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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 154 del 10/04/2002


 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del vice presidente SALVI

 

La seduta inizia alle ore 9,32.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta antimeridiana di ieri.

 

Comunicazioni all'Assemblea

PRESIDENTE. Dà comunicazione dei senatori che risultano in congedo o assenti per incarico avuto dal Senato. (v. Resoconto stenografico).

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,36 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Sui lavori del Senato

SODANO Tommaso (Misto-RC). In relazione allo sciopero generale già indetto e per consentire ai senatori dei Gruppi che hanno annunciato la propria adesione di poter partecipare alle manifestazioni in sede locale, chiede che sia sconvocata la seduta antimeridiana del 16 aprile.

PRESIDENTE. Sottoporrà la richiesta al Presidente del Senato.

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1214) Conversione in legge del decreto-legge 7 marzo 2002, n. 22, recante disposizioni urgenti per l'individuazione della disciplina relativa all'utilizzazione del coke da petrolio (pet-coke) negli impianti di combustione (Relazione orale)

Approvazione , con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 marzo 2002, n. 22, recante disposizioni urgenti per l'individuazione della disciplina relativa all'utilizzazione del coke da petrolio (pet-coke) negli impianti di combustione

PRESIDENTE. Riprende l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, ricordando che nella seduta pomeridiana di ieri ha avuto inizio l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge e che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 1.100 e 1.2.

 

Il Senato respinge l'emendamento 1.1.

 

PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.100 e 1.2 sono improcedibili.

 

Con successive votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.10/1, 1.10/2, 1.10/3, 1.11, 1.12 ed è approvato l'emendamento 1.10.

 

PRESIDENTE. Avverte che l'1.0.1 è stato ritirato e passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, ricordando che sul 2.101 e sul 2.12/15 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

 

MONTAGNINO (Mar-DL-U). Propone una riformulazione dell'emendamento 2.12 della Commissione, dichiarandosi disponibile a ritirare, nel caso sia accettata, l'emendamento 2.100/1.

 

MULAS, relatore. Invitando il Sottosegretario a convergere su un unico emendamento, in considerazione del medesimo oggetto del 2.12 e del 2.100, accoglie la riformulazione proposta dal senatore Montagnino sul 2.12. (v. Allegato A).

 

TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Ritira il 2.100.

 

ROTONDO (DS-U). Il 2.101 tende a garantire adeguati livelli di sicurezza ambientale attraverso i monitoraggi, considerata la pericolosità del pet-coke, ricco di zolfo e di metalli dannosi alla salute.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

 

MULAS, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, sottolineando che l'ordine del giorno G3, già accolto, impegna il Governo a presentare una relazione semestrale al Parlamento sulle condizioni ambientali delle zone interessate.

 

TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Concorda con il parere del relatore.

 

Previa verifica del numero legale, chiesta dalla senatrice DONATI (Verdi-U), il Senato respinge l'emendamento 2.1. Risultano quindi respinti gli emendamenti dal 2.3 al 2.12/14.

 

PRESIDENTE. L'emendamento 2.12/15 è improcedibile.

 

Il Senato respinge gli emendamenti 2.12/16, 2.12/17 e 2.12/18. Risulta invece approvato l'emendamento 2.12 (testo 2), con conseguente preclusione degli emendamenti 2.14 e 2.7.

 

PRESIDENTE. Ricorda che gli emendamenti 2.100/1 e 2.100 sono stati ritirati.

 

Il Senato respinge gli emendamenti dal 2.16 al 2.23.

 

ROTONDO (DS-U). Sottolinea l'importanza dell'emendamento 2.101 per l'istituzione di una rete di monitoraggio degli agenti microinquinanti emessi in atmosfera a seguito dell'utilizzo del pet-coke.

 

MULAS, relatore. Invita i presentatori a trasformarlo in un ordine del giorno.

 

ROTONDO (DS-U). Trasforma l'emendamento 2.101 nell'ordine del giorno G2.100. (v. Allegato A).

 

TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Il Governo lo accoglie.

 

PRESIDENTE. Pertanto l'ordine del giorno non viene posto ai voti.

