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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 154 del 10/04/2002


Seguito della discussione dei disegni di legge:

(1052) Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato (Approvato dalla Camera dei deputati)

(179) EUFEMI. - Istituzione di un'area separata per la vicedirigenza nella pubblica amministrazione

(185) BASSANINI e AMATO. - Norme dirette a favorire lo scambio di esperienze amministrative e l'interazione fra pubblico e privato per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni

(273) EUFEMI ed altri. - Modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di attribuzioni e competenze della qualifica unica di vice dirigente nelle Amministrazioni dello Stato

(728) CARUSO Luigi. - Istituzione di un'area separata per la vicedirigenza nella pubblica amministrazione

(1011) BASSANINI ed altri. - Norme in materia di riordino della dirigenza statale

(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Riprende la discussione generale iniziata nella seduta antimeridiana di ieri.

BATTISTI (Mar-DL-U). Il riordino della dirigenza statale proposto dal centrodestra si configura come una controriforma che mina alle fondamenta quel processo di modernizzazione della dirigenza avviato nella scorsa legislatura. La volontà di sottomettere la dirigenza al potere politico è ravvisabile nella sostanziale ripubblicizzazione della sfera contrattuale degli incarichi dirigenziali ed è confermata dall'introduzione dell'automatica cessazione degli incarichi di vertice decorsi 90 giorni dal voto di fiducia ad un nuovo Governo. I principi cui si ispira il provvedimento appaiono pertanto inficiati da palese incostituzionalità, in quanto contrastano con il disposto dell'articolo 97 non soltanto in ordine all'imparzialità ma anche relativamente al buon andamento della pubblica amministrazione. Infatti, la prevista frammentazione dei ruoli della dirigenza tra i diversi rami della pubblica amministrazione produrrà effetti devastanti in particolare per quanto riguarda la qualità dei servizi resi. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).

VITALI (DS-U). La maggioranza dovrebbe rivedere le proprie posizioni in ordine al provvedimento sul riordino della dirigenza pubblica, considerato che anche autorevoli esponenti del centrodestra, fuori dall'Aula del Senato, esprimono forti perplessità ed avanzano le stesse critiche sollevate ieri dal senatore Bassanini, in particolare per quanto riguarda l'incertezza e la precarizzazione della dirigenza e il suo assoggettamento al potere politico. Il richiamo all'intesa intervenuta con i sindacati non è esatto in quanto quell'accordo prevedeva un impegno a introdurre modifiche in sede parlamentare, in particolare per restituire alla contrattazione collettiva quegli spazi sottratti dalla proposta governativa. (Applausi dal Gruppo DS-U).

MAGNALBO' (AN). Pur condividendo i principi generali che ispirano il provvedimento sul riordino della dirigenza pubblica, il cui testo peraltro è stato ulteriormente migliorato dalla Commissione, è necessario procedere in sede di esame degli emendamenti ad alcune modifiche ispirate ad equità nei confronti di alcune categorie della dirigenza pubblica e volte a salvaguardare alcuni diritti già maturati. Appare inoltre opportuno esplicitare che il decreto legislativo n. 165 del 2001 si applica direttamente anche all'Aran nonché dare una preferenza al reclutamento per concorso dei dirigenti, che offre una maggiore tutela in ordine al buon andamento e all'imparzialità della pubblica amministrazione. Inoltre, riconosce validità all'istituto della vicedirigenza, anche se l'accesso alla stessa limitato ad alcune qualifiche potrebbe creare disparità nei confronti di un alto numero di laureati presenti da anni nelle pubbliche amministrazioni.

VILLONE (DS-U). Il provvedimento rappresenta un passo indietro rispetto alla modernizzazione della pubblica amministrazione realizzata nel corso degli anni '90 con l'introduzione equilibrata di modelli privatistici nel rapporto tra l'amministrazione e il dipendente pubblico, in quanto tende a rendere subalterna al potere politico la fascia dirigenziale, che svolge un ruolo cruciale per l'efficienza della pubblica amministrazione e del sistema-Paese nel suo complesso. La disciplina transitoria introduce clausole vessatorie rispetto ai contratti in atto, con l'intento di omologare la dirigenza al potere politico, in contrasto con il principio costituzionale di autonomia della pubblica amministrazione. Anche una previsione in astratto positiva, come la norma che consente lo scambio di esperienze tra il pubblico e il privato, viene estesa ai magistrati senza tener conto della loro specifica autonomia. Ribadisce pertanto la contrarietà di fondo sia all'impianto del disegno di legge che alle sue singole disposizioni. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

 

Presidenza del vice presidente FISICHELLA

COSTA (FI). Il disegno di legge in esame, contribuendo allo snellimento del procedimento amministrativo, consentirà la crescita del Paese anche sotto il profilo economico e, grazie all'introduzione del principio meritocratico, valorizzerà la burocrazia italiana nel suo complesso, accogliendo le legittime aspirazioni dei migliori a sviluppare la propria carriera. (Applausi dal Gruppo FI).

