e del loro diritto alla salute e ad una soddisfacente qualità della vita.
(3-00581)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
COMPAGNA - Ai Ministri per i beni e le attività culturali e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che nel corso di un recente convegno svoltosi il 21 giugno 2002 a Reggio Emilia su iniziativa dell’A.D.E.P. (Associazione Danza Esercizio e Promozione), aderente a FederDanza – A.G.I.S., si sono da più parti richiamate le difficoltà che incontra nella società italiana la piena accettazione della danza fra i "modi" di pensare e di agire che costituiscono la cultura del Paese, l’interrogante chiede di sapere se, con quali strumenti, entro quali scadenze, attraverso quali risorse, il Governo preveda di intervenire sul sistema scolastico e sulla distribuzione delle attività culturali affinché la danza possa essere percepita dalla comunità nazionale come rilevante espressione artistica e momento di crescita civile.
(4-02780)
CORTIANA - Al Ministro dell'interno - Premesso che nel comprensorio di Tolentino in provincia di Macerata, a quanto appreso dai giornali e dai colleghi senatori, il Comando dei Carabinieri ha operato per l’acquisizione di un elenco di lavoratori iscritti ai sindacati nell’azienda "Poltrona Frau" di Tolentino;
visto che questa iniziativa è lesiva della privacy e assolutamente anticostituzionale,
si chiede di sapere:
se l’iniziativa dei Carabinieri sia autonoma da qualunque ordine gerarchico o se, coerentemente con l’organizzazione militare dell’Arma, questa iniziativa sia parte di un programma più generale di schedatura avviato dall’attuale Governo;
se sia in corso nel Paese, dopo la stipula del cosiddetto Patto per l’Italia, una qualche forma di normalizzazione e soffocamento del conflitto sociale;
se, anche in vista del prossimo autunno, si intenda garantire il diritto per i cittadini, studenti, insegnanti, lavoratori a manifestare il proprio dissenso verso le iniziative del Governo o se si intenda avviare una fase di militarizzazione del conflitto.
(4-02781)
FABRIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che l’Amministratore unico dell’ENAV, avv. Massimo Varazzani, ha di recente ribadito, in alcune dichiarazioni alla stampa, che intende ridurre i costi dell’assistenza al volo;
considerato:
che lo stesso Amministratore unico ha assunto, nell’aprile scorso, il dr. Umberto Musetti quale Direttore delle risorse umane, a maggio il dr. Giuseppe Russo quale Vice Direttore finanziario e, a luglio, l’avv. Domenico Nolè quale Direttore del servizio legale dell’ENAV;
che l’avv. Varazzani, nonostante abbia dichiarato una eccedenza di personale amministrativo dell’ENAV, ha assunto nei giorni scorsi una segretaria da porre alle dipendenze del dr. Russo;
che tale segretaria è stata inquadrata al parametro retributivo 300, mentre la totalità del personale che all’ENAV svolge analoghe funzioni è inquadrato ai parametri 240 e 270;
che esiste una graduatoria di idonei ad un ricorso per le assunzioni all’ENAV svoltosi circa un anno fa,
si chiede di conoscere:
se il dr. Russo avesse reale necessità, e per quali mansioni, di una segretaria con particolari esperienze e qualità tali da giustificare una tale disparità di trattamento economico rispetto all’equiparabile personale ENAV;
se tali professionalità non fossero reperibili in ENAV, senza alcun costo aggiuntivo;
se tale unità aggiuntiva sia stata assunta attingendo alle graduatorie esistenti;
quali siano i settori della struttura ENAV nei quali l’avv. Varazzani intenda effettuare i pubblicizzati risparmi.