 

Il Senato respinge gli emendamenti 2.102 e gli aggiuntivi 2.0.1 e 2.0.2.

PRESIDENTE. All'articolo 3 del decreto-legge non sono stati presentati emendamenti.

Passa alla votazione finale.

DONATI (Verdi-U). Dichiara il voto contrario dei senatori Verdi in quanto il provvedimento in esame sana la situazione venutasi a creare a seguito del provvedimento di sequestro degli impianti di Gela da parte dell'autorità giudiziaria attraverso la modifica della definizione del coke da petrolio, cambiando i limiti delle emissioni di inquinanti legate all'utilizzo di tale sostanza, in deroga alle norme in proposito contenute nella normativa nazionale e comunitaria. Con questo escamotage si consente agli impianti di Gela di continuare a produrre emissioni gassose inquinanti dieci volte superiori a quelle consentite dalla normativa comunitaria. E' del tutto evidente, quindi, come questo provvedimento non offra alcuna prospettiva futura per i lavoratori del petrolchimico gelese, i quali avrebbero potuto ottenere maggiori garanzie da un serio piano di risanamento degli impianti e dalla creazione di nuove attività ecocompatibili. (Applausi dal Gruppo Verdi-U).

MALABARBA (Misto-RC). Il testo in esame rappresenta un modo subdolo e populista di aggirare i gravi problemi di inquinamento delle falde acquifere del territorio di Gela e di tutela della salute dei lavoratori, operando la scandalosa trasformazione per legge di una sostanza inquinante in una ecocompatibile. Il decreto-legge non fa che prolungare l'agonia degli impianti di Gela, a danno dell'ambiente e dello sviluppo economico dell'area, coprendo le pesanti responsabilità dell'ENI che non ha messo in atto gli interventi di tutela ambientale cui era tenuto. Poiché non è stata accolta la proposta di trasformare il provvedimento in una legge di riconversione industriale dell'area attraverso un accordo di programma che impegnasse l'azienda, lo Stato, le autorità locali e i rappresentanti dei lavoratori, dei cittadini e delle organizzazioni ambientaliste, dichiara il voto contrario dei senatori di Rifondazione Comunista, preannunciando la presentazione di un disegno di legge in materia. (Applausi dal Gruppo Misto-RC).

VALLONE (Mar-DL-U). I senatori della Margherita hanno contribuito in modo sostanziale al miglioramento del testo in esame con il fine ultimo di assicurare tanto il salvataggio dei posti di lavoro nel petrolchimico di Gela quanto livelli adeguati di tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini e dei lavoratori. Per tale ragione, chiedendo che il Governo riferisca semestralmente sull'incidenza ambientale dei siti industriali che utilizzano il coke da petrolio, dichiara il voto favorevole del Gruppo. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, Aut e UDC:CCD-CDU-DE).

ROTONDO (DS-U). Preso atto che il provvedimento di sequestro degli impianti di Gela da parte della magistratura era pienamente giustificato, tanto da aver indotto il Governo a modificare il decreto Ronchi, sottolinea l'importanza che in ogni caso le emissioni inquinanti non superino i limiti previsti per legge a tutela dell'ambiente e della popolazione ed invita il Governo ad attuare una svolta in materia di politica ambientale, nella considerazione che anche il cosiddetto collegato ambientale si è rivelato un insieme di misure di modesta rilevanza sostenute da risorse finanziarie assolutamente inadeguate. E' necessario che il Governo sposti la sua attenzione dalla tutela degli interessi particolari a quella degli interessi dell'intera collettività. Annuncia il voto di astensione dei Democratici di sinistra. (Applausi dal Gruppo DS-U).

BERGAMO (UDC:CCD-CDU-DE). Il tempestivo intervento del Governo per sbloccare la drammatica situazione del petrolchimico di Gela si è tradotto non in una scelta tra l'esigenza di salvare dei posti di lavoro ed il dovere di tutelare la salute della cittadinanza, ma in una migliore definizione delle norme di settore sulla base di indicazioni condivise a livello europeo. Per tali ragioni, invitando le forze politiche a non creare ingiustificati allarmi sociali (anche nella considerazione che gli impianti di Gela hanno subitonel tempo rilevanti modifiche tecniche per il controllo delle emissioni), dichiara il voto favorevole del Gruppo. (Applausi dal Gruppo UDC:CCD-CDU-DE. Congratulazioni).

