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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 197 del 26/06/2002


ORDINE DEL GIORNO

G7.1 (TESTO 2)

LA COMMISSIONE

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge n. 1246, «Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti»

        considerato:

            che gli appalti dei lavori pubblici e delle pubbliche commesse costituiscono il terreno su cui si determinano forme diffuse di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali e mafiose, soprattutto nelle realtà del Paese più esposte al fenomeno;

            che la grande mole di risorse finanziarie statali e comunitarie destinate e da destinare alla realizzazione delle opere pubbliche, così come è dimostrato da recenti operazioni di repressione, attira l’interesse delle organizzazioni criminali, le quali intendono mantenere forme di controllo sul mondo degli appalti e della realizzazione delle opere pubbliche;

            che l’aggressività delle organizzazioni mafiose è particolarmente resa incisiva dalla presenza nel territorio di una pluralità di stazioni appaltanti spesso sottoposte a pressioni, condizionamenti ed intimidazioni;

            che l’alto numero di stazioni appaltanti moltiplicando in maniera esponenziale i soggetti preposti alla gestione delle procedure degli appalti, allentano l’efficacia delle forme di monitoraggio e di controllo previsti dalla legge;

            che l’Osservatorio sui lavori pubblici, come si desume dalla relazione al Parlamento per il 2001, presentata dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, in meno di un anno ha censito 12.110 gare;

            che nei primi tre mesi del 2002, come si desume dalla periodica rilevazione del Cresme-Il Sole 24 ore, sono stati promossi 8.909 bandi per un importo di 6.094 miliardi di euro, con un incremento del 31,9 per cento per il numero e del 43,6 per cento per il valore a base d’asta ed i Comuni confermano il primo posto nella graduatoria con 5.448 bandi per 1.781 miliardi di euro;

        preso atto:

            che la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa con proprio documento considera di assoluta centralità il tema della riduzione delle stazioni appaltanti, e che su questa problematica convergono anche le unanimi preoccupazioni della magistratura inquirente ai più alti livelli;

            che il tema viene in evidenza in tutta la gravità nelle regioni del Mezzogiorno, dove le imprese si trovano ad operare in condizioni particolari, e che esso, in ragione di una affermata tendenza espansiva, tende a travalicare le regioni di origine, per affermarsi su tutto il territorio nazionale;

        valutato che:

            la riduzione delle stazioni appaltanti alla stessa stregua di tutte le altre linee di intervento, verosimilmente non rappresenta la soluzione definitiva al fine di impedire l’infiltrazione mafiosa, ma costituisce certamente un ulteriore strumento per assicurare una efficace forma di controllo della legalità di cui possono avvalersi, avvantaggiandosene, le imprese sane e tutte le articolazioni della pubblica amministrazione interessate a sfuggire all’asfissiante condizionamento delle organizzazioni mafiose,

        impegna il Governo:

            a presentare, entro dodici mesi, un disegno di legge che preveda, in attuazione della competenza legislativa esclusiva dello Stato per la tutela della concorrenza, con riferimento particolare all’uniformità dei princìpi generali che devono improntare le procedure per la realizzazione delle opere pubbliche e nel rispetto delle competenze legislative delle regioni, la istituzione di un organo, composto da personale altamente qualificato e articolato in sezioni regionali e provinciali, di cui si avvalgono gli enti indicati dall’articolo 2, comma 2, lettera a), della legge 11 febbraio 1994, n. 109 «Legge quadro in materia di lavori pubblici», per l’espletamento delle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, esclusi i casi di cottimo fiduciario e di trattativa privata per la quale non sia richiesta la pubblicazione preliminare di un bando di gara;

            a promuovere un’intesa con le regioni al fine di ridurre, secondo modalità uniformi su tutto il territorio nazionale, il numero delle stazioni appaltanti operanti in base alla legislazione regionale, coniugando la necessità di controllo di legalità con la esigenza di procedure di aggiudicazione rapida.

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(*) Accolto dal Governo