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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 185 del 11/06/2002


PASCARELLA (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PASCARELLA (DS-U). Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare innanzitutto l'intervento del senatore Collino. Sono convinto, caro collega, che soprattutto in un sistema dell'alternanza deve esservi rispetto per l'autonomia delle istituzioni. Come riteniamo di aver dimostrato nel passato rispetto per la più ampia autonomia di istituzioni come le Forze armate, così siamo rammaricati e sorpresi del modo in cui si cerca di mettere il cappello quando esiste un problema di carattere politico in relazione alla magistratura, alla polizia e altre istituzioni nel nostro Paese.

Sono d'accordo con chi ha sottolineato in quest'Aula i tempi ristretti - particolarmente contratti in sede di Commissione - di questa discussione.

Sono da condividere ampiamente anche i rilievi mossi dalla collega senatrice De Zulueta, la quale nel suo intervento di mercoledì scorso ha ribadito la necessità che su un provvedimento come questo vi sarebbe dovuto essere, anche nella Commissione affari esteri, un adeguato confronto.

Oggi noi Democratici di sinistra esprimeremo il nostro voto favorevole alla conversione di questo decreto-legge pur nella convinzione che, soprattutto nel quadro di un provvedimento come questo, che affianca missioni militari così diverse le une dalle altre, nate in periodi e in contesti diversi, qualche sottolineatura vada comunque fatta.

Vi sono, infatti, missioni militari (e sono la maggior parte) nate sotto l'egida dell'ONU ed altre, come "Enduring Freedom" nate in un altro contesto, per contrastare e combattere il terrorismo nel mondo.

Per quanto riguarda, in particolar modo, le missioni portate avanti nei Balcani, possiamo considerare il grande successo che esse hanno conseguito, ad esempio, sotto il profilo della stabilizzazione politica. Attualmente si può ritenere che attraverso questa stabilizzazione si possa giungere a un avvio dello sviluppo democratico, soprattutto oggi che in Europa - e l'Italia è stata fra i primi Paesi - si è iniziato a concedere aiuti anche per l'organizzazione della pubblica amministrazione e per l'organizzazione delle stesse polizie locali.

Ciò significa anche, in uno scenario di grande difficoltà, aiutare a risolvere i problemi che l'Europa e soprattutto l'Italia hanno, come ad esempio nel caso del tema relativo all'immigrazione clandestina.

Vi sono a questo punto rilievi indiscutibili da fare. In questi anni l'Italia ha dimostrato di avere grandi qualità nelle missioni di peace keeping, missioni di pace e di interposizione tra forze diverse, in quanto è riuscita ad ottenere la fiducia di tutte le forze messe in campo. E dobbiamo pure convenire con alcune osservazioni mosse dal Ministro della difesa in Commissione circa la necessità di aumentare i fondi destinati, rispetto al PIL, al settore della Difesa, perché l'Italia deve dare lo stesso contributo stanziato da altri Paesi dell'Unione europea come la Francia, la Germania e l'Inghilterra.

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

 

(Segue PASCARELLA). Vi sono poi da fare ulteriori osservazioni. Vorrei, infatti, sapere quale sarebbe stato l'atteggiamento generale nel Paese, tra l'opinione pubblica, e soprattutto in Parlamento se, anziché la fortunata conclusione di queste missioni, l'esito fosse stato diverso. Oggi possiamo parlare fortunatamente di missioni che hanno avuto successo.

Sono tra coloro che ritengono che queste missioni devono essere inquadrate nel campo della costruzione della pace. Se vi è stata costruzione della pace, indiscutibilmente, nei Balcani, ritengo vi sia stata una posizione forte e coraggiosa anche per quanto riguarda la missione "Enduring Freedom" e quella condotta in Afghanistan.

Alcune osservazioni vanno però mosse a proposito di quest'ultima missione. In primo luogo questa - anche nel rispetto della modifica approvata dalla Camera dei deputati - deve essere mantenuta nell'ambito degli impegni militari assunti. In secondo luogo, oggi, dopo che vi è stata la Loya Jirga, che dà mandato pieno ad un Governo autorevole in quel Paese, si può pensare che la lotta al regime talebano, quindi alla ragione di connivenza con il terrorismo internazionale, sia superata e che la stessa nostra missione possa essere inquadrata fra le missioni di pace.

Sono convinto, per questi presupposti, che vi siano le condizioni, anche di carattere politico, per dare a questa missione una collocazione nell'ambito delle missioni di peace keeping, che quindi non vi sia la necessità di applicare un codice militare di guerra, ma sia invece possibile utilizzare un codice militare di pace.

In tal senso noi Democratici di sinistra presenteremo appena possibile una nostra proposta per la modifica del codice militare di guerra.

Siamo comunque convinti - in attesa di una proposta del Governo, come ribadito più volte in questa sede - della necessità di un codice militare applicabile alle missioni nel mondo che nel passato, oggi e in futuro le nostre Forze armate sono state, sono e saranno chiamate a svolgere.

Come dimostra lo stesso Convegno della FAO che si tiene in questi giorni a Roma, occorre sottolineare che alle parole devono seguire i fatti. Assumo con piacere l'affermazione del Presidente del Consiglio di destinare l'1 per cento del Prodotto interno lordo ai Paesi che soffrono la fame nel mondo, i quali rappresentano l'humus ideale per il terrorismo internazionale. Come per altri settori, vorrei però - lo ribadisco - che alle parole seguissero fatti che attribuiscano al nostro Paese la dignità di essere tra coloro che nel mondo svolgono un ruolo attivo per la pace e per lo sviluppo dell'intero pianeta.

Il Parlamento non deve mai dimenticare i nostri 8.500 militari che stanno svolgendo tale funzione nel mondo e rivolgere loro un forte ringraziamento. Nei confronti delle nostre Forze armate dobbiamo inoltre dimostrare una capacità di dialogo che si concretizzi anche nel supportare le riforme - mi scuso con il collega Collino - avviate dal Governo di centro-sinistra, e che ci auguriamo possano andare in porto, con interventi economici in grado di adeguare le nostre Forze armate a quelle che in Europa sono in condizione di svolgere fino in fondo un ruolo per contrastare il terrorismo e portare, laddove vi sono conflitti, una parola di speranza per un futuro migliore di quelle popolazioni. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).