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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 185 del 11/06/2002


DONATI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

in data 4 agosto 1997 è stata assentita dall'ANAS una Convenzione con la Società Autostrade S.p.A., integralmente sostitutiva della precedente convenzione stipulata il 18 settembre 1968, n. 9297, e dei suoi atti aggiuntivi;

la Convenzione citata in premessa stabilisce la scadenza della concessione alla Società Autostrade al 31 dicembre 2038, prorogando di venti anni la scadenza precedentemente fissata al 2018;

tale proroga della concessione è stata assentita dal concedente sulla base di un preciso Piano finanziario in equilibrio, in cui si stabilisce la durata stessa della concessione, la definizione degli investimenti in manutenzione, ampliamenti e nuove opere, che deve realizzare la Società stessa, i contributi pubblici fissati per una quota degli investimenti, le variazioni attese dei volumi di traffico su cui calcolare la previsione degli introiti tariffari e i livelli tariffari;

all'articolo 12 della Convenzione si stabilisce che il Piano finanziario (allegato E) «costituisce parte integrante della stessa ed è aggiornato con periodicità quinquennale»;

il comma 1 del citato articolo 12 stabilisce che il Piano finanziario è aggiornato con periodicità quinquennale e quindi entro il 2002;

il comma 3 del citato articolo 12 stabilisce che «è facoltà del concedente richiedere al Concessionario, per cause di forza maggiore, di presentare un nuovo piano finanziario ed una revisione delle condizioni della presente convenzione»;

il comma 11 dell'articolo 16 della Convenzione stabilisce che è «riservata al Concedente l'approvazione dei progetti, nonché l'approvazione delle eventuali varianti»;

il comma 1 dell'articolo 17 stabilisce che il Concessionario presenta all'esame del Concedente per l'approvazione i progetti, indicati nel Piano finanziario, relativi ad interventi di adeguamento, tra cui la realizzazione di corsie aggiuntive, di connessioni viarie, di raccordi e della viabilità di adduzione ai trafori alpini esistenti, ai valichi di confine ed alla viabilità di servizio; tale presentazione deve avvenire almeno tre mesi prima dell'inizio dell'anno individuato nel Piano finanziario; inoltre il comma 2 dell'articolo 17 prevede che, su richiesta del Concessionario e per cause ad esso non imputabili, il Concedente può consentire alla proroga dei termini fissati per la presentazione dei progetti;

il comma 4 dell'articolo 22 della Convenzione stabilisce che il Concedente, ai fini della verifica degli obblighi del Concessionario, «provvede al controllo dell'attuazione del piano finanziario da parte del Concessionario, potendo, a tal fine, compulsare la documentazione contabile nonché le risultanze economiche, finanziarie e patrimoniali»;

il comma 1 dell'articolo 24 della Convenzione stabilisce che è causa di decadenza della concessione il perdurare della grave inadempienza di cui alla lettera e), comma 1, articolo 3, cioè i mancati investimenti per la progettazione ed esecuzione degli interventi inseriti nel Piano finanziario;

all'articolo 26, oltre a far salve le disposizioni contenute nella convenzione in data 18 settembre 1968, n. 9297, per quanto concerne i residui pagamenti, le parti si danno atto che il piano finanziario allegato alla Convenzione include, tra le fonti di finanziamento, i seguenti contributi statali: 20 miliardi di vecchie lire annui stanziati dall'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per gli anni 1997-2016; 100 miliardi di vecchie lire annui stanziati dall'articolo 19-bis della legge 23 maggio 1997, n. 13, per gli anni 1997-1999; 50 miliardi di vecchie lire annui per gli anni 2000-2016, il cui stanziamento è previsto all'interno di apposito provvedimento legislativo il cui iter non risulta ancora definito all'atto della firma tra le parti;

considerato che:

complessivamente, il Piano finanziario obbliga la società concessionaria a concentrare nel settennio 1997-2003 la realizzazione delle nuove opere previste, pari ad investimenti per 4,41 miliardi di euro (8.537 miliardi di vecchie lire);

tali opere consistono nella realizzazione in variante, sul tratto autostradale Bologna-Firenze, del tratto appenninico La Quercia-Aglio (32 km), negli ampliamenti delle terze e quarte corsie sui tratti Roma-Orte, Modena-Bologna-La Quercia, Tangenziale di Bologna-Aglio-Incisa e Milano-Laghi, in ulteriori interventi di ammodernamento e rinnovo considerati nei programmi aziendali;

dal 2004 il Piano finanziario considera i soli investimenti di normale ammodernamento e rinnovo degli impianti;

