GRECO (FI). Il sottosegretario Taormina ha posto il problema del corretto esercizio della giurisdizione e del riequilibrio dei poteri; le sue dimissioni hanno determinato un dibattito sulla giustizia, che è l'occasione per riaffermare il programma della Casa delle libertà, basato sulla certezza del reato, del processo e della pena. La crisi della giustizia è evidente e spetta al potere politico stabilire se le cause risiedono nella confusione delle leggi, nel principio della obbligatorietà dell'azione penale o nella responsabilità di singoli magistrati, così come spetta alla politica adottare i rimedi con scelte democratiche e non sotto la pressione dei magistrati più presenti nei mezzi di comunicazione di massa. La sinistra ha superato indenne la fase giustizialista perché aveva stabilito un'alleanza organica con la magistratura politicizzata ed ora fa leva sulla questione giustizia per darsi un'identità, arrivando ad avallare la disapplicazione delle sentenze della Corte costituzionale e delle leggi del Parlamento. Bisogna invece porre fine allo scontro frontale tra la politica e una magistratura che deborda dal proprio ambito e non rispetta la divisione dei poteri, ristabilendo gli ambiti di competenza e le relative imputazioni di responsabilità. (Applausi dai Gruppi FI, AN, CCD-CDU:BF, LNP e del senatore Salzano).