(4-02782)
FABRIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che l’Amministratore unico dell’ENAV, avv. Massimo Varazzani, ha di recente ribadito, in alcune dichiarazioni alla stampa, che intende ridurre i costi dell’assistenza al volo;
considerato:
che lo stesso Amministratore unico ha assunto, nell’aprile scorso, il dr. Umberto Musetti quale Direttore delle risorse umane, a maggio il dr. Giuseppe Russo quale Vice Direttore finanziario e, a luglio, l’avv. Domenico Nolè quale Direttore del servizio legale dell’ENAV;
che i tre professionisti sopra citati provengono tutti dagli stessi ambienti bancari dai quali proviene l’avv. Varazzani;
che agli stessi sono state attribuite retribuzioni e benefit di gran lunga superiori a quanto previsto per il massimo livello dirigenziale dal contratto collettivo dei dirigenti ENAV;
che il dr. Russo ha una retribuzione di gran lunga superiore a quella dell’attuale Direttore Generale;
che il dr. Russo alloggia, a spese dell’ENAV, all’Aldrovandi Hotel di Roma, albergo particolarmente lussuoso e costoso,
si chiede di conoscere:
a quanto ammontino le retribuzioni di ciascuno dei tre "megadirigenti" assunti dall’avv. Varazzani;
quali siano esattamente i costi che l’ENAV sostiene per le spese di alloggio del dr. Russo e per gli altri eventuali benefit attribuiti ai tre "megadirigenti";
quali siano i criteri di selezione per i massimi dirigenti dell’ENAV.
(4-02783)
FIRRARELLO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso:
che nell’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale almeno otto milioni di cittadini di diversi Paesi europei occupati dalla Wehrmacht furono reclutati a forza dalle SS e dalle polizie collaborazioniste per rifornire di braccia le industrie militari del Reich;
che, di questi, gli italiani furono quasi un milione, esattamente 716.000 militari e 280.000 civili;
che nell’estate del 2000 il Parlamento tedesco ha approvato una legge per l’istituzione della Fondazione "Memoria, Responsabilità e Futuro" attraverso la quale viene data esecuzione agli accordi internazionali sugli indennizzi a favore degli ex deportati e dei lavoratori forzati durante il conflitto mondiale;
che, in base a tale legge, numerosi nostri concittadini hanno presentato domanda di indennizzo, ma rischiano che non sia corrisposta loro alcuna cifra in quanto il Governo tedesco sembrerebbe intenzionato a non riconoscere tale diritto agli ex militari, considerati prigionieri di guerra e non internati;
che tale distinzione risulta assolutamente infondata, anche perché fu lo stesso Hitler, il 20 settembre 1943, a cambiare per gli italiani la dicitura "prigionieri di guerra" con quella di "internati militari italiani",
l’interrogante chiede di sapere:
quali iniziative si intenda prendere per salvaguardare i diritti dei nostri concittadini, ormai anziani e duramente provati dall’esperienza della guerra;
se il Governo italiano non intenda farsi portavoce nei confronti del Governo tedesco delle istanze di quanti hanno diritto, dopo aver subito l’umiliazione dei lavori forzati, di vedersi riconosciuto un indennizzo, soprattutto facendo presente il punto di vista italiano nella Fondazione "Memoria, Responsabilità e Futuro" che, insieme all’OIM (Organizzazione internazionale per le migrazioni), gestisce gli indennizzi senza che vi sia neanche un rappresentante del nostro Paese.
(4-02784)
SODANO TOMMASO, MALABARBA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
nei giorni scorsi i carabinieri della stazione di Tolentino (Macerata) si sono presentati negli uffici della Ditta "Poltrone Frau" richiedendo gli elenchi dei lavoratori iscritti ai sindacati;
sulla documentazione consegnata dagli impiegati della ditta i carabinieri avrebbero scritto "ricevuto ai fini di un monitoraggio nazionale";
il capitano Rosario Gemma, che ha diretto l’operazione, sarebbe stato sollevato dall’incarico, dopo una rapida inchiesta disciplinare,
si chiede di sapere
da chi il capitano Gemma avrebbe ricevuto l’ordine di richiedere l’elenco degli iscritti al sindacato;
a quale "monitoraggio nazionale" i carabinieri si sarebbero riferiti, ricevendo la documentazione richiesta;
se l’operazione dei carabinieri di Tolentino sia stata eseguita a seguito di una disposizione dei vertici dell’Arma o in attuazione di circolari ministeriali;
se il Ministro in indirizzo non ritenga che la perquisizione effettuata alla Ditta Poltrone Frau abbia un preciso intento intimidatorio nei confronti dei lavoratori iscritti ai sindacati.