ROLLANDIN (Aut). Il Gruppo per le autonomie voterà a favore della conversione in legge del decreto-legge n. 22 che, pur non fugando tutti i dubbi circa l'utilizzo del pet-coke, risponde ad una esigenza sentita e condivisibile di salvaguardia dei livelli occupazionali nell'area di Gela senza per questo far venir meno un'adeguata tutela dell'ambiente. (Applausi dai Gruppi Aut e Mar-DL-U).

SPECCHIA (AN). Destano perplessità le considerazioni fortemente critiche avanzate da taluni Gruppi nel corso del dibattito, in quanto se la situazione dal punto di vista ambientale e della tutela della salute dei cittadini di Gela è giunta ai livelli di gravità denunciati nel corso della discussione ciò si è verificato senza che i precedenti Governi di centrosinistra ed i loro Ministri dell'ambiente, uno dei quali appartenente ai Verdi, siano intervenuti in alcun modo. Per tali ragioni, apprezzando il responsabile e tempestivo intervento del Governo di centrodestra e preannunciando la presentazione di proposte di legge di Alleanza Nazionale per la definizione del concetto di rifiuto, dichiara il voto favorevole del Gruppo. (Applausi dal Gruppo AN).

 

Il Senato approva il disegno di legge, composto dal solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente nuovo titolo: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 marzo 2002, n. 22, recante disposizioni urgenti per l'individuazione della disciplina relativa all'utilizzazione del coke da petrolio (pet-coke) negli impianti di combustione", autorizzando la Presidenza ad apportare le eventuali modifiche di coordinamento.

Discussione e approvazione di proposta di inversione dell'ordine del giorno

MALAN (FI). Poiché l'esame in Commissione del disegno di legge n. 1217 si è concluso nella tarda serata di ieri, propone di invertire l'ordine del giorno nel senso di passare immediatamente al seguito della discussione del disegno di legge n. 1052.

TOIA (Mar-DL-U). Chiede che venga rispettato l'ordine del giorno previsto, nella considerazione che l'andamento disordinato assunto dai lavori, con la continua ripresa di provvedimenti precedentemente accantonati, a volte solo per facilitare alla maggioranza il raggiungimento del numero legale in Aula, impedisce un esame attento dei provvedimenti stessi e un effettivo contributo alla loro discussione da parte dei senatori. Chiede infine che prima della votazione sulla proposta di inversione venga verificata la presenza del numero legale.

BUCCIERO (AN). La richiesta di inversione dell'ordine del giorno è dettata da motivazioni specifiche: la Commissione giustizia ha infatti concluso a tarda notte l'esame in sede referente ed inoltre non è stato ancora possibile valutare alcuni emendamenti sopraggiunti per l'esame in Aula.

PRESIDENTE. Dispone la verifica. Avverte quindi che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 10,33, è ripresa alle ore 10,53.

 

PRESIDENTE. Riprende i lavori.

 

Il Senato approva la proposta di inversione dell'ordine del giorno avanzata dal senatore Malan.

PAGANO (DS-U). In ordine alla discussione dei disegni di legge sulla dirigenza propone di rinviare in ogni caso alla seduta pomeridiana l'esame degli emendamenti per procedere, al termine della discussione generale e delle repliche, all'esame del disegno di legge n. 1217.

MALAN (FI). Concorda con la proposta della senatrice Pagano.

 

PRESIDENTE. Non sollevandosi obiezioni, così si intende stabilito.

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(1052) Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato (Approvato dalla Camera dei deputati)

(179) EUFEMI. - Istituzione di un'area separata per la vicedirigenza nella pubblica amministrazione

(185) BASSANINI e AMATO. - Norme dirette a favorire lo scambio di esperienze amministrative e l'interazione fra pubblico e privato per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni

(273) EUFEMI ed altri. - Modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di attribuzioni e competenze della qualifica unica di vice dirigente nelle Amministrazioni dello Stato

(728) CARUSO Luigi. - Istituzione di un'area separata per la vicedirigenza nella pubblica amministrazione

(1011) BASSANINI ed altri. - Norme in materia di riordino della dirigenza statale

(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Riprende la discussione generale iniziata nella seduta antimeridiana di ieri.