FALCIER (FI). Esprime consenso ad un provvedimento coerente con il dettato costituzionale e rispettoso della contrattazione collettiva, che restituisce fiducia alla pubblica amministrazione e ai più meritevoli. La normativa si connette ad altri disegni di legge, quali quelli di riforma dell'organizzazione del Governo e di semplificazione legislativa, realizzando gli impegni assunti con l'elettorato, cioè il miglioramento dei servizi e l'efficienza della pubblica amministrazione, in quanto la stessa non viene ancora percepita, specialmente dagli operatori economici, come uno strumento al proprio servizio. Il disegno di legge prevede a tal fine strumenti di verifica degli obiettivi, pena la mancata proroga dell'incarico, che sostanziano la distinzione tra l'indirizzo politico e l'amministrazione, altrimenti priva di contenuto. Ricorda alcune specifiche disposizioni del disegno di legge che rafforzano il rapporto fiduciario tra l'Esecutivo e la dirigenza, consentendo all'inizio di ogni legislatura una revisione delle nomine effettuate anche presso le agenzie e gli enti pubblici, una norma che consente di riparare alle scelte opportunistiche e politicizzate compiute negli ultimi mesi della precedente legislatura. (Applausi dai Gruppi FI e UDC:CCD-CDU-DE e del senatore Carrara. Congratulazioni).

ANDREOTTI (Aut). Non voterà il disegno di legge, che rappresenta un'ulteriore modifica dell'impianto della riforma cosiddetta Bassanini, rispetto alla quale già nutriva alcuni dubbi. Pur non negando l'esigenza di un rinnovamento della pubblica amministrazione, rileva che la stessa, nella sua precedente organizzazione, ha consentito di superare la fase drammatica del dopoguerra, sopperendo con competenza e leale collaborazione anche alle carenze di esperienza amministrativa del personale politico. La normativa risulta molto confusa ed in particolare destano perplessità l'accesso alla qualifica dirigenziale senza la previsione di una sufficiente esperienza, il reclutamento dalle aziende private che rischia di risultare negativo a causa della eccessiva eterogeneità delle esperienze e il collocamento in aspettativa dei magistrati, per eventuali distacchi anche presso aziende private (un'ipotesi addirittura fantasiosa), prescindendo dal parere del Consiglio superiore della magistratura. (Applausi del senatore Vitali).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

MALAN, relatore. Premesso che il collocamento in aspettativa dei magistrati è deliberato, secondo il comma 2 dell'articolo 7, dagli organi competenti e quindi dal CSM, sono da respingere le critiche al testo in ordine al preteso tentativo di ridimensionare la privatizzazione del rapporto di lavoro dei pubblici dirigenti, decisa con la riforma Bassanini nella scorsa legislatura; a parte lo stupore per la provenienza di tale rilievo dal centrosinistra e fermo restando il regime privatistico del contratto, trattandosi di dirigenti statali o comunque pubblici sono specificate le finalità pubbliciste del contratto stesso, quanto agli obiettivi da perseguire, alla durata e ad altri requisiti, ma soprattutto alla verifica dei risultati conseguiti, che costituisce forse la carenza principale della richiamata riforma. Pertanto, sono ugualmente prive di fondamento le accuse di una volontà di asservimento dei dirigenti pubblici per finalità politiche, tanto più che una forma di spoils system era già stata applicata dalla precedente maggioranza e che, se in Italia non è recepito l'istituto dell'advising consent del Senato americano con cui viene vagliata la nomina dei dirigenti pubblici, vigono però altre forme di controllo parlamentare, come il voto di fiducia al Governo e la sfiducia individuale nei confronti di singoli Ministri. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN e LP).

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. L'obiettivo del Governo è quello di migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione, analogamente a quanto si è tentato con la riforma Bassanini, in linea con l'ordine del giorno approvato dal Senato a seguito della presentazione del rapporto Giannini sullo stato della burocrazia; dispiacciono quindi le critiche del senatore Andreotti, in quanto il sistema piramidale della pubblica amministrazione disciplinato dalla riforma del 1972 già conteneva talune aperture al settore privato e forme di flessibilità che oggi vengono ulteriormente attuate. Peraltro, taluni profondi cambiamenti nel rapporto di lavoro dei dirigenti pubblici erano già stati introdotti dal centrosinistra con la richiamata riforma Bassanini, la cui applicazione viene ora in parte corretta e meglio specificata, oppure con comportamenti concreti, come la nomina di numerosi dirigenti in diversi Ministeri o nelle Agenzie, che sono state effettuate soprattutto nell'ultimo anno di governo e che oggi vengono contrastate con un sistema basato sulla meritocrazia. In particolare, si è reso necessario mantenere la possibilità di conferire incarichi amministrativi ai magistrati, sempre con il consenso del CSM, in quanto questa importante categoria di pubblici dipendenti riveste posizioni apicali in molte organizzazioni pubbliche, anche ai più alti livelli; inoltre, l'istituzione della vicedirigenza rappresenta una valorizzazione degli attuali quadri amministrativi, naturalmente in vista della loro formazione per la futura dirigenza. Per quanto riguarda poi la previsione di corsi-concorsi con frequenza presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione, si ritiene che in Italia sia ormai giunto il momento di avviare un processo di riqualificazione professionale e nel contempo di ringiovanimento anagrafico dei manager pubblici, secondo quanto accade negli altri Paesi. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE e AN).

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.