(4-02785)
VITALI - Ai Ministri della difesa e dell'economia e delle finanze - Premesso:
che nel territorio del Comune di Bologna, lungo la riva sinistra del canale Navile, tra il canale stesso e le vie Carracci, Beverara e Gagarin, si trova un’area – nota come "ex Lunetta Mariotti" – destinata a verde nel Piano Regolatore Generale e in attesa di essere trasformata dal Comune in parco pubblico, analogamente a quanto già realizzato sull’altra sponda del canale Navile;
che tale area, tuttora di proprietà del Demanio Militare, oltre dieci anni fa venne provvisoriamente dismessa da quest’ultimo e consegnata al Demanio Civile affinché l’amministrasse in sua vece;
che il Demanio Civile quasi contestualmente inviò un’offerta scritta al Comune di Bologna perché vi intervenisse e che l’Amministrazione comunale, lasciata per qualche anno cadere la proposta, solo in un secondo tempo avanzò al Demanio Civile una formale richiesta di utilizzo dei terreni;
che a quel punto il Comune ottenne in concessione gratuita d’uso solo una parte dell’area, poiché nel frattempo essa era stata dapprima inclusa, mediante decreto annesso alla legge finanziaria del 1996, in un blocco di beni del Demanio Militare da porre in vendita, e successivamente inserita in un ulteriore blocco di aree che il Ministero della difesa si è impegnato a dismettere a favore del Comune di Bologna sulla base di un protocollo d’intesa sottoscritto nel 2001;
considerato:
che nel corso degli anni, in mancanza di una chiara e univoca gestione del territorio, nell’area in questione sono stati ricavati degli orti e che su alcuni di questi appezzamenti sono state altresì costruite baracche abusive, qualcuna addirittura utilizzata come seconda casa, pur in assenza di qualsiasi requisito igienico-sanitario e del rispetto delle più elementari norme di sicurezza, tanto che ne è scaturita una situazione di estremo degrado, fonte di grave pericolo per l’incolumità di persone e cose e in generale per la salute pubblica;
che il Comune di Bologna ha approvato fin dal 1997 un progetto, finanziato per un importo di circa 2 miliardi di vecchie lire, per trasformare l’area ex Lunetta Mariotti da zona ortiva a parco pubblico, opera da eseguirsi da parte della impresa di costruzione Galotti che, dopo aver realizzato nelle immediate adiacenze una zona residenziale e un centro commerciale, si è impegnata a completare l’area verde per rispettare gli oneri di urbanizzazione;
ritenuto un fatto grave che né il Demanio Militare, proprietario del terreno, né il Demanio Civile, al quale era stata affidata la tutela del bene, abbiano provveduto in questi anni a procedere a un recupero ambientale eliminando abusi e scempi e che l’Amministrazione Comunale non abbia emesso ordinanze di abbattimento e di sgombero, nemmeno in seguito alle ripetute denunce dei cittadini e alle risultanze di un’indagine eseguita dalla Polizia Municipale già nel 1999,
si chiede di sapere:
che cosa intendano fare i Ministri in indirizzo per indurre i Demani rispettivamente proprietario e affidatario dell’area ad attuare una corretta gestione del patrimonio attraverso la necessaria bonifica della zona;
se il Ministro della difesa non ritenga opportuno procedere all’affidamento dell’area in via anticipata al Comune di Bologna – così come dallo stesso richiesto anche in data 19.7.2002 – con le modalità che riterrà più opportuno individuare, senza pregiudizio per gli esiti delle trattative in corso sulla dismissione prevista dal Protocollo d’Intesa del 2001, permettendo così all’Amministrazione comunale di effettuare il definitivo risanamento e la riqualificazione dell’area.
(4-02786)
MANZIONE - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
dopo la sacrilega e provocatoria profanazione delle tombe del cimitero del Verano di Roma, un gesto analogo è stato commesso nella città di Sarno, in provincia di Salerno, già duramente colpita dall’evento franoso che nel 1998 provocò 137 vittime;
sembrerebbe che, nel pomeriggio di domenica 28 luglio, circa una cinquantina di tombe del locale cimitero (pare 52 fra tombe e cappelle) siano state profanate danneggiando violentemente, e sfondando in alcuni casi, le lapidi di marmo delle sepolture;
fra le tombe oggetto della violenta profanazione sembrerebbe esserci anche quella dell’agente della polizia di Stato Eleno Viscardi, ucciso da terroristi di "Prima linea" il 13 novembre 1981;
per il danneggiamento delle sepolture sarebbero stati utilizzati dei corpi contundenti (vasi di metallo, statue sacre di bronzo ecc.) rinvenuti in loco,
si chiede di conoscere:
se corrispondano al vero le circostanze indicate in premessa;
quali urgenti provvedimenti si intenda assumere;
se non appaiano sospette le analogie con l’episodio di Roma, quasi come se si trattasse di una sacrilega ed interessata emulazione.
