l'Ente nazionale vini con sede a Siena fu istituito con regio decreto del 1933;
il decreto del Presidente della Repubblica n. 296/50 ne riconobbe la personalità giuridica di Ente Autonomo «mostra mercato dei vini tipici e pregiati»;
il decreto del Presidente della Repubblica n. 1627/60 ne modificò lo statuto consentendo anche l'istituzione nella città di Siena della Enoteca Italiana al fine di allestire una esposizione permanente dei vini tipici e pregiati prodotti in Italia, e di promuovere, attuare e partecipare alle iniziative dirette alla divulgazione e affermazione in Italia e nel mondo dei vini tipici e pregiati italiani;
la struttura istituzionale dell'Ente composta da quattro organi: Presidente, Giunta, Consiglio di amministrazione e l'Assemblea dei Soci è una struttura aperta senza particolari limiti di accesso se non quelli dell'interesse per la filiera vinicola; una struttura che ha fra i suoi membri le istituzioni senesi, il Ministero delle politiche agricole, l'ICE, la regione Toscana, la Camera di commercio di Firenze, i Comuni di Montalcino, di Montespertoli, di Castelnuovo Berardenga, di Montepulciano, di Chiusi, tutti i rappresentanti della filiera vitivinicola (Unione Italiana vini, Federvini, l'Unione provinciale agricoltori, la Coldiretti, la Confederazione italiana agricoltori, la Confocooperative, il Consorzio del marchio storico Chianti Classico, l'A.PRO.VI.TO.);
l'Enoteca associa 515 aziende per le quali espone, promuove e commercializza circa 1.100 vini;
il lavoro costante per la diffusione della cultura del vino, l'informazione, l'educazione e la tutela del consumatore ha contribuito a far crescere di non poco le conoscenze e le capacità di scelta dei consumatori e degli appassionati;
il lavoro è stato svolto con autorevolezza e capacità operativa, in collaborazione con il Ministero, ICE, Regioni, Enti Locali, Sistema Camerale, Consorzi di tutela, Enti di promozione, Associazionismo rappresentativo della filiera, eccetera;
questo lavoro ha mantenuto sempre un livello tecnico, scientifico, culturale di alto profilo tanto da garantire collaborazioni con i centri di ricerca scientifica, le Università, il mondo accademico (Accademia della vite e del vino), con l'OIV, con il mondo dell'informazione specializzata e della cultura (le più importanti case editrici nazionali e l'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani);
l'Ente non ha mai concepito il proprio ruolo in maniera riservata o esclusiva ma ha fatto uno sforzo per promuovere altri centri di diffusione della cultura del vino e della promozione in tutta Italia attivando l'istituzione dell'Associazione città del vino, del Movimento del Turismo del vino, di varie Enoteche pubbliche a livello regionale e locale dal Piemonte alla Sicilia e promuovendo l'Associazione delle Enoteche pubbliche di recente ampliata alle Strade del vino;
a fronte di tutto questo patrimonio dell'intero mondo produttivo della cultura e delle istituzioni si sta sviluppando una campagna incomprensibile e contraddittoria da parte di esponenti dell'Enoteca Piemonte, che troverebbe sponde sensibili nel Ministero delle politiche agricole, volta a sminuire, denigrare l'efficienza e l'efficacia dell'Ente Vini-Enoteca Italiana con lo scopo dichiarato di proporne il superamento e il trasferimento della sede in Piemonte;
è evidente l'inconsistenza e l'infondatezza delle osservazioni al pari della strumentalità dei fini che rischiano, comunque, di aprire un inutile contenzioso dannoso all'immagine dell'Ente e del sistema vitivinicolo italiano,
gli interroganti chiedono di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente, al fine di tutelare il ruolo dell'Ente nazionale vini e dell'Enoteca di farsi promotore di una rapida iniziativa al fine di garantirne la continuità operativa nella sede attuale e il loro eventuale rafforzamento attraverso un più stretto collegamento con il sistema istituzionale regionale anche alla luce della recente riforma del titolo V della Costituzione della Repubblica.
(3-00232)