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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 111 del 31/01/2002


Seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale:

(77) BUCCIERO ed altri. – Integrazione della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione

(277) PEDRIZZI ed altri. – Abrogazione dei commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione

(401) SCHIFANI e PASTORE. – Abrogazione dei commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione

(417) GRECO. – Abrogazione dei commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione

(431) EUFEMI ed altri. – Abrogazione del primo e secondo comma della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione

(507) ROLLANDIN ed altri. – Abrogazione dei commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione

(674) PEDRINI ed altri. – Abrogazione dei commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione

(715) COSTA. – Abrogazione del secondo comma della XIII disposizione transitoria della Costituzione

(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)

PRESIDENTE. Prosegue la discussione generale iniziata nella seduta antimeridiana.

CONTESTABILE (FI). Anche a nome dei senatori Rizzi e Jannuzzi, essendo contrario al rientro dei Savoia in Italia, preannuncia che si allontanerà dall’Aula al momento della votazione.

MAGNALBO' (AN). Ripercorre la storia di Casa Savoia, che si intreccia strettamente con gli accadimenti storico-politici della penisola nel corso di molti secoli, sottolineando che la XIII disposizione finale e transitoria della Costituzione ha perduto la sua ragion d’essere e disattende peraltro i numerosi atti comunitari a difesa dei diritti dell’uomo e concernenti la libera circolazione dei cittadini. La cessazione degli effetti di quella disposizione è dunque un atto dovuto che risponde a motivi di civiltà e pertanto preannuncia il voto favorevole di Alleanza Nazionale sul disegno di legge costituzionale.

TURRONI (Verdi-U). Il disegno di legge costituzionale è il segnale del tentativo di revisionismo storico che la destra sta ponendo in atto, di fronte al quale occorre vigilare per non abbandonare quella forte identità repubblicana di stampo democratico che ha contraddistinto le popolazioni di molte zone del territorio italiano. La Costituzione peraltro esprime un giudizio irreversibile sulla monarchia, né si può dimenticare il comportamento dei Savoia nel corso dell’ultima guerra mondiale. Nell’esprimere dunque un giudizio fortemente negativo sul disegno di legge, i Verdi hanno presentato alcune modifiche volte a porre almeno alcuni ostacoli al rientro in Italia dei membri di Casa Savoia, quanto meno pretendendo da parte loro un’attestazione di fedeltà a quella Repubblica che mai hanno inteso riconoscere.

CONSOLO (AN). La XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione è antistorica, antidemocratica ed antigiuridica e pertanto desta notevole sorpresa il livore con cui alcuni senatori hanno espresso la loro opposizione al disegno di legge in discussione. Evidentemente essi non si rendono conto di quanti anni sono passati dalla fine della guerra e del fatto che i Savoia fanno parte della storia italiana, intendono prendere esempio dalle esperienze della Bulgaria e della Russia, che hanno consentito il ritorno delle rispettive famiglie reali nei Paesi di origine. Opporsi al provvedimento significa essere contro la storia ma anche contro il diritto, in quanto è inammissibile che le colpe dei padri ricadano sui figli. E' inoltre necessario abrogare una norma che, oltre a violare numerosi articoli della Costituzione, è anche in contrasto con la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. (Applausi dai Gruppi AN, FI e CCD-CDU:BF).

BUCCIERO (AN). L'abrogazione della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione viene all'esame delle Aule parlamentari con enorme ritardo, nonostante il favore dei cittadini, anche a causa dell'ipocrisia di chi è pronto a difendere i diritti dei terroristi, ma consente che le colpe dei padri ricadano sui figli. Il provvedimento in esame consente di recuperare il senso pieno del diritto e della giustizia, sopprimendo una norma che rappresenta una vergogna nazionale e la cui genesi risale a timori connessi ad una determinata contingenza storica della quale non rimane nulla. Alcuni degli interventi contrari al provvedimento sono ispirati all'odio e nascondono un calcolo elettorale. I sostenitori del provvedimento confidano invece nelle nuove generazioni e in tutti cittadini consapevoli dei lutti che l'odio ha causato al Paese. (Applausi dai Gruppi AN, FI e CCD-CDU:BF. Congratulazioni).

