che la sospensione della procedura di applicazione del cosiddetto prestito d'onore desta un profondo allarme, non solo nei giovani interessati, ma anche nelle istituzioni locali del Salento;
che la provincia di Lecce, già prima dell'approvazione della legge n. 608 del 1996, ha sviluppato, sulla base di precisi contratti ed impegni, azioni comuni con Sviluppo Italia per promuovere lo spirito di impresa e l'autoimprenditorialità nel Salento;
che la suddetta azione è tuttora in corso e si è rafforzata ed estesa a seguito e in connessione con l'approvazione del decreto legislativo n. 185 del 2000;
che il comune lavoro svolto ha attivato grande progettualità, investimenti innovativi e, soprattutto, ha diffuso tra i giovani l'idea di fare impresa in proprio e di rischiare;
che tra i risultati del lavoro svolto si riscontra una forte utilizzazione del prestito d'onore, del quale la provincia di Lecce risulta essere la prima utilizzatrice in Italia, in rapporto agli abitanti;
che sono oltre 800 i giovani della provincia di Lecce che, contando sui contributi di cui al decreto legislativo n. 185 del 2000, hanno già sostenuto delle spese e ora rischiano di subire degli ingenti danni, a seguito della sospensione nell'erogazione dei finanziamenti;
che sarebbero molto gravi i problemi che investirebbero il territorio salentino nell'eventualità di un protrarsi di tale sospensione,
l'interrogante chiede di sapere se non si ritenga opportuno intervenire rilanciando uno strumento, come quello del prestito d'onore, che in questi ultimi tempi ha, senz'altro, dato prova della sua validità, rapidità ed efficacia.
(4-02343)