BATTISTI (Mar-DL-U). Il riordino della dirigenza statale proposto dal centrodestra si configura come una controriforma che mina alle fondamenta quel processo di modernizzazione della dirigenza avviato nella scorsa legislatura. La volontà di sottomettere la dirigenza al potere politico è ravvisabile nella sostanziale ripubblicizzazione della sfera contrattuale degli incarichi dirigenziali ed è confermata dall'introduzione dell'automatica cessazione degli incarichi di vertice decorsi 90 giorni dal voto di fiducia ad un nuovo Governo. I principi cui si ispira il provvedimento appaiono pertanto inficiati da palese incostituzionalità, in quanto contrastano con il disposto dell'articolo 97 non soltanto in ordine all'imparzialità ma anche relativamente al buon andamento della pubblica amministrazione. Infatti, la prevista frammentazione dei ruoli della dirigenza tra i diversi rami della pubblica amministrazione produrrà effetti devastanti in particolare per quanto riguarda la qualità dei servizi resi. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U).

VITALI (DS-U). La maggioranza dovrebbe rivedere le proprie posizioni in ordine al provvedimento sul riordino della dirigenza pubblica, considerato che anche autorevoli esponenti del centrodestra, fuori dall'Aula del Senato, esprimono forti perplessità ed avanzano le stesse critiche sollevate ieri dal senatore Bassanini, in particolare per quanto riguarda l'incertezza e la precarizzazione della dirigenza e il suo assoggettamento al potere politico. Il richiamo all'intesa intervenuta con i sindacati non è esatto in quanto quell'accordo prevedeva un impegno a introdurre modifiche in sede parlamentare, in particolare per restituire alla contrattazione collettiva quegli spazi sottratti dalla proposta governativa. (Applausi dal Gruppo DS-U).

MAGNALBO' (AN). Pur condividendo i principi generali che ispirano il provvedimento sul riordino della dirigenza pubblica, il cui testo peraltro è stato ulteriormente migliorato dalla Commissione, è necessario procedere in sede di esame degli emendamenti ad alcune modifiche ispirate ad equità nei confronti di alcune categorie della dirigenza pubblica e volte a salvaguardare alcuni diritti già maturati. Appare inoltre opportuno esplicitare che il decreto legislativo n. 165 del 2001 si applica direttamente anche all'Aran nonché dare una preferenza al reclutamento per concorso dei dirigenti, che offre una maggiore tutela in ordine al buon andamento e all'imparzialità della pubblica amministrazione. Inoltre, riconosce validità all'istituto della vicedirigenza, anche se l'accesso alla stessa limitato ad alcune qualifiche potrebbe creare disparità nei confronti di un alto numero di laureati presenti da anni nelle pubbliche amministrazioni.

VILLONE (DS-U). Il provvedimento rappresenta un passo indietro rispetto alla modernizzazione della pubblica amministrazione realizzata nel corso degli anni '90 con l'introduzione equilibrata di modelli privatistici nel rapporto tra l'amministrazione e il dipendente pubblico, in quanto tende a rendere subalterna al potere politico la fascia dirigenziale, che svolge un ruolo cruciale per l'efficienza della pubblica amministrazione e del sistema-Paese nel suo complesso. La disciplina transitoria introduce clausole vessatorie rispetto ai contratti in atto, con l'intento di omologare la dirigenza al potere politico, in contrasto con il principio costituzionale di autonomia della pubblica amministrazione. Anche una previsione in astratto positiva, come la norma che consente lo scambio di esperienze tra il pubblico e il privato, viene estesa ai magistrati senza tener conto della loro specifica autonomia. Ribadisce pertanto la contrarietà di fondo sia all'impianto del disegno di legge che alle sue singole disposizioni. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

 

Presidenza del vice presidente FISICHELLA

COSTA (FI). Il disegno di legge in esame, contribuendo allo snellimento del procedimento amministrativo, consentirà la crescita del Paese anche sotto il profilo economico e, grazie all'introduzione del principio meritocratico, valorizzerà la burocrazia italiana nel suo complesso, accogliendo le legittime aspirazioni dei migliori a sviluppare la propria carriera. (Applausi dal Gruppo FI).