(4-02787)
RIPAMONTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - In riferimento all’operazione dei Carabinieri che ha portato alla luce un traffico di cocaina anche all’interno del Dicastero dell’economia, si chiede di sapere:
se il signor Martello ricopra qualche carica di collaborazione o di consulenza presso alcuni uffici del Ministero dell’economia oppure addirittura di qualche Sottosegretario o Vice Ministro in carica oppure per quale motivo il signor Alessandro Martello visitasse con tanta frequenza il Ministero dell’economia, da chi fosse ricevuto e chi richiedesse per lui il "passi" di entrata e quale sia il suo rapporto con il Vice Ministro con la delega per il Mezzogiorno;
se risulti che il signor Martello abbia a disposizione "tesserini" di ingresso per altri palazzi istituzionali e a quale titolo;
da chi si sia recato il Martello la sera a cui si riferiscono le immagini che sono state mostrate dai telegiornali del 28 luglio 2002;
se non si ritenga a dir poco inquietante che uno spacciatore di sostanze stupefacenti entrasse ed uscisse dal Ministero dell’economia senza essere soggetto a controlli e perquisizioni e se non si consideri ipotizzabile che personaggi, probabilmente influenti, possano aver lasciato intendere al Martello di avere una protezione che gli avrebbe consentito qualunque impresa;
se il Ministro dell’economia non ritenga urgente riferire al Parlamento.
(4-02788)
MANZIONE - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Premesso che:
il Comune di Nocera Superiore, in provincia di Salerno, rientra in un comprensorio che, per quanto è dato riscontrare dall’ultima relazione approvata in data 24 ottobre 2000 dalla Commissione Antimafia, ricomprende una "area ad elevato radicamento criminale", mentre nella relazione di minoranza (proposta a suo tempo dal sen. Novi) l’agro sarnese-nocerino viene definito come "una vera e propria roccaforte della camorra campana";
gli sforzi compiuti dalle forze dell’ordine e dalla magistratura negli ultimi anni hanno certamente contribuito ad abbassare il livello di guardia di un tentativo di inquinamento criminale del territorio che non si è mai effettivamente interrotto;
a tal proposito, occorre registrare come nel territorio del Comune di Nocera Superiore, nell’ultimo anno, si è registrato un notevole incremento della presenza criminale, probabilmente collegata ad alcuni "interessi" in materia urbanistica;
in particolare, proprio per "tutelare" questi interessi, sembrerebbe che alcuni consiglieri comunali dell’opposizione siano stati "indirettamente avvertiti" di non profondere eccessivo impegno nell’esercizio della funzione di rappresentanza, forse per evitare che il disegno criminoso, legato ad insediamenti urbanistici, possa essere in qualche modo ostacolato;
il dato preoccupante, che conferma il quadro di sospetto, lo si rinviene nella circostanza (riferita da alcuni) che, ormai con una certa frequenza, in particolare dopo la nomina di alcuni nuovi assessori, esponenti della cosiddetta "malavita organizzata" frequentino la casa comunale,
si chiede di conoscere:
se corrispondano al vero le circostanze indicate in premessa;
se questo "scenario inquietante e sospetto" non legittimi l’assoluta necessità di mettere in campo una forte iniziativa delle forze dell’ordine.
