FABRIS (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FABRIS (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto di astensione del Gruppo della Margherita sull'articolo 7.
Come abbiamo già evidenziato in sede di illustrazione degli emendamenti, riteniamo che rispetto al testo pervenuto dalla Camera sia stato compiuto un ottimo lavoro in Commissione, anche se poi in Aula sono state introdotte ulteriori, ma lievi, modifiche.
Per noi si trattava di non stravolgere con un provvedimento come questo l'impianto costituito dalla legge Merloni, come modificata nella precedente legislatura. Questo perché - lo ripeto - il sistema dei lavori pubblici è estremamente complesso. Su di esso, con grande fatica, negli ultimi anni si era proceduto ad una serie di interventi che, dal nostro punto di vista, avevano dato e stanno dando dei risultati positivi.
In ogni caso, il nostro voto di astensione è motivato dal fatto - come ci hanno testé ricordato i colleghi Bobbio Luigi e Centaro - che, nella sostanza, vengono mantenuti alcuni capisaldi e alcuni punti che ci interessano particolarmente, come quelli riguardanti la trasparenza sugli appalti, la possibilità di prevenire e limitare al massimo le infiltrazioni di stampo mafioso e l'opportunità di avere una gestione la più trasparente possibile delle opere pubbliche; questo tanto più nel momento in cui il Governo si accinge a varare una serie di interventi che comportano un impegno finanziario notevolissimo e in cui con questa normativa si introducono alcune procedure su cui occorrerà comunque continuare a vigilare.
Mi riferisco all'appalto integrato e alle facoltà concesse per il futuro alle nuove concessionarie che potranno anche gestire direttamente i lavori se partecipanti o partecipate da aziende di costruzione; norme che - ricordo a questa Aula e a chi si lamenta del lavoro svolto in Commissione - purtroppo nel testo approvato dalla Camera erano previste e che abbiamo saputo eliminare a seguito di un proficuo dibattito sviluppatosi all'interno della Commissione di merito e in quest'Aula.
Ci asteniamo, inoltre, perché abbiamo evitato anche una sorta di Vietnam nel settore della qualificazione e certificazione delle imprese, perché nel testo licenziato dalla Camera era previsto sostanzialmente che ogni Regione potesse varare norme in materia di qualificazione e certificazione delle imprese. Ciò avrebbe creato un grosso problema al sistema delle imprese italiane di costruzioni.
In conclusione, non possiamo spingerci più in là con il nostro voto per una serie di motivazioni delle quali quella a cui teniamo maggiormente è stata ricordata poc'anzi dal senatore Grillotti in occasione dell'illustrazione del suo emendamento 7.2020.
Al riguardo, faccio presente che abbiamo fatto la nostra battaglia in Commissione e abbiamo votato a favore dell'emendamento anche oggi in quest'Aula. Torniamo a ribadire che sostanzialmente si vìola anche l'autonomia dell'ente locale. Su questo punto era stato chiesto espressamente al Presidente del Senato, al relatore e ai Presidenti di tutti i Gruppi rappresentati in quest'Aula di non intervenire su una materia che è stata ed è tuttora oggetto di ricorso sia da parte delle associazioni dei comuni, sia dell'Unione delle province italiane.
Invece, è stata introdotta una violazione abbastanza evidente nell'ambito di un rapporto che si sta creando tra le autonomie locali, i professionisti e le associazioni che li rappresentano e che avrebbe dovuto essere risolto da un intervento della magistratura amministrativa.
Non comprendo pertanto la fretta con cui quest'Aula è intervenuta in materia, con un aggravio certo - fin da subito - degli oneri a carico delle amministrazioni e, tra l'altro, con il sicuro ricorso che queste, ovviamente, continueranno a portare avanti, forse anche in altre sedi, contro questo intervento da parte del Parlamento. Si tratta francamente di una forzatura che non ha senso, tenuto conto che era ed è tuttora in vigore una normativa che consentiva di regolamentare i rapporti tra stazioni appaltanti e professionisti.
Per questa e per altre ragioni su cui non mi soffermo, il nostro sarà un voto di astensione sull'articolo 7.