FALCIER (FI). Esprime consenso ad un provvedimento coerente con il dettato costituzionale e rispettoso della contrattazione collettiva, che restituisce fiducia alla pubblica amministrazione e ai più meritevoli. La normativa si connette ad altri disegni di legge, quali quelli di riforma dell'organizzazione del Governo e di semplificazione legislativa, realizzando gli impegni assunti con l'elettorato, cioè il miglioramento dei servizi e l'efficienza della pubblica amministrazione, in quanto la stessa non viene ancora percepita, specialmente dagli operatori economici, come uno strumento al proprio servizio. Il disegno di legge prevede a tal fine strumenti di verifica degli obiettivi, pena la mancata proroga dell'incarico, che sostanziano la distinzione tra l'indirizzo politico e l'amministrazione, altrimenti priva di contenuto. Ricorda alcune specifiche disposizioni del disegno di legge che rafforzano il rapporto fiduciario tra l'Esecutivo e la dirigenza, consentendo all'inizio di ogni legislatura una revisione delle nomine effettuate anche presso le agenzie e gli enti pubblici, una norma che consente di riparare alle scelte opportunistiche e politicizzate compiute negli ultimi mesi della precedente legislatura. (Applausi dai Gruppi FI e UDC:CCD-CDU-DE e del senatore Carrara. Congratulazioni).

ANDREOTTI (Aut). Non voterà il disegno di legge, che rappresenta un'ulteriore modifica dell'impianto della riforma cosiddetta Bassanini, rispetto alla quale già nutriva alcuni dubbi. Pur non negando l'esigenza di un rinnovamento della pubblica amministrazione, rileva che la stessa, nella sua precedente organizzazione, ha consentito di superare la fase drammatica del dopoguerra, sopperendo con competenza e leale collaborazione anche alle carenze di esperienza amministrativa del personale politico. La normativa risulta molto confusa ed in particolare destano perplessità l'accesso alla qualifica dirigenziale senza la previsione di una sufficiente esperienza, il reclutamento dalle aziende private che rischia di risultare negativo a causa della eccessiva eterogeneità delle esperienze e il collocamento in aspettativa dei magistrati, per eventuali distacchi anche presso aziende private (un'ipotesi addirittura fantasiosa), prescindendo dal parere del Consiglio superiore della magistratura. (Applausi del senatore Vitali).

 

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

MALAN, relatore. Premesso che il collocamento in aspettativa dei magistrati è deliberato, secondo il comma 2 dell'articolo 7, dagli organi competenti e quindi dal CSM, sono da respingere le critiche al testo in ordine al preteso tentativo di ridimensionare la privatizzazione del rapporto di lavoro dei pubblici dirigenti, decisa con la riforma Bassanini nella scorsa legislatura; a parte lo stupore per la provenienza di tale rilievo dal centrosinistra e fermo restando il regime privatistico del contratto, trattandosi di dirigenti statali o comunque pubblici sono specificate le finalità pubbliciste del contratto stesso, quanto agli obiettivi da perseguire, alla durata e ad altri requisiti, ma soprattutto alla verifica dei risultati conseguiti, che costituisce forse la carenza principale della richiamata riforma. Pertanto, sono ugualmente prive di fondamento le accuse di una volontà di asservimento dei dirigenti pubblici per finalità politiche, tanto più che una forma di spoils system era già stata applicata dalla precedente maggioranza e che, se in Italia non è recepito l'istituto dell'advising consent del Senato americano con cui viene vagliata la nomina dei dirigenti pubblici, vigono però altre forme di controllo parlamentare, come il voto di fiducia al Governo e la sfiducia individuale nei confronti di singoli Ministri. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN e LP).

