*MANFREDI (FI). Signor Presidente, per una maggiore comprensione del tema alla nostra attenzione, che ho già illustrato nell'interrogazione 3-00231, ricordo che il Governo italiano, in base alla legge n. 386 del 1975, che approva e dà esecuzione ad un accordo tra l'Italia e la Svizzera dell'ottobre del 1974, stabilisce annualmente i criteri di ripartizione e di utilizzazione dei fondi trasferiti dalla Svizzera ai comuni italiani dove sono residenti lavoratori italiani in Svizzera (i cosiddetti "frontalieri"), sentiti i comuni di frontiera e le Regioni.
In questa legge è fissato da molti anni il vincolo che solo il 10 per cento delle somme può essere destinato dai comuni a servizi, mentre il restante 90 per cento deve essere destinato ad infrastrutture. I limiti di cui trattasi sono imposti quindi dal Governo italiano, non sono nell'accordo con la Svizzera, e vincolano ingiustamente i comuni frontalieri sotto il profilo sostanziale perché non è logicamente possibile impiegare i fondi solo per infrastrutture e non anche per servizi destinati al loro funzionamento.
Anche sotto il profilo formale la persistenza del vincolo è ingiustificata perché non mi risulta che regioni e comuni negli ultimi anni siano stati consultati. Aggiungo che, sotto il profilo costituzionale, la legge n. 386 del 1975 presenta aspetti di incostituzionalità alla luce della modifica del Capo V della Costituzione.
L'Associazione fra i comuni italiani di frontiera con il Canton Ticino è favorevole a che venga ampliata la possibilità dei comuni di dedicare queste somme a servizi. A tale riguardo, mi permetto di lasciare, affinché venga allegato al Resoconto della seduta, un documento firmato dal presidente di tale associazione. Inoltre, l'accordo con la Svizzera, come ho già detto, non prevede vincoli sulle percentuali e nemmeno sulla destinazione delle somme.
Infine, il Governo è stato impegnato con un ordine del giorno dell'8 novembre 2000 a ridiscutere l'accordo con la Svizzera, anche se la formulazione è imperfetta perché nell'accordo - ripeto - non ci sono tali vincoli. Chiedo quindi (e mi avvio a concludere) che il Governo, onorando l'impegno preso nell'ottobre 2000, decreti una modifica del vincolo aumentando dal 10 per cento al 30 per cento la quota destinata a spese per servizi. Aggiungo altresì che sarà necessario emendare la legge n. 386 del 1975 in ossequio alla Costituzione.
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza ad allegare al Resoconto della seduta odierna il documento a cui lei ha fatto riferimento.
PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere all'interpellanza testé illustrata.