FORLANI (CCD-CDU:BF). E' grottesca la perpetuazione di una norma che ci riporta ad una concezione dello Stato molto lontana ed in stridente contrasto con l'impianto garantista e liberale della Costituzione. Non è questa la sede per una valutazione storica dell'operato di Casa Savoia; tuttavia, se la XIII disposizione era in qualche modo giustificata dal contesto storico e dalla preoccupazione per la sopravvivenza della giovane Repubblica, Umberto di Savoia, nonostante le perplessità espresse sul referendum, lasciando il Paese accettò implicitamente di riconoscere la nuova forma di Stato. A quasi 60 anni dalla fine della guerra e anche alla luce delle esperienze di Paesi dell'Est europeo, che hanno consentito agli ex sovrani di soggiornare nel loro Paese e di partecipare alla vita politica, tale norma non ha più motivo di essere ed è restata finora in vigore non soltanto per una sorta di pigrizia legislativa, ma anche per effettive resistenze testimoniate da alcuni interventi in discussione nonché da emendamenti sorprendenti e di portata quasi goliardica. Il Gruppo che rappresenta si impegnerà invece per una sollecita approvazione del testo in esame. (Applausi dai Gruppi CCD-CDU:BF e AN).

PEDRINI (Mar-DL-U). Come primo firmatario di uno dei disegni di legge costituzionale per la cessazione degli effetti della XIII disposizione transitoria e finale, ritiene che lo spirito che ha informato il provvedimento attenga al rispetto dei diritti umani e delle disposizioni dell’Accordo di Schengen, e non piuttosto al frutto di un inaccettabile processo di revisione storica, al risultato di un dibattito sui meriti storici della Casa regnante. D'altra parte, tale norma non mette in discussione il principio contenuto nell'articolo 139 della Costituzione, può riaprire una querelle patrimoniale rispetto allo Stato italiano, nonostante talune rivendicazioni dei discendenti dei Savoia cui, sia pure con la consueta diplomazia, persino il sottosegretario Gianni Letta ha inteso replicare. Il Gruppo della Margherita aderisce al disegno di legge costituzionale, nel nome dei sentimenti fortemente repubblicani del movimento cattolico italiano cui si è ispirata l'azione politica dei suoi principali esponenti, come don Sturzo, Gronchi e Scelba. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U e del senatore Massimo Brutti. Congratulazioni).

BRUTTI Massimo (DS-U). Al di là dei meriti della dinastia Savoia in ordine al processo di unità d'Italia o delle responsabilità negli ultimi anni di regno relative all'accettazione delle limitazioni delle libertà democratiche e delle leggi razziali e, dopo l'8 settembre, all'abbandono e al dissolvimento dell'autorità, Casa Savoia si è storicamente mostrata incapace di costruire un nuovo patto con gli italiani, malgrado lo sforzo di mediazione di personalità come Benedetto Croce. Pertanto, nonostante l’indubbia saldezza della forma repubblicana a distanza di un cinquantennio, ma proprio in considerazione della portata storica dell'avvenimento, occorrerebbe che il figlio dell'ultimo re, a nome della famiglia Savoia, dichiarasse la propria fedeltà in modo inequivocabile e fermo alla Repubblica, assoggettandosi al pari di qualsiasi altro cittadino italiano all'articolo 54 della Carta fondamentale, e riconoscesse la legittimità delle istituzioni, come elemento di pacificazione e come espressione di dignità e di solidarietà verso gli italiani. (Applausi dal Gruppo DS-U).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

PASTORE, relatore. Invita quanti richiedono ai discendenti di Casa Savoia un atto formale per il riconoscimento della Repubblica a meditare sulla debolezza di tale certificazione e a considerare la possibilità di un rientro in Italia di coloro che non sono personalmente responsabili degli atti compiuti dai loro avi secondo oggettività e non secondo ideologia o valutazione storica. Propone inoltre che, dopo lo svolgimento della replica del rappresentante del Governo, sia rinviato il seguito dell'esame alla prossima settimana. (Applausi dai Gruppi FI, CCD-CDU:BF e AN e del senatore Brignone).

VENTUCCI, sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Il Governo non ha inteso presentare una propria iniziativa legislativa per l'abrogazione di una norma per sua natura transitoria, pur ritenendo che si tratti di un atto opportuno per applicare anche al caso di specie i principi del Trattato di Maastricht e dell'Accordo di Schengen, senza riaprire un dibattito sulla forma repubblicana di cui l'articolo 139 della Carta fondamentale sancisce la immodificabilità. Peraltro, in tal modo si evita che prosegua l’iniziativa avviata dai Savoia a Bruxelles presso la Corte europea di giustizia e pertanto chiede di accelerare l'iter del disegno di legge costituzionale. (Applausi dai Gruppi FI e CCD-CDU:BF).

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta. Dà quindi annunzio della mozione, della interpellanza e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l’ordine del giorno della seduta del 1° febbraio.

La seduta termina alle ore 18,02.