*VITALI (DS-U). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, ieri abbiamo ascoltato in Aula l'intervento del senatore Bassanini su questo provvedimento, il quale ha usato parole pesanti. Ha detto che il Governo e la maggioranza con il disegno di legge in esame intendono asservire i dirigenti alla politica, ha parlato di una precarizzazione della funzione dirigente, di una sottrazione alla libera contrattazione fra le parti di aspetti fondamentali del rapporto di lavoro e quindi di una sua ripubblicizzazione, nonché di un'inversione di tendenza rispetto all'indirizzo di fondo adottato in questi ormai lunghi anni - si parla di un decennio almeno - di riforme, e cioè la distinzione tra la politica e l'amministrazione.
Io ho condiviso pienamente le parole del senatore Bassanini, ma immagino lo spirito con cui i colleghi della maggioranza e del Governo - ed anche lo stesso sottosegretario Saporito, che sta telefonando e che vorrei pregare di ascoltarmi per qualche minuto in quanto sarò molto breve - hanno ascoltato il senatore Bassanini: avranno pensato: "Il solito ex Ministro". Come noto, gli ex Ministri tendono sempre a calcare un po' la mano e a criticare i loro successori.
Ecco, vorrei invitare tutti a prendere in esame un articolo che è stato pubblicato proprio ieri su un giornale sicuramente vicino alla maggioranza di Governo, "Il Foglio", firmato da Calderisi e Taradash, che spero la maggioranza non ritenga pericolosi estremisti come sono certo invece ritiene essere il senatore Bassanini. Calderisi e Taradash sono stati infatti autorevoli parlamentari di Forza Italia nella scorsa legislatura, Taradash era addirittura il Vice Presidente del Gruppo alla Camera.
Nel titolo dell'articolo in questione è scritto: "Dirigenza statale: la controriforma del Polo". Si tratta di un'espressione molto forte, che effettivamente è stata usata anche da Bassanini e che qui ritroviamo.
L'articolo si conclude in questo modo: "Vedremo nelle prossime ore se il Senato saprà evitare che un provvedimento nato per l'esigenza di razionalizzare e correggere alcuni aspetti della riforma Bassanini finisca invece con il determinare i presupposti di una controriforma". Ne leggo altri brani: "La questione più grave riguarda la sostanziale incertezza e precarizzazione" - guarda caso, anche qui una parola usata dal senatore Bassanini - "di tutta la dirigenza, compresi più di 4.000 dirigenti di seconda fascia, con l'instaurazione di una nuova forma di soggezione del dirigente pubblico nei confronti del potere politico"; anche il senatore Battisti un attimo fa ha dato questo duro giudizio, ma vedo che in questo articolo è pienamente condiviso da parte di esponenti dell'area politica e culturale della maggioranza. E ancora: "La nuova disciplina della dirigenza varata negli anni '90, la parte più innovativa della riforma Bassanini, è centrata sull'equilibrio fra l'autonomia gestionale operativa nei confronti del potere politico e la possibilità di quest'ultimo di rimuovere i dirigenti qualora i risultati conseguiti risultassero inadeguati. Le nuove norme rischiano di mettere particolarmente in discussione questo delicatissimo meccanismo".
Mi sembra non ci sia molto altro da aggiungere: è evidente che le nostre considerazioni sono condivise da autorevoli esponenti della maggioranza di Governo, riportate con evidenza da un giornale vicino alla maggioranza, "Il Foglio".
Ciò significa che non sono certamente considerazioni di parte. Tutto questo dovrebbe indurre il Governo e la maggioranza a rivedere la propria posizione.
Al sottosegretario Saporito ricordo ancora quanto è scritto in questo articolo, ma ne abbiamo discusso anche in Commissione, e cioè che tra Governo e sindacati lunedì 5 febbraio si è arrivati ad un intesa di cui non v'è traccia nel testo approvato dalla 1a Commissione del Senato. Effettivamente è così, perché l'intesa che il sottosegretario Saporito e il ministro Frattini hanno firmato prevede che il Governo apporti modifiche tese a restituire alla libera contrattazione spazi che le sono stati sottratti, in particolare sulla dirigenza, e di questo non c'è traccia.
Denunciamo con forza il provvedimento sia per le ragioni anzidette, sia perché tradisce un'intesa che lo stesso Governo ha recentemente sottoscritto liberamente con le organizzazioni sindacali. (Applausi dal Gruppo DS-U).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Magnalbò. Ne ha facoltà.