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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 171 del 14/05/2002


NOVI - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze - Premesso:

che nei confronti dell'imprenditore Giorgio Corbelli, azionista di maggioranza della Società Sportiva Calcio Napoli, è in corso una strategia di emarginazione e interdizione imprenditoriale e personale che trova spiegazione in un complesso di interessi affaristico-mafiosi che condiziona la vita imprenditoriale, politica, economica e persino sportiva della Campania;

che nei confronti dell'imprenditore Corbelli è in atto una strategia che nella sua complessità richiama alla memoria quelle analoghe che portarono alla disintegrazione dei gruppi imprenditoriali che facevano capo alla famiglia Rizzoli e al finanziere Raul Gardini;

che ora come allora questa strategia è mossa da aggregati di potere che riescono a condizionare le decisioni e le condotte di settori delle istituzioni, della magistratura, della Guardia di finanza e persino di quotidiani a grande tiratura nazionale adusi a questo tipo aggressioni finanziarie;

che nel tentativo di esproprio del pacchetto azionario della S.S.C. Napoli si sono finora distinti la VII sezione civile del Tribunale di Napoli; il professor Gustavo Minervini, nominato amministratore giudiziario per il suo pregresso impegno di parlamentare comunista e di uomo espressione dei poteri forti della sinistra; i nostalgici dell'ex ministro Visco che tuttora operano all'interno della Guardia di finanza a Napoli e a Roma; magistrati di sinistra di Napoli, di Bari e di Padova;

che l'imprenditore Corbelli ha tentato disperatamente di resistere a questa aggressione che si è concretizzata persino in un tentativo, in parte riuscito, diretto a screditare la credibilità della sua azienda con accuse campate in aria e spesso fondate su presupposti inconsistenti;

che l'ex parlamentare comunista Gustavo Minervini stava già attivandosi per rendere irreversibile la crisi della «S.S. Calcio Napoli» per poterla vendere ai gruppi imprenditoriali di riferimento della sinistra;

che la Corte di appello ha annullato la revoca degli amministratori del Napoli e la nomina dell'amministratore giudiziario;

che la sentenza di revoca mette in evidenza quanto fosse immotivata la decisione della VII sezione civile del Tribunale e quanto fosse funzionale al disegno espropriativo che vedeva nel professor Minervini l'esecutore;

che i guai di Giorgio Corbelli sono iniziati quando, in un contesto politico-amministrativo che vede la sinistra governare la città di Napoli, la provincia di Napoli e la regione Campania, l'imprenditore, nel giugno del 2000, fu così ingenuo da presentarsi come iscritto a Forza Italia e quindi come un uomo al di fuori del complesso di potere che in Campania non tollera presenze alternative alla sinistra e che proprio in questi giorni sta conducendo l'assalto definitivo alla Procura della Repubblica;

che l'inchiesta giudiziaria non a caso ebbe inizio poche settimane dopo l'improvvida dichiarazione, da parte di Corbelli, delle sue simpatie politiche;

che contro Corbelli sono state attivate persino contestazioni inquinate dalla camorra e che fino ad ora ambienti istituzionali si sono giovati anche di questo tipo di condizionamento criminale,

si chiede di conoscere quali risultino essere i protagonisti e quali i meccanismi di questa trama politico-giudiziario-affaristica che punta ad espropriare il signor Corbelli del pacchetto azionario del Napoli e che punta anche a consegnare la Società ad ambienti dell'imprenditoria campana che sono in attesa delle commesse pubbliche legate alla bonifica di Bagnoli e della zona orientale e del fiume di miliardi di finanziamenti previsti dall'ultima delibera CIPE sugli impegni dello Stato in Campania.

(2-00176)