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. L'obiettivo del Governo è quello di migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione, analogamente a quanto si è tentato con la riforma Bassanini, in linea con l'ordine del giorno approvato dal Senato a seguito della presentazione del rapporto Giannini sullo stato della burocrazia; dispiacciono quindi le critiche del senatore Andreotti, in quanto il sistema piramidale della pubblica amministrazione disciplinato dalla riforma del 1972 già conteneva talune aperture al settore privato e forme di flessibilità che oggi vengono ulteriormente attuate. Peraltro, taluni profondi cambiamenti nel rapporto di lavoro dei dirigenti pubblici erano già stati introdotti dal centrosinistra con la richiamata riforma Bassanini, la cui applicazione viene ora in parte corretta e meglio specificata, oppure con comportamenti concreti, come la nomina di numerosi dirigenti in diversi Ministeri o nelle Agenzie, che sono state effettuate soprattutto nell'ultimo anno di governo e che oggi vengono contrastate con un sistema basato sulla meritocrazia. In particolare, si è reso necessario mantenere la possibilità di conferire incarichi amministrativi ai magistrati, sempre con il consenso del CSM, in quanto questa importante categoria di pubblici dipendenti riveste posizioni apicali in molte organizzazioni pubbliche, anche ai più alti livelli; inoltre, l'istituzione della vicedirigenza rappresenta una valorizzazione degli attuali quadri amministrativi, naturalmente in vista della loro formazione per la futura dirigenza. Per quanto riguarda poi la previsione di corsi-concorsi con frequenza presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione, si ritiene che in Italia sia ormai giunto il momento di avviare un processo di riqualificazione professionale e nel contempo di ringiovanimento anagrafico dei manager pubblici, secondo quanto accade negli altri Paesi. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE e AN).

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

Discussione del disegno di legge:

(1217) Conversione in legge del decreto-legge 11 marzo 2002, n. 28, recante modifiche all'articolo 9 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, relative al contributo unificato di iscrizione a ruolo dei procedimenti giurisdizionali civili, penali e amministrativi, nonché alla legge 24 marzo 2001, n. 89, in materia di equa riparazione (Relazione orale)

PRESIDENTE. Autorizza il senatore Bucciero a svolgere la relazione orale.

BUCCIERO, relatore. Il decreto-legge interviene sulla disciplina del contributo unificato e forfetizzato per l'iscrizione a ruolo dei procedimenti giurisdizionali e risponde ad un principio di semplificazione nonché all'orientamento della Corte costituzionale per il mancato condizionamento del diritto di azione al rispetto di un adempimento fiscale. Esso trae origine dalla proposta di legge presentata nella scorsa legislatura dai deputati Parrelli ed altri e dalle conseguenti modifiche, solo di parziale recepimento della stessa, apportate con l'articolo 9 della legge finanziaria per il 2000, secondo le esigenze di bilancio ravvisate dall'allora Ministro dell'economia e delle finanze. Tale articolo 9 ha però suscitato perplessità in ordine alle previsioni di irricevibilità degli atti e di declaratoria di improcedibilità della domanda quale sanzione per il mancato pagamento dei tributi, alla mancata estensione della normativa ai procedimenti della legge n. 39 del 2001, cosiddetta "legge Pinto", considerata peraltro la totale gratuità dei ricorsi presso la Corte di Strasburgo, nonché ai disagi di tipo organizzativo connessi all'introduzione del nuovo sistema. Rispetto ai rimedi apportati con il decreto-legge, tra i quali l'eliminazione del tipo di sanzione richiamata o l'individuazione del contributo dovuto per specifici procedimenti in materia di famiglia e stato delle persone, convalida di sfratto o procedure di opposizione agli atti esecutivi, la Commissione giustizia ha tuttavia inteso introdurre ulteriori modifiche, in particolare ripristinando l'opzione tra la contribuzione unificata o il sistema precedente per le iscrizioni a ruolo già effettuate alla data del 1° marzo 2002 o, infine, aumentando a 672 euro il contributo forfetario previsto per le curatele fallimentari.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta e dà annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza. (v. Allegato B).

 

La seduta termina alle ore 12,57.