per l'anno 1997, il Piano finanziario prevedeva la realizzazione di investimenti per 23,24 milioni di euro (45 miliardi di vecchie lire) per la realizzazione di nuove opere, che secondo il Bilancio approvato non sarebbero state eseguite;

per l'anno 1998, il Piano finanziario prevedeva la realizzazione di investimenti per 72,82 milioni di euro (141 miliardi di vecchie lire) per la realizzazione di nuove opere che secondo il Bilancio approvato non sarebbero state eseguite;

per l'anno 1999, il Piano finanziario prevedeva la realizzazione di investimenti per 204 milioni di euro (395 miliardi di vecchie lire) per la realizzazione di nuove opere che secondo il Bilancio approvato non sarebbero state eseguite;

per l'anno 2000, il Piano finanziario prevedeva la realizzazione di investimenti per 553,12 milioni di euro (1071 miliardi di vecchie lire) per la realizzazione di nuove opere. Il Bilancio 2001 riporta investimenti attivati pari a 16,1 milioni di euro per «Nuove costruzioni» e 79 milioni di euro per «Ampliamenti (terze corsie)», per un totale pari a 95,1 milioni di euro. Risultano quindi 458 milioni di euro come mancati investimenti per il 2000;

per l'anno 2001, il Piano finanziario prevedeva la realizzazione di investimenti per 1.322,65 milioni di euro (2561 miliardi di vecchie lire) per la realizzazione di nuove opere. Il Bilancio 2001 riporta investimenti attivati pari a 6,8 milioni di euro per «Nuove costruzioni» e 66,6 milioni di euro per «Ampliamenti (terze corsie)», per un totale pari a 73,4 milioni di euro. Risultano quindi 1.249,25 milioni di euro come mancati investimenti per il 2001;

di conseguenza negli anni fiscali dal rinnovo della convenzione alla data di chiusura del bilancio 2001 (1997-2001) risultano mancati investimenti per 2 miliardi di euro (3.886,7 miliardi di vecchie lire), nonostante questa voce disattesa del Piano finanziario sia un aspetto centrale delle valutazioni operate dal concedente per assentire la proroga di 20 anni della concessione;

considerato inoltre che:

le previsioni dei volumi di traffico incluse nel Piano finanziario per il decennio 1997-2007 risultano individuate nel seguente modo: un incremento del 2,5 per cento nel 1997, del 2 per cento nel 1998, dell'1,5 per cento nel 1999, dell'1,5 per cento nel 2000, dell'1,5 per cento nel 2001, dell'1,5 per cento nel 2002, dell'1 per cento nel 2003, dell'1 per cento nel 2004, dell'1 per cento nel 2005, dello 0,5 per cento nel 2006 e dello 0,5 per cento nel 2007;

le previsioni dei volumi di traffico, e i conseguenti importi previsti per i ricavi da pedaggi, concorrono assieme ad altri parametri alla definizione della durata della concessione;

tali previsioni risultano fortemente sottostimate rispetto agli incrementi dei volumi di traffico, mediamente cresciuti nell'ultimo decennio attorno al 4 per cento: per esempio per l'anno 2001, a fronte di una previsione di incremento dei volumi di traffico, contenuta nel Piano finanziario, dell'1,5 per cento per il 2001, il Bilancio 2001 della concessionaria riporta un aumento reale pari al 3,6 per cento, addirittura superiore al più alto degli incrementi attesi (+2,5 per cento nel 1997);

per l'anno 1997, la Società alla voce «ricavi da pedaggi», a fronte di un importo previsto nel Piano finanziario pari a 2.687,46 miliardi di vecchie lire, ha registrato nel bilancio 1997 un importo pari a 2.798,11 miliardi di vecchie lire, con maggiori ricavi pari a 110,65 miliardi di vecchie lire;

per l'anno 1998, la Società alla voce «ricavi da pedaggi», a fronte di un importo previsto nel Piano finanziario pari a 2.741,18 miliardi di vecchie lire, ha registrato nel bilancio 1998 un importo pari a 2.987,01 miliardi di vecchie lire, con maggiori ricavi pari a 245,83 miliardi di vecchie lire;

per l'anno 1999, la Società alla voce «ricavi da pedaggi», a fronte di un importo previsto nel Piano finanziario pari a 2.782,29 miliardi di vecchie lire, ha registrato nel bilancio 1999 un importo pari a 3.208,62 miliardi di vecchie lire, con maggiori ricavi pari a 426,33 miliardi di vecchie lire;

per l'anno 2000, la Società alla voce «ricavi da pedaggi», a fronte di un importo previsto nel Piano finanziario pari a 2.834,23 miliardi di vecchie lire, ha registrato nel bilancio 2000 un importo pari a 3.379,69 miliardi di vecchie lire, con maggiori ricavi pari a 545,46 miliardi di vecchie lire;

