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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 086 del 05/12/2001


Allegato B

 

Integrazione all'intervento del senatore Greco nella discussione delle mozioni sulla questione della giustizia

Non possiamo più consentire tutto questo. Non possiamo consentire che alcuni magistrati proseguano nella "perdita del culto del limite andando ad occupare il centro del sistema" (sono parole dell'onorevole Violante, 1997), acquisendo "un potere enorme, pericoloso per lo Stato di diritto, delle regole, travolte sull'altare di obiettivi estranei agli interessi della giustizia" (anche queste parole non sono nostre ma del presidente del CNEL De Rita, 1997).

Dobbiamo impedire che il "potere sia dappertutto e la responsabilità in nessun luogo"; quella responsabilità alla quale ha fatto riferimento anche il senatore Mancino.

Un impegno questo nell'interesse di tutti e soprattutto dei cittadini, che alla fine pagano più d'ogni altro le conseguenze dello scontro tra politica e magistratura.

Nell'interesse anche dello stesso ordine giudiziario, fatto in maggioranza da magistrati che, a differenza dei pochi ribelli alla legge e assetati di potere, di onnipotenza, rendono quotidianamente giustizia, in silenzio, con equilibrio, sentenziando con vera autonomia ed indipendenza dal potere politico, da quello mediatico, dalle correnti e gruppi di potere interni ed esterni alla magistratura.

Nell'interesse di questa stragrande maggioranza di magistrati dobbiamo compiere ogni sforzo per non lasciarci condizionare nel nostro quotidiano lavoro legislativo da quei pochi magistrati che "si mettono a ruggire ogni qualvolta avvertono aria di riforme, continuando a considerare il codice, le leggi una gabbia e pretendono licenza di andarsene in giro per la prateria a cercar gloria" (Feltri, 20 aprile 1997). La festa è finita per questi magistrati onnipotenti; la festa è finita per quanti li hanno sin qui fiancheggiati.

Sen. Greco

Integrazione all'intervento del senatore Calogero Sodano nella discussione delle mozioni sulla questione della giustizia

In tal senso, il giudice diviene - come sapientemente affermò Calamandrei nel suo saggio "Il giudice e lo storico" - lo storico della volontà del Parlamento, accettandola ed applicandola anche laddove non la condivida. E' così che si opera la divisione netta tra politica e giustizia, una divisione che non esclude il contributo essenziale della scienza e della coscienza del giudice, che deve penetrare l'essenza della legge e applicarla al caso in esame.

Il magistrato è indipendente quando dipende solo dalla legge e dalla sua interpretazione, non dal suo arbitrio che lo fa propendere per questa o per quella fazione politica e lo induce a cercare la sua "soluzione".

L'avviso di garanzia nel 1994 a Berlusconi ha cambiato il corso della storia politica italiana e tutto questo con quella responsabilità di magistrati con copertura politica di partiti della sinistra.

Se tutto ciò viene sottovalutato o peggio ignorato o addirittura contestato da parte della magistratura, sicuramente dalla parte che più fa rumore, quale sarà il rapporto del cittadino con la giustizia, quale la formazione dei nuovi giovani che si accostano a questa nobilissima carriera? Il Parlamento deve porsi queste domande e deve trovare possibili risposte.

Noi riteniamo che le dichiarazioni di Taormina abbiano peccato nella forma ma non nella sostanza e vogliamo, perché lo vuole il Paese, la separazione delle carriere, la riforma del CSM e la riforma dell'obbligatorietà dell'azione penale.

Come si vede, il sentiero riformatore è obbligato. Non giova, però, nasconderlo: tanto per la maggioranza, quanto per l'opposizione, dalla giustizia, dalla sua efficienza e trasparenza dipende la credibilità della nostra democrazia.

 

Sen. Sodano Calogero

Integrazione all'intervento del senatore Tommaso Sodano nella discussione delle mozioni sulla questione della giustizia

Ieri il ministro Castelli ha confermato l'attacco alle cosiddette Toghe rosse; voglio ricordare che i fascisti gridavano "toghe rosse" ai giudici che processavano gli assassini di Giacomo Matteotti.

Rifondazione Comunista ritiene grave il comportamento del Ministro, che non solo ha assunto le posizioni dell'avvocato Taormina ma si è spinto oltre con attacchi e intimidazioni venendo meno al dettato costituzionale, che impone al Guardasigilli la funzione di garante del rispetto delle leggi e dei poteri dello Stato; a nostro avviso, ha varcato il solco della legittimità costituzionale, per cui si pone un problema di compatibilità del ministro Castelli con la sua permanenza nel Dicastero della giustizia. Questo è il senso del nostro ordine del giorno su cui chiediamo il voto dell'Aula.

Rifondazione Comunista si opporrà con tutte le proprie forze costruendo un rapporto sempre più stretto tra opposizione parlamentare e opposizione sociale, per bloccare il vostro progetto che prevede libertà e impunità per i potenti e i corrotti, discriminazione e segregazione degli emarginati e degli immigrati e repressione per i più deboli e per chi contesta la politica del Governo.

