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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 113 del 05/02/2002


MARINI (Misto-SDI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MARINI (Misto-SDI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, saluteremo il voto che oggi esprimerà il Parlamento, qualora dovesse essere favorevole all'abrogazione della XIII disposizione transitoria della Costituzione, come un evento importante, di vittoria della Repubblica italiana. Il fatto che si consenta ai discendenti della dinastia Savoia di entrare e soggiornare in Italia significa che la Repubblica è radicata, che non ha bisogno di protezione e che nessuna nostalgia del passato può travolgerla.

Perché dovremmo temere l'ingresso dei Savoia qui in Italia? Solo se ci facessimo guidare dalla vendetta dovremmo proibire l'ingresso degli ultimi dei Savoia. L'odio però estrania dalla crescita le nazioni. La disposizione transitoria in questione è stata inserita nella Costituzione dopo il referendum istituzionale del 1946; in quel momento, in quella fase, la Repubblica appena nata aveva bisogno di protezione, le tensioni nel Paese erano elevatissime, vi era una discussione sulla stessa validità del referendum ed era giusto che la Repubblica nata dalla lotta di liberazione fosse protetta da una norma costituzionale. La Repubblica era appena nata, era giusto che avesse una difesa.

Ragioni contingenti suggerirono quella disposizione, che non era una norma stabile all'interno della nostra Costituzione, tanto che fu inserita tra le disposizioni transitorie. Oggi non serve più mantenerla. Respingere la modifica della XIII disposizione significherebbe ammettere che la Repubblica è ancora debole e continua ad avere bisogno di una protezione.

Il voto di oggi, però, signor Presidente, onorevoli colleghi, non annulla le gravi responsabilità dei Savoia. Rifiutare la decretazione dello stato di assedio della capitale, allorquando vi fu la marcia su Roma, fu una grave colpa. Avere dato incarico di formare il Governo, all'indomani della marcia su Roma, al cavaliere Mussolini, che non faceva mistero della propria volontà di agire per modificare l'assetto liberale dello Stato, fu una grave colpa del re dell'epoca. Controfirmare le leggi liberticide e non avere mai opposto alcuna resistenza alla trasformazione dell'ordinamento liberale, dopo il delitto Matteotti, furono colpe gravissime da parte del sovrano contro il popolo italiano. La stessa fuga da Roma occupata dai nazisti fu una colpa indimenticabile.

È una storia piena di ignominie e i socialisti hanno espresso a quel tempo un giudizio che non hanno modificato. Anche il popolo italiano non ha dimenticato ed è proprio per questo che i Savoia non sono un pericolo, perché il popolo sa ricordare. Non faremo di tutto per dimenticare, anzi faremo di tutto affinché si ricordi la storia del nostro Paese, perché il nostro futuro è legato al passato che ci lasciamo alle spalle.

L'ordinamento repubblicano e democratico riconosce e tutela i diritti inviolabili dell'uomo, tra i quali vi è la determinazione autonoma di circolare liberamente. Abbiamo anche sottoscritto il Trattato di Schengen, che stabilisce appunto la facoltà per gli uomini di circolare liberamente.

Allora, la coerenza della nostra posizione, la necessità di essere sempre coerenti con i princìpi affermati - su cui si basa la democrazia, nella quale crediamo - ci porta oggi ad approvare la modifica della XIII disposizione transitoria della Costituzione. Ricordiamo inoltre che c'è su tutto questo anche una sincera convinzione della stragrande maggioranza del popolo, che fa forte il primato della democrazia, perché la democrazia si deve affermare sempre e ovunque.

La convinzione di avere un popolo maturo, che vuole e sa vivere in democrazia, ci induce ad esprimere un voto favorevole oggi. Il popolo sa che cinquant'anni di Repubblica democratica hanno dato grandi primati al nostro Paese, come quelli del sistema di protezione sociale e del riconoscimento dei diritti essenziali dell'uomo (cito in particolare il diritto alla sanità, all'istruzione, alla sicurezza e alla protezione).

Questa consapevolezza e questa forza della nostra democrazia e la coscienza del popolo di volerla difendere non ci fanno avere timori. Pertanto, con convinzione, sicuri che oggi votando sì votiamo per l'affermazione della nostra democrazia, i senatori socialisti dichiarano un voto favorevole sul disegno di legge in esame. (Applausi dai Gruppi Misto-SDI, DS-U e Mar-DL-U).