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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 086 del 05/12/2001


Integrazione all'intervento del senatore Greco nella discussione delle mozioni sulla questione della giustizia

Non possiamo più consentire tutto questo. Non possiamo consentire che alcuni magistrati proseguano nella "perdita del culto del limite andando ad occupare il centro del sistema" (sono parole dell'onorevole Violante, 1997), acquisendo "un potere enorme, pericoloso per lo Stato di diritto, delle regole, travolte sull'altare di obiettivi estranei agli interessi della giustizia" (anche queste parole non sono nostre ma del presidente del CNEL De Rita, 1997).

Dobbiamo impedire che il "potere sia dappertutto e la responsabilità in nessun luogo"; quella responsabilità alla quale ha fatto riferimento anche il senatore Mancino.

Un impegno questo nell'interesse di tutti e soprattutto dei cittadini, che alla fine pagano più d'ogni altro le conseguenze dello scontro tra politica e magistratura.

Nell'interesse anche dello stesso ordine giudiziario, fatto in maggioranza da magistrati che, a differenza dei pochi ribelli alla legge e assetati di potere, di onnipotenza, rendono quotidianamente giustizia, in silenzio, con equilibrio, sentenziando con vera autonomia ed indipendenza dal potere politico, da quello mediatico, dalle correnti e gruppi di potere interni ed esterni alla magistratura.

Nell'interesse di questa stragrande maggioranza di magistrati dobbiamo compiere ogni sforzo per non lasciarci condizionare nel nostro quotidiano lavoro legislativo da quei pochi magistrati che "si mettono a ruggire ogni qualvolta avvertono aria di riforme, continuando a considerare il codice, le leggi una gabbia e pretendono licenza di andarsene in giro per la prateria a cercar gloria" (Feltri, 20 aprile 1997). La festa è finita per questi magistrati onnipotenti; la festa è finita per quanti li hanno sin qui fiancheggiati.

Sen. Greco