 

Sen. Sodano Tommaso

Integrazione alla dichiarazione di voto del senatore Pagliarulo nella discussione delle mozioni sulla questione della giustizia

 

Vedete persino l'Europa come un complotto continentale contro di voi. Il Ministro parla di un'èlite di magistrati? Sì, c'è il pericolo dell'elitarismo, e l'èlite si afferma, ma non nella magistratura, ogni qual volta uno di voi ricorda che c'è una maggioranza eletta dal popolo e perciò vede con fastidio il libero dibattito in Parlamento. Qualcuno pensa a una democrazia plebiscitaria, dove il leader parla direttamente al popolo.

Non sono i magistrati che vogliono neutralizzare il potere legislativo. Siete voi che vorreste neutralizzare il potere giurisdizionale!

La situazione della giustizia in Italia è grave. Ma perché Castelli non ha detto che con i governi del centrosinistra la giustizia ha cominciato a risalire la china? Perché non ha detto che i processi si smaltiscono più di prima? Perché ha negato il «netto miglioramento della situazione» da lui stesso affermato nel rapporto 2001 a Strasburgo? Perché non è stato propositivo? Perché il Governo ha diminuito gli stanziamenti in finanziaria? La situazione della giustizia preoccupa tutti. Bisogna intervenire sul serio, in positivo, con obiettività, competenza, rispetto di tutte le istituzioni.

Senatori della maggioranza, tanti di voi dichiarano la loro moderazione. Ma ieri il ministro Castelli ha dato prova di pericoloso estremismo. Se questa è la strada, la giustizia non si riforma, ma si umilia, si divide e si lascia affondare.

Grazie presidente.

 

Sen. PAGLIARULO

  

Integrazione alla dichiarazione di voto del senatore Boco nella discussione delle mozioni sulla questione della giustizia

La politica dovrebbe rifiutare certi giochetti: certe frasi dette e non dette, dimissioni annunciate, smentite, confermate. Giochi poco trasparenti. Comunque, questa riforma del sistema giustizia è già in atto. La riforma, e questo si è già capito, mira a calpestare l'autonomia della magistratura e niente più. Ma noi promettiamo al Paese che scenderemo in piazza e riporteremo i cittadini in piazza. Mancano i numeri per contrastare le vostre riforme? Non importa abbiamo uno strumento di democrazia diretta a disposizione: il referendum abrogativo. I cittadini decideranno.

 

Mi appello al Presidente della Repubblica che presiede il Consiglio superiore della magistratura, perché intervenga e ribadisca che la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (articolo 104 della Costituzione). Scriveremo a Ciampi: tutti i cittadini aspettano il Suo intervento.

 

Sen. Boco

   

Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare,

variazioni nella composizione

 

Il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione d'inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare il senatore Giuseppe Ruvolo, in sostituzione del senatore Francesco Salzano, dimissionario.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Sen. ACCIARINI Maria Chiara, PAGANO Maria Grazia

Disposizioni per l'esercizio dell'attività archeologica subacquea (923)

(presentato in data 05/12/01 )

 

Sen. BATTAFARANO Giovanni Vittorio

Tutela della persona che lavora da violenze morali e persecuzioni psicologiche nell'ambito dell'attività

lavorativa (924)

(presentato in data 05/12/01 )

 

Sen. SODANO Calogero, MALABARBA Luigi, MALENTACCHI Giorgio

Norme per l'elezione del consiglio unitario delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro (925)

(presentato in data 05/12/01 )

  

Sen. CHINCARINI Umberto, VANZO Antonio Gianfranco, FRANCO Paolo, AGONI Sergio, BOLDI

Rossana, CORRADO Andrea

Divieto di impiego di animali in combattimenti (926)

(presentato in data 05/12/01 )

  

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

 

1ª Commissione permanente Aff. cost.

Delega per la riforma dell' organizzazione del Governo e della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonche' di enti pubblici (905)

previ pareri delle Commissioni 2° Giustizia, 4° Difesa, 5° Bilancio, 6° Finanze, 7° Pubb. istruz., 9° Agricoltura,

10° Industria, 12° Sanita', Giunta affari Comunita' Europee, Commissione parlamentare per le questioni regionali

C.1534 approvato dalla Camera dei Deputati;

(assegnato in data 05/12/01 )

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Sen. MONTAGNINO Antonio Michele

Modifica dell' articolo 51 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 (858)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 11° Lavoro, Giunta affari Comunita' Europee

(assegnato in data 05/12/01 )

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Dep. FINOCCHIARO FIDELBO Anna Maria ed altri

Misure contro la tratta di persone (885)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, Commissione straordinaria diritti umani

C.1255 approvato dalla Camera dei Deputati (TU con C.1584);

(assegnato in data 05/12/01 )

 

2ª Commissione permanente Giustizia

Modifiche al sistema elettorale del Consiglio superiore della magistratura (891)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost.

