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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 197 del 26/06/2002


Per fatto personale

DATO (Mar-DL-U). Domando di parlare per personale.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DATO (Mar-DL-U). Signor Presidente, apprendo quest'oggi che ieri, tra tumulto degli eventi ed esaurimento delle energie di ciascuno di noi, sono avvenuti fatti insoliti.

Apprendo di essere stata oggetto di una censura da parte del presidente Calderoli, che non so se abbia inteso formularla con esattezza regolamentare o se essa rappresenti, invece, uno dei termini con cui egli si è espresso in quel momento.

Chiedo al Presidente, nella sua assoluta autonomia e discrezionalità, di ritirare questa censura e desidero spiegare, in breve, come a mio avviso siano andati gli eventi.

Vi era tumulto in Aula e l'Aula, o parte di essa, certamente non si sentiva garantita in quel momento dal funzionamento dell'Ufficio di Presidenza. Io, che non ero di turno come segretario, ho inteso integrare in quel momento l'Ufficio con lo spirito di servizio che mi contraddistingue ed ho fatto segnalazioni che hanno indotto il Presidente ad un consequenziale, correttissimo intervento che ha manifestato la reale inesistenza del numero legale che veniva da un po' lamentata dall'Aula.

A questo punto l'Aula ha avuto soddisfazione nel vedere riconosciuta la richiesta avanzata ed io mi sono lasciata andare ad una manifestazione - senz'altro inopportuna - di gioiosa soddisfazione, dovuta non certamente alla constatazione della mancanza del numero legale (emozione già troppe volte vissuta da me perché non possa controllarla), ma viceversa alla soddisfazione che mi aveva dato l'efficacia del mio intervento nel ristabilire la correttezza del procedimento di votazione in Aula.

Il presidente Calderoli ha notato che tali manifestazioni dal banco della Presidenza non erano opportune, cosa sulla quale convengo assolutamente ed è la ragione per cui mi scuso con lui.

Trovo, però, davvero originale il poter essere addirittura oggetto di una censura, che - mi pare di aver letto nel Regolamento - è giustificata in casi di violenza o aggressione, che davvero a me non pare di aver compiuto.

Mi è parso che l'Aula, in quel momento, in modo abbastanza bipartisan, abbia espresso un qualche senso di apprezzamento, di gratitudine per la mia disponibilità, normalmente abbastanza costante, nel ricoprire funzioni per le quali a volte non sono neanche di turno; cosa che faccio con grande gioia - e con particolare frequenza - in quello spirito di collaborazione che unisce tutti noi Senatori segretari.

Non piangerò se non mi saranno espressi ufficialmente dei ringraziamenti, ma mi sembra davvero sorprendente e sgradevole essere addirittura oggetto di una censura.

Sono persuasa che il presidente Calderoli non intendesse formulare ufficialmente una censura e gli chiedo pertanto di riesaminare la questione e di ritirare quella nota, scusandomi ancora per l'inopportunità delle mie manifestazioni di gioia. (Applausi).

PRESIDENTE. Senatrice Dato, al termine della seduta di ieri, il Presidente di turno ha espresso effettivamente una nota di censura nei suoi confronti. Credo che lei stessa si renda conto del fatto che è totalmente inopportuno manifestare, dai banchi della Presidenza, qualsivoglia segno di dissenso o di consenso rispetto alle decisioni assunte dall'Assemblea.

Prendo comunque atto del suo chiarimento nel senso che quella manifestazione di giubilo si riferiva al comportamento del Presidente medesimo che aveva correttamente verificato, su sua indicazione, la presenza del numero legale.

La Presidenza valuterà pertanto le considerazioni da lei espresse in data odierna, ai fini della possibilità, di cui al secondo comma, dell'articolo 66 del nostro Regolamento, di revocare il richiamo.