PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.
Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.
Ricordo che nella seduta pomeridiana del 5 giugno ha avuto inizio la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge.
Passiamo pertanto alla votazione dell'emendamento 1.2.
Verifica del numero legale
BOCO (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n.1466
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.2, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.3.
BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta non risulta appoggiata).
Metto ai voti l'emendamento 1.3, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.4.
BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
In attesa che decorra il termine regolamentare di venti minuti dal preavviso, sospendo i nostri lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 17,44, è ripresa alle ore 17,57).
Riprendiamo i nostri lavori.
Procediamo dunque alla votazione dell'emendamento 1.4, su cui il senatore Boco aveva avanzato una richiesta di votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta non risulta appoggiata).
Metto ai voti l'emendamento 1.4, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.
Non è approvato.
BOCO (Verdi-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, desidero sottolineare che la mia richiesta aveva già ottenuto l'appoggio del prescritto numero di senatori: lei aveva certificato la sussistenza di esso, poi ha sospeso la seduta in modo che trascorressero i venti minuti dal preavviso, quindi ha nuovamente richiesto la verifica dell'appoggio.
PRESIDENTE. Senatore Boco, per brevità, le richiamo l'articolo 113, secondo comma, del Regolamento.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.5.
BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.
Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1466
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.6.
BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.6, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.
Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1466
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.100.
BEDIN (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BEDIN (Mar-DL-U). Signor Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Margherita-l'Ulivo a questo emendamento. Infatti, mentre non ci sono ragioni per continuare nell'applicazione del codice penale militare di guerra per l'attività dei militari italiani impegnati in Afghanistan, sia nell'operazione "Libertà duratura" che nella missione ISAF, ci sono valide ragioni perché questa unica diversità sia eliminata e a tutti i militari italiani impegnati in missioni internazionali sia applicato il codice militare penale di pace.
Le ragioni di politica estera e di situazione militare che ho spiegato sia in sede di discussione generale che nel corso dell'illustrazione dell'emendamento in esame, e riassumibili nel cambiamento della situazione militare e nella incompatibilità di un codice di guerra con l'intervenuto riconoscimento del nuovo Governo di Kabul, non sono state contraddette dal Governo e dalla maggioranza, se non con una generica osservazione circa i tempi che non sarebbero ancora maturi. Al riguardo, a noi pare che - anche se così fosse, ma non lo è - spetti alla politica accelerare i processi verso l'obiettivo che si vuole raggiungere.
Nel nostro caso, il fatto che una delle Nazioni partecipanti ad "Enduring Freedom" cambi la posizione giuridica delle proprie truppe, passando dal codice penale di guerra a quello di pace, sarebbe la dimostrazione concreta che siamo convinti di aver ottenuto un successo nell'operazione e consideriamo quindi utile il passaggio alla seconda fase dell'ingaggio delle truppe.
Sarebbe un messaggio rivolto all'opinione pubblica dell'Afghanistan che, anche in presenza di resistenza dei talebani, avrebbe l'assicurazione che gli alleati considerano la continuità della loro presenza come un'operazione prevalentemente di polizia. Credo che questo rafforzerebbe anche il ruolo dei nostri militari ed è un'altra ragione del nostro voto favorevole all'emendamento in esame.
"Libertà duratura", per la parte che vede la partecipazione italiana, è attualmente una missione di controllo dei traffici e di vigilanza in mare. La missione ISAF si svolge esclusivamente all'interno dell'area urbana di Kabul. Nell'un caso come nell'altro, i militari italiani trarrebbero ancora più produttiva capacità di dialogo con la popolazione e con i controllati se si presentassero anche giuridicamente come forze di pace. La nostra decisione, infine, potrebbe rafforzare l'intenzione del Governo provvisorio afgano di richiedere la presenza della missione ISAF anche in altre aree urbane dell'Afghanistan.
Ancora con riferimento ai nostri militari, credo sia importante - quando non ci sono specificità davvero evidenti - che essi operino in condizioni uniformi. Credo che nessuno dei colleghi e dei rappresentanti del Governo possa sostenere che oggi sul piano militare c'è una differenza radicale tra la partecipazione alla missione ISAF a Kabul e quella alla missione "Amber Fox" in Macedonia: pur nella loro specificità, sono entrambe all'interno di un'azione di peace keeping, di mantenimento della pace in uno scenario non pacificato e con una percentuale elevata di rischio, come abbiamo tragicamente ricordato in quest'Aula poche settimane fa parlando di Macedonia e non di Afghanistan.
Ma le diversità da eliminare non riguardano solo i militari all'estero. Il codice penale scelto, sia esso di pace, sia esso di guerra, si applica anche ai militari che operano in Italia, a supporto della singola missione. Ciò significa che vi sono militari italiani che operano in Italia e ad alcuni di essi viene applicato il codice militare di guerra, mentre ad altri viene applicato quello di pace.
Vi sono poi militari che svolgono funzioni di supporto con riferimento a tutte le missioni, senza distinzione; basti pensare al centro operativo, agli addetti alle comunicazioni che operano a supporto dei militari in Kosovo, di quelli a Kabul e di quelli in Macedonia. Quale codice si applica a questi militari? Quello di pace o quello di guerra?
Anche per questa ragione, insistiamo nel voto favorevole. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).
BOCO (Verdi-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, ascoltato il collega e considerata l'importanza dell'emendamento 1.0.100, chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta non risulta appoggiata).
Metto ai voti l'emendamento 1.0.100, presentato dal senatore Bedin.
Non è approvato.