(assegnato in data 05/12/01 )

 

9ª Commissione permanente Agricoltura

Sen. COLETTI Tommaso, Sen. FORMISANO Aniello

Modifica alla legge 14 febbraio 1992, n. 185, recante nuova disciplina del Fondo di solidarieta' nazionale (845)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 6° Finanze, 10° Industria, 13° Ambiente, Giunta affari Comunita' Europee, Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 05/12/01 )

 

11ª Commissione permanente Lavoro

Sen. MONTAGNINO Antonio Michele ed altri

Norme di tutela dei lavori " atipici " (869)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia, 5° Bilancio, 6° Finanze, 10° Industria, Giunta affari Comunita' Europee, Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 05/12/01 )

 

11ª Commissione permanente Lavoro

Sen. TOIA Patrizia ed altri

Norme per la tutela della dignita' e liberta' della persona che lavora, contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro (889)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 2° Giustizia

(assegnato in data 05/12/01 )

    

Governo, trasmissione di documenti

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha inviato, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la comunicazione concernente il conferimento degli incarichi, nell'ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di dirigente ai dottori Angelo Achille, Bruna Bagaglino, Lea Battistoni, Daniela Carlà, Paola Chiari, Michele Daddi, Francesco Di Maggio, Maria Teresa Ferraro, Paolo Onelli, Giancarlo Scatassa e Annalisa Vittore.

 

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

 

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 30 novembre 2001, ha inviato, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria dell'Ente nazionale assistenza magistrale (ENAM), per gli esercizi 1999 e 2000 (Doc. XV, n. 29).

 

Alla determinazione sono allegati i documenti rimessi dall'Ente suddetto ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della legge stessa.

 

Detta documentazione è stata deferita, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente.

  

Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 30 novembre 2001, ha inviato, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria della Lega Navale Italiana, per l'esercizio 2000 (Doc. XV, n. 30).

 

Alla determinazione sono allegati i documenti rimessi dall'Ente suddetto ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della legge stessa.

 

Detta documentazione è stata deferita, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 4a, alla 5a e alla 8a Commissione permanente.

  

Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 30 novembre 2001, ha inviato, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria dell'Ente Teatrale Italiano (E.T.I.), per gli esercizi 1999 e 2000 (Doc. XV, n. 31).

 

Alla determinazione sono allegati i documenti rimessi dall'Ente suddetto ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della legge stessa.

 

Detta documentazione è stata deferita, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente.

  

 

Interpellanze

EUFEMI, BOREA - Al Ministro delle attività produttive - Premesso che:

l'UNCI-Unione Nazionale Cooperative italiane, centrale cooperativa con circa 6.000 affiliate, versa da alcuni mesi in una grave crisi statuaria determinata da conflitti istituzionali all'interno dei principali organi collegiali centrali;

tale situazione è stata determinata a suo tempo dalle dimissioni del presidente e successivamente ritirate;

tale situazione si è nel tempo ulteriormente deteriorata con una paralisi delle attività interne della Centrale cooperativa, anche in presenza di ripetuti rifiuti del presidente di mettere i libri sociali a disposizione del collegio sindacale e di completare gli organi statutari, in particolare il collegio di presidenza, a seguito della morte del vice presidente onorevole D'Andrea;

ulteriori allarmanti prevaricazioni si sono verificate con il commissariamento di un'associazione interna all'UNCI, non prevista da alcuna disposizione dallo statuto dell'UNCI;

tale illegittime procedure sono state quindi adottate dal presidente, permettendo un commissariamento senza il prescritto consenso del Comitato esecutivo;

tale commissariamento ha provocato inoltre la revoca di undici consiglieri generali e la loro sostituzione per surroga, spesso con persone non appartenenti all'UNCI od addirittura da queste escluse per indegnità,

si chiede quale urgente intervento il Ministro in indirizzo intenda adottare perché sia ripristinata la legalità degli organi elettivi centrali dell'UNCI, gravemente lesa dai fatti sopra ricordati.

(2-00097)

Interrogazioni

BRUNALE, AMATO, BASSANINI, BERLINGUER, Bettoni Brandani, BOCO, FRANCO Vittoria, MALENTACCHI, TONINI, TURRONI - Al Ministro delle politiche agricole e forestali - Premesso che:

l'Ente nazionale vini con sede a Siena fu istituito con regio decreto del 1933;

il decreto del Presidente della Repubblica n. 296/50 ne riconobbe la personalità giuridica di Ente Autonomo «mostra mercato dei vini tipici e pregiati»;

il decreto del Presidente della Repubblica n. 1627/60 ne modificò lo statuto consentendo anche l'istituzione nella città di Siena della Enoteca Italiana al fine di allestire una esposizione permanente dei vini tipici e pregiati prodotti in Italia, e di promuovere, attuare e partecipare alle iniziative dirette alla divulgazione e affermazione in Italia e nel mondo dei vini tipici e pregiati italiani;

