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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 086 del 05/12/2001


MANCINO (Mar-DL-U). L'intervento di ieri del ministro Castelli ha carattere surrettizio in quanto l'ordine del giorno verteva sulla mozione presentata dall'opposizione per la revoca all'avvocato Taormina del mandato di sottosegretario, né l'illustrazione effettuata dal Ministro della politica del Governo sulla giustizia è stata preceduta da una comunicazione ai Gruppi, come sempre è avvenuto nella prassi parlamentare. Nella sua esposizione, il Guardasigilli non ha tenuto in alcun conto il quadro europeo in cui deve incardinarsi anche la politica italiana in materia di giustizia, alla luce dei vincoli posti dai trattati di Maastricht ed Amsterdam, che occorre tenere bene a mente prima di dissociare l'Italia, isolandola dagli altri Paesi dell'Unione, sulla questione del mandato di arresto europeo previsto anche per reati di riciclaggio, corruzione e frode, con il pretesto di rinviare tale possibilità ad una futura costituzione europea. Ciò dimostra la scarsa considerazione in cui il Governo tiene il processo di costruzione europea, nonché il suo atteggiamento pregiudiziale nei confronti del Parlamento europeo a causa della prevalente presenza di forze di sinistra. Inaccettabili sono inoltre le critiche espresse all'articolo 68 della Costituzione; d'altra parte ferma è la condanna nei confronti del giustizialismo che si risolve in una lesione della qualità della democrazia in quanto i problemi politici non si risolvono sul piano giudiziario. Se errori vi sono stati in tal senso, essi vanno imputati a singoli giudici non alla magistratura nel suo complesso, che negli anni passati ha soltanto voluto colpire i reati di corruzione e concussione che hanno caratterizzato una determinata epoca. Peraltro, molti imputati sono stati scagionati, tra cui il presidente Andreotti, cui dà atto di non aver mai espresso giudizi tanto forti e negativi nei confronti della magistratura. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, FI, CCD-CDU:BF e AN). Per quanto riguarda la separazione delle funzioni tra magistratura giudicante ed inquirente, la discussione è stata male impostata, intanto perché oltre all'ipotesi di pubblici ministeri dipendenti dall'Esecutivo vi è anche quella che li vede dipendenti dal Legislativo, e comunque perché ai magistrati va garantita assoluta autonomia, al massimo prevedendo funzioni distinte. In ordine al rapporto tra politica e magistratura, sollecita una riforma per evitare che i giudici eletti in Parlamento tornino alla magistratura al termine del mandato parlamentare. Soffermandosi sulla condizione di sofferenza del Parlamento, schiacciato rispetto al ruolo prevalente esercitato dal Governo, auspica un bilanciamento che consenta di fornire le risposte più adeguate allequestioni vitali per il Paese. (Vivi applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Misto-Com, Misto-SDI, Verdi-U e Aut. Molte congratulazioni).

 

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione.