SODANO Tommaso (Misto-RC). Signor Presidente, per un disguido a noi attribuibile sul fascicolo degli emendamenti non compare un emendamento a nostra firma soppressivo dell'articolo 7. Chiedo quindi alla senatrice Donati di poter sottoscrivere l'emendamento 7.4 da lei presentato, di identico contenuto.
Si tratta di un articolo che interviene ulteriormente sulla legge n. 109 del 1994 la quale, voglio ricordarlo come già hanno fatto altri colleghi, venne approvata all'indomani dell'esplosione di Tangentopoli e sulla base di indicazioni specifiche che venivano dalla Commissione parlamentare d'inchiesta che si occupò del fenomeno degli appalti, delle infiltrazioni della criminalità organizzata e del connubio tra questa e gli amministratori e la politica.
Tale legge è già stata modificata nel corso degli anni, e ultimamente anche dal Governo Berlusconi per quanto riguarda le grandi opere, con un intervento, per così dire, di deregolamentazione. Con la scusa dell'adeguamento alla modifica del Titolo V della Costituzione si portano avanti ulteriori variazioni che, a nostro avviso, sono preoccupanti per le ricadute che possono avere nel nostro Paese. Nonostante le modifiche che sono state apportate in Commissione, alcune positive e di accoglimento di sollecitazioni provenienti dall'opposizione, ma anche dalla Commissione giustizia e dalla Commissione antimafia, restano ancora dubbi e perplessità.
Voglio ricordare, a proposito dell'estensione della possibilità del subappalto fino al 40 per cento, che è stato sempre un tema rilevante in tutte le audizioni svolte in Commissione antimafia, anche per la conoscenza e i contatti avuti con le diverse procure. Bisogna altresì considerare che nel nostro Paese le stazioni appaltanti sono 24.000, per cui l'azione di controllo e di vigilanza diventerebbe ancora più complicata se estendessimo tale soglia al 40 per cento. Il testo che inizialmente ci è pervenuto dalla Camera dei deputati parlava addirittura del 50 per cento.
Nelle recenti audizioni svolte in Campania dalla Commissione antimafia è stato sollevato il problema che già il 30 per cento è un tetto alto, che non consente agli organi di polizia e alla magistratura di esercitare i necessari controlli.
A tal proposito, credo che esista ancora in quest'Aula la possibilità di accogliere gli emendamenti che vanno nella direzione di mantenere quanto meno il limite del 30 per cento. Si deve tener conto che in un documento della Commissione antimafia all'unanimità è stata approvata la proposta di sopprimere l'innalzamento del limite al 40 per cento «in considerazione - cito testualmente - del pericolo che dalla disposizione deriverebbe all'esigenza di contrasto dell'inquinamento criminale grazie a un indiscriminato innalzamento della soglia di valore così come prospettata».
Quindi, chiedo all'Aula di esprimersi a favore del mantenimento della soglia del 30 per cento, come proponiamo nel nostro emendamento.