la struttura istituzionale dell'Ente composta da quattro organi: Presidente, Giunta, Consiglio di amministrazione e l'Assemblea dei Soci è una struttura aperta senza particolari limiti di accesso se non quelli dell'interesse per la filiera vinicola; una struttura che ha fra i suoi membri le istituzioni senesi, il Ministero delle politiche agricole, l'ICE, la regione Toscana, la Camera di commercio di Firenze, i Comuni di Montalcino, di Montespertoli, di Castelnuovo Berardenga, di Montepulciano, di Chiusi, tutti i rappresentanti della filiera vitivinicola (Unione Italiana vini, Federvini, l'Unione provinciale agricoltori, la Coldiretti, la Confederazione italiana agricoltori, la Confocooperative, il Consorzio del marchio storico Chianti Classico, l'A.PRO.VI.TO.);

l'Enoteca associa 515 aziende per le quali espone, promuove e commercializza circa 1.100 vini;

il lavoro costante per la diffusione della cultura del vino, l'informazione, l'educazione e la tutela del consumatore ha contribuito a far crescere di non poco le conoscenze e le capacità di scelta dei consumatori e degli appassionati;

il lavoro è stato svolto con autorevolezza e capacità operativa, in collaborazione con il Ministero, ICE, Regioni, Enti Locali, Sistema Camerale, Consorzi di tutela, Enti di promozione, Associazionismo rappresentativo della filiera, eccetera;

questo lavoro ha mantenuto sempre un livello tecnico, scientifico, culturale di alto profilo tanto da garantire collaborazioni con i centri di ricerca scientifica, le Università, il mondo accademico (Accademia della vite e del vino), con l'OIV, con il mondo dell'informazione specializzata e della cultura (le più importanti case editrici nazionali e l'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani);

l'Ente non ha mai concepito il proprio ruolo in maniera riservata o esclusiva ma ha fatto uno sforzo per promuovere altri centri di diffusione della cultura del vino e della promozione in tutta Italia attivando l'istituzione dell'Associazione città del vino, del Movimento del Turismo del vino, di varie Enoteche pubbliche a livello regionale e locale dal Piemonte alla Sicilia e promuovendo l'Associazione delle Enoteche pubbliche di recente ampliata alle Strade del vino;

a fronte di tutto questo patrimonio dell'intero mondo produttivo della cultura e delle istituzioni si sta sviluppando una campagna incomprensibile e contraddittoria da parte di esponenti dell'Enoteca Piemonte, che troverebbe sponde sensibili nel Ministero delle politiche agricole, volta a sminuire, denigrare l'efficienza e l'efficacia dell'Ente Vini-Enoteca Italiana con lo scopo dichiarato di proporne il superamento e il trasferimento della sede in Piemonte;

è evidente l'inconsistenza e l'infondatezza delle osservazioni al pari della strumentalità dei fini che rischiano, comunque, di aprire un inutile contenzioso dannoso all'immagine dell'Ente e del sistema vitivinicolo italiano,

gli interroganti chiedono di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente, al fine di tutelare il ruolo dell'Ente nazionale vini e dell'Enoteca di farsi promotore di una rapida iniziativa al fine di garantirne la continuità operativa nella sede attuale e il loro eventuale rafforzamento attraverso un più stretto collegamento con il sistema istituzionale regionale anche alla luce della recente riforma del titolo V della Costituzione della Repubblica.

(3-00232)

EUFEMI, BOREA - Al Ministro della salute - Premesso che la Giunta Regionale del Lazio ha a suo tempo predisposto elenchi di medici di base che sarebbero debitori nei confronti della Regione per conguagli passivi relativi a periodi dal maggio 1979 al dicembre 1992;

che tali conguagli sono riferiti a migliaia di professionisti che in parte hanno cessato da tempo l'attività di medico di base e in molti casi sono anche defunti;

che le Amministrazioni delle ASL, alle quali sono stati consegnati tali tabulati, per il recupero delle somme addebitate, stanno provvedendo a notificare agli interessati le ingiunzioni di pagamento senza che sia stata puntualmente verificata la sussistenza del debito e la sua procedibilità considerata l'eventuale avvenuta prescrizione decennale,

si chiede di conoscere quali urgenti interventi si intenda adottare per verificare la fondatezza dei debiti pretesi evitando quindi di innescare un lungo e vasto contenzioso nei confronti delle ASL procedenti.

