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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 106 del 25/01/2002


NOVI - Al Ministro della giustizia - Premesso:

che la Procura circondariale di Napoli versava in una disastrosa condizione organizzativa che si concretizzava in oltre 700.000 pendenze all'atto dell'unificazione con la Procura retta dal Dr. Agostino Cordova;

che furono trovati 2.000.000 di seguiti di informative giacenti sui pavimenti e non esaminati da alcuno;

che giacevano negli armadi 9.500 fascicoli d'esecuzione inevasi, anche con pene oramai prescritte;

che i sostituti della Procura circondariale presenziavano, in media, ad 1, 7 udienze per mese, laddove quelli della Procura - Tribunale ne facevano 2-3 per settimana;

che gli stessi nel 1999 proposero complessivamente solo 7 impugnazioni (n.b. si parla dei sostituti, altre poche decine furono proposte dai procuratori aggiunti);

che nessuno, e tanto meno la Procura Generale di Napoli, si accorse dell'enorme arretrato formatosi presso la Procura circondariale;

che nessuno se ne interessò dopo che il procuratore Cordova segnalò tale anomalia a tutti gli organi competenti (Ministro, CSM, Procura generale di Napoli, Procura generale della Cassazione);

che le segnalazioni a partire dal giugno 1999 furono infinite (oltre 60);

che nessun provvedimento adottarono CSM e Ministero della giustizia;

che nessun procedimento disciplinare risulta iniziato;

che il Procuratore circondariale venne assegnato a presiedere una sezione del tribunale;

che gli organici della Procura unificati, anziché essere adeguati alla disastrata situazione, furono addirittura ridotti;

che il ministro pro tempore Fassino promise pubblicamente un incremento di 150 unità di personale amministrativo, di cui 50 entro novembre 2000, e non solo la promessa non fu mantenuta, ma l'organico amministrativo fu ulteriormente ridotto;

che il procuratore Cordova predispose tutti i rimedi possibili per tamponare la situazione;

che i suoi ordini di servizio anticiparono le direttive del CSM sull'organizzazione degli uffici, anzi per qualche parte furono letteralmente copiati dal CSM;

che, senza generalizzare, vi fu un'insofferenza dei sostituti dell'ex Procura circondariale ad adeguarsi alle regole;

che il malcontento e l'insofferenza furono strumentalizzati dalle correnti di MD, dei Verdi e dei Ghibellini;

che l'insofferenza crebbe per il rischio di responsabilità per le anomalie evidenziate dal procuratore;

che le correnti di cui sopra colsero al volo l'occasione per conseguire due obiettivi: la cooptazione dei voti ai fini delle elezioni alla giunta distrettuale, al consiglio giudiziario e, nel prossimo anno, al CSM e la creazione dei presupposti per l'incompatibilità del procuratore;

che tali presupposti furono creati mediante delibere della giunta, documenti, osservazioni sugli ordini di servizio ed altro, immediatamente pubblicizzati tramite la stampa locale;

che parte della stampa locale asseconda questo disegno, non tralasciando quasi quotidianamente di dare spazio, mediante notizie faziose, interviste pilotate, capovolgimenti della realtà alle correnti della sinisttra;

che persino le audizioni del CSM furono immediatamente seguite da fughe di notizie, nonostante fossero riservate, notizie riportanti solo i fatti utili a giudizio degli strumentalizzatori;

che il presidente Verde ha trattato la pratica con urgenza, mentre nulla ha fatto per le gravissime anomalie segnalate dal procuratore;

che il presidente Verde risulterebbe inquisito presso la Procura di Napoli;

che l'Ufficio impugnazioni è stato istituito a causa dell'enorme numero di casi in cui il P.M. che aveva chiesto la condanna non aveva inteso impugnare la sentenza di assoluzione;

che un'analoga situazione è riscontrabile presso la Procura Generale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo autentico sfascio provocato in alcuni uffici giudiziari del Tribunale di Napoli da gestioni incompetenti e dall'insufficiente impegno di magistrati che per coprire precedenti e censurabili comportamenti professionali ritengono di assicurarsi una sorta di protezione correntizia aderendo a quelle componenti che possono contare sul sostegno della maggioranza del CSM.

(2-00123)