TURRONI (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, intervengo su tutti gli emendamenti che fanno riferimento al tema dei rifiuti perché ancora una volta, senza alcuna visione organica, si interviene modificando il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
Non so quante volte sia già accaduto dall'inizio della legislatura che si sia modificata una normativa che, pur complicata, ha avuto tuttavia il merito di far uscire il nostro Paese dal grave ritardo nel quale si trovava rispetto alla questione rifiuti. Abbiamo appena istituito ancora una volta la Commissione che si occupa di problemi legati alla criminalità organizzata nel settore dei rifiuti, a dimostrazione che la questione è molto complicata, in quanto non si risolve in un semplice problema tecnico, ma riguarda anche tematiche concernenti la criminalità organizzata.
Ogni volta che modifichiamo questo testo, a furia di volerlo semplificare, invece lo complichiamo e facciamo dei pasticci. Non vorrei - non mi riferisco certamente ai colleghi - che vi fossero anche interessi di altra natura dietro le vicende che portano ogni volta a modifiche legate non solo alla necessità, certamente condivisibile, di semplificare e migliorare il testo. Non vorremmo scoprirlo, soprattutto in un settore che nel nostro Paese ha purtroppo già dato adito a tante preoccupazioni .
Per questo motivo voteremo contro tutti emendamenti che non si collocano all'interno di un quadro di riferimento preciso. Basti pensare che nell'altro ramo del Parlamento è in corso di votazione un progetto di legge del Governo che prevede la delega sull'intera materia ambientale, al fine di arrivare ad un testo unico.
Pertanto, non comprendo il significato di tutte queste modifiche quando nell'arco di un anno e mezzo dovremmo disporre di un nuovo codice relativo all'ambiente, stando alle promesse del Ministro. Cosa fanno le nostre imprese, le nostre amministrazioni? Un pasticcio dopo l'altro che non aiuta la buona gestione di una situazione che, pur complessa e non risolta come ciascuno di noi avrebbe voluto, rappresentava comunque un punto fermo rispetto al quale oggi andiamo ad aggiungere confusione alla confusione.
Per tali motivi, e anche perché il Governo ha deciso di predisporre un nuovo testo unico, ripeto che voteremo contro tutti i suddetti emendamenti.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 19.106, presentato dal senatore Battaglia Antonio e da altri senatori, identico agli emendamenti 19.107, presentato dal senatore Rizzi e da altri senatori, 19.108, presentato dai senatori Moncada e Bergamo, e 19.109, presentato dai senatori Dettori e Vallone.
E' approvato.
Metto ai voti l'emendamento 19.111, presentato dal senatore Rizzi e da altri senatori, identico all'emendamento 19.112, presentato dai senatori Moncada e Bergamo.
È approvato.
A seguito della precedente votazione, restano pertanto preclusi gli emendamenti 19.100, 19.113 e 19.114.
Metto ai voti l'emendamento 19.115, presentato dal senatore Dettori, identico all'emendamento 19.110, presentato dal senatore Battaglia Antonio e da altri senatori.
È approvato.
Metto ai voti l'ordine del giorno G19.100, presentato dal senatore Specchia e da altri senatori.
È approvato.
Metto ai voti l'articolo 19, nel testo emendato.
È approvato.
Avverto che l'emendamento 19.0.100/1, presentato dal senatore Battaglia Giovanni e da altri senatori, è stato trasformato nell'ordine del giorno G19.200, come precedentemente convenuto.
Poiché è stato accolto dal rappresentante del Governo, tale ordine del giorno non sarà posto ai voti.
GIOVANELLI (DS-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 19.0.100.