(3-00233)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

BOCO, TURRONI, DE PETRIS - Al Ministro delle politiche agricole e forestali - Premesso che:

l'Enoteca Italiana opera da più di settantanni nel comune di Siena, svolgendo un ruolo fondamentale relativo alla promozione e alla valorizzazione del comparto vitivinicolo italiano;

la sede dell'Enoteca Italiana ha assunto nel corso degli anni una funzione rilevantissima per lo svolgimento di importanti iniziative a carattere scientifico, sia nazionali che internazionali;

la sede dell'Enoteca Italiana è diventato nel corso degli anni una importante meta turistica, capace di far affluire all'interno del comune toscano migliaia di visitatori, valorizzando le tradizioni culturali e muovendo un ingente flusso economico;

nella città di Siena, questa importante sede è ormai entrata a pieno titolo nella geografia culturale e antropica della città, fungendo da punto di riferimento per molti avvenimenti ed iniziative;

le recenti dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario per le politiche agricole e forestali Teresio Delfino, in occasione della manifestazione del salone del vino, lasciano intendere la volontà di stabilire la sede ufficiale dell'Enoteca d'Italia a Torino,

si chiede di sapere:

con quali competenze siano state espresse le dichiarazioni del sottosegretario Delfino;

se non si intenda definitivamente ribadire che la sede di Siena risulti il luogo permanente per l'Enoteca Italiana.

(4-01038)

BEVILACQUA, MEDURI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

in data 4 dicembre 1996 è stata già presentata un'interrogazione parlamentare all'allora Ministro dei lavori pubblici, onorevole Costa con la quale si chiedeva di adottare le opportune iniziative ai fini dell'inserimento del progetto dello svincolo autostradale in zona Misimizzi, comune di Candidoni;

in data 3 aprile 1997 il Ministro rispondeva: «l'Anas, in considerazione della circostanza che lungo i 443 chilometri della Salerno-Reggio Calabria esistono 51 svincoli ad una distanza media di circa 9 chilometri, è dell'avviso, per non abbassare il livello di servizio della stessa autostrada, di non procedere alla realizzazione di ulteriori svincoli così come richiesto dal comune di Candidoni. In particolare per quest'ultima richiesta l'ufficio competente aveva già redatto un progetto di massima, situando il nuovo svincolo alla progressiva chilometrica 377+600, ovvero al chilometro 5+300 dallo svincolo di Rosarno posto al chilometro 382+900 e al chilometro 7+900 metri da quello di Mileto, posto al chilometro 369+700. Un'eventuale realizzazione di tale svincolo, quindi, dovrebbe trovare ubicazione non al di fuori dei suddetti limiti chilometrici. Tuttavia, l'Anas, per risolvere al meglio le problematiche del territorio comunale e delle zone limitrofe, ritiene più appropriato il miglioramento della viabilità circostante l'autostrada stessa; quindi il traffico da e verso gli abitati di Candidoni, Giffoni ed altri comuni potrebbe essere indirizzato verso lo svincolo di Mileto (direzione nord) e verso quello di Rosarno (direzione sud), senza allungamento di percorso»;

dunque, già allora, si sottolineava la necessità non più procrastinabile della costruzione di uno svincolo e accesso autostradale nelle località come sopra meglio evidenziate;

in data 15 giugno 1999 si provvedeva ad inoltrare una lettera al Ministro dei lavori pubblici, dottor Enrico Micheli, con la quale sottolineava ancora una volta «la necessità non più procrastinabile della costruzione di uno svincolo e accesso autostradale in località Misimizzi»;

a tutt'oggi, nonostante le numerose segnalazioni sulla necessità di un definitivo intervento risolutore la creazione dello svincolo A3/ Salerno-Reggio Calabria nel tratto compreso tra Rosarno e Mileto non ha trovato la soluzione sperata,

gli interroganti chiedono di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di intervenire e quali provvedimenti urgenti intenda adottare ai fini di una definitiva soluzione della questione.

(4-01039)

FLORINO - Ai Ministri dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio - Premesso:

che a Pianura, quartiere periferico della città di Napoli, già nel passato sottoposto ad un selvaggio abusivismo edilizio con ripercussioni notevoli sul sistema viario e fognario, si sta per attuare un'altra colossale speculazione edilizia da parte di un privato con una cementificazione di oltre 160.000 metri cubi contrabbandandola per riqualificazione urbana;

che detto piano si articola e sviluppa su quattro suoli distinti che rappresentano le aree residuali di grosse lottizzazioni abusive effettuate tra il 1970 e 1985 da un imprenditore locale;

che il protocollo d'intesa con relativo assenso del Comune di Napoli per il suddetto piano prevede la costruzione di 300 appartamenti di lusso, circa 200 negozi, 2 supermercati, 500 posti auto, una torre per uffici, caffetterie, bar, ristoranti eccetera con la disponibilità di costruire anche strutture per utilizzo pubblico;

che nel protocollo d'intesa col Comune è stabilito tra l'altro che l'insediamento prevede 2 metri cubi per ogni metro quadro di terreno, la superficie messa a disposizione è 52 mila metri quadri, le aree residue delle costruzioni dovranno essere cedute al Comune al prezzo rivalutato d'esproprio di 250.000 al metro quadro;

che i metri cubi del piano, stando al protocollo d'intesa e se la superficie fosse realmente di 52 mila metri quadri dovevano essere 104 mila e non i 161 mila approvati dalla Giunta e dal Consiglio comunale di Napoli;

che la superficie di 52 mila metri quadri riportata nel protocollo non corrisponde al vero perché vi sono stati inseriti:

