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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 171 del 14/05/2002


MALENTACCHI (Misto-RC). Signor Presidente, con l'articolo 15, di cui chiediamo la soppressione, si intende mettere mano alla legislazione in materia di aree contaminate da bonificare (mi riferisco alla legge n. 426 del 1998).

Le nuove norme intendono favorire interessi di operatori privati oltre ogni criterio di buona amministrazione, a discapito delle prerogative degli enti locali e dello stesso Stato.

In particolare, non ci è chiaro quali dovranno essere i soggetti "concorrenti" titolati ad elaborare il progetto preliminare integrato di bonifica, quello che - tanto per rimanere vicini - a Venezia, nell'ambito dell'accordo sulla chimica è stato chiamato masterplan e che è stato riconosciuto dover essere di stretta competenza pubblica (intesa per Regioni e comuni).

Non è altresì chiaro perché lo Stato e gli enti territoriali dovrebbero procedere all'acquisizione al patrimonio disponibile delle aree inquinate da bonificare tramite l'esproprio nonché valorizzare l'area dal punto di vista delle destinazioni urbanistiche, ma sarebbero invece obbligati ad affidare le aree a soggetti terzi privati. E' una vera chicca.

Solo questi ultimi, completate le operazioni di bonifica, verrebbero a disporre e ad utilizzare in proprio le aree bonificate, anche rivendendole. Cari colleghi e colleghe, si tratta, non v'è dubbio, di un'operazione che concede in esclusiva ai privati le prerogative fin qui riservate agli enti pubblici.

A nostro avviso, l'approvazione di tale articolo avrebbe, ad esempio, la conseguenza di vanificare l'intero procedimento avviato a Porto Marghera con l'accordo della chimica. È evidente, in sostanza, che in questo modo gli enti locali e la stessa Regione verrebbero di fatto estromessi dal controllo delle operazioni.

Per tali motivi, vi invito a votare a favore della soppressione dell'articolo in questione.