(4-02789)
SODANO TOMMASO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
dal 10 luglio 2002 i 260 lavoratori dipendenti del Consorzio Bacino Cosmarina 4 con sede a Castellammare in via A. De Gasperi 279-81 hanno dato luogo allo stato di agitazione permanente proclamato dalle organizzazioni sindacali SLAI Cobas e CIL Ambiente e Servizi. La protesta è stata causata dalla mancanza di fondi per pagare le spettanze relative ai mesi di luglio e di agosto e della quattordicesima ai lavoratori e per avere chiarimenti in merito al piano industriale;
il giorno 24-7-2002 le forze dell’ordine, nello specifico i carabinieri, sono intervenuti mentre i lavoratori erano in stato di agitazione ed hanno sequestrato un furgone di proprietà del Consorzio, attuando dei posti di blocco, fermando solo i dipendenti del Consorzio. In uno di questi fermi è stata sequestrata un’automobile di un dipendente al quale era scaduta la patente da due giorni,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga che l’atteggiamento delle forze dell’ordine, nella fattispecie dell’Arma dei Carabinieri, sia lesivo delle libertà sindacali garantite dalla Costituzione;
se non ritenga che questi atteggiamenti contribuiscano alla crescita di un clima di tensione nel mondo del lavoro, con interventi improvvidi, come quello di Castellammare, così come quello delle schedature di operai sindacalizzati a Tolentino;
quali provvedimenti intenda intraprendere per ristabilire un clima di sereno confronto per le vertenze di lavoro in corso nel paese.
(4-02790)
ROTONDO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
da tempo sono stati segnalati i limiti strutturali della rete ferroviaria in Sicilia, in gran parte ancora a binario unico e non adeguata;
il tragico incidente ferroviario di Rometta del 20 luglio, che ha coinvolto il treno Palermo-Venezia ed ha avuto un bilancio drammatico con 8 morti e decine di feriti, ha evidenziato ancora di più che la situazione delle linee ferroviarie in Sicilia è quasi certamente da addebitare alle carenze strutturali di una rete vecchia e poco sicura;
per il potenziamento della rete ferroviaria, degli oltre 43 miliardi di euro di investimenti previsti nei prossimi dieci anni sono state destinate alla Sicilia solo poche briciole, smentendo tutti i proclami fatti dal Governo e rendendo vano ogni progetto di miglioramento e rilancio del servizio;
sono attesi da anni gli interventi per un sostanziale miglioramento della rete, a partire dal raddoppio delle principali direttrici Messina-Palermo e Messina-Catania-Siracusa;
considerato che:
nelle ventuno opere indicate come prioritarie nel Documento di programmazione economico-finanziaria, che assorbiranno gran parte degli investimenti previsti attraverso il fondo della legge obiettivo nei prossimi anni, il corridoio ferroviario Messina-Catania-Siracusa inserito nella delibera del Cipe viene interrotto inspiegabilmente a Catania, prevedendo solo il raddoppio della linea Messina-Catania e tagliando fuori dagli interventi la tratta Catania Bicocca-Targia Siracusa;
nella ripartizione dei finanziamenti previsti dalla finanziaria del 2002, indicati nell’Addendum al contratto di programma stipulato tra il Ministero e le Ferrovie, sono stati inseriti 14 milioni di euro per il completamento del raddoppio della Messina-Catania, escludendo la linea per Siracusa da ogni finanziamento, mentre non è stato previsto alcuno stanziamento per i progetti di completamento per il raddoppio della Palermo-Messina;
oltre all’abbandono del raddoppio della linea da Catania a Siracusa non sono stati nemmeno confermati gli stanziamenti dei progetti annunciati da tempo per il potenziamento della stazione di Siracusa, come la platea di lavaggio e la fossa di manutenzione, strutture per le quali era stata indicata la possibilità di realizzarle nello scalo merci di contrada Pantanelli,
l’interrogante chiede di sapere:
quali interventi il Ministro delle infrastrutture intenda adottare per avviare un ampio programma di interventi, anche con investimenti straordinari, per l’ammodernamento della rete ferroviaria della Sicilia, in modo da ridurre ed eliminare i limiti strutturali della linea, a partire dal completamento del raddoppio delle tratte Palermo-Messina e Messina-Siracusa;
quali azioni siano state previste per verificare le cause dell’incidente ferroviario di Rometta e per fare chiarezza sul disastro ferroviario;
se siano stati disposti controlli sulle condizioni strutturali di tutta la linea ferroviaria siciliana e progetti urgenti di manutenzione per rendere più sicuro il transito dei treni e i collegamenti;
se non si ritenga necessario, inoltre, garantire i finanziamenti ai progetti previsti per lo scalo merci di Siracusa-Pantanelli, per non isolare uno scalo moderno, non vanificare gli investimenti fatti, e soprattutto per renderlo competitivo e in grado di attrarre i produttori del comparto agricolo delle province di Siracusa e Ragusa che potrebbero costituire una risorsa per rilanciare il settore del trasporto merci nella Regione.
(4-02791)