10 mila metri quadri di un fabbricato di Via Campanile di proprietà di un imprenditore locale già asserviti a 30 mila metri cubi rilasciati con licenza edilizia negli anni '70 al proprietario che con lui permutò e per i quali ora otterrebbe altri 30 mila metri quadri, 3.500 metri quadri di strade che l'imprenditore dichiara essere sue, ma sulle quali ha il solo diritto di passaggio e per le quali otterrebbe altri 10 mila metri cubi di costruzione;

15 mila metri quadri attualmente a verde, di proprietà del villaggio Italsider già asserviti alle cubature rilasciate a suo tempo che l'imprenditore acquisterebbe per ottenere 45 mila mc di costruzione per poi restituirli al Comune per destinarli a ......verde! Sottraendo queste superfici improprie dai 52 mila metri quadri promessi, restano circa 25 mila metri quadri a fronte dei quali sono stati rilasciati 161.000 metri cubi, 6,5 mc per metro quadro;

che è detto nel protocollo d'intesa, e qui emerge il «colpo di genio», che se l'imprenditore non riuscirà ad acquistare i suddetti 15 metri quadri gli verrà depennato il centro congressi di circa 20 mila metri cubi e, non i 45 mila concessigli come sarebbe logico;

che l'imprenditore non dimostrando la titolarità del suddetto suolo otterrebbe 25 mila metri cubi ma, senza costruire il complesso depennato (cinema, sala conferenze, ecc), ma da inserire nel piano per dimostrare la valenza pubblica e non solo privata;

che in data 21 febbraio 2001 il Consiglio comunale di Napoli approvava la cosiddetta Variante Generale al Piano Regolatore Generale del Comune di Napoli del lontano 1972;

che in data 5 marzo 2001 veniva approvato dalla Giunta municipale il Programma integrato di intervento proposto alla stessa dalla società Campanile srl e dal signor Nicola Baiano;

che tale Programma è pervenuto nel mese di febbraio prima che fosse approvata la variante al Piano Regolatore Generale;

che l'Amministrazione comunale ha ritenuto di attivare per tale Programma l'iter istruttorio e di proporre apposita convenzione col soggetto richiedente;

che tale istruttoria ha comunque accertato la difformità del Programma al Piano Regolatore Generale vigente all'atto della sua presentazione;

che dalla documentazione allegata alla proposta di Programma integrato non è allegato lo schema delle aree che il richiedente dovrà cedere alla Pubblica Amministrazione;

che la legge regionale n. 3 del 1996 articolo 4 comma 7 prescrive quale parte integrante della documentazione da produrre alla Pubblica Amministrazione il «quadro delle aree da cedere al Comune ai sensi della legge regionale n. 14 del 1982 e del decreto ministeriale n. 1444 del 1968;

che la succitata legge non prevede deroghe alla presentazione della documentazione pena l'improcedibilità ai sensi della legge n. 241 del 1990;

che la stessa legge Regionale n. 3 del 1996 all'articolo 2, comma 5 non prevede l'applicabilità dei Programmi integrati ad aree libere da edificazione come quella proposta dalla srl Campanile e dal signor Baiano,

si chiede di conoscere dal Ministro dell'interno;

se gli adempimenti normativi di cui in premessa siano stati rispettati;

se corrisponda al vero che l'imprenditore locale nel passato sia incorso in abusi edilizi e lottizzazioni nel quartiere di Pianura (Napoli);

quali intrecci affaristici già modulati andrebbero a configurarsi con i clan camorristici di Pianura;

si chiede altresì di conoscere dal Ministro dell'ambiente:

i provvedimenti che intenda adottare per scongiurare questo ulteriore saccheggio del territorio;

se non intenda accertare le modalità dell'operazione e le relative ripercussioni ambientali sul territorio, commisurate alla densità abitativa, all'attuale impianto urbanistico ed a una ulteriore cementificazione di oltre 160.000 metri cubi;

per quali motivi il coordinatore del Dipartimento Urbanistica del Comune di Napoli architetto Roberto Gianni abbia ritenuto istruire tale procedura in deroga alle citate leggi regionali ed alla legge n. 179 del 1992 il cui iter procedurale è ben illustrato nei rispettivi testi e sottoporla al Consiglio comunale.

