ORDINE DEL GIORNO
CHINCARINI, PEDRAZZINI, PERUZZOTTI
Non posto in votazione (*)Il Senato,
esaminato il decreto-legge 20 giugno 2002, n. 122, recante disposizioni in materia di sfratti, di edilizia e di espropri;
considerato che l’articolo 8, comma 4, della legge n. 431 del 1998, recante la disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo, prevede l’aggiornamento da parte del CIPE, su proposta del Ministro dei lavori pubblici d’intesa con i Ministri dell’interno e della giustizia, dell’elenco dei comuni definiti ad alta tensione abitativa, anche articolando e ampliando i criteri previsti dall’articolo 1 del decreto-legge n. 708 del 1986, convertito dalla legge n. 899 del 1986:
preso atto che tale aggiornamento incide sia sul numero dei locatori beneficiari delle agevolazioni fiscali previste dal comma 1 del medesimo articolo 8 della legge n. 431, sia sulla percentuale della riduzione del reddito imponibile derivante al proprietario dai contratti di locazione stipulati o rinnovati secondo gli accordi nazionali o locali, ai sensi del succitato comma 4;
preso atto altresì che il comma 10 dell’articolo 11 della legge n. 431 prevede la copertura, per l’anno 2003, delle ulteriori minori entrate derivanti dall’applicazione delle agevolazioni fiscali di cui all’articolo 8, pari a lire 67,5 miliardi, a carico del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione;
tenuto conto che l’eccessivo ampliamento del numero dei comuni considerati ad alta tensione abitativa potrebbe mettere in crisi l’intero sistema delle agevolazioni finanziarie stabilito dalla legge n. 431 del 1998;
considerato che il 12 febbraio 2002, il CIPE ha deliberato, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nuovi criteri generali affinché le regioni rivedano l’elenco dei comuni ad alta tensione abitativa del proprio territorio;
considerato altresì che tali criteri lasciano invariato il massimale di popolazione di ciascuna regione sottoposta a tensione abitativa, pari a quanto previsto dal precedente elenco, e ciò limita eccessivamente l’azione delle regioni nell’inserire nuovi comuni nell’elenco,
impegna il Governo:
ad informare il Parlamento e, in particolare, le Commissioni parlamentari competenti, sull’aggiornamento dell’elenco dei comuni definiti ad alta tensione abitativa, affinché possano emergere nuove situazioni critiche sul territorio nazionale ed il Parlamento medesimo possa adottare idonee misure legislative, se ritenute necessarie.
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(*) Accolto dal Governo