per l'anno 2001, a fronte di una previsione di ricavi per i pedaggi autostradali pari a 2.881,47 miliardi di vecchie lire, contenuta nel Piano finanziario, il Bilancio 2001 riporta ricavi pari a 3.571,5 miliardi di vecchie lire, con un maggior ricavo per Società Autostrade pari a 690,03 miliardi di vecchie lire;

il concessionario quindi, solo nel periodo 1997-2001, grazie agli aumenti dei volumi di traffico fortemente sottostimati nel Piano finanziario, ha conseguito maggiori introiti complessivi pari a 1,042 miliardi di euro (2.018,29 miliardi di vecchie lire) rispetto a quanto preventivato nel Piano finanziario al momento di individuare la durata della concessione e l'equilibrio economico e gestionale del Piano finanziario;

considerato infine che:

per l'anno 1997 gli utili di esercizio secondo il Piano finanziario erano stimati in 214,38 miliardi di vecchie lire. Il Bilancio 1997 riporta utili per 261,04 miliardi di vecchie lire con uno scostamento positivo dal Piano finanziario pari a 46,66 miliardi di vecchie lire;

per l'anno 1998 gli utili di esercizio secondo il Piano finanziario erano stimati in 225,58 miliardi di vecchie lire. Il Bilancio 1998 riporta utili per 428,75 miliardi di vecchie lire con uno scostamento positivo dal Piano finanziario pari a 203,17 miliardi di vecchie lire;

per l'anno 1999 gli utili di esercizio secondo il Piano finanziario erano stimati in 236,79 miliardi di vecchie lire. Il Bilancio 1999 riporta utili per 565, 81 miliardi di vecchie lire con uno scostamento positivo dal Piano finanziario pari a 329,02 miliardi di vecchie lire;

per l'anno 2000 gli utili di esercizio secondo il Piano finanziario erano stimati in 234,11 miliardi di vecchie lire. Il Bilancio 2000 riporta utili per 631,77 miliardi di vecchie lire con uno scostamento positivo dal Piano finanziario pari a 397,66 miliardi di vecchie lire;

per l'anno 2001 gli utili di esercizio secondo il Piano finanziario erano stimati in 217,41 miliardi di vecchie lire. Il Bilancio 2001 riporta utili per 805,49 miliardi di vecchie lire con uno scostamento positivo dal Piano finanziario pari a 588,08 miliardi di vecchie lire;

di conseguenza gli utili netti della Società Autostrade S.p.A., così come riportati nei Bilanci degli anni 1997, 1998, 1999, 2000 e 2001, sono significativamente superiori alle previsioni contenute nel Piano finanziario: il totale complessivo dei maggiori utili netti calcolati rispetto al Piano finanziario è pari a 808,04 milioni di euro,

si chiede di sapere:

se il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti abbiano esercitato adeguate forme di controllo sul rispetto del Piano finanziario da parte del maggior concessionario autostradale italiano, con particolare riferimento agli articoli della Convenzione 16, comma 11, 17, comma 1, 22, comma 4, citati in premessa;

se al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti risulti se siano già stati accordati i contributi pubblici di cui all'articolo 2 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e all'articolo 19-bis della legge 23 maggio 1997, n. 135, se sia stato definito il provvedimento legislativo che stanzia al Concessionario ulteriori 50 miliardi di vecchie lire annui per il periodo 2000-2016 e per quali investimenti siano stati utilizzati i contributi;

se al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti risulti se, ai sensi del comma 2 dell'articolo 17 della Convenzione, il Concessionario abbia richiesto e ottenuto proroghe dei termini fissati per la presentazione dei progetti relativi agli investimenti previsti nel Piano finanziario;

se il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non ritengano che i mancati investimenti e il mancato incremento della qualità del servizio offerto dal Concessionario a fronte degli incrementi tariffari comunque riconosciuti annualmente dal Governo configurino una inadempienza grave nonché un danno nei confronti degli utenti della Società Autostrade;

visto il consistente scostamento da quanto previsto nel Piano Finanziario ad esclusivo vantaggio del Concessionario, se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell'economia e delle finanze non ritengano di applicare il comma 3 dell'articolo 12 citato in premessa, richiedendo alla Società Autostrade S.p.A. di presentare un nuovo Piano finanziario e procedendo ad una revisione della Convenzione, adeguando le previsioni di traffico attese agli andamenti reali della crescita della mobilità e riducendo gli anni assentiti di proroga della concessione.

(4-02340)