(4-01040)

BERGAMO - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

l'eliminazione delle Commissioni mediche militari sta causando gravi disagi e uno stato di preoccupante insoddisfazione, tra gli invalidi e i mutilati civili di guerra. Le ragioni sono duplici. La prima è di carattere organizzativo e riguarda le insopportabili attese a cui sono sottoposti gli invalidi e i mutilati per accedere alle visite di controllo e per ottenerne le decisioni; la seconda si riferisce alla mutata «filosofia» da parte delle Commissioni mediche provinciali, nel considerare gli aggravamenti delle ferite di guerra e le conseguenze che spesso procurano allo stato di salute generale, con decisioni che quasi sempre non tengono conto dell'aggravamento delle ferite e delle ripercussioni sullo stato di salute generale;

la situazione che si è creata con l'abolizione delle tradizionali Commissioni mediche militari ha gravemente scontentato la categoria degli invalidi e dei mutilati civili di guerra, senza rispondere ad alcun criterio di razionalità, poiché ha solo aggravato l'attività e le responsabilità delle Commissioni mediche provinciali, che erano già oberate dalle normali e gravose incombenze,

l'interrogante chiede si sapere se il Ministro in indirizzo non intenda ripristinare le tradizionali Commissioni mediche militari, ingiustamente soppresse dal precedente Governo, in modo da evadere rapidamente le richieste di adeguamento della gravità dello stato di invalidità dei civili, che hanno subito ferite o mutilazioni di guerra. Ponendo così fine a uno stato di grave disagio e di insoddisfazione, che sta colpendo una categoria a cui il Paese deve mostrare attenzione e solidarietà, in nome dei principi morali che combattono la guerra, e che impongono piena solidarietà verso chi ne è stato vittima. Le Commissioni mediche militari potrebbero essere costituite, nelle regioni sprovviste di ospedali militari, da medici in servizio nei Distretti militari, nei reparti e corpi delle Forze armate e delle Forze dell'ordine.

(4-01041)

SEMERARO - Al Ministro della difesa - Premesso che:

alcuni giorni fa lo scrivente ha avuto modo di apprendere che presso alcuni reparti militari, nella specie Maridipart-Taranto caserma Mezzacapo viene ogni giorno gratuitamente distribuito un quotidiano e precisamente «La Repubblica»,

si chiede di sapere:

se sia rimessa ai comandanti del reparto la decisione di distribuire gratuitamente un quotidiano e se sia rimessa alla stessa volontà la individuazione del quotidiano da distribuire;

se non si ritenga che sarebbe giusto che si attuasse o una forma di libera scelta, oppure un sistema che consentisse periodicamente la lettura di tutti i quotidiani o per lo meno di quelli a maggiore tiratura;

se non si ritenga che sarebbe necessario in ogni caso attuare un sistema tale da consentire l'agevole divulgazione dei quotidiani locali per la doverosa conoscenza degli accadimenti nel territorio.

(4-01042)

VALLONE - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio - Premesso che:

con decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 434 veniva emanato il Regolamento di attuazione dell'articolo 10 del decreto-legge 27 aprile 1990, n. 90 convertito, con modificazioni, dalla legge 26 giugno 1990, n. 165 relativo all'imposta erariale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili, in aggiunta ai diritti di approdo e partenza degli aeromobili;

con legge 21 novembre 2000, n. 342, riguardante misure in materia fiscale, l'articolo 90, comma 1 prevedeva la sostituzione dell'imposta erariale de qua con una imposta regionale sulle tali emissioni, il cui gettito era destinato prioritariamente al completamento dei sistemi di monitoraggio e di disinquinamento acustico, nonché all'eventuale indennizzo delle popolazioni residenti delle zone A e B dell'intorno aeroportuale, come definite dal decreto del Ministro dell'ambiente del 31 ottobre 1997;

sempre con legge 21 novembre 2000, n. 342, articolo 90, comma 4 veniva previsto che, entro novanta giorni dalla entrata in vigore della medesima legge, dovevano essere stabilite le modalità applicative dell'imposta con uno o più decreti del Ministro delle finanze, emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di concerto con il Ministro dei trasporti e della navigazione e con il Ministro dell'ambiente, sentita la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;

la legge 21 novembre 2000, n. 342, articolo 95, comma 1 sanciva che: «A decorrere dal 1º gennaio 2001 sono soppresse l'imposta erariale sugli aeromobili di cui all'articolo 10 del decreto-legge 27 aprile 1990, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 giugno 1990, n. 165, e l'imposta erariale regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili di cui all'articolo 18 della legge 27 dicembre 1997, n. 449»;

a seguito della mancata emanazione dei decreti attuativi della legge 21 novembre 2000, n. 342, articoli 90 e seguenti, concernente le modalità applicative dell'imposta erariale succitata, nel Paese è in atto una situazione paradossale in conseguenza della quale, mentre dal 1993 al 2000 gli aeromobili hanno regolarmente pagato l'imposta erariale; dall'approvazione della legge n. 342 del 2000 a tutt'oggi, i vettori si trovano nell'impossibilità concreta di versare alle imprese aeroportuali l'imposta erariale, in quanto i Ministri competenti non hanno mai emanato i decreti attuativi delle leggi,

si chiede di conoscere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della gravissima situazione esposta in premessa;

se, nell'ipotesi affermativa, i Ministri in indirizzo intendano emanare i decreti di attuazione succitati, al fine di dare corso alle disposizioni normative contenute nella legge 21 novembre 2000, n. 342, articoli 90 e seguenti.

(4-01043)

MALENTACCHI, BOCO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro e delle politiche sociali e delle politiche agricole e forestali - Premesso che:

sono in corso dismissioni del comparto agro-alimentare Eridania Beghin Say, divisione della Montedison, controllata del Gruppo FIAT e del francese EDF;

nel programma di vendita rientra anche la Carapelli Firenze spa, azienda leader nel settore della commercializzazione dell'olio extra vergine di oliva;

detta cessione è mirata soltanto alla realizzazione di risorse finanziarie piuttosto che alla salvaguardia e valorizzazione di una attività di particolare interesse produttivo;

la Carapelli Firenze spa ha effettuato in questi ultimi anni ingenti investimenti che hanno consentito lo sviluppo dell'azienda sia in termini di quote di mercato come di livelli occupazionali e professionali;

la Carapelli Firenze spa rappresenta significativamente, assieme ad altre aziende, il settore agro-alimentare nazionale e particolarmente quello regionale, a forte crescita sui mercati interni ed esteri;

il settore agro-alimentare regionale si trova in una favorevole congiuntura economica anche a seguito del richiamo proveniente dall'immagine di garanzia di qualità esercitata dalla suddetta azienda;

anche per la Cereol di Livorno - Gruppo Montedison - sono in corso programmi di dismissione penalizzanti ulteriormente le attività collegate del settore agro-alimentare regionale;

forti legami sono stati stretti dalla Carapelli Firenze con il mondo scientifico e della ricerca al fine di perseguire processi di innovazione funzionali all'intero comparto, nel pieno rispetto delle tradizioni e delle specificità di produzione;

nell'azienda fiorentina erano stati avviati programmi di sviluppo in grado di incidere significativamente sui livelli occupazionali attuali a cui, peraltro, debbono essere assicurati garanzie sul loro futuro professionale,

si chiede di sapere:

se i Ministri siano a conoscenza del programma di vendita della Carapelli Firenze spa da parte della Eridania Beghin Say, divisione della Montedison, controllata del Gruppo FIAT e del francese EDF;

se non ritengano opportuno farsi promotori di iniziative di mediazione con la attuale proprietà al fine di avere un quadro dettagliato della posizione in corso negli stabilimenti della Toscana e specificamente della Carapelli spa con riferimento alla riattivazione dei programmi di sviluppo precedentemente promossi e al mantenimento dell'unità produttiva, considerata la straordinaria importanza che il settore agro-alimentare rappresenta per la bilancia e l'immagine del nostro Paese.

(4-01044)

FLORINO - Al Ministro della salute - Premesso:

che nei giorni scorsi è stata inviata alla Procura della Repubblica di Napoli una denuncia, da parte di anonimi, relativa alla gravissima situazione di pericolo e disagio determinati dalla continua e copiosissima esposizione dei lavoratori del Centro Traumatologico Ortopedico di viale Colli Aminei ai fumi di scarico rilasciati dal camino della centrale termica dell'ospedale;

che, in particolare, è stato denunciato lo stato di degrado e di abbandono della centrale termica, considerati la mancanza di interventi di manutenzione e i sistemi di controllo della combustione e dei gas di scarico in stato di avaria;

che, in deroga alle norme di sicurezza sul lavoro e nonostante la gravità della situazione, molti servizi sono stati ubicati all'ultimo piano del fabbricato, sottostante alla ciminiera, esponendo i lavoratori alla inalazione di fumi pericolosissimi per la salute;

che nei giorni scorsi, a seguito delle numerose denunce pervenute in Procura, anche da parte degli abitanti dei palazzi vicini al nosocomio che da anni reclamano per l'inquinamento prodotto dall'inceneritore dei rifiuti, la magistratura ha disposto il fermo giudiziario dell'impianto, in attesa di ulteriori indagini per verificare lo stato di degrado e di cattivo funzionamento delle caldaie;

che da notizie pervenute allo scrivente, sembrerebbe che anche la ASL-NA1 stia indagando in merito alla vicenda e che allo stato attuale siano state avviate diverse cause di servizio;

che giova, infatti sottolineare, che la situazione sopra descritta ha causato ad alcuni dipendenti del CTO gravi forme di neoplasie e bronchiti croniche,

l'interrogante chiede di sapere:

se, considerata la gravità dei fatti esposti in premessa, non si ritenga di dover disporre con urgenza opportune indagini volte a verificare lo stato dei fatti denunciati, a controllare i metodi di manutenzione della centrale termica, il rendimento calorifico e le misurazioni relative alle emissioni in atmosfera, a verificare il calcolo di rendimento termico e il consumo di olio combustibile negli ultimi cinque anni;

quali siano i motivi del ritardo della installazione e dell'avvio della nuova centrale a metano.

(4-01045)